The Prettiest Star

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The Prettiest Star
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione 6 marzo 1970
Durata 3 min : 09 s
Album di provenienza Aladdin Sane
Genere Pop
Rock
Etichetta Mercury
Produttore Tony Visconti
Registrazione Trident Studios, Londra
Formati 7"
Note Lato B: Conversation Piece
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1970)
Singolo successivo
(1970)
(EN)

« One day, though it might
as well be someday
you and I will rise up all the way,
all because of what you are,
the prettiest star. »

(IT)

« Un giorno, potrebbe essere
un giorno qualunque
tu ed io ci solleveremo completamente,
tutto per quello che tu sei,
la stella più graziosa. »

The Prettiest Star è una canzone scritta da David Bowie e pubblicata come singolo il 6 marzo del 1970 con Conversation Piece come lato B. È l'undicesimo 45 giri del cantante inglese, il primo estratto dall'album Aladdin Sane che verrà pubblicato solo tre anni più tardi e per il quale verrà registrata una versione differente. Si tratta di una vera e propria dichiarazione d'amore scritta da Bowie per Angela Barnett, che sarebbe diventata sua moglie poche settimane dopo l'uscita del disco (e dalla quale ha divorziato nel 1980).

La stessa "destinataria" della canzone ha detto nel 2008 di amare The Prettiest Star, soprattutto la versione del 45 giri, anche se ha mostrato di non rimpiangere particolarmente gli anni successivi vissuti con Bowie: «Sono scappata per mantenere la mia sanità mentale, cercando di non ascoltare tutte le adulazioni e le balle che artisti egoisti ed egocentrici costringono i loro amici, le loro famiglie e i loro dipendenti a sopportare. No, non mi rattrista essere dall'altro lato del mondo rispetto al mio ex-partner».[1]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Prettiest Star (Bowie) - 3:09
  2. Conversation Piece (Bowie) - 3:05

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

La versione del 45 giri, registrata agli studi Trident l'8 gennaio 1970 e completata la settimana successiva, è degna di nota soprattutto per la presenza della chitarra solista suonata dal leader di T. Rex, Marc Bolan. Le due future star si conoscevano fin dal 1964 e il loro legame era stato rafforzato dal fatto che Tony Visconti lavorava come produttore per entrambi. «Era l'unico periodo in cui avrebbero potuto lavorare insieme», disse Visconti a proposito della sessione per The Prettiest Star, «l'unico momento in cui i loro ego lo permettevano ancora». Nel 1973 ci fu una nuova registrazione che produsse la versione che appare nell'album Aladdin Sane, caratterizzata da un accompagnamento vocale in stile doo-wop e da una sezione fiati in stile Hollywood anni cinquanta, oltre che da un sostanzioso assolo di chitarra di Mick Ronson. Questa versione è stata fonte d'ispirazione per il chitarrista britannico Marco Pirroni, noto per le sue collaborazioni con Adam Ant e Sinead O'Connor, che nel 1999 dichiarava che «Mick Ronson ha avuto una enorme influenza sugli Ants», e definiva quello di The Prettiest Star «il miglior suono di chitarra mai ascoltato... Ronson ha trovato quel suono così carico di overdrive, assolutamente pazzesco».

Il 5 febbraio la canzone fu trasmessa in pubblico per la prima volta, in occasione di una sessione per la BBC. Il singolo venne pubblicato nel Regno Unito il 6 marzo 1970, mentre in Italia uscì a maggio dello stesso anno. Dal momento che usciva dopo Space Oddity, ricevette considerevoli attenzioni da parte della stampa musicale, ottenendo recensioni positive su New Musical Express («una canzoncina assolutamente affascinante»), Music Business Weekly («un brano immediatamente orecchiabile, un'autorevole conferma»), Record Mirror («un'interessante produzione melodica») e Disc & Music Echo («un pezzo adorabile, garbato e delicato»). Le recensioni positive non trovarono però riscontro nelle vendite dal momento che il 45 giri non superò le 800 copie e non riuscì ad entrare in classifica.

Il lato B[modifica | modifica wikitesto]

Malinconico brano scritto nel 1969, Conversation Piece tratta temi piuttosto familiari a Bowie soprattutto in quegli anni, quali l'alienazione e l'esclusione sociale. L'autoritratto di un giovane scrittore incompreso, che lotta per raggiungere qualcosa d'importante dalla sua camera in affitto a Londra combacia con l'immagine del cantante inglese, suggerita da innumerevoli resoconti di quel periodo, alla vigilia del suo primo successo:

(EN)

« I'm invisible and dumb,
and no one will recall me. »

(IT)

« Sono invisibile e muto,
e nessuno si ricorderà di me. »

(EN)

« My essays lying scattered on the floor,
fulfill their needs just by being there. »

(IT)

« Le mie opere sparpagliate sul pavimento,
soddisfano i loro bisogni standosene lì dove sono. »

La canzone faceva parte del demo acustico registrato con John Hutchinson nell'aprile del 1969, contenente diverse tracce di Space Oddity, mentre il brano nella sua forma definitiva venne registrato ai Trident Studios durante le sessioni dello stesso album. Il manager di Bowie, Kenneth Pitt, considerava Conversation Piece «una delle composizioni di Bowie più sottovalutate e meno conosciute», definendo il secondo verso sopra citato come una perfetta evocazione dell'atmosfera della sua stanza «e forse di ogni stanza in cui ha vissuto e lavorato».

Altre uscite[modifica | modifica wikitesto]

The Prettiest Star si trova nelle raccolte Sound+Vision e The Best of David Bowie 1969/1974, mentre la performance eseguita il 5 febbraio nella sessione BBC è presente in diversi bootleg come The Day and the Moon e Changesthreebowie del 1990, Radio Hype e Alternative Biography del 1997. Il brano venne pubblicato anche come lato B del 45 giri Time, uscito negli Stati Uniti nell'aprile del 1973.[2] Nel 2005, la versione del singolo è stata inclusa nella colonna sonora del film Kinky Boots e nella raccolta The Platinum Collection e, due anni dopo, nella compilation di artisti vari The Record Producers - Tony Visconti.

La versione del demo con John Hutchinson di Conversation Piece si può trovare in alcuni bootleg come Rarities del 1981, The Beckenham Oddity del 1987 e Outta Space del 1990. Sempre nel 1990 è stata inclusa come bonus track nella riedizione dell'album Space Oddity mentre nel 2000 Bowie ha nuovamente registrato il brano per l'album Toy, previsto per l'uscita inizialmente nel 2001 ma finora inedito. La stessa versione si può comunque trovare nel bonus disc di un'edizione limitata di Heathen del 2002.[3][4]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Cover di The Prettiest Star sono state eseguite da Ian McCulloch, nel CD intitolato Starman uscito col numero di marzo 2003 della rivista Uncut[5] e da Simon Turner in Sex Appeal del 1999 (e nell'album tributo Oh! You Pretty Things del 2006). La cantautrice statunitense Kristeen Young ha invece cantato Conversation Piece dal vivo nel 2002.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ intervista a Angela Barnett, bowiezone.net. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  2. ^ 45 giri Time, www.illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  3. ^ Heathen 2002, www.velvetgoldmine.it. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  4. ^ Heathen 2002, xoomer.alice.it. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  5. ^ Uncut magazine, xoomer.alice.it. URL consultato il 24 gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicholas Pegg, David Bowie - L'Enciclopedia, Roma, Arcana, 2002.
  • David Buckley, Strange Fascination, Londra, Virgin Books, 1999.
  • Roy Carr, Charles Shaar Murray, Bowie: An Illustrated Record, New York, Avon, 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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