The Laughing Gnome

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The Laughing Gnome
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione 14 aprile 1967
Durata 3 min : 01 s
Genere Pop
Etichetta Deram Records
Produttore Mike Vernon
Registrazione Decca Studios, Londra
Formati 7"
Note Lato B: The Gospel According to Tony Day
Certificazioni
Dischi d'argento Regno Unito Regno Unito[1]
(Vendite: 250.000)
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1966)
Singolo successivo
(1967)

The Laughing Gnome è un brano musicale scritto da David Bowie e pubblicato come 45 giri dalla Deram Records nell'aprile 1967, con The Gospel According to Tony Day come lato B. Nel luglio 2009 i due brani del singolo (originariamente in mono) sono stati remixati in stereo agli Abbey Road Studios per il bonus disc della riedizione deluxe dell'album David Bowie, uscito l'anno successivo.[2]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. The Laughing Gnome (Bowie) - 3:01
  2. The Gospel According to Tony Day (Bowie) - 2:48

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Registrata agli studi della Decca tra il 26 gennaio e il 10 febbraio 1967 durante le sessioni di David Bowie (nel quale però non venne inserita), The Laughing Gnome è una filastrocca in cui la combinazione di oboe e fagotto con i tipici strumenti rock accompagna Bowie nell'incontro con l'allegro gnomo del titolo e di suo fratello Fred.[3] Le loro interiezioni sono costellate da giochi di parole costruiti sul termine "gnome" (metrognome, gnomads, rolling gnome etc...) mentre il ritornello è preso dallo standard di jazz tradizionale Little Brown Jug.[4] Le voci dei due gnomi furono opera dello stesso David e dell'ingegnere del suono Gus Dudgeon (che in seguito avrebbe prodotto il brano Space Oddity),[5] sullo stile dei personaggi del cartone animato della BBC Pinky & Perky. «Siamo stati a tavolino per un tempo che mi sembrò infinito, cercando di venire a capo di quelle orribili barzellette», ricordava Dudgeon nel 1993, «non avevo il coraggio di mandare il nastro a velocità dimezzata, perché così facendo avrei ascoltato la mia vera voce. Ci siamo fatti un sacco di risate».[4] Nonostante qualche successivo dissidio dovuto a questioni economiche riguardanti Space Oddity, quando Dudgeon è rimasto ucciso in un incidente d'auto nel 2002 Bowie ha inviato fiori al suo funerale con la nota "Farewell to the Laughing Gnome".[6]

Il singolo venne pubblicato il 14 aprile 1967 e fu l'ultimo di una serie di insuccessi. Non si trattava in effetti di materiale molto sofisticato, anche se non del tutto fuoriluogo rispetto allo stravagante humour britannico del periodo.[3] I giornalisti di New Musical Express Roy Carr e Charles Shaar Murray l'hanno definita «senza dubbio l'esempio più imbarazzante dei iuvenalia di Bowie»,[7] mentre il biografo David Buckley ha descritto The Laughing Gnome come «una canzone per bambini estremamente orecchiabile» e «completamente stupida, anche se perversamente accattivante», paragonandola al materiale dei Pink Floyd di Syd Barrett.[8] Un anno dopo Bowie incluse la canzone nella sua sfortunata audizione per il cabaret, eseguendola con l'aiuto di un burattino.[4]

Nel 1990, quando fu annunciato che la scaletta per il Sound + Vision Tour sarebbe stata compilata in base alle richieste telefoniche dei fans, il New Musical Express lanciò una campagna chiamata "Just Say Gnome" (con tanto di t-shirt e altri gadget) invitando i lettori a tempestare il centralino di richieste per la canzone.[4] «Avevo intenzione di inserire The Laughing Gnome», disse David a Melody Maker quando il tour stava per partire, «e stavo pensando a come arrangiarlo, magari nello stile dei Velvet o qualcosa del genere; poi ho scoperto che la faccenda dei voti era stata una macchinazione perpetrata da un'altra rivista musicale. Allora il discorso si è chiuso. Non posso assecondare i capricci della stampa».[9]

Nel 1998, Roger Taylor dei Queen ha citato il titolo della canzone nel suo brano da solista No More Fun presente nell'album Electric Fire («From the Stairway to Heaven to The Laughing Gnome, it's a mighty long way down Rock 'n' Roll»). L'anno dopo cominciò a circolare la voce che il 12 marzo Bowie avrebbe eseguito il brano nel programma di varietà Comic Relief della BBC.[10] In realtà l'inserto pre-registrato, presentato come Requiem For a Laughing Gnome, vedeva il cantante impegnato a emettere suoni incoerenti con un flauto dolce e a lanciare interiezioni prive di senso, mentre la BBC mandava messaggi in sovraimpressione promettendo di interrompere l'esibizione se gli ascoltatori avessero telefonato per protestare.[11]

Nel novembre 2003, durante il Reality Tour la canzone è stata fino all'ultimo nella setlist del concerto di Glasgow ma alla fine è uscita dalla scaletta.[12]

Il lato B[modifica | modifica sorgente]

Uno dei brani più eccentrici di questo periodo, The Gospel According to Tony Day è un lento blues che descrive l'alienazione di diversi personaggi, probabilmente fittizi (Brendan O'Lear, Pat Hewitt, Marianne Brent, oltre al Tony Day del titolo), e che vede Bowie come osservatore piuttosto che come uno degli outsider, a differenza di alcuni dei suoi precedenti brani come Can't Help Thinking About Me, I Dig Everything e I'm not Losing Sleep. Così come il lato A, The Gospel According to Tony Day (che venne registrata nelle stesse sessioni) mette in evidenza strumenti piuttosto insoliti per un brano pop quali l'oboe e il fagotto, che esegue anche un assolo improvvisato.

Pubblicazioni successive[modifica | modifica sorgente]

Sulla scia del grande successo ottenuto da Bowie con Ziggy Stardust, The Laughing Gnome fu rimessa in circolazione nel settembre 1973 in Europa, Stati Uniti e Australia, subito prima della pubblicazione di Pin Ups. L'effetto della Ziggymania si fece sentire davvero dal momento che in patria questa volta raggiunse la 6a posizione in classifica rimanendo nelle charts per ben dodici settimane,[13] tanto che il 1 dicembre ricevette il disco d'argento dalla BPI.[14] La versione tedesca e quella spagnola avevano come lato B, rispettivamente, Silly Boy Blue e Rubber Band. Il singolo è stato poi ripubblicato nel Regno Unito nel 1978, nel 1980 e nel 1982.

Entrambi i brani del 45 giri si trovano nelle raccolte Images 1966-1967 (1973), Profile (1979), Another Face (1981), David Bowie: The Collection (1985), The Gospel According to David Bowie (1993), London Boy (1995) e The Deram Anthology 1966-1968 (1997).

The Laughing Gnome è presente inoltre nella raccolta Starting Point (1977), nella colonna sonora del video Love You Till Tuesday (1984) e in compilation di artisti vari quali Hits Of..... 67 + 68, Vol. 2 (1992), Blockbuster: 18 Smashes of the 70's (1994), Stardust: Glam, Vol. 1 (1994) e Glitter 'n' Glitz, Vol. 1 (1996).

Cover[modifica | modifica sorgente]

Il 7 luglio 1967, appena 3 mesi dopo la sua uscita, il cantante e presentatore radiofonico inglese Ronnie Hilton pubblicò una cover di The Laughing Gnome su 45 giri, come lato B di If I Were a Rich Man. Altre cover della canzone sono presenti negli album tributo Ashes to Ashes (1999), Diamond Gods - Interpretations of Bowie (2001), Oddities - A Tribute to David Bowie (2010) e Ziggy Played Surf Guitar (2011), nelle interpretazioni, rispettivamente, di Living Room, Buster Bloodvessel (ex leader dei Bad Manners), Larry Fulker e Green Windows.

Cover di The Gospel According to Tony Day sono state eseguite dallo scozzese Edwyn Collins in Starman - Rare and Exclusive Versions of 18 Classic Bowie Songs del 2003, da Colin Lloyd Tucker in Cover Star & the Religious Experience del 2009 e da The Pterodactyls in Ziggy Played Surf Guitar.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.bpi.co.uk/certified-awards.aspx
  2. ^ Album David Bowie edizione deluxe, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  3. ^ a b James E. Perone, The Words and Music of David Bowie, Greenwood Publishing Group, 2007, pp. 5-6, ISBN 9780275992453.
  4. ^ a b c d Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, pp. 114-115, ISBN 8879662708.
  5. ^ Partecipazione di Gus Dudgeon a the Laughing Gnome, www.xoomer.virgilio.it. URL consultato il 27 luglio 2014.
  6. ^ Nota di Bowie al funerale di Gus Dudgeon, 2002, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  7. ^ Citazione Roy Carr e Charles Shaar Murray, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  8. ^ Citazione David Buckley, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  9. ^ David Bowie, 1990, www.davidbowie.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  10. ^ Comic Relief, 1999, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  11. ^ Requiem For a Laughing Gnome, 1999, www. bowiewonderworld.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  12. ^ Reality Tour 2003, www.davidbowie.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  13. ^ The Laughing Gnome in classifica, 1973, www.officialcharts.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  14. ^ Certiificazione BPI, www.bpi.co.uk. URL consultato il 12 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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