Velvet Goldmine

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Velvet Goldmine
Velvet goldmine.png
Una scena del film
Titolo originale Velvet Goldmine
Paese Gran Bretagna, USA
Anno 1998
Durata 123 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia / musicale
Regia Todd Haynes
Soggetto Todd Haynes, James Lyons
Sceneggiatura Todd Haynes, James Lyons
Produttore Christine Vachon, Scott Meek, Michael Stipe, Sandy Stern
Fotografia Maryse Alberti
Montaggio James Lyons
Musiche Carter Burwell, Radiohead
Scenografia Andrew Munro
Costumi Sandy Powell
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Velvet Goldmine è un film del 1998, diretto da Todd Haynes. La pellicola tratta la storia del glam rock inteso come movimento culturale, attraverso le vicende di un ipotetico cantante (Brian Slade, interpretato da Jonathan Rhys Meyers) e si ispira velatamente alla vita di David Bowie. Il film è inoltre ricco di riferimenti allo stile di vita di Oscar Wilde, data la presenza di numerose citazioni tratte dalle sue opere. I costumi realizzati da Sandy Powell valgono alla costumista una nomination ai premi oscar del 1999. Il film è stato presentato in concorso al 51º Festival di Cannes,[1] dove ha ricevuto il premio per il contributo artistico.

Indice

[modifica] Trama

Nel 1984 Arthur Stuart, giornalista di New York ma originario della Gran Bretagna, viene incaricato di svolgere una ricerca su un cantante glam rock scomparso delle scene, Brian Slade. Esattamente dieci anni prima, infatti, la popolare rock star aveva simulato il suo omicidio durante un concerto e da quel momento se ne erano perse le tracce. Il giornalista durante le indagini rivivrà la sua storia, essendo lui inglese e avendo frequentato l’ambiente glam che ora gli risulta tanto lontano da sembrare appartenere a una vita non sua; scova persone della vita di Brian che però non lo vedono, né hanno sue notizie da svariati anni. Il giornalista ricostruisce la storia ambientata nella swinging London, l’origine di Brian, la sua carriera e la sua vita privata. Scopre che Brian non è il suo vero nome, che è stato sposato con Mandy Slade e che ha collaborato con Curt Wild, musicista con cui ha avuto una relazione omosessuale. Scopre inoltre che dopo la messa in scena dell’omicidio si è quasi totalmente volatilizzato e che persino sua moglie lo ha visto solo due volte. Il giornalista dopo aver rintracciato Mandy e aver inutilmente cercato Curt, realizza che probabilmente la pop star Tommy Stone è in realtà Brian Slade ma quando lo riferisce al suo capo l’incarico gli viene tolto. Ad Arthur viene assegnata la recensione dell’ultima esibizione di Tommy Stone a cui assisterà e successivamente incontra Curt in un locale. L’intera vicenda, partendo da Oscar Wilde e arrivando ad Arthur Stuart tramite vari personaggi, è accompagnata da una spilla verde che passa di mano in mano.

[modifica] Influenze

Brian Slade è chiaramente ispirato al David Bowie del periodo glam. Dovevano essere utilizzate anche diverse canzoni del cantante ma Bowie rifiutò poiché riteneva il film una visione distorta della propria figura (soprattutto a causa dei riferimenti, da lui sempre mal sopportati, sulla sua presunta omosessualità). Curt Wild è invece un personaggio con diverse somiglianze: quella con Mick Ronson, ed atteggiamenti e dialoghi attribuibili a Iggy Pop.

[modifica] Colonna sonora

La colonna sonora comprende brani del genere glam rock del passato e del presente. Tra gli artisti che partecipano alla scaletta vi sono i Venus in Furs con alla voce il leader dei Radiohead, Thom Yorke, che interpreta brani dei Roxy Music e i Wylde Ratttz, un supergruppo formato da Ron Asheton (degli Stooges), Thurston Moore (dei Sonic Youth), Don Fleming (dei Gumball), Mike Watt (dei Minutemen), Steve Shelley (dei Sonic Youth) e Mark Arm (dei Mudhoney), che ripropongono il brano T.V. Eye degli Stooges; la versione del brano inclusa nella colonna sonora, però, è cantata da Ewan McGregor, mentre la versione originale del pezzo, ovvero quella cantata da Mark Arm, sarà inclusa solo nella colonna sonora del film School of Rock[2]. Tra gli altri brani presenti nell'album spiccano Needle in the Camel's Eye di Brian Eno, Virginia Plan dei Roxy Music, Satellite of Love di Lou Reed e Make Me Smile di Steve Harley. Nel film compaiono anche i Placebo che interpretano la cover di 20th Century Boy, brano originale firmato da Marc Bolan dei T-Rex.

[modifica] Tracce

Di seguito le tracce contenute nell'album:

  1. Needle In The Camel's Eye (Brian Eno) - 3:09 - (Brian Eno/Phil Manzanera)
  2. Hot One (Shudder To Think) - 3:04 - (Nathan Larson/Shudder To Think)
  3. 20th Century Boy (Placebo) - 3:42 - (Marc Bolan)
  4. 2HB (Venus in Furs, alla voce Thom Yorke) - 5:39 - (Bryan Ferry)
  5. T.V. Eye (Wylde Ratttz cantati da Ewan McGregor) - 5:24 - (Dave Alexander/Scott Asheton/Ron Asheton/Iggy Pop)
  6. Ballad of Maxwell Demon (Shudder To Think) - 4:47 - (Craig Wedren/Shudder to Think)
  7. The Whole Shebang (Grant Lee Buffalo) - 4:11 - (Grant-Lee Phillips)
  8. Ladytron (Venus in Furs, alla voce Thom Yorke) - 4:26 - (Bryan Ferry)
  9. We Are The Boyz (Pulp) - 3:13 - (Cocker/Banks/Doyle/Mackey/Webber)
  10. Virginia Plain (Roxy Music) - 3:00 - (Bryan Ferry)
  11. Personality Crisis (Teenage Fanclub & Donna Matthews) - 3:49 - (David Johansen/Johnny Thunders)
  12. Satellite Of Love (Lou Reed) - 3:41 - (Lou Reed)
  13. Diamond Meadows (T. Rex) - 2:00 - (Marc Bolan)
  14. Bitter's End (Paul Kimble & Andy Mackay) - 2:13 - (Bryan Ferry)
  15. Baby's On Fire (Venus in Furs, alla voce Jonathan Rhys Meyers) - 3:19 - (Brian Eno)
  16. Bitter-Sweet (Venus in Furs, alla voce Thom Yorke) - 4:55 - (Andy Mackay/Bryan Ferry)
  17. Velvet Spacetime (Carter Burwell) - 4:10 - (Carter Burwell)
  18. Tumbling Down (Venus in Furs, alla voce Jonathan Rhys Meyers) - 3:28 - (Steve Harley)
  19. Make Me Smile (Come Up and See Me) (Steve Harley) - 3:59 - (Steve Harley)

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Official Selection 1998. festival-cannes.fr. URL consultato il 3 luglio 2011.
  2. ^ (EN) Wylde Ratttz. Allmusic.com. URL consultato il 2010-01-25.

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