Meaty Beaty Big and Bouncy

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Meaty Beaty Big and Bouncy
Artista The Who
Tipo album Raccolta
Pubblicazione 30 ottobre 1971
Durata 42 min : 54 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Rock
Etichetta Track, Polydor (UK)
Decca, MCA (U.S.)
Produttore The Who, Shel Talmy, and Kit Lambert
Registrazione 1964–1970
The Who - cronologia
Album precedente
(1971)
Album successivo
(1973)

Meaty Beaty Big and Bouncy è una raccolta del gruppo britannico The Who. È uno dei primi dischi di una lunga serie di greatest hits ed è normalmente indicato come il migliore tra le raccolte. L'album è composto da singoli non compresi negli album degli Who (a parte Boris the spider) e questo fu una delle ragioni per cui all'epoca vendette molto bene. Venne compilata da Pete Townshend in persona.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo della raccolta si riferisce ai 4 elementi del gruppo: "meaty" (atletico, Roger Daltrey), "beaty" (pulsante, Keith Moon), "big" (grande, John Entwistle) e "bouncy" (saltellante, Pete Townshend). Singolare la copertina in cui il gruppo (a colori) da una finestra osserva quattro ragazzi (in bianco e nero) vestiti con abiti tipici degli anni '50, ripresa specularmente nel retro della copertina, in cui sono i ragazzi dalla finestra a guardare i membri della band sui gradini di una casa suburbana, a sottolineare la loro provenienza "proletaria". Uno dei quattro bambini è il fratello più piccolo del manager della band Bill Curbishley, Paul Curbishley.

La foto panoramica della copertina interna è un esterno del Railway Hotel, un pub che si trovava nei pressi della stazione Harrow & Wealdstone a Londra. Il Railway Hotel era un popolare ritrovo per i Mods e spesso vi si esibirono gli Who stessi agli inizi di carriera. Fu qui che Kit Lambert, manager del gruppo, vide per la prima volta il gruppo,[1] e fu sempre qui che Pete Townshend ruppe accidentalmente il manico della sua chitarra colpendo il soffitto. In risposta alle risate degli spettatori, egli quindi distrusse del tutto lo strumento sul palco per la prima volta in pubblico; abitudine che mantenne per anni durante i concerti dal vivo.[2]

Il Railway Hotel andò distrutto in un incendio nel marzo 2000, dopo essere rimasto abbandonato per anni.[3] Il sito è ora occupato da due blocchi di appartamenti, chiamati "Moon House" e "Daltrey House" in onore ai membri della band.[4]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i brani scritti da Pete Townshend eccetto ove specificato.

  1. I Can't Explain - 2:05
  2. The Kids Are Alright - 2:45
  3. Happy Jack - 2:12
  4. I Can See for Miles - 4:06
  5. Pictures of Lily - 2:43
  6. My Generation - 3:18
  7. The Seeker - 3:11
  8. Anyway, Anyhow, Anywhere (Daltrey-Townshend) - 2:42
  9. Pinball Wizard - 2:59
  10. A Legal Matter - 2:48
  11. Boris the Spider (Entwistle) - 2:28
  12. Magic Bus - 3:21
  13. Substitute - 3:49
  14. I'm a Boy (alternate version) - 3:41

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andy Neill, Matt Kent, Anyway Anyhow Anywhere: The Complete Chronicle of the Who 1958-1978, Random House, 26 Aug 2011, p. 56. URL consultato il 25 agosto 2013.
  2. ^ "'Who I Am': Rock icon Pete Townshend tells his story". MSNBC. Retrieved 23 November 2012
  3. ^ Christian Duffin: "Fire destroys the home of rock legends"
  4. ^ Pastscape - Detailed Result: THE RAILWAY HOTEL in pastscape.org.uk. URL consultato il 25 agosto 2013.
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