MetLife Building

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Coordinate: 40°45′12.1″N 73°58′36.3″W / 40.75336°N 73.97675°W40.75336; -73.97675

MetLife Building
Walter Gropius photo MetLife Building fassade New York USA 2005-10-03.jpg
Ubicazione
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Stato federato New York
Località New York
Indirizzo 200 Park Avenue[1]
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1960 - '63[1]
Inaugurazione 7 marzo 1963
Stile moderno
Altezza Tetto: 246.28[1] m
Piani 59[2][1]
Area calpestabile 307.000 m²[senza fonte]
Realizzazione
Architetto Emery Roth & Sons, con la collaborazione di Walter Gropius e Pietro Belluschi
Ingegnere James Ruderman[2]
Costruttore Erwin Wolfson[2]
Proprietario storico Pan American Airways,
Metropolitan Life Insurance Company
 

Il MetLife Building, che originariamente si chiamava Pan Am Building, è un grattacielo che si trova sulla Park Avenue a New York. Ispirato a un progetto di Le Corbusier del 1938-42 e al Grattacielo Pirelli di Giò Ponti e Nervi, fu progettato dallo studio Emery Roth & Sons insieme a Walter Gropius e Pietro Belluschi[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pan Am Building visto dalla Park avenue a nord nel 1980; in basso è visibile la Grand Central Station, mentre in cima al grattacielo è ben visibile il logo della Pan Am.
Park Avenue da sud; l'imponente grattacielo è in piena vista dietro all'Helmsley Building.

Alto 246 metri, disposto su 59 piani, il palazzo fu inaugurato il 7 marzo 1963. All’epoca, stabilì un record: era infatti il più grande palazzo al mondo ad uso esclusivamente commerciale. I suoi uffici erano occupati dalla Pan Am (che era anche la proprietaria dell’intero edificio) e da numerosi altri affittuari business. Il progetto fu sviluppato a partire dal 1958 dallo studio Emery Roth & Sons, con la collaborazione degli acclamati architetti Walter Gropius e Pietro Belluschi. L’edificio pensato in origine da Emery Roth & Sons era di più modesta entità rispetto al risultato finale ed aveva anche una visibilità diversa, in quanto era allineato lungo Park Avenue in direzione nord-sud. L’intervento di Gropius e Belluschi modificò radicalmente il progetto, conferendo al palazzo la sua caratteristica forma di un ottagono schiacciato ed il suo vistoso allineamento est-ovest attraverso Park Avenue. Segno distintivo inconfondibile del grattacielo era la presenza, in cima, su tutte e quattro le facciate, dei simboli della Pan Am. La scritta Pan Am campeggiava trionfale sulle facciate nord e sud, mentre le facciate est e ovest ospitavano il grande logo della società a forma di globo.

Fin da prima del suo completamento, il grattacielo subì pesanti critiche non tanto per via del suo design, piuttosto di carattere urbanistico e in relazione al suo intorno. Infatti l'edificio, con la sua sagoma massiccia e poderosa, sovrasta la stazione centrale e si pone a metà di Park Avenue chiudendone qualsiasi continuità visiva. Le critiche si concentrarono ovviamente su Gropius e Belluschi, gli architetti di grande prestigio che ne avevano determinato l'aspetto finale; in particolare Gropius, che era stato fondatore e animatore della Bauhaus e di tutto il movimento moderno, pressato dalle dure critiche, fu costretto a difendersi nel 1965 sulle pagine di Casabella, affermando la dipendenza dell'architetto nei confronti del cliente, indipendentemente da necessità urbanistiche della collettività, e negando in qualche modo i principi del grande movimento architettonico a cui aveva dato alcune delle prime spinte[2].

Nel 1987 un sondaggio del periodico New York mise il grattacielo Pan Am al primo posto tra gli edifici che gli abitanti della Grande Mela vorrebbero veder demoliti[3]. A dispetto dei ciò e delle illustri critiche, il Pan Am Building è sempre stato un indirizzo estremamente ambito da imprese e studi professionali. Prestigio e comodità sono i fattori alla base della scelta di avere la sede della propria attività in questo grattacielo: prestigio, in quanto il Pan Am rimane uno degli edifici più famosi ed immediatamente riconoscibili dello skyline di Manhattan; comodità, in quanto si trova subito a ridosso della stazione ferroviaria, il Grand Central Terminal.

Voli di elicotteri[modifica | modifica wikitesto]

Il tetto del grattacielo Pan Am fu utilizzato fin dai primi anni per un servizio di trasporto della New York Airways via elicottero fino all'aeroporto internazionale John F. Kennedy[2]. Il 16 maggio 1977, alle ore 17:35, un incidente, tanto drammatico quanto spettacolare, vide però per protagonista un elicottero che stava imbarcando passeggeri proprio sul tetto del palazzo, con le pale rotanti in funzione. Quattro passeggeri erano già a bordo (assieme ai tre membri dell’equipaggio) ed altri stavano per imbarcarsi quando, improvvisamente, il carrello di atterraggio destro dell’elicottero collassò, questo si piegò sulla destra e le pali rotanti in movimento colpirono alcune delle persone che si apprestavano a salire, uccidendone quattro e ferendone gravemente una quinta[4]. Inoltre, una delle pale si staccò dall'elicottero e si spezzò in due; una delle due metà volò per un paio di isolati e precipitò a terra, all'incrocio tra Madison Avenue e la 43esima strada, provocando la morte di un passante e il ferimento grave di un altro[5]. Il servizio della New York Airways fu sospeso definitivamente[2].

Suicidio[modifica | modifica wikitesto]

Non è questo incidente l’unico fatto di cronaca drammatico legato al Pan Am Building. Due anni prima, per l’esattezza il 3 febbraio del 1975, ci fu un altro episodio scioccante: Eli M. Black, all'epoca proprietario e amministratore delegato della United Brands Company (oggi Chiquita Brands International), frantumò con la valigetta una finestra del suo ufficio al 44º piano e si lanciò nel vuoto, trovando la morte sulla sottostante Park Avenue. Una successiva indagine della Sec (la commissione americana per il controllo delle attività di Borsa) volta ad investigare i motivi del suicidio di Eli M. Black rivelò l’esistenza dello scandalo noto come Bananagate, ovvero il pagamento, da parte della United Brands Company, di ingenti somme di denaro al presidente dell’Honduras in cambio di una forte riduzione delle tasse che il Paese applicava sull'esportazione delle banane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (ENDEFR) MetLife Building in Emporis. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  2. ^ a b c d e f g Federico Bucci, Un grattacielo odiato in domus. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  3. ^ (EN) Brian Sirman, The Buildings We Love to Hate in Big Red & Shiny. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  4. ^ (EN) Five Dead in Helicopter Crash in The Fort Scott Tribune, 17 maggio 1977, p. 1.
  5. ^ (EN) Helicopter Crash Kills Five in The Beaver County Times, 17 maggio 1977, A-13.

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