Pantaloni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Un paio di pantaloni

I pantaloni o calzoni, anche detti popolarmente brache o braghe in alcune forme dialettali, sono un capo di abbigliamento che si indossa sulla parte inferiore del corpo e ricopre separatamente le due gambe; un tempo era considerato tipico del maschio e emblema stesso della virilità, oggi è di fatto unisex.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il termine pantalone venne dato dai francesi a una specie di pantalone largo in uso presso i veneziani, derivandolo da quello dell'omonimo personaggio della Commedia dell'arte Pantalone.[1]

Il termine calzone deriva anch'esso dal francese chausson e caleçon, come accrescitivo di calceus, "calzatura".[2]

Il termine brache deriva invece dal celtico o dal germanico, attraverso il latino bracæ e più tardi bragæ, usato dagli antichi romani per designare un tipo di pantalone in uso presso i popoli orientali e quello in uso presso i popoli barbari, soprattutto germani.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

I pantaloni moderni, a tubo di stufa, vennero adottati intorno alla metà dell'Ottocento (la tradizione vuole che la moda fosse stata lanciata da lord Brummell). Da allora sono state apportate solo poche modifiche di dettaglio, come ad esempio l'aggiunta di risvolti, sotto l'impulso di Edoardo VII d'Inghilterra nel 1909. Sarà poi lo sport a rendere popolare questo capo di abbigliamento anche presso le donne.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

I pantaloni hanno un'apertura che può essere:

La disposizione della chiusura può essere:

  • Anteriore chiamata anche "patta", questa è la disposizione più comune.
  • Laterale sul fianco dei pantaloni (soprattutto i pantaloni da donna).
  • Bilaterale nota come "a ponte" o "alla marinara", dove l'apertura è disposta su entrambi i fianchi.
  • Posteriore, l'apertura dei pantaloni è posta nella zona posteriore dei pantaloni (solo per alcuni pantaloni da donna).

Tipi di pantaloni[modifica | modifica sorgente]

  • Bermuda pantaloncini che arrivano fin sopra il ginocchio.
  • Bracae, indossate dai Celti e dai Germani;
  • Baggy, pantaloni a vita molto bassa, che si appoggiano sulle anche. Usati soprattutto da skater e rapper. Sembra originario delle prigioni americane, dove i prigionieri vengono privati di cinture. Per distinguersi, gli ex-detenuti continuavano a vestire baggy anche fuori dalle prigioni. (Su questa moda, vedi sagging)
  • Blue-jeans, pantaloni in tela grezza ("tela di jeans", "denim").
  • Calzoncini o short, quando le gambe sono corte a metà coscia.
  • Fuseaux, pantaloni elastici, stretti in vita e molto aderenti al corpo, talvolta terminano con una parte che sta sotto al piede, per tenerli ben tesi.
  • Pantaloncini da ciclista o ciclisti, pantaloni aderenti, poco sopra il ginocchio.
  • Pantaloni alla marinara, con apertura sui due fianchi.
  • Pantaloni alla pinocchietto, arrivano fino a metà polpaccio.
  • Pantaloni alla turca o all'indiana, pantaloni leggeri, molto ampi, con cavallo basso, all'altezza del ginocchio, che si stringono verso la caviglia
  • Pantaloni alla zompafosso, pantaloni stretti che terminano sopra alla caviglia.
  • Pantaloni alla zuava o knickerbocker, corti, sotto al ginocchio, ampi e a sbuffo, come quelli degli Zuavi.
  • Pantaloni a vita bassa
  • Pantaloni a zampa di elefante, pantaloni ampi sulla caviglia.
  • Pantaloni classici, indossati dagli uomini sotto ad una giacca per occasioni importanti.
  • Pantaloni da equitazione (jodhpurs).
  • Pantaloni da jogging.
  • Pantaloni di pelle, rinforzati alle articolazioni quando servono per andare in moto.
  • Pantaloni di tela, indossati d'estate.
  • Pantaloni di velluto, indossati d'inverno.
  • Pantaloni lunghi.
  • Polpe, i calzoni al ginocchio tipici dell'Ancien régime.
  • Rhingrave, sorta di gonna-pantalone maschile del XVI secolo, piegati e decorati con pizzi.
  • Salopette, pantalone dalla gambe più ampie del normale, che presenta un prolungamento sul busto in forma di una pettorina mantenuta da due bretelle

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M.N. Boutin-Arnaud, S. Tasmadjian, Le vêtement, Éditions Nathan, 1997, ISBN 2-09-182472-0.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Moda Portale Moda: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Moda