Lizard (album)
| Lizard | |
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| Artista | King Crimson |
| Tipo album | Studio |
| Pubblicazione | 1970 |
| Durata | 42 min : 30 s |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 5 |
| Genere | Rock progressivo |
| Etichetta | Island Records (Regno Unito)
Atlantic Records (USA) Vertigo Records (Nuova Zelanda) Polydor Records |
| Produttore | Robert Fripp, Peter Sinfield |
| Registrazione | Wessex Sound Studios, Londra |
| King Crimson - cronologia | |
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Album precedente
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| Recensioni professionali | |
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| Recensione | Giudizio |
| Discogs | |
| All Music | |
| Ondarock | 8.5/10; Consigliato |
Lizard è il terzo album dei King Crimson, pubblicato nel 1970.
Indice |
Genesi dell'opera [modifica]
Lizard fu il secondo album, dopo In the Wake of Poseidon, a essere registrato da una line-up di transizione del gruppo, che non ebbe mai occasione di esibirsi dal vivo. È anche l'unico a vedere la presenza di Gordon Haskell sia al basso che alla voce, e del batterista Andy McCulloch.
Haskell era un compagno di classe di Robert Fripp nella scuola Queen Elizabeth a Wimborne, vicino a Bournemouth. Aveva già suonato assieme a Fripp in una band locale chiamata "The League of Gentlemen" e aveva eseguito le linee vocali della canzone Cadence and Cascade nell'album In the Wake of Poseidon. Fripp, per il nuovo album, gli chiese di diventare membro ufficiale dei King Crimson.
A un altro musicista di In The Wake Of Poseidon, il fiatista Mel Collins, fu proposto di entrare in pianta stabile; così come al neo-assunto McCulloch.
La formazione venne infine integrata da ospiti come il noto pianista jazz Keith Tippett (anche lui già apparso su In The Wake Of Poseidon), il cantante degli Yes Jon Anderson e i fiatisti Robin Miller, Mark Charig e Nick Evans.
Il disco [modifica]
Lizard è forse l'album dei King Crimson più influenzato dal jazz, direzione già in parte presa nell'album precedente e qui più ampiamente sviluppata grazie al contributo strumentale di Tippett, Charig e Evans, nonché dello stesso McCulloch.
La traccia d'apertura, Cirkus, si apre con una strofa cantata da Haskell col solo accompagnamento del piano elettrico, seguita di colpo da un "tutti" più aggressivo guidato da Fripp al Mellotron. Le strofe ed il tema di Mellotron si alternano lungo tutta la canzone, la quale inoltre ospita una delle parti di chitarra acustica più virtuose mai eseguite da Fripp con i King Crimson, ed un solo di sassofono di Mel Collins. Il testo di Sinfield, come suggerisce il titolo, è ricco di visioni circensi. La traccia culmina in un climax volutamente cacofonico per poi interrompersi bruscamente: un espediente già usato negli album precedenti.
Le due tracce successive, Indoor Games e Happy Family, piuttosto simili fra loro dal punto di vista armonico, sono ricche di suoni bizzarri e di umorismo malizioso: la prima evoca nel testo varie forme di edonismo, la seconda ha un testo sullo scioglimento dei Beatles, rappresentati come 'Judas' (Paul), 'Rufus' (Ringo), 'Silas' (George) e 'Jonah' (John). La voce di Haskell è pesantemente filtrata in entrambi i brani. Le due tracce sono separate soltanto dalle risate incontrollabili di Haskell, che prova a cantare senza successo le parole 'hey ho'.[1] Haskell ha affermato successivamente che rideva perché trovava effettivamente quelle parole ridicole e impossibili da cantare.[2]
Happy Family in particolare si fa notare per le improvvisazioni di piano elettrico, trombone e flauto che nell'inciso strumentale si succedono e a tratti si sovrappongono in una sorta di schermaglia mai obbediente al contrappunto, bensì vicina ancora una volta al jazz.
Lady of Dancing Water, brano di chiusura del primo lato, è una ballata più tranquilla, con testi e musica d'atmosfera medievale, sulla scia di I Talk To The Wind da In the Court of the Crimson King e Cadence and Cascade da In the Wake of Poseidon. Strumento solista prevalente è qui il flauto di Mel Collins.
Il lato B dell'album è ricoperto interamente da Lizard, il pezzo più lungo mai scritto dai King Crimson e unica vera suite della loro carriera, nell'accezione più comune al progressive rock, poiché diviso in numerose sezioni e sottosezioni (negli album precedenti, alcuni titoli ne "includevano" altri senza una netta separazione o successione numerata); il testo narra la storia allegorica del principe Rupert, figura vagamente ispirata al condottiero del '600 Rupert del Palatinato nipote di re Giacomo I Stuart[3]. Sinfield colloca il personaggio in un'immaginaria "Battaglia delle lacrime di vetro", prendendo spunto stavolta dal Brewer's - dizionario inglese di favolistica e fraseologia arcaica: bolle di vetro ottenute colando vetro fuso in acqua fredda erano chiamate appunto "gocce del Principe Rupert".
Musicalmente, la suite è una sorta di compendio di stili: spazia dal jazz alla musica classica passando per momenti più vicini al sound dei King Crimson degli album precedenti. La sezione d'apertura, Prince Rupert Awakes, è quella in cui compare la voce di Jon Anderson. Il cantato lascia poi il posto a una lunga digressione strumentale intitolata Bolero - The Peacock's Tale in cui, su un ritmo costante e immutato di bolero (adattato però in 4/4) si succedono, senza soluzione di continuità: un tema lirico eseguito da Robin Miller all'oboe, una variazione blues/jazz sugli accordi del tema con tromba e trombone in bella mostra, un ampliamento in forma sinfonica ed infine la ripresa del tema di oboe che apre verso un finale in crescendo. Dawn Song è la seconda parte cantata della suite (e ultima dell'intero disco), interpretata da Haskell nel tono sommesso che caratterizza tutti i suoi interventi sull'album; a seguire, Last Skirmish vede nuovamente in primo piano il tipico uso "sinfonico" del Mellotron, sia nel registro degli archi che in quello degli ottoni, condurre l'insieme verso una sorta di lungo pedale venato di free-jazz. Infine, Prince Rupert's Lament, unico vero 'solo' di chitarra elettrica di Fripp in tutto l'album, accompagnato soltanto da basso e timpani, chiude la macro-sezione dedicata alla "Battaglia delle lacrime di vetro". La breve coda della suite, Big Top, è un lunatico e bizzarro frammento a tempo di valzer con ancora il Mellotron a tessere l'armonia (a tratti volutamente dissonante) e un rapido scivolare verso il caos, ottenuto grazie alla progressiva accelerazione della riproduzione del nastro che altera gradualmente la tonalità verso l'alto, mentre il volume d'insieme sfuma rapidamente.
Sotto tutti i punti di vista, Haskell e McCulloch ebbero una esperienza infelice con Lizard[4]: Haskell in special modo - fan devoto del soul e della Motown - faticò a entrare in sintonia con il materiale proposto. Dopo il completamento dell'album, il bassista lasciò i King Crimson durante le prove per un possibile tour e nei successivi 19 anni intentò azioni legali contro il gruppo, affermando di essere stato defraudato delle royalties a lui spettanti per l'album. Poco dopo l'abbandono di Haskell, anche McCulloch lasciò il gruppo.
In tale clima di asperità e incertezza, Sinfield - non senza ironia - scelse, come comunicato stampa per promuovere il nuovo disco, l'incipit della poesia Desiderata di Max Ehrmann (molto popolare negli ambienti hippy dell'epoca), in cui lo scrittore tedesco consigliava di passare tranquilli fra la confusione e apprezzare il silenzio.
Mel Collins rimase nella band con Fripp per registrare l'album successivo, Islands. Haskell venne rimpiazzato da Boz Burrell al basso e alla voce, mentre McCulloch venne sostituito da Ian Wallace. Tale formazione eseguì dal vivo anche brani tratti da Lizard, come Cirkus e Lady of the Dancing Water.
Più recentemente, Cirkus è diventata parte del repertorio della '21st Century Schizoid Band', gruppo formato da ex-membri dei King Crimson tra cui lo stesso Mel Collins.
La copertina [modifica]
La copertina di Lizard è stata disegnata da Gini Barris, su istruzioni di Pete Sinfield.
Il disegno consiste nelle undici lettere che formano il nome 'King Crimson' miniate in stile medioevale, la parola "King" sul retro, e la parola "Crimson" sul fronte. Le miniature raffigurano scene e personaggi dei testi dell'album scritti da Sinfield. Anche i titoli dell'album sono undici (quattro canzoni più le sette sezioni della suite Lizard) e il soggetto di ciascuna miniatura corrisponde a quello di una delle canzoni/sezioni del disco: le miniature relative al brano Lizard sono in tema medioevale anche nel contenuto e mostrano il Principe Rupert alle prese con un pavone (peacock), con la Morte e con la "Battaglia delle Lacrime di Vetro"; quelle relative alle altre quattro tracce mescolano soggetti indiani, medioevali e moderni. L'immagine intorno alla lettera 'i' di 'Crimson', ispirata a Happy Family, raffigura i Beatles e Yoko Ono. La 'n' contiene persino l'Orsetto Rupert, personaggio dei fumetti per bambini, su un aeroplano giallo.
La copertina interna riporta i testi su uno sfondo marmoreo, accreditato a Koraz Wallpapers.
Tracce [modifica]
Tutti i brani sono di Robert Fripp (musica) e Peter Sinfield (testi)
Lato A
- Cirkus including Entry of the Chameleons - 6:27
- Indoor Games - 5:37
- Happy Family - 4:22
- Lady of the Dancing Water - 2:47
Lato B
- Lizard - 23:15 - including:
- Prince Rupert Awakes
- Bolero: The Peacock's Tale
- The Battle of Glass Tears including:
- Dawn Song
- Last Skirmish
- Prince Rupert's Lament
- Big Top
2009 CD bonus tracks
- Lady of the Dancing Water (alternate mix)
- Bolero (Frame by Frame remix)
- Cirkus (studio run-through)
Formazione [modifica]
Gruppo [modifica]
- Robert Fripp - chitarra, mellotron, tastiere
- Mel Collins - flauto, sax
- Gordon Haskell - basso, voce
- Andy McCulloch - batteria
- Peter Sinfield - testi, immagini
Altri musicisti [modifica]
- Robin Miller - oboe, corno inglese
- Mark Charig - cornetta
- Nick Evans - trombone
- Keith Tippett - pianoforte
- Jon Anderson - voce su Prince Rupert Awakes
Nota: sul brano Bolero (Frame by Frame remix) dell'ultima edizione in CD, il basso è ri-suonato da Tony Levin sulla base originale del 1970. La sovraincisione risale al 1991.
Note [modifica]
- ^ La scelta di questa frase nella transizione fra i due brani è anch'essa un richiamo ai Beatles, più precisamente al passaggio di Lennon "Eh up!" tra The Continuing Story Of Bungalow Bill e While My Guitar Gently Weeps sul White Album
- ^ Cfr. Sid Smith - «In The Court Of King Crimson» ( Helter Skelter Publishing, 2000) pag. 115.
- ^ Ibid. pag. 128.
- ^ Ibid. pagg. 109 e sgg.
Collegamenti esterni [modifica]
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