In the Court of the Crimson King
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| In the Court of the Crimson King | ||
|---|---|---|
| Artista | King Crimson | |
| Tipo album | Studio | |
| Pubblicazione | 10 ottobre 1969 | |
| Durata | 41 min : 19 s | |
| Dischi | 1 | |
| Tracce | 5 | |
| Genere | Rock progressivo | |
| Etichetta | Island Records | |
| Produttore | King Crimson | |
| Registrazione | Wessex Sound Studios, Londra | |
| King Crimson - cronologia | ||
|---|---|---|
| Album precedente / |
Album successivo In the Wake of Poseidon (1970) |
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In the Court of the Crimson King (Island Records, 1969) è il primo album dei King Crimson, gruppo di rock progressivo britannico.
Indice |
[modifica] Il disco
Nell'album si sente l'influsso dei Moody Blues di Nights in White Satin (specie nella suggestiva ballata Epitaph), ma il gruppo batte anche vie del tutto proprie e originali, come nel brano di apertura, 21st Century Schizoid Man; racconta Robert Fripp che essa veniva eseguita come pezzo d'apertura nei concerti, scioccando spesso il pubblico composto di miti hippie che s'aspettavano le romantiche ballate del gruppo.
21st Century Schizoid Man potrebbe sembrare quasi fuori posto, perché aggredisce con sincopi sinfoniche e uno slogan distorto per lanciarsi poi in una jam furibonda (con un suggestivo delirio di chitarra e fiondate feroci di sax). Musicalmente parlando è un brano complicatissimo - tra i più "ostici" del gruppo -, pieno di stacchi e variazioni di tempo, ma nonostante la sua complessità ritmica e armonica risulta fruibile e ancora oggi, dopo tanti anni, ed estremamente godibile.
Spesso gli appassionati dei King Crimson cominciavano ad ascoltare l'LP posando la puntina del giradischi nello spazio tra 21st Century... e I Talk to the Wind. Eppure la furia iconoclasta di quel primo brano riemergerà pressoché intatta nella seconda fase dei KC, quella che s'apre con Larks' Tongues in Aspic; e proprio 21st Century... venne spesso eseguito dal vivo anche dalle recenti incarnazioni dei King Crimson.
Rappresenta pienamente lo spirito del gruppo in questa fase la visione/allucinazione di In the Court of the Crimson King, una suite-balletto che fonde folk medievale, song rinascimentale, jazz-rock, musica psichedelica e sinfonismo classico. Ma in tutta la musica dei King Crimson di questo primo periodo c'è un miracoloso equilibrio di melodie pop, arrangiamenti jazzistici, armonie classiche, visionarietà psichedeliche. La sintesi quasi alchemica di musica classica, jazz e rock, viene raggiunta attraverso le esperienze dei componenti del gruppo; si può dire che le tre componenti siano rappresentate dai tre strumenti guida: mellotron, sassofono e chitarra. Il fatto saliente stava nell'essere riusciti a fondere tradizioni così diverse. Semmai la tecnica del gruppo risaltava nel cromatismo quasi delirante delle composizioni, in cui gli strumenti sembrano fare a gara a decorare con tinte sempre più forti.
Il chitarrismo calligrafico di Robert Fripp si accoppiava magnificamente alle ventate elettroniche di Ian McDonald, al basso innovativo di Greg Lake (in 21st Century Schizoid Man addirittura vi sono due tracce di basso) che è anche straordinario vocalist e effettivo produttore del disco, al passo marziale di Giles.
Vera introduzione all'universo fiabesco del gruppo è però I Talk to the Wind, tenue ballata accompagnata da riverberi di oboe e vibrafono. I talk to the wind verrà riproposta in un nuovo arrangiamento da un insoddisfatto Robert Fripp nelle successive antologie del gruppo.
Il primo grande capolavoro sinfonico è Epitaph, che si apre con una maestosa marea di mellotron per ridursi subito a un bisbiglio marziale e malinconico; nell'incedere solenne, classicheggiante, di questo spiritual, nel suo crescendo apocalittico e nell'arrangiamento certosino di ogni sequenza è riconoscibile il marchio di fabbrica dei King Crimson.
Una minuziosa architettura timbrico-ritmica, eretta cellula sonora su cellula sonora, sosteneva le loro delicate melodie folk. Il capolavoro nel capolavoro era in realtà Moonchild, una lunga suite che era anche il brano meno lineare. Qui le atmosfere gotiche degli altri brani vengono ambientate in uno scenario futuristico: il ritornello dimesso e androide affonda in una palude di suoni dissonanti e di rumori percussivi.
[modifica] Cover
- 21st Century Schizoid Man è stata interpretata dal gruppo thrash metal/progressive metal dei Voivod nell'album del 1997 Phobos, da Ozzy Osbourne nell'album del 2005 di cover Under Cover, dal gruppo thrash metal dei Forbidden nell'album del 1994 Distortion e dagli Emerson, Lake & Palmer nel Box-set The Return of the Manticore e sul live Then and Now.
- Sempre gli Emerson, Lake & Palmer hanno coverizzato Epitaph nel live Welcome Back My Friends durante la sezione Battlefield di Tarkus
- I Talk to the Wind è stata interpretata dal gruppo techno/house degli Opus III nell'album del 1991 Mind Fruit e nell'album di Jordan Rudess del 2007 The Road Home. Anche il gruppo italiano dei Violet Eves ne ha fatto una cover pubblicata nel 1986 nell'album Incidental glance, disco che si può trovare anche nella raccolta antologica Overview uscita nel 2001.
- La melodia di Moonchild è stata usata nella canzone M62 Song del gruppo Indie rock dei Doves nell'album del 2002 The Last Broadcast e dal rapper Mims come sample nella canzone Doctor Doctor nell'album del 2007 Music Is My Savior.
- The Court of the Crimson King è stata interpretata dal gruppo heavy metal dei Saxon nell'album del 2001 Killing Ground col nome di Court of the Crimson King in versione leggermente accorciata.
[modifica] Tracce
Lato A
- 21st Century Schizoid Man including Mirrors - 7:20 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
- I Talk to the Wind - 6:05 - (Peter Sinfield - Ian McDonald)
- Epitaph including March for no Reason and Tomorrow and Tomorrow - 8:47 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
Lato B
- Moonchild including The Dream and The Illusion - 12:11 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
- The Court of the Crimson King including The Return of the Fire Witch and The Dance of the Puppets - 9:22 - (Peter Sinfield - Ian McDonald)
[modifica] Formazione
- Robert Fripp - chitarra
- Greg Lake - basso, voce
- Ian McDonald - fiati, tastiere
- Michael Giles - batteria
[modifica] Altri membri
- Peter Sinfield – parole, luci
- Barry Godber – copertina

