Lodger (album)

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Lodger

Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1979
Durata 35 min : 07 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere[1] Rock sperimentale
Pop rock
Art rock
Dance rock
AOR
Proto-punk
Etichetta RCA
Produttore David Bowie, Tony Visconti
Registrazione Mountain Studios, Montreux, settembre 1978, Record Plant Studios, New York, marzo 1979
Formati LP, CD
Certificazioni
Dischi d'oro 1
David Bowie - cronologia
Album precedente
(1977)

Lodger è un album del cantante inglese David Bowie pubblicato nel 1979 dalla RCA Records e ristampato su Compact Disc nel 1994 dalla EMI. L'album rappresenta l'ultimo capitolo della cosiddetta "trilogia berlinese" che comprende i precedenti Low e "Heroes", tutti registrati in collaborazione con Brian Eno (anche se in realtà solo "Heroes" è stato registrato effettivamente a Berlino). Accolto inizialmente con una certa indifferenza dalla critica, Lodger è oggi riconosciuto come uno dei lavori più sottovalutati di Bowie.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Il disco (per il quale vennero inizialmente presi in considerazione altri due titoli, Planned Accidents e Despite Straight Lines) venne registrato da Bowie durante il tour mondiale del 1978 praticamente con gli stessi musicisti degli album precedenti ad eccezione di Robert Fripp. Il chitarrista e fondatore dei King Crimson venne infatti sostituito da Adrian Belew, che due anni dopo entrerà a far parte proprio dei King Crimson e che venne "soffiato" da Bowie a Frank Zappa durante una tournée.

Lodger ha avuto diverse riedizioni in formato CD, comprese quelle della Rykodisc (negli Stati Uniti) e della EMI (nel resto del mondo), uscite nel 1991, che presentano due tracce bonus, I Pray, Olé (canzone inedita del 1979) e una nuova versione del 1988 di Look Back in Anger.

Temi e stile[modifica | modifica sorgente]

Per i temi affrontati, in Lodger si può notare una separazione abbastanza netta tra i primi cinque brani (la side one) che affrontano principalmente il tema del viaggio e i secondi cinque (la side two) in cui Bowie fa una critica alla civiltà occidentale. La traccia finale di "Heroes", The Secret Life of Arabia, aveva anticipato lo stile finto-esotico delle canzoni presenti nella prima parte di Lodger. African Night Flight, ad esempio, è un tributo alla musica e alla cultura dei veldt, ispirata da un viaggio in Kenya. La sua trama musicale è stata vista come un premonizione della popolarità che avrebbe raggiunto più avanti la world music e David Bowie è stato considerato un precursore dei suoni che saranno sviluppati da Brian Eno e David Byrne con My Life in the Bush of Ghosts del 1981. Move On è un'ode dedicata da Bowie al suo spirito vagabondo che richiama il classico All the Young Dudes, scritta per i Mott the Hoople nel 1972. Yassassin è un improbabile reggae con velature di musica turca. Red Sails è ispirata alla musica ambient e al beat motorik tipico di gruppi tedeschi come i Neu! e i Kraftwerk.

Il primo singolo estratto dall'album, Boys Keep Swinging, è stato visto dalla critica come un'arguta risposta di Bowie ai Village People ma anche, considerando anche il videoclip, un suo commento all'idea di mascolinità. Musicalmente apprezzabile soprattutto per le performance del chitarrista Carlos Alomar e del batterista Dennis Davis, rispettivamente alla batteria e al basso. Secondo il produttore Tony Visconti, la canzone è caratterizzata «dalla stessa struttura e dalla stessa chiave di Fantastic Voyage», in cui Bowie affronta il tema della guerra atomica. Il secondo singolo, DJ, guarda sardonicamente al mondo dei Disc jockey mentre Repetition rappresenta il viaggio di Bowie nella mentalità di un marito che picchia la moglie ed è cantato volutamente in una tonalità fredda e distaccata tale da sottolineare il testo ed il basso. Red Money aggiunge nuove parole ad una melodia già affrontata da Bowie e Alomar in Sister Midnight, canzone che compare nell'album The Idiot di Iggy Pop, scritta da Bowie e Alomar durante lo Station To Station Tour, doveva esser una canzone di Low ma per le sue sonorità finì in The Idiot dove Bowie compare da corista, in tale album doveva comparire anche What In the World, creata con Iggy nello stesso periodo, ma che venne registrata per Low con i cori di Iggy.

Accoglienza e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Lodger ha ricevuto relativamente pochi apprezzamenti alla sua uscita. La rivista Rolling Stone lo ha definito «uno dei suoi lavori più deboli ... confusi, una nota a piè di pagina di "Heroes"»,[2] mentre il Melody Maker lo ha trovato "esilmente anonimo". Lodger raggiunse comunque la 4ª posizione nelle classifiche inglesi e la ventesima in quelle statunitensi.

Subito dopo l'uscita dell'album, gli editori del New Musical Express, Roy Carr e Charles Shaar Murray sentivano che Lodger «avrebbe acquistato maggiori apprezzamenti nel giro di pochi anni e alla fine sarebbe stato accettato come uno dei progetti più complessi e gratificanti di Bowie». Mentre il biografo di Bowie, Christopher Sandford lo definisce «un disco scorrevole, calcolatamente usa e getta», l'autore David Buckley sostiene che «la sua statura cresce ogni anno che passa», e Nicholas Pegg, attore e scrittore britannico, conclude che «sottovalutato e oscuro sin quasi dalla sua uscita, la rua rivalutazione arriva troppo tardi». L'8 giugno del 1979, la British Phonographic Industry ha assegnato il disco d'oro a Lodger.

Copertina[modifica | modifica sorgente]

David Bowie ha collaborato con l'artista pop inglese Derek Boshier per la copertina di Lodger. Nel pieghevole originale presente nell'album si vede una foto a bassa risoluzione di Bowie nei panni di una vittima di un incidente, compreso un apparente naso rotto, fatta con una Polaroid SX-70. Il pieghevole comprende anche foto del cadavere di Che Guevara, del Cristo morto del Mantegna, e un'altra di Bowie.[3] Le immagini non sono presenti nella riedizione della Rykodisc in CD del 1991.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  • Tutti i brani sono ad opera di David Bowie, eccetto dove diversamente indicato.
Lato 1
  1. Fantastic Voyage – 2:55
  2. African Night Flight – 2:54
  3. Move On – 3:16
  4. Yassassin (Turkish for Long Live) – 4:10
  5. Red Sails – 3:43
Lato 2
  1. DJ (Bowie, Eno, C. Alomar) – 3:59
  2. Look Back in Anger – 3:08
  3. Boys Keep Swinging – 3:17
  4. Repetition – 2:59
  5. Red Money (Bowie, C. Alomar) – 4:17

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Lodger in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Review del Rolling Stone. URL consultato il 17-07-2008.
  3. ^ sito di Derek Boshier. URL consultato il 17-07-2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David Buckley - Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, 1999. Pagg 335-356
  • Nicholas Pegg - The Complete David Bowie, 2000. Pagg 310-312
  • Ian Gittens - "Art Decade", Mojo - 60 Years of Bowie, 2007. Pagg 70-73
  • Roy Carr & Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record, 1981. Pagg 102-107
  • Christopher Sandford - Loving the Alien, 1996-1997. Pagg 177-191

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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