MetLife Building

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MetLife Building
Walter Gropius photo MetLife Building fassade New York USA 2005-10-03.jpg
Ubicazione
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Località New York
Informazioni
Condizioni In uso
Inaugurazione 7 marzo 1963
Altezza Tetto: 246.6 m m
Area calpestabile 307.000 m²
Realizzazione
Architetto Emery Roth & Sons, con la collaborazione di Walter Gropius
 

Il MetLife Building, che originariamente si chiamava Pan Am Building, è un grattacielo che si trova sulla Park Avenue a New York. Il suo design è stato ispirato dal Grattacielo Pirelli di Milano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Alto 246 metri, disposto su 58 piani, il palazzo fu inaugurato il 7 marzo 1963. All’epoca, stabilì un record: era infatti il più grande palazzo al mondo ad uso esclusivamente commerciale. I suoi uffici erano occupati dalla Pan Am (che era anche la proprietaria dell’intero edificio) e da numerosi altri affittuari business. Il progetto fu sviluppato a partire dal 1958 dallo studio Emery Roth & Sons, con la collaborazione degli acclamati architetti Walter Gropius e Pietro Belluschi. L’edificio pensato in origine da Emery Roth & Sons era di più modesta entità rispetto al risultato finale ed aveva anche una visibilità diversa, in quanto era allineato lungo Park Avenue in direzione nord-sud. L’intervento di Gropius e Belluschi modificò radicalmente il progetto, conferendo al palazzo la sua caratteristica forma di un ottagono schiacciato ed il suo vistoso allineamento est-ovest attraverso Park Avenue. Segno distintivo inconfondibile del grattacielo era la presenza, in cima, su tutte e quattro le facciate, dei simboli della Pan Am. La scritta Pan Am campeggiava trionfale sulle facciate nord e sud, mentre le facciate est e ovest ospitavano il grande logo della società a forma di globo. Fin dalla sua nascita il grattacielo Pan Am vanta un singolare primato, che è quello di essere il palazzo che i newyorkesi maggiormente detestano. Nel 1987 un sondaggio del periodico New York mise il grattacielo Pan Am al primo posto tra gli edifici che gli abitanti della Grande Mela vorrebbero veder demoliti. Tra i motivi di una così profonda antipatia vi è sicuramente la sua posizione. Il Pan Am sbarra infatti a metà Park Avenue, bloccando la visuale della celebre via ed oscurando, con la sua sagoma massiccia e poderosa, altri raffinati palazzi circostanti, in particolare l’Helmsley Building. A dispetto dell’opinione dei newyorkesi, il Pan Am Building è sempre stato un indirizzo estremamente ambito da imprese e studi professionali. Prestigio e comodità sono i fattori alla base della scelta di avere la sede della propria attività in questo grattacielo. Prestigio, in quanto il Pan Am rimane uno degli edifici più famosi ed immediatamente riconoscibili dello skyline di Manhattan. Comodità, in quanto si trova subito a ridosso della stazione ferroviaria, il Grand Central Terminal.


Tragedia al Grattacielo Pan Am[modifica | modifica sorgente]

Il 16 maggio 1977, alle ore 17.35, un incidente, tanto drammatico quanto spettacolare, vide per protagonista un elicottero della New York Airways, proprio mentre si trovava parcheggiato sul tetto del palazzo della Pan Am e stava imbarcando passeggeri, con le pale rotanti in funzione. Quattro passeggeri erano già a bordo (assieme ai tre membri dell’equipaggio) ed altri stavano per imbarcarsi quando, improvvisamente, il carrello di atterraggio destro dell’elicottero collassò. L’elicottero si piegò sulla destra e le pali rotanti in movimento colpirono alcune delle persone che si apprestavano a salire, uccidendone quattro e ferendone gravemente una quinta. Inoltre, una delle pale si staccò dall’elicottero e si spezzò in due; una delle due metà volò per un paio di isolati e precipitò a terra, all’incrocio tra Madison Avenue e la 43esima Street, provocando la morte di un passante e il ferimento grave di un altro. Non è questo l’unico fatto di cronaca drammatico legato al Pan Am Building. Due anni prima, per l’esattezza il 3 febbraio del 1975, ci fu un altro episodio scioccante. Eli M. Black, all’epoca proprietario e amministratore delegato della United Brands Company (oggi Chiquita Brands International), frantumò con la valigetta una finestra del suo ufficio al 44º piano e si lanciò nel vuoto, trovando la morte sulla sottostante Park Avenue. Una successiva indagine della Sec (la commissione americana per il controllo delle attività di Borsa) volta ad investigare i motivi del suicidio di Eli M. Black rivelò l’esistenza dello scandalo noto come Bananagate, ovvero il pagamento, da parte della United Brands Company, di ingenti somme di denaro al presidente dell’Honduras in cambio di una forte riduzione delle tasse che il Paese applicava sull’esportazione delle banane.

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