Empire State Building

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Coordinate: 40°44′54.3″N 73°59′09″W / 40.748417°N 73.985833°W40.748417; -73.985833

Empire State Building
Empire State Bldg 03.jpg
Ubicazione
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Località New York
Indirizzo 350, Fifth Avenue
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1930-1931
Inaugurazione 1º maggio 1931
Stile Art déco
Uso commerciale
Altezza Antenna/guglia: 443,2 m
Tetto: 381 m
Piani 103 (86 abitabili)
Area calpestabile 254,000 m² commerciali (stima del 2007)
Ascensori 73
Realizzazione
Costo 40.948.900 $
(paragonabili a 500.000.000 $ del 2010)[1]
Architetto William F. Lamb Shreve, Lamb & Harmon
Appaltatore Alfred E. Smith
Costruttore Starrett Brothers and Eken
Proprietario W&H Properties
Proprietario storico Empire State Building Corporation
 

L'Empire State Building è un grattacielo della città di New York, situato nel quartiere Midtown del distretto di Manhattan, all'angolo tra la Fifth Avenue e la West 34th Street.

Divenuto uno dei maggiori simboli della città, con i suoi 443 metri di altezza è stato il grattacielo più alto del mondo fra il 1931 e il 1967 e dal 1986 risulta iscritto al National Historic Landmark Program come monumento nazionale. Nel 2000 la American Society of Civil Engineers lo ha proposto come una delle sette meraviglie del mondo moderno.

Ogni anno è meta turistica di oltre tre milioni di visitatori che affollano la terrazza panoramica dell'ottantaseiesimo piano e l'osservatorio al centoduesimo.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli edifici preesistenti[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del XVIII secolo il luogo sul quale sorge l'attuale grattacielo era compreso nel terreno della fattoria di proprietà di un certo John Thompson, che includeva anche un piccolo lago soprannominato Sunfish Pond.[3]

Una rara immagine del 1893 della prima porzione originaria del Waldorf Astoria, che sorgeva sul terreno dove fu successivamente edificato l'Empire State Building.

In seguito la proprietà fu acquistata dalla famiglia Astor che vi fece costruire la propria residenza. Nel corso dell'Ottocento i discendenti degli Astor fecero costruire accanto alla loro dimora il primo grande albergo della città, nominandolo Waldorf Astoria; questo era un vasto edificio in stile rinascimentale francese, che fu ampliato in seguito edificando altri quattro edifici comunicanti, seguendo il progetto di Henry J. Hardenbergh,[4] autore anche del vicino Hotel Plaza e del Dakota. Alla fine degli anni venti il prestigioso albergo, noto per essere stato anche il ritrovo della più esclusiva aristocrazia cittadina facente parte dei Four Hundred, chiuse i battenti per trasferirsi nell'attuale sede al 301 di Park Avenue.

La genesi del progetto[modifica | modifica sorgente]

Progettato in stile Art déco dagli architetti Lamb e Harmon per una società di facoltosi uomini d'affari presieduta dall'ex governatore dello stato di New York Alfred E. Smith, l'Empire State Building fu da subito destinato ad un utilizzo commerciale, con l'intento di ospitare i numerosi uffici delle crescenti attività della città. La sua progettazione fu caratterizzata da tempi velocissimi, tanto che lo studio Lamb & Harmon produsse i disegni definitivi in appena due settimane, traendo spunto da quelli già realizzati per la Carew Tower di Cincinnati e per il Reynolds Building di Winston-Salem.[5] Il progetto iniziale prevedeva un'altezza minore di ottanta piani ma l'agguerrita competizione innescata dal vicino Chrysler Building portò a variare il progetto in corso d'opera con l'aggiunta del pennone sommitale che spinse l'edificio fino all'intentato traguardo di ben centotré piani.

Un grande cantiere[modifica | modifica sorgente]

Il cantiere di quello che sarebbe esplicitamente diventato il più alto grattacielo del mondo aprì il 24 settembre del 1929[6] con lo smantellamento di tutti gli edifici che componevano il vecchio Waldorf Astoria, e le grandi operazioni di scavo per le fondamenta iniziarono il 22 gennaio del 1930,[7] a pochi mesi dal grande crollo borsistico del 1929.

Un operaio alla costruzione del grattacielo, sullo sfondo si nota il Chrysler Building

Il 17 marzo del 1930 si iniziò a lavorare all'assemblaggio della struttura di acciaio che venne completata il 19 settembre, dopo appena ventitré settimane e con un anticipo di dodici giorni rispetto alle previsioni.[8] I lavori di completamento proseguirono altrettanto rapidamente al ritmo di quattro piani a settimana impiegando circa 3.400 operai, in gran parte immigrati italiani e irlandesi, affiancati da una cospicua minoranza di nativi Mohawk provenienti dalla riserva canadese di Kahnawake, assunti per la loro ottima capacità di equilibrio anche a considerevoli altezze; tuttavia il cantiere dovette registrare il decesso di sei operai durante i lavori.[9][10][11]

Per la sua efficiente organizzazione e per la tecnologia all'avanguardia utilizzata, il cantiere venne visitato da molti esperti del settore e studenti universitari di tutte le nazioni.[12] Complessivamente l'edificio fu completato in soli ventun mesi, di cui quattordici impiegati per l'intera costruzione, allo scopo di togliere al vicino Chrysler Building il recente titolo di edificio più alto del mondo. Il suo nome venne scelto in onore dello stato di New York, storicamente noto come Empire State, ma probabilmente fu suggerito anche dalla curiosa coincidenza con il nome della cava dell'Indiana da dove proveniva la pietra utilizzata per il rivestimento esterno: "Empire Mill Land".

L'evento inaugurale[modifica | modifica sorgente]

Una veduta aerea del centro di Manhattan nel 1932

La cerimonia di inaugurazione fu un evento solenne e si tenne, come previsto, il 1º maggio 1931 alla presenza del sindaco Jimmy Walker, del governatore dello stato di New York Franklin D. Roosevelt, del presidente della Empire State Building Corporation Alfred Smith e del presidente degli Stati Uniti d'America Herbert Hoover, che da Washington accese personalmente l'illuminazione del grattacielo tramite un collegamento via radio con la Casa Bianca.[13] L'edificio passò alla storia per i suoi primati: il grattacielo più alto del mondo, quello costruito più velocemente e il primo ad avere più di cento piani,[14] divenendo presto uno dei simboli di New York e dell'America stessa. L'evento inaugurale culminò con un pranzo dall'ottantacinquesimo piano che venne ricordato come «il pranzo più alto del mondo», mentre il giorno successivo l'edificio aprì ufficialmente al pubblico.[15]

Un debutto difficile[modifica | modifica sorgente]

Malgrado il ragguardevole risultato raggiunto, nel periodo immediatamente successivo alla sua costruzione, in piena grande depressione, gli uffici rimasero quasi interamente vuoti, costringendo la proprietà a far accendere alcune luci al suo interno per evitare che ciò si capisse; questo inutile stratagemma valse al grattacielo l'ironico soprannome di Empty State Building.[16]

Una vista notturna

Nel corso degli anni trenta il grattacielo risultò affittato soltanto per un quarto della sua superficie commerciale[17] e, a salvare dalla bancarotta la società di gestione di questo grande edificio fu la sua considerevole altezza, che permise la realizzazione di un osservatorio posto al penultimo piano e l'accesso turistico alla grande terrazza dell'ottantaseiesimo piano; nei locali interni adiacenti ad essa venne anche realizzata una cappella dove era possibile sposarsi. Gli introiti dei primi anni derivati dal flusso turistico eguagliarono l'importo complessivo della rendita degli affitti.

Nel 1933 l'edificio godette di una prima, vera notorietà mediatica quando fu scelto come luogo ipotetico per la scena finale del celebre film King Kong, nel quale il gigantesco animale, aggrappato al pennone dell'edificio, è intento a combattere contro gli aerei che gli danno la caccia.

L'Empire State Building visto da Brooklyn

Nel 1945 l'edificio, ancora in parte sfitto, fu oggetto di una collisione aerea da parte di un velivolo militare che si schiantò accidentalmente sul lato nord causando quattordici vittime.

La ripresa economica[modifica | modifica sorgente]

Il bilancio della società di gestione dell'edificio divenne positivo non prima della fine degli anni quaranta e nel 1951 la Empire State Building Corporation, provata dalla difficile gestione economica dei primi anni, vendette il grattacielo all'imprenditore immobiliare Roger L. Stevens per 34 milioni di dollari, che nel 1954 lo vendette nuovamente a un gruppo immobiliare di Chicago diretto da Henry J. Crown per l'esorbitante cifra di 54 milioni di dollari, la più alta pagata fino ad allora per un singolo edificio.[18] Nel corso degli stessi anni cinquanta venne installato un primo impianto di illuminazione esterna a partire dal settantaduesimo piano e al pennone sommitale vennero aggiunte antenne e ripetitori per le trasmissioni televisive. Da allora svariati piani dell'edificio ospitano studi televisivi e radiofonici.

La perdita del primato[modifica | modifica sorgente]

Dopo trentasei anni l'Empire State Building perse il primato di struttura autoportante più alta del mondo in favore della torre di Ostankino completata a Mosca nel 1967, in piena guerra fredda. Nel 1973 le Torri Gemelle del World Trade Center gli tolsero anche il primato dell'edificio più alto del mondo.[19][20] Malgrado ciò l'Empire State Building rimase comunque uno dei simboli di riferimento della città e scandisce tuttora immancabilmente i maggiori eventi cittadini, nazionali e mondiali grazie all'illuminazione che assume a seconda del caso.

Gli anni recenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1984 venne sostituito il primo impianto di illuminazione con uno nuovo costituito da tubi neon[21] e nel 1986 l'edificio fu iscritto nel National Historic Landmark Program e pertanto da allora è considerato monumento nazionale.[22][23] Il grattacielo fu nuovamente messo in vendita nel 1991, diventando oggetto di agguerrita contesa tra i maggiori imprenditori immobiliari del mondo, tra cui il giapponese Hidekei Yokoi, la ricca ereditiera Leona Helmsley, l'uomo d'affari Peter Malkin e il noto Donald Trump, che riuscì ad aggiudicarsi la maggioranza dell'immobile nel 2000.

In seguito al drammatico crollo delle Torri Gemelle negli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, l'Empire State Building tornò ad essere l'edificio più alto di New York, ma ormai soltanto il terzo più alto degli Stati Uniti, dopo la Willis Tower e la Trump International Hotel and Tower di Chicago. In seguito al tragico evento, il 19 marzo del 2002, il grattacielo viene nuovamente venduto alla W&H Properties dell'imprenditore immobiliare Peter Malkin.

Il riconquistato primato fu nuovamente infranto il 30 aprile 2012, giorno in cui il cantiere della Freedom Tower lo superò di otto metri.[24]

Nel 2010 la Empire State Reality Trust, società di amministrazione dell'edificio rappresentata da Anthony Malkin, ha sostenuto un'importante ristrutturazione da oltre 550 milioni di dollari che ha riportato l'edificio allo splendore originale.[25]

L'architettura[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Una vista laterale dell'edificio visto
dall'East River

Lo schema costruttivo adottato per l'intero edificio non fu particolarmente innovativo ma si rivelò estremamente funzionale: i tempi di realizzazione furono così brevi da diventare uno dei primati più difficili da superare. Il progetto del grattacielo prevedeva tale rapidità di esecuzione grazie all'assemblaggio delle 57.480 tonnellate di travi d'acciaio[26] della struttura portante. Secondo le leggi in vigore al tempo della costruzione, l'intera armatura d'acciaio è stata rivestita di mattoni o colate di calcestruzzo per garantire una maggiore resistenza al calore in caso di incendio.[27] Le fondazioni, poste a circa 17 metri di profondità su un fondo roccioso di scisti, contano 210 pilastri costituiti da travi in acciaio annegate nel calcestruzzo,[28] indispensabili a sorreggere le circa 365.000 tonnellate dell'intero edificio che si erge per 103 piani, con una superficie totale di 204.385 m2 e un'altezza complessiva di 443,2 metri.

La comparazione dell'Empire State Building
(in rosso) con altri edifici

Il rivestimento esterno è costituito da complementari elementi prefabbricati come i pannelli in alluminio con sobrie decorazioni Art déco posti tra le 6.514 finestre e blocchi di pietra calcarea dell'Indiana ancorate esternamente alla struttura di acciaio, mentre il rivestimento interno delle pareti perimetrali è stato realizzato con circa 10 milioni di mattoni. A completare l'opera di finitura vi fu infine la posa posa esterna dei pannelli e delle finiture in alluminio anodizzato.[29]

L'esterno[modifica | modifica sorgente]

L'edificio, caratterizzato da un disegno sobrio ed austero, è il risultato della sovrapposizione e dell'intersezione di svariati moduli a parallelepipedo che si sommano a varie altezze al di sopra dell'ampio basamento rettangolare di soli sei piani, generando una varietà di spazi per terrazze e la caratteristica forma rastremata che ottemperava le leggi del piano regolatore dell'epoca.[30][31][32] I prospetti nord e sud si differenziano dai due laterali per una maggiore larghezza e per l'evidente scanalatura centrale, mentre il settantaduesimo e l'ottantaseiesimo piano ospitano un articolato impianto di illuminazione policromatica esterno originariamente installato negli anni cinquanta e rinnovato per la seconda volta nel 2012, che illumina nottetempo gli ultimi 30 piani e la cima dell'edificio con appositi giochi di luce colorata in occasione di specifici eventi celebrativi.[33]

All'ottantaseiesimo piano vi è la più grande terrazza panoramica dell'edificio raggiungibile tramite i 73 ascensori Otis e dotata di plance di osservazione con binocoli; da qui si può godere di un ampio panorama sulla città e su i suoi dintorni fino a scorgere i territori degli stati confinanti.

Un'immagine che ritrae
il pennone sulla cima dell'edificio

La parte terminale dell'edificio è costituita da un possente pennone che originariamente era di 46 metri e culminava con la terrazza del 103º piano sormontata da una cupola tronca. Esso venne realizzato con l'intento di ancorare i dirigibili consentendo l'uscita dei passeggeri sulla terrazza[34] ma in seguito questa funzione si rivelò pericolosa e impraticabile, quindi il pennone venne portato a 62 metri con l'aggiunta di una lunga asta metallica che venne utilizzata per l'installazione di antenne, luci, ripetitori radiotelevisivi e un grande parafulmine che viene colpito dalle scariche elettriche con una media di 500 volte l'anno.[35] La porzione originaria del pennone ospita l'osservatorio del 102º piano a 381 metri d'altezza, anch'esso aperto al pubblico.

Gli interni[modifica | modifica sorgente]

Un'immagine dell'atrio di ingresso

Il grande atrio di ingresso al 350 della Fifth Avenue è anch'esso un esempio di Art déco ed è decorato con marmo di Rocheron e simboli dell'era moderna raffigurati in medaglioni metallici cromati incastonati nelle pareti. Gli interni dell'edificio ospitano esclusivamente locali commerciali di uffici e circa una quarantina di studi televisivi e radiofonici di emittenti private. Oltre ai numerosi uffici l'edificio ospita l'incessante flusso di visitatori che vi accede ogni giorno dalle 8 del mattino all'1:45 di notte. La biglietteria è ubicata al secondo piano dove vi sono anche gli accessi controllati dal personale di sicurezza e un ampio percorso che si disloca per buona parte del piano fino agli ascensori che conducono all'ottantesimo piano; da qui il percorso prosegue con pannelli illustrati che riportano cenni storici e immagini della costruzione dell'edificio. Dall'ottantesimo piano si prosegue per i restanti sei piani con gli ascensori o tramite le scale. Dall'ottantaseiesimo piano si ha accesso alla terrazza e si può anche proseguire per l'osservatorio del centrotreesimo piano con un altro ascensore.

Al 2007 l'edificio ospita quotidianamente circa 21.000 persone che lavorano nei numerosi uffici; 250 sono gli addetti alla gestione turistica dell'edificio e 150 sono i tecnici dediti alla manutenzione. Questa grande concentrazione di persone fa dell'Empire State Building il secondo più grande complesso di uffici degli Stati Uniti dopo il Pentagono.[36]

Alcuni degli ascensori del grande atrio di ingresso

Nella radicale e ambiziosa ristrutturazione interna del 2010 sono stati spesi circa 550 milioni di dollari, di cui 120 per trasformare il grattacielo in un edificio ad alimentazione ecosostenibile secondo i più moderni criteri di rispetto ambientale, che nel 2011 gli ha valso il massimo riconoscimento del LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Questo nuovo primato lo rende il più alto grattacielo con la certificazione LEED.[37][38]

Il panorama[modifica | modifica sorgente]

Dalla terrazza panoramica dell'ottantaseiesimo piano del grattacielo è possibile osservare un vasto panorama sulla città e, in giornate particolarmente limpide, anche i territori dei quattro stati vicini: Massachusetts, Connecticut, New Jersey e Pennsylvania. All'ingresso è possibile chiedere al personale addetto il grado di visibilità del panorama solitamente espresso in miglia.


Il panorama a 360° su Manhattan dall'Empire State Building

360°-Panorama


Suicidi[modifica | modifica sorgente]

Durante gli anni vi sono stati molti tentativi di suicidio, quasi tutti riusciti nel loro tragico intento. Il primo si verificò nel 1931 tra gli stessi lavoratori quando, prima del completamento dell'edificio, un operaio si gettò dagli ultimi piani appena dopo essere stato licenziato.[39] Durante i successivi anni se ne contarono circa una trentina[40] tra cui quello di Frederick Eckert che si lanciò dalla terrazza dell'osservatorio al centoduesimo piano atterrando sulla sottostante terrazza dell'ottantaseiesimo e quello dell'ex militare della marina William Lloyd Rambo che si gettò dalla stessa terrazza dell'ottantaseiesimo piano nel dicembre del 1943.[41]

L'Empire State Building e il Chrysler Building in secondo piano

Il 1º maggio del 1947 vi fu quello più noto e sconcertante, quando la ventitreenne Evelyn Francis McHale di lanciò dalla terrazza dell'ottantaseiesimo piano e piombò fatalmente su una limousine nera parcheggiata in strada. Ciò che stupì fu il corpo della giovane vittima che giaceva supino e praticamente intatto sull'abitacolo sfondato della vettura, tanto da essere fotografato da Robert Wiles, uno studente accorso sul posto. A giustificare il gesto estremo della ragazza fu un biglietto autografo della vittima trovato sulla terrazza dell'ottantaseiesimo piano che recitava la seguente frase: «He's much better off without me... I wouldn’t make a good wife for anybody.» (Lui sta molto meglio senza di me… Non diventerei una buona moglie per nessuno).[42][43] La fotografia venne anche pubblicata il 12 maggio dello stesso anno dalla nota rivista americana Life[44] riferendosi ad essa come «the most beautiful suicide».[45] e fu acquistata anni più tardi dal noto esponente della Pop art Andy Warhol che la elaborò intitolando l'opera Suicide (fallen body) e la inserì nella serie di serigrafie intitolata Death and disaster.[46]

A seguito di questo evento la terrazza dell'ottantaseiesimo piano fu necessariamente dotata di adeguate protezioni metalliche che ne ostacolano l'attraversamento. Tuttavia vi furono altri due tentativi fortunosamente falliti, uno nel 1979 ad opera di Elvita Adams che, dopo essersi lasciata cadere dalla medesima terrazza dell'ottantaseiesimo piano venne sbattuta contro l'edificio da una violenta corrente d'aria ascensionale e atterrò sul cornicione del piano sottostante riportando soltanto la frattura di un'anca;[47][48] stessa sorte toccò al ventiseienne Thomas Elmes, altro aspirante suicida che il 25 aprile 2013 atterrò indenne sul cornicione dell'ottantacinquesimo piano.[49] In entrambi i casi i due sopravvissuti furono tratti in salvo dal personale di sicurezza dell'edificio.

I casi più recenti di suicidio risalgono al 2004, al 2006 e al 2007, quest'ultimo avvenuto il 13 aprile dopo un salto nel vuoto dal sessantanovesimo piano.[50]

Incidenti[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare di Mitchell B-25 simile a quello che colpì l'edificio nel 1945

Nel 1945 l'edificio venne colpito accidentalmente da un velivolo. Erano le 9:40 di sabato 28 luglio quando, a causa di una fitta foschia, un Mitchell B-25 della US Air Force pilotato dal colonnello William Franklin Smith Jr.[51] impattò contro il prospetto nord dell'edificio tra il settantanovesimo e l'ottantesimo piano uccidendo il pilota e altre tredici persone che occupavano gli uffici del National Catholic Welfare Council, tuttavia l'incendio divampato fu tempestivamente domato e spento in circa quaranta minuti. Uno dei motori dell'aereo fuoriuscì da una finestra della parte opposta dell'edificio precipitando sul tetto di un edificio adiacente mentre l'altro motore e uno dei carrelli caddero in una tromba di uno degli ascensori.[52]

Durante l'impatto l'operatrice Betty Lou Oliver che era in uno degli ascensori precipitò per settantacinque piani all'interno della cabina ma si salvò grazie al sistema frenante dell'impianto.[53] Tale evento la fece entrare nel registro dei Guinness dei Primati per il numero di piani da cui precipitò indenne.[54]

Utilizzi specifici[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

L'Empire State Building illuminato nel periodo natalizio

Dal 1978 nel grattacielo si svolge la Empire State Building Run-Up, ovvero la competizione sportiva che prevede la scalata fino all'ottantasettesimo piano percorrendo i 1.576 gradini delle numerose rampe di scale.[55][56]

Nel 1994 l'edificio fu scalato a mani nude dal noto atleta e scalatore francese Alain Robert.

Nel 2000 il grattacielo è stato fotografato e messo come copertina in Standing on the Shoulder of Giants, il quinto album della band inglese Oasis.

Nell'aprile del 2014 la Ford ha festeggiato il 50º anniversario della Mustang esponendo l'ultimo modello sulla terrazza dell'ottantaseiesimo piano, analogamente a quanto già avvenuto nel 1964 con il lancio commerciale del primo modello.[57]

L'illuminazione[modifica | modifica sorgente]

L'Empire State Building è uno dei simboli di riferimento della città e, con la sua cima illuminata, scandisce immancabilmente i maggiori eventi cittadini e mondiali. Il primo impianto di illuminazione esterno dell'edificio venne installato nel 1956 alla base del settantaduesimo piano ed era costituito da 4 proiettori rotanti di un metro e mezzo di diametro.

Nel 1984 l'impianto venne rinnovato da Douglas Leigh e i proiettori sostituiti con 880 tubi neon da 75 watt ciascuno di cui 220 in posizione verticale installati sulla parte superiore del pennone.[21]

Il 26 novembre 2012 uno spettacolo inedito condotto da Alicia Keys ha inaugurato il nuovo impianto di illuminazione che ha sostituito i precedenti neon da un nuovo sistema di proiettori LED programmati tramite un sistema computerizzato. Questo nuovo impianto consente di illuminare la cima dell'edificio fino a sedici milioni di colori ma offre altresì la possibilità di creare un'illuminazione più dinamica consentendo anche effetti incrociati, ondulatori o stroboscopici.[58]

La tabella sottostante elenca i principali eventi e la relativa illuminazione adottata.[59]

Colore Evento Data
Rosso San Valentino 14 febbraio
Verde Saint Patrick's Day 17 marzo
Blu e bianco Anniversario dell'indipendenza della Grecia 25 marzo
Giallo e bianco Primavera e settimana di Pasqua (variabile)
Blu e bianco Anniversario dell'indipendenza dell'Israele 14 maggio
Blu Memorial Day del NYPD 26 maggio
Rosso e bianco Anniversario della fondazione della Croce Rossa 15 giugno
Multicolore arcobaleno Gaypride (variabile)
Rosso, bianco e azzurro Indipendence Day (e tutte le altre festività nazionali americane) 4 luglio
Blu, bianco e rosso Anniversario della presa della Bastiglia 14 luglio
Verde, bianco e arancio Anniversario dell'indipendenza dell'India 15 agosto
Rosso e giallo Autunno dal 21 settembre
Giallo, rosso (nero) Anniversario della riunificazione della Germania 3 ottobre
Rosso, bianco e verde Columbus Day, in memoria del navigatore genovese 12 ottobre
Rosso e verde Festività natalizie 8 dicembre - 7 gennaio
Porpora e bianco Giorno della lotta contro l'Alzheimer
Rosa e bianco Giorno della lotta contro il cancro al seno

Oltre alle consuete colorazioni programmate per gli eventi prestabiliti, la cima dell'Empire State Building ha assunto altre specifiche colorazioni come elencato di seguito.

  • Nel 1995 e nel 1998, rispettivamente per gli ottant'anni e per la scomparsa di Frank Sinatra, l'illuminazione del grattacielo assunse il colore blu, in omaggio al colore degli occhi del celebre cantante.
  • Nel 2001, per la morte di Joey Ramone, il cantante dei Ramones, il grattacielo assunse i colori della bandiera americana.
  • Durante l'attesa per i risultati elezioni presidenziali è ormai consuetudine che l'edificio sia illuminato di blu e di rosso, i colori dei due partiti antagonisti. Il 7 novembre 2012, appena apparve certa la vittoria di Barack Obama e del Partito Democratico, la cima dell’Empire State Building si tinse completamente di blu.
  • Nel 2013 l'Empire State Building è stato illuminato con i colori della bandiera svedese per celebrare l'arrivo a New York degli Swedish House Mafia e per mostrare apprezzamento per il loro Black Tie Rave, un evento per raccogliere fondi da devolvere a supporto delle vittime dell'Uragano Sandy che colpì duramente anche la città di New York.

L'edificio nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

La locandina del film King Kong del 1933, che ritrae idealmente il gorilla sulla cima dell'Empire State Building

Il cinema ha grandemente contribuito alla sua fama, ambientandovi scene di diverse pellicole. La prima apparizione cinematografica è in King Kong, nel cui celebre finale il gigantesco gorilla viene ucciso dal fuoco degli aerei proprio in cima al grattacielo; tuttavia fu soltanto una citazione poiché lo scenario venne ricostruito negli studi di Hollywood.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Come raggiungerlo[modifica | modifica sorgente]

L'Empire State Building è una delle mete turistiche più frequentate di New York per le piattaforme di osservazione ed è raggiungibile mediante le numerose linee di autobus e le linee di metropolitana "A", "C", "E" e "1", "2" e "3" della vicina Penn Station sulla trentaquattresima strada.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://history1900s.about.com/od/1930s/a/empirefacts.htm
  2. ^ [1]|Consultato il 9 luglio 2014.
  3. ^ Empire State Building : Official Internet Site in Esbnyc.com. URL consultato l'8 dicembre 2008.
  4. ^ Empire State Building, 21 mesi per costruire il grattacielo più alto del mondo, op. cit., p. 22.
  5. ^ Reynolds Building|Consultato il 9 luglio 2014.
  6. ^ Carol Willis, op. cit., pp. 93-94.
  7. ^ Carol Willis, op. cit., p. 102.
  8. ^ Carol Willis, op. cit., p. 164.
  9. ^ Carol Willis, op. cit., p. 204.
  10. ^ about.com|Consultato il 9 luglio 2014.
  11. ^ 31 gennaio 1930 Giuseppe Tedeschi e L. Dedominichi; 29 aprile 1930 Reuben Brown; 14 luglio 1930 Sigus Andreasen; 30 luglio 1930 Frank Sullivan; 9 dicembre 1930 A. Carlson.
  12. ^ Carol Willis, op. cit., p. 162.
  13. ^ Carol Willis, op. cit., pp. 45-46.
  14. ^ Carol Willis, op. cit., p. 56.
  15. ^ Carol Willis, op. cit., p. 46.
  16. ^ In inglese "empty" significa "vuoto".
  17. ^ Carol Willis, op. cit., p. 47.
  18. ^ New York: A Documentary Film|Consultato il 9 luglio 2014.
  19. ^ History of the Twin Towers. URL consultato il 26 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2013).
  20. ^ Tuttavia detiene un altro primato storico: è l'edificio del Novecento che ha detenuto più a lungo (36 anni) il primato di edificio più alto del mondo.
  21. ^ a b Tower Lights|Consultato il 9 luglio 2014.
  22. ^ Carolyn Pitts, Nomina a national historic landmark (PDF), National Park Service, 26 aprile 1985.
  23. ^ Empire State Building—Accompanying 7 photos, exterior and interior, from 1978 (PDF) in National Register of Historic Places Inventory, National Park Service, 26 aprile 1985.
  24. ^ Ora la Freedom Tower dell'One World Trade Center è l'edificio più alto di New York e il terzo più alto degli Stati Uniti d'America, mentre l'Empire State Building è il quarto.
  25. ^ Empire State Realty Trust. URL consultato il 7 marzo 2014.
  26. ^ Carol Willis, op. cit., p. 166.
  27. ^ Carol Willis, op. cit., p. 173.
  28. ^ Carol Willis, op. cit., p. 102 e p. 167.
  29. ^ Carol Willis, op. cit., pp. 172-175.
  30. ^ Le leggi del piano regolatore di New York di quegli anni non permettevano di realizzare edifici dalle forme troppo uniformi e squadrate tali da oscurare la vista del cielo e in grado di creare dei veri e propri "canyon" privi di luce tra le stesse vie della città. Questo provvedimento stimolò dunque gli architetti a realizzare edifici rastremati o con due o più torri.
  31. ^ Carol Willis, op. cit., p. 25.
  32. ^ Form follows finance, op. cit., pp. 62-65.
  33. ^ Lighting Schedule, Empire State Building. URL consultato il 10 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2009).
  34. ^ Jacques Binoche, op. cit., p. 174.
  35. ^ AA.VV., op. cit., pp. 136-137.
  36. ^ Jacques Binoche, op. cit., p. 181.
  37. ^ 2009 ULI Fall Meeting & Urban Land Expo — Green Retrofit: What Is Making This the Wave of the Future? (PDF). URL consultato l'11 ottobre 2010.
  38. ^ Empire State Building Achieves LEED Gold Certification | Inhabitat New York City in Inhabitat.com. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  39. ^ Manhattan, op. cit., p. 160
  40. ^ https://web.archive.org/web/20090212202646/http://www.iht.com/articles/2006/04/26/features/empside.php iht.com
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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