Deep Purple in Rock

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Deep Purple in Rock
Artista Deep Purple
Tipo album Studio
Pubblicazione 3 giugno 1970
Durata 41 min : 46 s
Dischi 1
Tracce 7
Genere Hard rock[1]
Etichetta Harvest Records
Warner Bros.
Produttore Deep Purple
Registrazione agosto 1969- maggio 1970, IBC, De Lane Lea & Abbey Road Studios
Deep Purple - cronologia
Album successivo
(1971)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4.5/5 stelle[1]

Deep Purple in Rock, anche noto come In Rock, è il quarto album del gruppo britannico Deep Purple, pubblicato nel 1970.[1]

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Deep Purple in Rock è generalmente considerato come uno dei primi album hard rock, assieme a Led Zeppelin II dei Led Zeppelin, e Paranoid dei Black Sabbath.[2]

Sulla copertina sono raffigurati i volti dei componenti del gruppo come scolpiti nel famoso Monte Rushmore, nel quale vennero scolpite le facce di quattro presidenti americani. Il titolo dell'album, Deep Purple in Rock, ha due significati: in rock può essere inteso come riferimento al genere musicale oppure tradotto con nella roccia, in riferimento all'immagine di copertina raffigurante le sculture nella roccia. Nelle studio chat della versione rimasterizzata Ritchie Blackmore e Jon Lord eseguono più volte la sigla di Braccio di Ferro (Popeye the Sailor).

L'album è il primo della formazione classica (la Mark II), con gli innesti di Ian Gillan e Roger Glover, a sostituire Rod Evans e Nick Simper.

I brani[modifica | modifica sorgente]

Speed King si apre con una delle introduzioni più rumorose dell'epoca (in alcuni paesi venne eliminata facendo iniziare direttamente la canzone), grazie al suono dell'organo trasmesso dall'amplificatore per chitarre Marshall e la distorsione della Stratocaster di Blackmore.

Bloodsucker si mantiene sulla stessa linea con uno stampo più blues e Gillan che inizia a proporre i suoi celeberrimi acuti.

Il primo lato si chiude con la celeberrima Child in Time: una ballata blues in continuo crescendo grazie alle progressioni vocali e strumentali. Famosa per gli acuti raggiunti dal cantante (nei live, combinata all'amplificazione, la sua voce toccherà i 120 decibel, pari al rumore di un aereo a reazione in partenza), sarà uno dei pezzi cardine del loro repertorio fino al live Come Hell or High Water, dopo il quale Gillan non riuscirà più a recuperare le note più alte. Lo stesso Gillan ha dichiarato di essere molto affezionato a questa canzone, tanto che, oltre ad averla riproposta da solista, fece promettere ai successivi cantanti dei Purple (David Coverdale e Glenn Hughes) di non eseguirla mai dal vivo. Promessa sempre mantenuta.

La prima canzone del secondo disco è Flight of the Rat parte con un riff di chitarra elettrica semplice e diretto, e nella parte centrale diventa un'alternanza di assoli tra tastiere, chitarra e batteria.

Into the Fire è un blues più lento, anche se non manca di accelerazione e crescendo tipici del disco.

Living Wreck ha un sapore più psichedelico, con l'organo di Lord protagonista negli assoli, marcati dal tipico sound acid-rock tipico del periodo.

Lo spirito psichedelico permane anche nella finale Hard Lovin' Man, decisamente più heavy per velocità, volume e distorsione del suono, tanto che viene considerata una canzone base per lo sviluppo di quello che sarà l'heavy metal.

Black Night è una traccia bonus, divenuta famosa come singolo già due anni prima e da allora presenza fissa nella scaletta dei concerti della band di Hertford.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Nota: Tutte le canzoni sono state scritte da Blackmore/Gillan/Glover/Lord/Paice.

  1. Speed King – 5:49
  2. Bloodsucker – 4:10
  3. Child in Time – 10:14
  4. Flight of the Rat – 7:51
  5. Into the Fire – 3:28
  6. Living Wreck – 4:27
  7. Hard Lovin' Man – 7:10
Tracce bonus per la 25th Anniversary Edition
  1. Black Night (original single version) – 3:27
  2. Studio Chat (1) – 0:28
  3. Speed King (versione in piano) – 4:14
  4. Studio Chat (2) – 0:25
  5. Cry Free (remix di Roger Glover) – 3:20
  6. Studio Chat (3) – 0:05
  7. Jam Stew (strumentale) – 2:30
  8. Studio Chat (4) – 0:40
  9. Flight of the Rat (remix di Roger Glover) – 7:53
  10. Studio Chat (5) – 0:31
  11. Speed King (remix di Roger Glover) – 5:52
  12. Studio Chat (6) – 0:23
  13. Black Night (remix inedito di Roger Glover) – 4:47

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

L'album raggiunse la prima posizione in Germania ed Australia, la quarta nel Regno Unito e la quinta in Norvegia.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Eduardo Rivadavia, Deep Purple in Rock in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 31 dicembre 2013.