Keith Moon
| Keith Moon | ||
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Keith Moon nel 1975 |
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| Nazionalità | ||
| Genere | Rock and roll Hard rock Rhythm and blues Mod |
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| Periodo di attività | 1964 – 1978 | |
| Strumento | Batteria | |
| Band | The Who | |
| Album pubblicati | 8 | |
Keith John Moon (Londra, 23 agosto 1946 – Londra, 7 settembre 1978) è stato un batterista britannico, componente degli Who e considerato uno dei più grandi innovatori del drumming rock moderno.
Indice |
[modifica] Biografia
Iniziò a suonare la batteria molto giovane e, come la maggior parte dei suoi contemporanei, fu un autodidatta: non sapeva né leggere né scrivere la musica e imparò a suonare ascoltando i dischi dei giganti della batteria jazz come Gene Krupa e Buddy Rich.
Entrò negli Who agli inizi degli anni sessanta, sostituendo l'uscente Doug Sandom. Gli Who erano famosi per le loro performance dal vivo, nel corso delle quali erano soliti distruggere i loro strumenti nel finale dei loro concerti: Keith rappresentò il lato giocoso, goliardico e autodistruttivo più di qualunque altro membro del gruppo. Ebbe anche l'idea di riempire un tamburo di polvere da sparo per farlo esplodere sul finire dell'ultimo brano in scaletta (My Generation) nel famoso Smothers Brothers Comedy Hour nel 1967: il tamburo scoppiò accidentalmente sul finire del brano, stordendo Pete Townshend, che rimase sordo per circa una settimana, mentre Keith rimase ferito a una gamba dal frammento di uno dei piatti. Distrusse anche molte camere di albergo (come mostra il video di Cobwebs and Strange).
Nel 1970, Moon uccise involontariamente il suo autista e assistente personale, Neil Boland, investendolo con la sua Bentley, nel tentativo maldestro di sfuggire ad un gruppo di teppisti. Questo episodio, assieme alla dipendenza da alcool e droga contribuì al suo logoramento: giunse a non suonare più come ai livelli del suo inizio.
Come solista pubblicò un unico, sfortunato, album dal titolo Two Sides of the Moon, dove rivestì il ruolo di cantante, facendo suonare la batteria a Ringo Starr e Jim Keltner.
Il 7 settembre 1978, dopo aver trascorso la serata con Paul McCartney e sua moglie Linda, ritornò a casa con la sua fidanzata, Annette Walter-Lax, e prese 32 pastiglie di clometiazolo prescritte nella sua terapia contro la tossicodipendenza quando già 6 erano fatali. Iniziò a vedere a letto il film L'abominevole dottor Phibes, chiese ad Annette di cucinare pancetta e uova per colazione e poco dopo morì nel sonno quella stessa notte, all’età di trentadue anni.[1]
[modifica] Stile
La rivista Rolling Stone ha classificato Keith Moon al secondo posto nella speciale classifica dei più grandi batteristi di tutti i tempi, dietro John Bonham. Moon è stato ritenuto un innovatore della batteria rock, grazie al suo stile "rozzo", che fu alla base della musica hard rock e, successivamente, dell'heavy metal. La sua tecnica non era eccelsa, ma si basava su istintività e creatività naturale, trasformando la sua energia in musica ed elaborando uno stile unico e inimitabile.
Fu il primo batterista rock al mondo ad introdurre l'uso della doppia cassa, il suo set non presentava l'hi-hat (tranne quando suonava in studio) e usava maggiormente i piatti crash, per dare più incisività al suo drumming. Eseguiva fills fuori dal comune e, spesso, non suonava un groove lineare.
Le sue performance dal vivo sono state definite distruttive e molto spettacolari. Lo scopo non era quello di stupire per la tecnica strumentale, ma quello di divertire e intrattenere, catturando l’attenzione su di sé e il suo volto era atteggiato in una smorfia continua. Suonava anche in piedi, girando le bacchette con le dita e lanciandole in aria, oppure si piegava all’indietro sul seggiolino, fino a novanta gradi, ancorandosi con le gambe alle casse.
Il suo stile ha affascinato numerosissimi batteristi di ogni genere, tra i più conosciuti si possono menzionare Neil Peart, Ian Paice, John Bonham, Mike Portnoy, Jeff Porcaro, Bill Ward, Simon Phillips, Randy Castillo, Bill Bruford, Cozy Powell, Phil Collins.
[modifica] Discografia
[modifica] Solista
[modifica] Who
- My Generation (1965)
- A Quick One (1966)
- The Who Sell Out (1967)
- Tommy (1969)
- Who's Next (1971)
- Quadrophenia (1973)
- The Who by Numbers (1975)
- Who Are You (1978)
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Keith Moon
[modifica] Note
- ^ Neill, Andy and Kent, Matthew (2009). Anyway Anyhow Anywhere: The Complete Chronicle of The Who 1958-1978. Friedman/Fairfax Publishing, London. ISBN 978-1-4027-6691-6.