Space Oddity (singolo)
| Space Oddity | ||
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David Bowie nel video del brano. |
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| Artista | David Bowie | |
| Tipo album | Singolo | |
| Pubblicazione | 11 luglio 1969 | |
| Durata | 4 min : 33 s | |
| Album di provenienza | Space Oddity | |
| Genere | Rock progressivo Space rock |
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| Etichetta | Philips/Mercury | |
| Produttore | Gus Dudgeon | |
| Arrangiamenti | David Bowie, Paul Buckmaster | |
| Registrazione | Trident Studios, Londra | |
| Formati | 7" | |
| Note | Lato B: Wild Eyed Boy from Freecloud | |
| David Bowie – cronologia | ||
| Singolo precedente | Singolo successivo | |
| Love You Till Tuesday (1967) |
The Prettiest Star (1970) |
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| (EN)
« ...planet Earth is blue, and there's nothing I can do... »
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(IT)
« ...il pianeta Terra è blu, e non c'è niente che io possa fare... »
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Space Oddity è una canzone scritta da David Bowie e pubblicata come singolo l'11 luglio del 1969 con Wild Eyed Boy from Freecloud come lato B. Uscito a due anni di distanza da Love You Till Tuesday, rappresenta il decimo 45 giri del cantante inglese (considerando anche i primi quattro, pubblicati sotto altri nomi) e il primo estratto dall'album omonimo. Oltre ad essersi piazzata nei primi posti in classifica due volte a distanza di sei anni, Space Oddity detiene il primato come singolo di Bowie più venduto nel Regno Unito e anche dopo tanti anni rimane sicuramente una delle sue canzoni più note. Nel 2011 è uscito un libro per bambini intitolato Space Oddity che propone le parole della canzone illustrate da Andrew Kolb.[1]
Indice |
[modifica] Tracce
- Space Oddity (Bowie) - 4:33
- Wild Eyed Boy from Freecloud (Bowie) - 4:52
[modifica] Formazione
- David Bowie - voce, chitarra, stilofono
- Herbie Flowers - basso
- Terry Cox - batteria
- Rick Wakeman - piano, mellotron
[modifica] La canzone
La storia di Major Tom e del suo viaggio spaziale (che verranno riprese nel 1980 in un'altra hit di Bowie, Ashes to Ashes) sono entrate ormai nell'antologia pop e il cantante ha sempre lasciato un alone di mistero intorno alla canzone, rifiutandosi di discuterne a fondo. «Riguarda l'alienazione», disse una volta, aggiungendo di essere molto portato ad immedesimarsi col protagonista. Nel luglio 2002, in un'intervista con Paul Du Noyer della rivista Mojo, Bowie è tornato sul significato del brano affermando che Space Oddity parla solamente «del sentirsi soli».[2] Anche la dolorosa fine della sua relazione con Hermione Farthingale fa parte della storia. La lite avvenuta durante la registrazione del video Love You Till Tuesday fu probabilmente "l'ultimo respiro" esalato dalla coppia e avvenne proprio il giorno prima che David incidesse la prima versione di Space Oddity. Malinconici versi come «I think my spaceship knows which way to go» («Penso che la mia astronave sappia quale via seguire») contribuiscono a far vedere Space Oddity come una canzone di rinuncia, rassegnazione e accettazione di un destino preordinato. L'ansia per la perdita di "controllo", una parola sulla quale tornerà in canzoni come The Man Who Sold the World, I Am Divine (scritta per le Astronettes di Ava Cherry) e No Control, sembra avvalorare l'ipotesi che la stessa base di controllo sia una metafora del grembo materno, un ambiente che nutre e dà certezze morali ma che l'individuo perde quando viene catapultato nella vita. Il verso «Planet Earth is blue, and there's nothing I can do» si offre ad una doppia lettura, essendo interpretabile sia come «Il Pianeta Terra è triste e non c'è nulla che io possa fare» sia come una citazione di una frase pronunciata dal cosmonauta sovietico Jurij Gagarin durante il primo volo orbitale attorno al pianeta.
C'è anche chi ha voluto individuare un sottotesto legato alla droga nel "trip" del Maggiore Tom, suggerendo che il conto alla rovescia, il "decollo" e il "fluttuare in modo assolutamente speciale" potrebbero essere riferiti all'assunzione di eroina e all'attesa del suo effetto. In seguito, lo stesso Bowie ha ammesso di aver intrattenuto «uno stupido flirt con l'eroina»[3] nel 1968, anche se ha affermato di essere stato attratto «semplicemente dal mistero e dall'enigma di provare un'esperienza nuova. Non mi è mai piaciuta per niente».
Una fonte indiscussa di ispirazione è il celeberrimo film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio del 1968. Secondo il biografo Christopher Sandford, il film ebbe un "impatto sismico" sul cantante all'epoca della sua uscita. «Era il suo senso di isolamento ad attirarmi», spiegò in seguito Bowie. Non bisogna dimenticare inoltre che il luglio del 1969 fu il mese in cui Neil Armstrong mise piede sulla Luna. Da questo punto di vista, al di là del diffuso entusiasmo per l'impresa che probabilmente contagiò anche l'artista, Space Oddity rappresenta anche una riflessione sul carattere vano e transitorio della fama, come emerge nel verso «and the papers want to know whose shirts you wear» (i giornali vogliono sapere per quale squadra fai il tifo). Bowie comincia a porsi domande sui criteri della celebrità, come emergerà ancora in altri testi delle sue canzoni (Fame, It's No Game, Somebody Up There Likes Me) e si comincia a prefigurare la fusione dei diversi significati di "star" che caratterizzerà la figura di Ziggy Stardust.
Dal punto di vista musicale, il brano è caratterizzato da un avvio scandito dalla sinistra voce di un Bowie perso nello spazio, da uno struggente refrain trascinato dal mellotron di Rick Wakeman, e una coda strumentale dissonante. Space Oddity rivela il nuovo indirizzo acustico assunto dalle composizioni di Bowie dopo la formazione dei Feathers, avvenuta nel 1968. Lo stile, l'arrangiamento e anche il testo devono molto ai modelli folk rock americani di fine anni sessanta, in particolare al brano dei Bee Gees del 1967, New York Mining Disaster 1941.[4] «Space Oddity è una canzone tipo Bee Gees», disse ai Gillman il collega di Bowie John Hutchinson, «David lo sapeva e all'epoca lo dichiarava apertamente... il modo di cantarla, è preso di sana pianta dai Bee Gees».
[modifica] Registrazione e produzione
La versione del singolo non è in realtà quella relativa alla prima incisione del 2 febbraio 1969 ma quella successiva del 20 giugno con Flowers, Cox e Wakeman, la stessa presente nell'album e, probabilmente, la più conosciuta. Nel 2006, il tastierista Rick Wakeman ha ricordato positivamente la sua collaborazione con Bowie: «Ho imparato così tanto da lui sia in studio che semplicemente passando del tempo con lui. Sapeva sempre quello che voleva e non si faceva influenzare dai manager, dalle compagnie discografiche o da chiunque lui pensava non avesse una genuina conoscenza o abilità musicale».[5] Ancora, a proposito del missaggio del brano: «il rappresentante della casa discografica Philips gli chiese perché stava mixando il singolo in stereo, visto che tutti i jukebox erano in mono. David disse che presto sarebbero stati in stereo e lui voleva essere preparato. Il tipo della casa discografia non era contento e disse che la cosa non aveva senso perché loro non avrebbero acconsentito al suo approccio. "Allora non avrete il singolo", disse David. Il singolo fu pubblicato in stereo, ed il resto è storia, come si usa dire».[5]
Tra le curiosità della canzone c'è la presenza dello stilofono, uno strumento musicale elettronico introdotto due anni prima e formato da una tastiera metallica controllata da una piccola penna elettronica. In seguito Bowie ha rivelato che fu Marc Bolan, leader dei T Rex e pioniere del glam rock a fargli conoscere le modulazioni elettroniche dello stilofono[4] : «mi disse "a te piace questa roba, cerca di tirarne fuori qualcosa". Allora l'ho messo in Space Oddity e devo dire che ha funzionato. Non era altro che un piccolo segnale innescato da elettrodi. Il suono era atroce». Nel Journal del suo sito ufficiale, il 22 maggio 2002 David Bowie ha ribadito: «lo stilofono è uno dei più stupidi pre-sintetizzatori. Venne fuori negli anni sessanta e io lo usai per la prima volta in Space Oddity, mi pare fosse il 1969. Era molto economico e la tonalità è orribile».[6]
Tony Visconti, che produsse i rimanenti brani dell'album omonimo, odiava questa canzone tanto da decidere di delegare la produzione al suo collega Gus Dudgeon.[4] Lo stesso Visconti ha parlato di questo episodio durante un'intervista: «É che proprio non amavo quella canzone. Stavo lavorando sulle canzoni di David per l'album, tutte su uno stile folk/rock e questa proprio non c'entrava niente. Non mi sembrava molto originale. Mi ricordava da una parte una canzone di Lennon e dall'altra una di Paul Simon».[7] Gus Dudgeon ricevette quindi la proposta per la produzione del brano ed il primo ascolto del demo fece il suo effetto. «Non ci potevo credere. Chiamai Tony al telefono e gli dissi "non puoi seriamente non voler registrare questa canzone". "E' che non mi piace", mi rispose».[8] Più recentemente, Visconti è tornato sull'argomento dicendo che «quando mi sono reso conto del modo in cui la canzone si inquadrava nello schema degli avvenimenti, mi pentii di non avere messo da parte i miei ideali pacifisti hippy per registrare quella traccia che sarebbe diventata un classico».
[modifica] Uscita e accoglienza
Il singolo fu pubblicato su entrambe le coste dell'Atlantico l'11 luglio 1969 (tre sole settimane dopo che era stato inciso) in tempo per l'impresa dell'Apollo 11. La BBC trasmise Space Oddity durante i suoi servizi dedicati all'evento e da allora la canzone è spesso presente nei documentari sulle esplorazioni spaziali. L'attualità di Space Oddity non sfuggì alla Mercury Records, che distribuì il 45 giri in America, né alle tante emittenti sulle quali esercitava pressioni. Molte di queste adottarono la canzone come inno non ufficiale degli avvenimenti del 20 luglio anche se, proprio a causa dell'attualità del brano, la storia dell'astronauta che non tornava dal suo viaggio non venne apprezzata da alcune radio statunitensi che rifiutarono di trasmettere Space Oddity.[8][9]
Il singolo venne pubblicato in edizioni differenti in Gran Bretagna e Stati Uniti ed ebbe alcune eccellenti recensioni. «Ho scommesso con i colleghi che sarà un grande successo», scrisse Penny Valentine su Disc & Music Echo, aggiungendo di averlo «ascoltato incantata dall'inizio alla fine… il suo sound è affascinante... È naturalmente destinato a sfondare in America, il che è positivo»[10] . Tony Palmer dell'Observer considerò Space Oddity una gradita ventata di cinismo «in un'epoca in cui siamo pateticamente aggrappati ad ogni minima mossa degli astronauti, in cui ammiriamo incondizionatamente le cosiddette conquiste dei nostri eroi in tuta spaziale senza minimamente chiederci perché si trovino lì».[11]
Olte alla buona accoglienza da parte della stampa specializzata, il brano rappresentò il primo vero e proprio successo di David Bowie entrando in classifica il 6 settembre e raggiungendo la 5a posizione dopo 7 settimane (e uscendo dalle charts a metà dicembre).[12] Il cantante ottenne però la vetta delle classifiche britanniche nel 1975, quando Space Oddity venne ripubblicata dalla RCA in un maxi singolo che conteneva anche Changes e l'allora inedita Velvet Goldmine. In questo caso la canzone rimase in 1a posizione due settimane e in classifica circa due mesi.[8][13] Lo stesso maxi singolo venne ripubblicato nel 1983 e tornò in classifica, anche se solo per tre settimane durante le quali non andò oltre l'85a posizione.[14] Negli Stati Uniti Space Oddity venne invece nuovamente pubblicata come 45 giri nel gennaio del 1973, stavolta con The Man Who Sold the World come lato B, raggiungendo la 15 posizione in classifica.[15]
Lo stesso anno, sempre negli Stati Uniti, la canzone uscì in un EP che comprendeva anche Moonage Daydream, Life on Mars? e It Ain't Easy, mentre nel 1980 venne pubblicato un singolo in formato 12" con Space Oddity che si fondeva con l'inizio di Ashes to Ashes. Questo medley contribuì alla promozione del brano che rappresentava la prosecuzione della storia di Major Tom e che divenne la seconda n. 1 di Bowie nelle charts inglesi.
Space Oddity trova posto anche in classifiche "alternative" a quelle ufficiali, ovvero quelle stilate da riviste specializzate, network televisivi e/o radiofonici.[16]
[modifica] Altre incisioniOltre alla versione del 45 giri esistono altre tre diverse incisioni di Space Oddity. L'incisione originale è quella del 2 febbraio 1969, registrata ai Morgan Studios di Willesden con John Hutchinson. Ne esistono due varianti: una (3'45") apparsa in The Marquee 30 Legendary Years e in The Deram Anthology 1966-1968, l'altra (4'31") presente in alcune raccolte come London Boy del 1996.[17] Il 2 febbraio infatti, il giorno dopo che Hermione se n'era andata, la prima versione completa della canzone fu registrata con l'intenzione di inserirla nel video Love You Till Tuesday. Per questa sessione straordinaria, prodotta da Jonathan Weston, Bowie e Hutchinson erano accompagnati da Dave Clegg (basso), Tat Meager (batteria) e Colin Wood (organo Hammond e Mellotron). Questa versione, registrata a un ritmo piuttosto sostenuto, è notevole per il fatto che Hutchinson è la voce solista nelle parti che toccano al "Ground Control", mentre David interpreta il Maggiore Tom. A proposito di questo, lo stesso Bowie ha dichiarato su Penthouse nel maggio 1986: «L'avevo scritto con l'intenzione di cantarlo con un amico, John Hutchinson; saremmo stati Hutch e Bowie. Ma mi piantò due giorni prima della registrazione perché si era sposato e aveva deciso che preferiva un lavoro sicuro su al nord. Così l'ho fatto da solo, come David Bowie, e ha funzionato».[18] Il demo acustico di Space Oddity che assicurò a Bowie il contratto con la Mercury (presente nella raccolta Sound+Vision), venne registrato non molto tempo dopo, anche questo con John Hutchinson.[17] Infine, una nuova registrazione semi acustica della canzone venne effettuata il 31 dicembre 1979 durante la performance al Kenny Everett New Year's Eve Show. L'anno successivo venne pubblicata come lato B del singolo Alabama Song ed è presente anche come bonus track nell'edizione della Rykodisc di Scary Monsters. «Non avevamo intenzione di farne un singolo» ha detto nel 2001 Tony Visconti, «Andy Duncan è alla batteria e un simil-Bowie, Zaine Griff, è al basso. Ho dimenticato il nome del pianista. David suona di nuovo la chitarra a 12 corde».[11] Il sontuoso arrangiamento del singolo prodotto da Gus Dudgeon è qui ridotto all'essenziale e questo spiega il messaggio "Sorry Gus" che si può trovare scarabocchiato sul bordo interno del vinile.[19] L'idea di effettuare questa reincisione era partita da David Mallet, regista dello spettacolo. In un'intervista apparsa su New Musical Express del 1980, Bowie ha dichiarato di aver fatto questa nuova versione perché Mallet voleva che facesse qualcosa per il suo show e voleva proprio Space Oddity. «Ho acconsentito, purché potessi farla senza tutto l'arrangiamento, ma solo con tre strumenti. Avendola suonata solo alla chitarra acustica sul palco in passato ero sempre stato sorpreso di quanto forte fosse come semplice canzone, senza tutti gli archi ed i sintetizzatori. In effetti l'aspetto video è secondario; volevo realmente farla come una canzone con tre strumenti».[20] [modifica] Esecuzioni liveIl successo del singolo ha dato a Bowie la possibilità di eseguire Space Oddity in numerose apparizioni pubbliche. Le prime furono il Festival di Malta e il Premio Internazionale del Disco di Monsummano Terme (il 31 luglio), a cui seguì la performance al programma della televisione olandese Doebidoe, registrata il 25 agosto e mandata in onda 5 giorni dopo. Il 2 ottobre il cantante fece la sua prima apparizione in assoluto nella trasmissione della BBC Top of the Pops, suonando il suo stilofono davanti a un fondale completamente nero. La performance fu trasmessa il 9 ottobre e replicata la settimana seguente, favorendo l'insediamento del singolo al quinto posto in classifica.[21] In seguito, Bowie tornò a eseguire Space Oddity a Top of the Pops nel 1975, con sei esibizioni tra ottobre e dicembre.[22] Altre performance ebbero luogo nella trasmissione tedesca 4-3-2-1 Musik für Junge Leute (registrata il 29 ottobre e mandata in onda il 22 novembre) e nel programma svizzero Hits A Go Go (2 novembre).[23] Il 10 maggio 1970, David eseguì Space Oddity agli Ivor Novello Awards, ricevendo il premio "Songwriters' Guild" per l'originalità della composizione.[24] La canzone fece parte anche della sessione radiofonica alla BBC registrata il 22 maggio 1972. Con una frecciata al successo di Elton John, a suo tempo quinto in classifica, Bowie infilò scherzosamente tra i versi della canzone la frase "I'm just a rocket man!". Il 19 ottobre 1973, una versione in stile Pin Ups per piano e sax fu filmata al Marquee Club di Londra per The 1980 Floor Show della NBC, accompagnata da spezzoni di riprese della NASA che mostravano il decollo di alcuni razzi.[25] Nel 1980, Bowie apparve nel Dick Clark Show vestito con una tuta grigia e cantò Space Oddity nella versione originale del 1969.[26] In tempi più recenti, precisamente il 9 gennaio 1997, Bowie ha concluso il concerto per il suo cinquantesimo compleanno con un'esecuzione acustica del brano, in seguito inclusa in un Cd Rom a edizione limitata uscito due anni dopo con la rivista Variety. Il 22 febbraio 2002, il cantante ha partecipato per la seconda volta al Tibet House Benfit Concert di New York. Alla Carnegie Hall, insieme ad una nuova canzone (I Would Be Your Slave) ha riproposto Space Oddity in un nuovo arrangiamento per archi curato da Tony Visconti.[27] Nell'esecuzione è stato accompagnato da Philip Glass al piano, Sterling Campbell alla batteria e Adam Yauch dei Beastie Boys al basso, oltre che dai Kronos Quartet, sotto la direzione di Visconti. Il 13 febbraio 2006, Space Oddity è stata resa disponibile per il download digitale all'interno dell'EP Serious Moonlight, fatto per promuovere il DVD omonimo. [modifica] Il videoclipIl videoclip di Space Oddity venne girato dal fotografo Mick Rock nel dicembre 1972, durante le sessioni di Aladdin Sane, agli RCA Studios di New York. Si trattava di una ripresa piuttosto statica di David Bowie proprio nelle vesti di Ziggy Stardust (con un aspetto quindi molto diverso da quello che aveva nel 1969) intento a suonare la chitarra nello studio deserto, circondato da un armamentario pseudo-era spaziale. Lo stesso Mick Rock ha dichiarato nel 2004: «Se guardi quei video ti accorgi che sono fatti da una persona abituata ad utilizzare immagini fisse. Ci sono un paio di movimenti della camera da presa in Life on Mars? e un paio di zoomate in Space Oddity ma, a parte questo, usavamo quasi esclusivamente una camera da presa statica».[28] Il video (presente nel VHS The Video Collection del 1993), girato e montato in due giorni con 350 dollari, fece da supporto alla riedizione americana del disco effettuata dalla RCA nel 1973 e, successivamente, venne utilizzato anche per promuovere la riedizione britannica del 1975.[28] Il 31 dicembre 1979, il canale inglese ITV mandò in onda un altro video di Space Oddity all'interno del Kenny Everett New Year's Eve Show, in una nuova versione suonata solo con chitarra, basso e batteria. Il videoclip, realizzato apposta per lo show e mai più ritrasmesso, comprende alcune immagini che verranno utilizzate nel 1980 per quello di Ashes to Ashes).[29] [modifica] Space Oddity in ItaliaIn Italia, il singolo è uscito nel settembre del 1969, risultando così il primo 45 giri di Bowie pubblicato nel nostro Paese (The Laughing Gnome, seppur precedente, è uscito solo nel 1973).[30][31] A febbraio dell'anno successivo uscì la versione del brano tradotta in italiano, intitolata Ragazzo solo, ragazza sola (successivamente inclusa nella raccolta Bowie Rare). Il testo di questa versione venne scritto da Mogol (erroneamente indicato sul disco come "Mogul")[32] e in realtà aveva poco a che vedere con quello originale dato che raccontava la storia d'amore di due ragazzi. La registrazione venne eseguita ai Morgan Studios il 20 dicembre 1969 con Claudio Fabi in veste di produttore e consulente per l'accento italiano di David Bowie, e il singolo fu pubblicato dalla Philips. Ne esistono anche due versioni promozionali, la prima con un info-sheet per uso stampa e radiofonico e la seconda con la scritta "serie speciale per juke-box". L'Equipe 84 e The Computers realizzarono due cover della versione italiana che uscirono ancora prima dell'incisione dello stesso Bowie. Nel secondo caso il singolo arrivò fino alla posizione n. 23 della hit parade.[33] Anche I Giganti, gruppo beat attivo soprattutto negli anni sessanta, fecero una loro versione tradotta del brano, intitolata Corri uomo corri. La canzone, più fedele all'originale nel testo rispetto alla versione scritta da Mogol, venne pubblicata come 45 giri nel 1970. Nell'agosto del 1975, Space Oddity è stata il lato B del 45 giri che aveva Fame come lato A e nel 1979 il singolo è stato ripubblicato, stavolta a lati "invertiti" (Space Oddity era stata quell'anno la sigla della trasmissione di Rai 2 Jet Quiz).[30][34] [modifica] Il lato BLa versione originale, prevalentemente acustica, di Wild Eyed Boy from Freecloud (presente in Sound+Vision) venne registrata in poco più di venti minuti ai Trident Studios il 20 giugno 1969 con Bowie alla chitarra e Paul Buckmaster al violoncello, anche se è la sontuosa versione operistica destinata all'album a creare quello che può essere considerato il suo primo capolavoro. L'epica combinazione di flauto, violoncello, arpa e una sezione fiati che sembra librarsi nell'aria accompagnano l'interpretazione di Bowie di uno dei suoi migliori testi scritti fino a quel momento. In modo simile a Space Oddity, la canzone abbraccia sensazioni di isolamento e persecuzione non dissimili dalle riflessioni mistiche e soprannaturali che cominciavano ad acquistare preminenza nelle sue opere del 1969 e che sarebbero diventate ricorrenti nella sua produzione futura. «Questo senso di isolamento che provavo fin da quando ero bambino cominciò realmente a manifestarsi in canzoni come quella», ricordava nel 1993. Le montagne, le aquile e i procedimenti di reincarnazione a cui fa riferimento il testo ribadiscono anche il crescente interesse di Bowie per il buddhismo. Nel novembre 1969, David disse al biografo George Tremlett di considerare questa canzone una delle migliori dell'album e un mese più tardi, in un'intervista a Disc & Music Echo, ne raccontò la trama: «Il "ragazzo dagli occhi selvaggi" vive su una montagna e ha sviluppato un suo leggiadro stile di vita. Ama la montagna e la montagna ama lui. Penso che lo si potrebbe definire una figura profetica. Gli abitanti del villaggio disapprovano le cose che dice e decidono di impiccarlo. Lui si rassegna al suo destino, ma la montagna cerca di aiutarlo distruggendo il villaggio. Così, di fatto, ogni cosa che dice il ragazzo viene male interpretata, sia da chi ha paura di lui che da chi lo ama e cerca di aiutarlo». Tony Visconti definì l'ambizioso arrangiamento orchestrale, scritto da lui in cinque giorni, il suo "maggiore vanto" delle sessioni di Space Oddity. «Ho riempito lo studio con cinquanta musicisti, con David seduto proprio in mezzo a loro con la sua chitarra acustica a dodici corde. Io stavo di fronte a lui e dirigevo l'orchestra. Eravamo entrambi piuttosto nervosi».[35] Fu durante il missaggio dell'album che il batterista John Cambridge presentò a Visconti (e probabilmente anche a Bowie) il suo amico chitarrista Mick Ronson. Per molti anni si è ritenuto che la prima apparizione di Ronson in una pubblicazione ufficiale di Bowie fosse da far risalire al 1970, alla versione di Memory of a Free Festival uscita come singolo, ma in seguito Visconti ha rivelato che in effetti il debutto di Ronson avvenne durante il missaggio di Wild Eyed Boy from Freecloud, quando suonò "una breve linea di chitarra nella sezione centrale del brano e si unì ai battiti di mani che vi andavano sovrapposti".[35] Una delle prime versioni dal vivo, già segnata dal marchio inconfondibile di Ronson, fu inclusa nella sessione BBC del 5 febbraio 1970. L'esibizione offerta in quella successiva del 25 marzo è stata inserita in Bowie at the Beeb. Wild Eyed Boy from Freecloud venne eseguita anche in occasione di alcune date britanniche dello Ziggy Stardust Tour nel 1972 e nel 1973, compreso il famoso concerto finale all'Hammersmith Odeon di Londra. In questa occasione una versione decurtata della canzone fu inclusa in un medley con All the Young Dudes e Oh! You Pretty Things ed è stata inclusa in Ziggy Stardust - The Motion Picture. [modifica] Altre usciteOltre che nella colonna sonora di Love You Till Tuesday, Space Oddity è presente nelle raccolte:
Tra le compilation di artisti vari che includono il brano:
[modifica] LiveSpace Oddity è sempre stata una delle canzoni preferite per le esibizioni dal vivo durante tutta la carriera di Bowie ed è stata eseguita praticamente in ogni tour dal 1969 ad oggi. Per questo motivo sono numerosi i live, ufficiali e non, che contengono il brano. Tra i primi:
Numerosi sono anche i bootleg, da Live in Tampa 2 (Diamond Dogs Tour '74) a Reality Japan Tour 2004 Act 2. Altre registrazioni sono presenti in The Rise and Rise of Ziggy Stardust vol 3/4 (sessione BBC 1972), 1980 Floor Show (spezzoni delle prove dello spettacolo) e Rare Precious and Beautiful Vol. 1 (versione degli Ivor Novello Awards 1970). [modifica] CoverNumerosi sono gli artisti che hanno inciso Space Oddity, tra cui:
Altre cover che si trovano in album tributo o compilation di artisti vari sono state eseguite da:
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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