Amanda Palmer

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Amanda Palmer
Fotografia di Amanda Palmer
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Alternative rock
Punk rock
Dark cabaret
Punk cabaret
Periodo di attività 2001 – in attività
Sito web

Amanda MacKinnon Gaiman Palmer[1], conosciuta anche come Amanda Fucking Palmer[2] (New York, 30 aprile 1976) è una cantante, pianista e compositrice statunitense, divenuta nota come membro nel duo The Dresden Dolls[3], fondato assieme a Brian Viglione. Intrapresa la carriera solista, è attiva assieme a Jason Webley nel duo Evelyn Evelyn, e nella band Amanda Palmer and the Grand Theft Orchestra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Palmer è nata a New York City e cresciuta a Lexington[4], nel Massachusetts. Interessata all'arte dello spettacolo musicale e teatrale, praticò a lungo come mimo in veste di statua ad Harvard Square, Cambridge, in Scozia, in Australia (dove ha incontrato Jason Webley[5]), nel Massachusetts e molti altri luoghi. A queste esperienze rimandano alcuni versi di The Perfect Fit, canzone del primo album dei The Dresden Dolls:

(EN)
« I can paint my face
And stand very, very still
It's not very practical
But it still pays the bills. »
(IT)
« So dipingermi la faccia
e rimanere ferma, fermissima
non è che sia molto pratico
ma ci pago comunque le bollette. »

The Dresden Dolls[modifica | modifica sorgente]

A una festa di Halloween nel 2000, Palmer incontrò il batterista Brian Viglione con cui in seguito formò i The Dresden Dolls. Nel tentativo di arricchire le performance e sviluppare maggiore interattività col pubblico Palmer iniziò ad invitare amici, studenti e artisti ad eseguire durante i suoi concerti anche spettacoli di teatro, giocoleria, cabarettismo, burlesque che coinvolgessero direttamente i fan presenti. L'originalità di tali performance fecero guadagnare alla band un nutrito gruppo di fedelissimi, che li accompagnò nella pubblicazione del primo album eponimo autoprodotto The Dresden Dolls nel 2002. Poco dopo siglarono un contratto con la Roadrunner Records, che produsse nel 2006 e nel 2008 gli album Yes, Virginia... e No, Virginia....

The Onion Cellar[modifica | modifica sorgente]

Dal 9 dicembre 2006 fino al 13 gennaio 2007 i The Dresden Dolls proposero al Zero Arrow Theatre di Cambridge, nel Massachusetts, il musical The Onion Cellar[6], basato su un racconto tratto da Il tamburo di latta di Günter Grass. Mentre Palmer rimase apertamente frustrata dalla regia dello show[7], le recensioni di fan e critica [8] [9] furono invece generalmente positive.

Reunion Tour 2010[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 i The Dresden Dolls si sono ricongiunti per un tour di poche date negli Stati Uniti a partire dal giorno di Halloween a New York City fino alla vigilia di Natale a San Francisco[10].

Carriera solista[modifica | modifica sorgente]

Il primo album solista della Palmer, Who Killed Amanda Palmer, è uscito il 16 settembre del 2008, prodotto da Ben Folds che vi ha partecipato anche come musicista[11]. Il titolo è un chiaro riferimento al mistero della morte di Laura Palmer nella serie cult degli anni '90 Twin Peaks. Nel settembre 2007 Palmer ha collaborato con Jason Webley all'EP di debutto degli Evelyn Evelyn, Elephant Elephant[12], proponendolo in tour assieme a pezzi del proprio repertorio solista nel 2008 e 2009. Il 9 febbraio 2012 ha annunciato dal suo blog di essere al lavoro sul nuovo album Theatre Is Evil[13] in collaborazione con The Grand Theft Orchestra, col nome di 'Amanda Palmer & The Grand Theft Orchestra'[14]. Il 20 aprile 2012 ha annunciato sempre dal blog il lancio del nuovo album segnalando la possibilità di pre-ordinarlo attraverso la piattaforma Kickstarter. L'ammontare dei versamenti da parte di 24.883 sostenitori ha in seguito raggiunto 1.192.793 dollari, la somma più alta ricevuta sino ad allora per un progetto lanciato su Kickstarter[15][16].

Interazione coi fan via internet[modifica | modifica sorgente]

Palmer è nota anche per la sua frenetica attività in internet tramite blog, forum, social network, piattaforme di condivisione gratuita di musica, di raccolta fondi e marketing diretto artista-fan[17].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Palmer vive a Boston, nel Massachusetts, con altri artisti in una cooperativa chiamata Cloud Club[18]. Nel 2007 si è dichiarata bisessuale ad afterellen.com: "I'm bisexual, but it's not the sort of thing I spent a lot of time thinking about" ("Sono bisessuale, ma non è tra le cose su cui resto a pensare molto tempo"). Sul suo blog ha dichiarato di aver abortito a 17 anni e di aver subito uno stupro a 20 anni. Il 15 gennaio 2010 Neil Gaiman e Amanda Palmer confermano sui propri siti web[19] le voci su un loro legame affettivo. Il 3 gennaio 2011, la coppia annuncia via Twitter la loro unione matrimoniale dopo una cerimonia privata in presenza degli scrittori Ayelet Waldman e Michael Chabon[20].

La cantante pratica la meditazione[21] e il pescetarianismo.

Si esibisce spesso con i molti amici musicisti tra cui Jason Webley, Kim Boekbinder, Unwoman, The Jane Austen Argument, Reggie Watts, Tim Minchin, Mikelangelo, Meow Meow, Neil Gaiman, Paula Henderson.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • 2010 – "Artista dell'anno" secondo il Boston Music Awards[22].
  • 2008 – 6ª classificata nella lista dei migliori artisti solisti, votata dai lettori del The Guardian[23].
  • 2006 – "Donna più stilosa di Boston" secondo il the Boston Globe[24].

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Da solista[modifica | modifica sorgente]

Demo[modifica | modifica sorgente]

  • Songs from 1989–1995... (1996)
  • Summer 1998 Five Song Demo (1997)

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

  • Who Killed Amanda Palmer (2008)
  • Amanda Palmer Goes Down Under (2011)
  • Theatre Is Evil (2012)

EP[modifica | modifica sorgente]

  • Amanda Palmer Performs the Popular Hits of Radiohead on Her Magical Ukulele (2010)

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • Do You Swear to Tell the Truth the Whole Truth and Nothing but the Truth So Help Your Black Ass (6 aprile 2010)
  • Idioteque (10 giugno 2010)
  • Map of Tasmania (Dicembre 2010)

DVD[modifica | modifica sorgente]

  • Who Killed Amanda Palmer: A Collection of Music Videos (2009)

Con i The Dresden Dolls[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

  • The Dresden Dolls (2002)

Album studio[modifica | modifica sorgente]

  • A Is for Accident (2003)
  • The Dresden Dolls (2003, ripubblicato nel 2004 per Roadrunner Records)
  • Yes, Virginia... (2006)
  • No, Virginia... (2008)

Con gli Evelyn Evelyn[modifica | modifica sorgente]

  • Elephant Elephant (2007)
  • Evelyn Evelyn (2010)

Altre collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Amanda Palmer Twitter Status, 3 gennaio 2011. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  2. ^ (EN) Amanda Palmer Twitter Status, 9 settembre 2009.
  3. ^ Nel teatrino del punk cabaret - Onda Rock.
  4. ^ (EN) On 'Who Killed,' Palmer looks behind the veil.
  5. ^ (EN) Controversial musician preapare for local debut.
  6. ^ (EN) The Onion Cellar World Premiere.
  7. ^ (EN) The Dresden Dolls and the ART grapple in The Onion Cellar.
  8. ^ (EN) Recensione di Bostonist.com.
  9. ^ (EN) Recensione di Thephoenix.com.
  10. ^ (EN) Videoannuncio tour via Youtube.
  11. ^ Recensione di Ondarock.
  12. ^ Recensione di Ondarock.
  13. ^ (EN) My earth-shattering news.
  14. ^ Recensione di Onda Rock.
  15. ^ (EN) The Grand Theft Kickstarter.
  16. ^ (EN) Most Funded Projects on Kickstarter.
  17. ^ "Una delle artiste più social di sempre", Ondarock.
  18. ^ (EN) Lee Barrons's Cloud Club.
  19. ^ (EN) Neil Gaiman's Journal.
  20. ^ (EN) Annuncio e foto via Twitter.
  21. ^ (EN) Melody vs. Meditation.
  22. ^ (EN) Peter Wolf, Amanda Palmer lead BMA winners.
  23. ^ (EN) Readers' Poll 2008.
  24. ^ (EN) The 25 Most Stilish Bostonians 2006.

Controllo di autorità VIAF: 71213377 LCCN: no/2008/139569