Child in Time

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Child in Time
Artista Deep Purple
Autore/i Blackmore, Gillan, Glover, Lord, Paice
Genere Hard rock
Rock progressivo
Edito da Harvest Records
Pubblicazione
Incisione Deep Purple in Rock
Data 1970
Durata 10 min. :14 sec.

Child in Time è una delle canzoni più famose della band hard rock dei Deep Purple e raggiunse la decima posizione in Olanda. Fu pubblicata sull'album Deep Purple in Rock (1970) e fu uno dei cavalli di battaglia del gruppo nelle performance dal vivo del periodo 1970-1973 (quello della cosiddetta formazione mark II). La versione più celebre del brano è quella pubblicata nel doppio album dal vivo Made in Japan (1972).

Per ammissione dello stesso Ian Gillan, il riff principale del brano nacque sentendo suonare il brano Bombay Calling del gruppo It's a Beautiful Day[1], da cui si partì per arrivare con un diverso arrangiamento.

Musicalmente può essere considerata una sorta di suite. Parte da un giro di organo Hammond eseguito dal tastierista Jon Lord, si sviluppa sulla melodia cantata in modo sempre più acuto e aggressivo da Ian Gillan e un testo in chiara opposizione alla guerra; la struttura del brano, è un crescendo che viene drammatizzato magistralmente dagli acuti di Gillan che ne fanno una pietra miliare del rock.

Tra le parti cantate, Ritchie Blackmore realizza uno dei suoi assolo più riusciti; lo sviluppa in un crescendo che si arresta repentinamente alla ripresa della strofa iniziale. Infine sia il suono delle chitarra, sia quello degli altri strumenti, diventano più cupi e pesanti.

Proposta quasi sempre nei concerti, dal vivo viene suonata anche in versioni estese: sono famose le versioni dall'album Made in Japan e quella del concerto in Danimarca del 1972, della quale esiste anche la registrazione in video.

In seguito alla pubblicazione dell'album live Come Hell or High Water, la band smise di eseguire questo brano, presumibilmente per le difficoltà di Gillan a ritrovare la voce e la potenza che caratterizzavano la versione in studio; ultimamente è stata comunque riproposta dalla formazione detta "Mark VII" (Don Airey, Roger Glover, Ian Paice, Ian Gillan e Steve Morse).

Gillan è molto affezionato a questa canzone, tanto che ne ha realizzato una versione jazzeggiante nel suo primo lavoro da solista; quando si separò per la prima volta dai Deep Purple, nel 1973, convinse Glenn Hughes (la voce più acuta del duo formato con David Coverdale) a non riproporla mai dal vivo. La promessa fu sempre mantenuta.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta che durante il concerto che diede vita a Made in Japan la voce del cantante Ian Gillan fu misurata in decibel durante i celebri acuti della canzone. Si dice addirittura che al momento dell'acuto più alto i decibel che generò (insieme all'amplificazione) siano stati paragonati a quelli che avrebbe generato un aereo in partenza.[senza fonte]

Il brano fa parte della colonna sonora del film Le onde del destino di Lars von Trier e del film Denti di Gabriele Salvatores; è inoltre presente nel film La banda Baader Meinhof di Uli Edel. Presente inoltre nel film Twister.

Nel 1993 l'attacco è stato utilizzato da Vasco Rossi come intro del brano Lo Show prima traccia dell'album Gli spari sopra

Album e raccolte che includono il brano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) DPAS interview - Ian Gillan, Mumbai, India. 3rd May 2002. URL consultato il 04-05-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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