In the Court of the Crimson King
| In the Court of the Crimson King | ||
|---|---|---|
| Artista | King Crimson | |
| Tipo album | Studio | |
| Pubblicazione | 10 ottobre 1969 | |
| Durata | 43 min : 52 s | |
| Dischi | 1 | |
| Tracce | 5 | |
| Genere | Rock progressivo Fusion Rock |
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| Etichetta | E'G / Island Records | |
| Produttore | King Crimson | |
| Registrazione | Wessex Sound Studios, Londra | |
| King Crimson – cronologia | ||
| Album precedente | Album successivo | |
| / | In the Wake of Poseidon (1970) |
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In the Court of the Crimson King (an observation by King Crimson) (Island Records, 1969) è il primo album dei King Crimson, gruppo inglese di rock progressivo.
Indice |
[modifica] Genesi dell'opera
Nell'estate 1969 i King Crimson avevano tentato già due volte di registrare il loro repertorio, in due studi di incisione diversi, senza però rimanerne soddisfatti: tali registrazioni, incompiute, sono andate perdute.[1] Nel frattempo, il gruppo aveva conquistato una relativa notorietà fra stampa, pubblico e addetti ai lavori, grazie ai numerosi concerti tenuti, nell'arco di cinque mesi, prevalentemente nell'area londinese. Decisiva, appena tre settimane prima di rientrare in studio, la loro apparizione come gruppo spalla al concerto dei Rolling Stones in onore di Brian Jones a Hyde Park, Londra.
Dunque la band che il 21 luglio 1969 varcò la soglia dei Wessex Studios a Islington era tutt'altro che un quintetto di debuttanti, e l'esperienza di studio maturata nei due precedenti tentativi incise positivamente anche sul prodotto discografico. Tale relativa maturità artistica ha testimonianze storiche illustri fra coloro che assistettero ai concerti precedenti l'incisione dell'album: su tutti, Jimi Hendrix che li vide al Revolution Club di Mayfair il 14 maggio 1969, rimanendone inequivocabilmente entusiasta e congratulandosi personalmente con Robert Fripp; ma anche il futuro chitarrista dei Genesis, Steve Hackett, nonché i futuri membri dei King Crimson Bill Bruford e Jamie Muir, concordano tutti nel ricordare un gruppo coeso e di straordinario impatto sonoro, oltre ad un originale ed efficace spettacolo di luci (curato da Pete Sinfield, autore anche di tutti i testi).
Non stupisce pertanto l'importanza che oggi i biografi del rock unanimemente attribuiscono a In the Court of the Crimson King, in particolare per la direzione imposta all'art rock, più tardi etichettato come progressive rock, che pure già dal '67-68 aveva avuto fra i suoi tanti pionieri – sempre in Gran Bretagna – i Soft Machine e i primi Pink Floyd "post-Barrett".
È notoria, a titolo di esempio, l'influenza di In The Court... sui primi lavori dei Genesis, confermata da Tony Banks in una recente autobiografia del gruppo.[2]
Per quanto riguarda - più in generale - l'ambiente rock, è spesso citata l'opinione di Pete Townshend degli Who il quale, invitato dalla E'G Records a fare da testimonial per l'album, non esitò a definirlo «un capolavoro sbalorditivo»[3].
L'inizio delle registrazioni dell'album seguì di poche ore il primo sbarco dell'uomo sulla Luna: la notizia di quello storico avvenimento era stata annunciata, la notte precedente, dal bassista e cantante del gruppo Greg Lake al pubblico del Marquee Club di Londra, subito prima del concerto.
La produzione dell'album impiegò all'incirca un mese, inframmezzata da alcuni altri concerti; al termine delle registrazioni, i King Crimson ripresero a pieno ritmo l'attività consertistica dapprima in patria, poi negli U.S.A. sino alla fine dell'anno. L'ultima apparizione live della formazione di In The Court fu al Fillmore West di San Francisco il 14 dicembre 1969. Di ritorno dagli States, Ian McDonald e Mike Giles annunciarono di voler lasciare la band. Di lì a poco se ne andò anche Greg Lake, che proprio durante il suddetto tour americano aveva ricevuto l'offerta di Keith Emerson dei Nice di unirsi a lui in quello che poi sarebbe divenuto il celebre trio Emerson, Lake and Palmer, e al contempo non riteneva onesto che il gruppo mantenesse il nome "King Crimson" senza due elementi cruciali come McDonald e Giles.
Tra il 1969 e il 1970, quest'album raggiunse il 3º posto nelle classifiche di vendita inglesi.
[modifica] Il disco
In the Court of the Crimson King contiene soltanto cinque tracce; ciascun titolo tuttavia ne "include" altri, riferiti a particolari passaggi musicali o del testo; quest'ultima scelta fu dettata dalla convenienza: allora il mercato discografico americano (soprattutto) attribuiva le royalties in base al numero dei titoli presenti in un album. Nessuna delle tracce è tuttavia nettamente suddivisa in sezioni, come invece di lì a poco sarebbe stato frequente costume nelle suites del progressive.
La traccia di apertura è 21st Century Schizoid Man, che fu l'ultima in ordine di tempo ad essere incisa: registrata in diretta in una sola take (a eccezione della voce e di due linee, rispettivamente di chitarra e sax) è caratterizzata da un uso massiccio della distorsione sia nella chitarra che nella voce, e da un incedere generalmente marziale e aggressivo che fa eco a un testo sull'alienazione dell'uomo nel Terzo Millennio. Le strofe cantate precedono e seguono una lunga digressione strumentale eseguita a velocità molto sostenuta e con grande virtuosismo da tutti i musicisti, e con interventi solisti di sax e chitarra. Prima di ritornare al tema principale, la digressione culmina in un veloce break all'unisono. Il finale è volutamente cacofonico e tronco, quasi a suggellare l'intento "traumatico" - tanto nel testo quanto nella musica - di tutto il pezzo.
I Talk to the Wind è brano di natura totalmente opposta al precedente: una delicata ballata, a tratti cantata a due voci, e punteggiata dagli interventi del flauto, il quale resta in primo piano anche lungo tutta la coda strumentale. Sulla dissolvenza di quest'ultima s'innestano, senza soluzione di continuità, i timpani che introducono il terzo e ultimo brano del lato A: Epitaph inserisce un terzo e nuovo elemento nel sound del disco e del gruppo: l'uso sinfonico del Mellotron che qui accompagna una performance vocale di Lake particolarmente lirica, su un testo ancora una volta pregno di pessimismo ed elegia.
Il lato B comincia con Moonchild, la traccia più lunga dell'album: la prima sezione, cantata, è una breve ballata accompagnata dall'arpeggio di Fripp e da un uso quasi "classico" di percussioni in sordina da parte di Mike Giles; il resto del brano è una lunga e sommessa digressione, totalmente improvvisata - affidata ai soli Fripp (chitarra), McDonald (vibrafono) e Giles (percussioni) - la cui inclusione nel disco obbedì anche a esigenze di riempimento: gli altri brani del repertorio erano stati scartati e restavano perciò a disposizione poco più trenta minuti di musica, insufficienti a completare un 33 giri.
La chiusura dell'album è affidata a The Court of the Crimson King, altro lungo brano che alterna i momenti "sinfonici" già proposti in Epitaph alle atmosfere più intimiste proprie di I Talk to the Wind e Moonchild.
[modifica] La copertina
La copertina di In The Court Of The Crimson King è dipinta da Barry Godber (1946-1970), scomparso prematuramente pochi mesi dopo la pubblicazione dell'album. I due dipinti originali per In The Court... (rispettivamente l'esterno e l'interno della copertina) restano perciò l'unica opera di Godber e sono oggi conservati da Robert Fripp. Famosa quasi quanto l'album, la copertina esterna raffigura il volto ravvicinato di un uomo che emette un urlo di terrore; i tratti somatici sono deformati e il colore predominante è il rosso cremisi (in inglese: crimson) mentre evidente nel soggetto è il riferimento al brano 21st Century Schizoid Man («Uomo schizoide del 21° secolo»). All'interno della copertina, un'altra figura umana dagli stessi colori sorride e mostra anche le mani, in posa ieratica: il riferimento stavolta è proprio al "Re Cremisi" (Crimson King) eponimo sia dell'album che del gruppo.
[modifica] Interpretazioni di altri artisti
- 21st Century Schizoid Man è stata interpretata dal gruppo thrash metal/progressive metal dei Voivod nell'album del 1997 Phobos, da Ozzy Osbourne nell'album del 2005 di cover Under Cover, dal gruppo thrash metal dei Forbidden nell'album del 1994 Distortion, dal gruppo rock progressive italiano PFM in vari concerti e nel cofanetto 35 e un minuto e da Emerson, Lake & Palmer nel Box-set The Return of the Manticore e sul live Then and Now;
- Epitaph viene accennata da Greg Lake con Emerson, Lake & Palmer nel live Welcome Back My Friends durante la sezione Battlefield di Tarkus;
- I Talk to the Wind è stata interpretata dal gruppo techno/house degli Opus III nell'album del 1991 Mind Fruit, da Klaus Waldeck nell'album swl 2001 The Night Garden, da Judy Dyble nell'album del 2006 The Whorl e da Jordan Rudess nell'album del 2007 The Road Home. Anche il gruppo italiano dei Violet Eves ne ha fatto una reinterpretazione pubblicata nel 1986 nell'album Incidental glance, disco che si può trovare anche nella raccolta antologica Overview uscita nel 2001. Negli anni '90 la canzone è stata eseguita dal vivo anche dal musicista di liscio Raoul Casadei.
- La melodia di Moonchild è stata usata nella canzone M62 Song del gruppo Indie rock dei Doves nell'album del 2002 The Last Broadcast e dal rapper Mims come sample nella canzone Doctor Doctor nell'album del 2007 Music Is My Savior; sempre Moonchild è stata reinterpretata dal gruppo italiano Twenty Four Hours e proposta come cover nel primo album "The Smell of The Rainy Air";
- The Court of the Crimson King è stata interpretata dal gruppo heavy metal dei Saxon nell'album del 2001 Killing Ground col nome di Court of the Crimson King in versione leggermente accorciata.
[modifica] Tracce
Lato A
- 21st Century Schizoid Man including Mirrors - 7:24 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
- I Talk to the Wind - 6:05 - (Peter Sinfield - Ian McDonald)
- Epitaph including March for no Reason and Tomorrow and Tomorrow - 8:47 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
Lato B
- Moonchild including The Dream and The Illusion - 12:12 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
- The Court of the Crimson King including The Return of the Fire Witch and The Dance of the Puppets - 9:22 - (Peter Sinfield - Ian McDonald)
[modifica] Formazione
- Robert Fripp - chitarra, Mellotron, organo
- Greg Lake - basso, voce
- Ian McDonald - fiati, tastiere
- Michael Giles - batteria
- Peter Sinfield - testi
[modifica] Note
- ^ Tutti i riferimenti storici di questa voce, salvo ove indicato, hanno per fonte la biografia di Sid Smith «In The Court Of King Crimson» (© Helter Skelter Publishing, 2000)
- ^ Cfr. "Genesis: Chapter, Verse" (© Weidenfield and Nicholson, 2007) / "Genesis - Revelations" (© De Agostini, 2007)
- ^ In inglese: «an uncanny masterpiece» - vedi nota 1.
[modifica] Collegamenti esterni
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