Ian Paice

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Ian Paice
Ian Paice durante un concerto dei Deep Purple nel 2006
Ian Paice durante un concerto dei Deep Purple nel 2006
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal
Hard rock
Blues rock
Periodo di attività 1965 – in attività
Strumento Batteria
Gruppo attuale Deep Purple
Gruppi precedenti The Shindings
MI5 i The Maze
Whitesnake
Gary Moore

Ian Paice (nome completo Ian Anderson Paice) (Nottingham, 29 giugno 1948) è un batterista britannico. È uno dei batteristi più conosciuti nella scena musicale rock, divenuto famoso come membro dei Deep Purple. Molto creativo e capace di impressionare con lunghi assoli, è considerato uno dei migliori batteristi di sempre, dal suono e dallo stile unico, nonostante usi sempre una strumentazione molto semplice. Paice ha spesso utilizzato anche influenze jazz e swing nel suo stile, una rarità per un batterista rock.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Nottingham ma cresciuto nella cittadina di Bicester nell'Oxfordshire, Paice ha la sua prima esperienza musicale in un gruppo locale chiamato Georgie and the Raveons, dopo divenuto Shindigs, che lascia per unirsi agli MI 5, poi chiamati Maze, con Rod Evans. Tuttavia è all'età di 19 anni, nel 1967, che Paice contribuisce alla fondazione dei Deep Purple, ed è l'unico musicista ad essere sempre stato presente in tutte le diverse incarnazioni della band.

Ian Paice ha anche suonato negli Whitesnake, con Gary Moore e per i Paice, Ashton & Lord.

Come turnista vanta moltissime collaborazioni. Fra le altre cose, ha suonato per Paul McCartney, nell'album Run Devil Run pubblicato nel 1999 (alla chitarra c'era David Gilmour).

Fra i momenti più rappresentativi del suo stile non va dimenticata la prestazione resa nel live "Made In Japan" dei Deep Purple dove, rifacendosi ad una prassi già sperimentata in precedenza da batteristi come Ginger Baker dei Cream (Toad) e John Bonham dei Led Zeppelin (Moby Dick), si esibì in un assolo percussionistico di vari minuti nel brano The Mule.

Nel 2002 è uscito un DVD documentario dal titolo Ian Paice on the Drums oppure Not for the Pro's. Dagli anni duemila, Ian Paice è solito effettuare alcuni concerti da solista con dei musicisti di supporto, con i quali suona principalmente canzoni dei Deep Purple.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È mancino, e quindi quando suona monta la batteria "al contrario", cioè con charleston e rullante a destra e timpano a sinistra.
  • Nella adolescenza ha suonato il violino, ma poi ha smesso perché gli piaceva di più la batteria.
  • È un discreto conoscitore e appassionato di rugby, tifoso della nazionale inglese e di Jonny Wilkinson; il figlio James ha praticato tale disciplina ai tempi del college.[1]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con gli Shindings[modifica | modifica wikitesto]

  • 1965 - "One Little Letter/What You Gonna Do"
  • 1965 - "A Little While Back/Why Say Goodbye"

Con i MI 5 - Maze[modifica | modifica wikitesto]

  • 1966 - "You'll never stop me loving you/Only time will tell"
  • 1966 - "Hello Stranger/Telephone"
  • 1967 - "Aria del Sud/Non fatemi odiare"
  • 1967 - "Harlem Shuffle/What Now/The Trap/I'm So Glad"
  • 1967 - "Catteri, Catteri/Easy Street"

Con i Deep Purple[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Deep Purple.

Studio[modifica | modifica wikitesto]

Con i Whitesnake[modifica | modifica wikitesto]

Studio[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Con Gary Moore[modifica | modifica wikitesto]

Studio[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007 - "guest on Andrea Ranfa - Little hard blues" CD on track "Foget my boogie"
  • 2010 - "IAN PAICE & FOREVER DEEP (The Italian Deep Purple Tribute) - "MADE IN VERONA" LIVE CD"
  • 2012 - "guest on Five Seasons - "Mezzo"- EP on tracks "Sagome di Polvere" and "Morte Ridente""
  • 2013 - "guest on FOREVER DEEP homonym CD on tracks "The Wish", "Without Your Love" and "Marosh"."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Sabatino, Daniela Scalia: dieci anni dopo Total Rugby, grandi ricordi e retroscena shock in sportincondotta.it, 17 settembre 2014.

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