Holy Holy

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Holy Holy
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione 17 gennaio 1971
Durata 3 min : 13 s
Genere Rock
Etichetta Mercury
Produttore Herbie Flowers
Registrazione Trident Studios, Londra
Formati 7"
Note Lato B: Black Country Rock (prodotta da Tony Visconti)
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1970)
Singolo successivo
(1971)

Holy Holy è una canzone scritta da David Bowie e pubblicata come singolo il 17 gennaio del 1971 con Black Country Rock come lato B. È il tredicesimo 45 giri del cantante inglese e a differenza del lato B (estratto da The Man Who Sold the World) non è presente in nessun altro album dell'epoca. Il primo disco in cui è stata inserita Holy Holy è infatti la raccolta Bowie Rare, uscita nel 1982.[1]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Holy Holy (Bowie) - 3:13
  2. Black Country Rock (Bowie) - 3:32

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Il brano[modifica | modifica sorgente]

La prima versione di questo rock lento "alla Marc Bolan" fu registrata ai Trident Studios nel giugno 1970, alla fine delle sessioni di registrazione di The Man Who Sold the World. Secondo quanto dichiarato dagli editori di New Musical Express, Roy Carr e Charles Shaar Murray, «in questo brano l’influenza di Bolan emerge a tal punto da sembrare effettivamente un caso di possessione demoniaca...». Bowie promosse il singolo alla Granada TV il 20 gennaio 1971, indossando un vestito della boutique londinese Mr. Fish e accompagnandosi alla chitarra acustica. Ciò nonostante la sua pubblicazione come singolo non produsse nessun effetto sulle classifiche.

La seconda incisione di Holy Holy, caratterizzata da un ritmo più sostenuto e da una notevole performance di Mick Ronson, ebbe luogo alla fine dell’estate 1971 e per un breve periodo fu presa in considerazione per un eventuale inserimento nell’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars.[2] Alla fine rimase nel cassetto finché non fu riciclata nel 1974 come lato B del 45 giri Diamond Dogs ed è questa versione che apparve in Bowie Rare. In seguito venne inserita come bonus track nella ristampa di The Man Who Sold the World del 1990 e nell'edizione di Ziggy Stardust uscita nel 2002 per il trentesimo anniversario dell’album. Al contrario, la versione del singolo non è stata più pubblicata in nessun formato dopo il 1971, tranne che in alcuni bootleg.[1][3]

Il lato B[modifica | modifica sorgente]

Mentre all’inizio delle registrazioni dell’album The Man Who Sold the World la melodia di Black Country Rock era già scritta, a quanto pare le parole furono aggiunte all’ultimo momento, dopo che Tony Visconti chiese indicazioni a un Bowie particolarmente "svogliato" (secondo il produttore, passò la maggior parte delle sessioni cercando di scuotere il novello sposo Bowie dalla sua apparente apatia per il progetto...). Questo può spiegare il carattere minimale del testo, un unico verso ripetuto di due righe più il ritornello, che tuttavia cristallizza il tema della spinta al viaggio che ricorre per tutto l’album.

Il brano, vivace e piuttosto "tirato", con una sequenza di accordi simile a Unwashed and Somewhat Slightly Dazed dell’anno precedente, vede Bowie calato in un'imitazione del caratteristico "gorgheggio elettrico" di Marc Bolan. A proposito di questa peculiarità, Tony Visconti in seguito ricordava che «David diede spontaneamente quella impronta vocale "alla Bolan" perché aveva sbagliato a cantare un verso. Lo fece per scherzo, ma noi tutti pensammo che non era male e quindi l’abbiamo mantenuta. Infatti l’abbiamo registrata di nuovo e io ho assottigliato la voce di David mediante l’equalizzatore per farla assomigliare ancora di più a quella di Bolan». Oltre che nell’album del 1971, il brano si trova anche nella raccolta Sound+Vision e nella compilation di artisti vari The Record Producers - Tony Visconti, del 2007.

Cover[modifica | modifica sorgente]

Una cover di Holy Holy è stata eseguita dagli Shadow Project, nel loro album di debutto del 1991, e dai Marquee Moon in The Dark Side of David Bowie del 1997, mentre T. Tex Edwards ha inserito una cover di Black Country Rock in Only Bowie del 1995 e in Up Against the Floor del 1998. Altre cover di Black Country Rock sono presenti nell’album tributo Hero: The Main Man Records Tribute to David Bowie del 2007, nell’interpretazione dei Claws of Paradise e in No Worse for the Wear dei Big Drill Car (1994).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Holy Holy, www.bowiezone.net. URL consultato l'11-02-2009.
  2. ^ Holy Holy 2, www.5years.com. URL consultato l'11-02-2009.
  3. ^ Holy Holy 3, www.illustrated-db-discography.nl. URL consultato l'11-02-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicholas Pegg, David Bowie - L'Enciclopedia, Roma, Arcana, 2002.
  • Roy Carr Charles Shaar Murray, Bowie: An Illustrated Record, Eel Publishing, 1981.
  • David Buckley Strange Fascination, 1999, Londra, Virgin Books.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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