Twenty Four Hours

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Twenty Four Hours
I Twenty Four Hours (Bloom, Milano, 1994).
I Twenty Four Hours (Bloom, Milano, 1994).
Paese d'origine Italia Italia
Genere Rock psichedelico
Rock progressivo
Art rock
Periodo di attività 1985 – in attività
Etichetta Musea,

Mellow Records,
Velut Luna

Album pubblicati 6
Studio 4
Live 1
Raccolte 1
La prima formazione in concerto, l'8 giugno 1986, all'Auditorium Nino Rota del Conservatorio di Bari: da sinistra Michele Deflorio, Marco Lippe, Fabrizio Bobba, Roberto Aufiero, Paolo Lippe.
Manifesto pubblicitario del primo album The Smell of The Rainy Air.
Marco Lippe accanto al suo dipinto a olio che ha ispirato la cover del primo album The Smell of The Rainy Air.
La band al completo durante una pausa dell'Intolerance Tour, Bergamo, 1994: da sinistra, Nico Colucci, Tonio Paparelli, Paolo e Marco Lippe.

I Twenty Four Hours sono un gruppo musicale italiano di rock progressivo con contaminazioni varie, di cui quella psichedelica rappresenta l'elemento predominante. Dopo il primo album The Smell of The Rainy Air,[1] vinile autoprodotto nel gennaio 1991 (pubblicato proprio il giorno dopo lo scoppio della prima guerra USA-Iraq), il gruppo ha acquisito una certa notorietà anche grazie all'accoglienza della critica musicale specializzata che segnalò all'epoca l'esordio della band tra le migliori uscite del 1991.[2]

In seguito a questo piccolo e inaspettato successo, la band fu scritturata nel 1992 dalla Mellow Records di Sanremo[3], etichetta specializzata in Progressive Rock, e successivamente dalla prestigiosa casa discografica francese Musea[4]. La Mellow pubblicò nel 1994 il secondo album della band "Intolerance"[5] e ristampò in CD "The Smell Of The Rainy Air"[6], mentre la Musea pubblicò, nel 1999, il terzo album Oval Dreams che è anche quello che ha raggiunto la maggiore diffusione[7] ed è anche disponibile su iTunes, la famosa piattaforma Apple per la vendita online di musica liquida. La band ha anche partecipato ad alcune compilations di Rock Progressivo e ha pubblicato con licenza Creative Commons una raccolta di brani inediti registrati prima della pubblicazione del primo album ufficiale ed intitolata "Before and After The Boundary"[8]. L'ultimo album della band "The Sleepseller" è stato pubblicato nel 2004 in collaborazione con la Musea che ne ha curato anche la distribuzione; il primo brano di quest'album, "Bari Brazil" è stato scelto recentemente come colonna sonora del video dell'agenzia di comunicazione "Mirror"[9]. Tutti i lavori della band sono disponibili per il download legale su Jamendo[10], e possono essere acquistati nel formato CD dalla Musea[11], Mellow[12] e Velut Luna [13].

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

Del primo nucleo della band fanno parte Roberto Aufiero e Fabrizio Bobba alle chitarre, Michele Deflorio al basso, Marco Lippe alla batteria e Paolo Lippe alla voce e sintetizzatori. Il progetto prende forma a Bari nel Natale del 1985 dalle ceneri dei "Trio", degli "Onyx Marker" e di "The Pause", tre esperienze sotterranee dell'epoca scolare pre-universitaria. Con questa formazione i Twenty Four Hours suonano in numerosissimi locali Baresi registrando tutti i concerti in presa diretta.

Extasy[14], The Dawn[15] e Deuce[16] divengono i brani più apprezzati e richiesti dal pubblico barese durante quelle live session. Anche tutte le prove del gruppo vengono registrate in presa diretta con un mixer a otto canali ed un registratore a cassette. Nonostante l'impegno dei musicisti, i numerosi concerti e l'evidente approvazione del pubblico, la critica locale non apprezza il sound del gruppo ritenendolo superato e anacronistico; siamo in piena esplosione punk-wave-dark e la cultura giovanile pugliese è molto sensibile soprattutto alla dark-wave. Sono di quegli anni le performance live pugliesi di Sound, New Order, Bauhaus, Virgin Prunes. È di quegli anni un brano che la band dedica al leader e cantante dei Joy Division Ian Curtis[17]

Nel 1987 il primo nucleo della band si smembra per contrasti legati soprattutto ad impegni Universitari che rendono sempre più difficoltosi gli incontri per le prove. Il batterista Marco Lippe, sicuramente il più attivo dell'ensemble in virtù dei suoi successivi numerosi progetti musicali (Hide and Seek, Nirnaeth) e delle collaborazioni (Nirnaeth Space Lab, Locus, Christoper Lenox-Smith (Seaweed) degli Ozric Tentacles)[18][19], conosce all'Accademia di Belle Arti di Bari Nico Colucci, estroso appassionato di pittura, grafica e musica. Questi lo introduce ad un ambiente giovanile differente ove conosce Antonio Paparelli, chitarrista di impostazione dark-wave: ai severi e rigorosi impegni Universitari ad indirizzo scientifico, si sostituiscono i tempi e gli spazi più dilatati ed elastici degli studi artistici. È in questo scenario che si formano gli "Edain Danse" con Antonio Paparelli alla chitarra, Nico Colucci al basso e Marco Lippe alla batteria. Questa nuova band strizza chiaramente l'occhiolino ai Joy Division, ai Cure e ai Danse Society (di qui il nome) e inizia a comporre un gran numero di brani che verranno presentati al pubblico barese del Re Artù e del Pellicano nei due unici concerti della formazione. Complice anche il periodo "darkofilo", gli Edain Danse riscuotono un successo di pubblico straordinario.

Nonostante il favore incontrato dalla nuova formazione ed in chiara controtendenza rispetto al "trend" musicale dell'epoca, il progetto "Twenty Four Hours" rimane prioritario nei desideri dei due membri superstiti della band, i fratelli Lippe. Il progetto Edain Danse viene accantonato e nel luglio del 1987 i nuovi Twenty Four Hours (Edain Danse + Paolo Lippe) compongono il loro primo brano, "The Bastards"[20], una lunga ballata psichedelica con chiari riferimenti Floydiani. Questo lungo brano costituirà fino agli ultimi concerti del 1994, il pezzo di chiusura di tutte le esibizioni live della band e verrà pubblicato proprio nell'album di maggior successo, quell'Oval Dreams che la francese Musea pubblicherà nel 1999 (poi ristampato dall'etichetta russa MALS nel 2009), e che Velut Luna ristamperà nel 2012 su vinile in versione rimixata.

La nuova formazione non avrà comunque vita facile. Ci troviamo alla fine degli anni ottanta ed il fenomeno dark sta cedendo il passo a favore di un revival psichedelico, il che sembra apparentemente favorire il gruppo. Tuttavia, nessuna delle etichette italiane di psichedelia (Electric Eye, Toast, Contempo Records) sembra interessata al sound della band. Ancora una volta, la critica musicale barese ne definisce la musica fuori moda, anacronistica, "né carne né pesce". Il demo-tape "Elephant Killer" del 1988 è completamente ignorato dalle radio underground che trasmettono rare volte solo il brano "Harold & Maps"[21][22]. I concerti invece vanno molto bene e la band attira sempre un pubblico numeroso, come accade nel concerto di spalla ai Breathless, ove ottiene consensi ben superiori a quelli del gruppo inglese. Ma non basta. Entro la fine del 1989 il cantante-tastierista Paolo Lippe ha già programmato un trasferimento all'Università di Chieti ove ha intenzione di proseguire gli studi. C'è tempo comunque per produrre e promuovere il nuovo demo-tape "Trip of Rains" che, inaspettatamente, ottiene anche l'approvazione della critica locale che inizia a trasmetterlo per radio. In particolare, il brano "What's on My Back?"[23] sembra essere il preferito dalle radio baresi che iniziano a trasmetterlo con una discreta frequenza. Tutti i sei brani del nuovo demo-tape faranno parte del primo LP della band che esce, autoprodotto, due anni dopo a causa delle difficoltà legate alla lontananza dei membri del gruppo che, dal 1991 in poi vivranno costantemente in tre diverse città d'Italia. Anche Marco Lippe lascia Bari, tornando a vivere a Bergamo, sua città natale. "The Smell of The Rainy Air" viene, per questo motivo, registrato e mixato fra Bari, Francavilla al Mare e Chieti. L'LP vende in pochi mesi tutte le 500 copie "limitate" prodotte e viene recensito positivamente dalle riviste musicali Rockerilla[24], Urlo[25] e Ciao 2001[26] ed inserito fra gli esordi più interessanti del 1991 nel Reader's Poll di Rockerilla al nº 17[2]

Grazie al piccolo successo di "The Smell of The Rainy Air" la band riesce ad ottenere 2 audizioni, la prima con Bernard Gueffier della Musea (che non va a buon fine a causa del genere "troppo poco progressivo" del primo album) e la seconda con Mauro Moroni, leggendario collezionista di dischi e Patron della Mellow Records, la principale etichetta italiana di Progressive[27]. Moroni apprezza il sound "non convenzionale" del gruppo e propone subito un contratto discografico per la pubblicazione del secondo album "Intolerance" che vedrà la luce nel marzo del 1994. La recensione di Intolerance apparsa su Rockerilla a firma di Beppe Riva ne parla come di un disco di assoluta priorità da confrontare vantaggiosamente con il meglio della produzione progressive internazionale. La Mellow ristamperà anche The Smell su CD, ma entrambi i prodotti soffriranno di gravi carenze di distribuzione e pubblicità, rivelandosi autentici "flop" commerciali.

Per questo motivo nel 1998 la band si mette alla ricerca di un nuovo contratto discografico o di una collaborazione, incontrando difficoltà enormi. Quando ormai sembra deciso che il nuovo album, che è già pronto da un anno e che viene registrato in 15 giorni in un trullo durante le ferie estive e mixato interamente a casa del chitarrista Antonio Paparelli, debba essere pubblicato come autoproduzione, ai quattro viene in mente di riprovarci con la Musea, soprattutto perché Oval Dreams, questo il titolo del nuovo lavoro, è molto più progressive dei precedenti.

Del tutto inaspettatamente, Bernard Gueffier e Alain Robert, dopo aver ascoltato il Demo del CD si dichiarano molto interessati alla produzione di Oval Dreams che pertanto esce, nel giro di pochi mesi per la prestigiosa etichetta francese (Marzo 1999). Per la band si tratta di un salto di qualità notevole, distribuzione e pubblicità sono capillari ed efficienti ed il nuovo disco vende più di quanto i membri della band, abituati ai numeri italiani, fossero leciti aspettarsi, superando di gran lunga la somma dei tre dischi pubblicati fino ad allora. Tuttavia, la mancanza di un tour promozionale e gli impegni familiari e di lavoro, ammortizzano le potenzialità promozionali della Musea che si dichiara complessivamente "non entusiasta" dal numero di vendite. La critica italiana (Rockerilla e Mucchio Selvaggio soprattutto) apprezzano molto il nuovo lavoro della band e per la prima volta, oltre alle rispettive recensioni, entrambe molto positive[28][29], le due testate dedicano un intero articolo ai Twenty Four Hours e alla loro musica[30][31][32][33][34].

All'uscita di Oval Dreams, seguirà un periodo di pausa di 2 anni, fino all'estate del 2001 quando tre dei componenti si riuniranno a Fano, attuale residenza del tastierista Paolo Lippe, orfani del bassista Nico Colucci che per motivi personali non potrà partecipare all'incontro. I brani composti dai tre, che vedono tastierista e chitarrista avvicendarsi nel ruolo di bassisti, risentono fortemente delle atmosfere soffuse e dilatate degli ascolti di quel periodo (Kid A e Amnesiac dei Radiohead in testa, ma anche Brian Eno/Peter Schwalm e Massive Attack). Ne risulta un album differente dai precedenti, molto elettronico e sperimentale, le cui caratteristiche vengono descritte fedelmente nelle 2 principali recensioni italiane (Enrico Ramunni su Rockerilla e Federico Guglielmi su Mucchio Selvaggio)[35][36][37]. L'album viene autoprodotto, mentre la distribuzione è affidata alla Musea che, in piena crisi del supporto CD, non se la sente di rinnovare il contratto di produzione alla band. Ed in effetti, la crisi si sente tutta anche per questo "The Sleepseller" (letteralmente, il venditore di sonno), ultimo album ufficiale della band che viene pubblicato nel giugno 2004 e che riesce a vendere meno della metà del suo predecessore.

Da allora i Twenty Four Hours non sono più riusciti a riunirsi per comporre e registrare nuovi brani, almeno fino al 2014 (vedi oltre, La Reunion). Marco Lippe vive e insegna pittura e storia dell'arte a Bergamo, Antonio Paparelli è impegnato attivamente ormai da anni in una cooperativa sociale barese che si occupa di servizi alla persona, mentre Paolo Lippe lavora come oncologo medico all'ospedale di Fano. I contatti con i vecchi membri della band, specie Fabrizio Bobba, Michele Deflorio e Nico Colucci sono stati mantenuti e permangono solidi rapporti di amicizia.

Nel 2009 Oval Dreams viene ristampato dall'etichetta Russa MALS[38] e nei primi mesi del 2010 diviene disponibile per l'acquisto in formato liquido su iTunes.

Il 29 ottobre del 2010 la band si riunisce dopo 16 anni dall'ultimo tour (1994) e a 21 anni dall'ultimo concerto pugliese (1989) proprio a Bari, città natale, in occasione di un concerto commemorativo per la improvvisa morte di un amico proprietario di un negozio di vinili a Londra, Sandro Mariani. Il video di The Bastards, registrato al Pellicano in tale occasione, è disponibile su YouTube[39]

L'album Oval Dreams è stato ristampato nel Settembre 2012 in vinile dalla prestigiosa etichetta discografica italiana Velut Luna, di Marco Lincetto. Il materiale dell'album è stato completamente rimixato dalle bobine originali e masterizzato in analogico su registratore Studer A816. L'album è stato presentato in anteprima al Top Audio 2012, la più importante manifestazione italiana di audio e video che si tiene annualmente a Milano[40].

2014: l'anno della rinascita[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'uscita della ristampa "Audiophile" dell'LP di Oval Dreams la band annuncia già nel settembre 2013, in occasione del "1° Audiario di Settembre", rassegna di musica e HIFI a cura di Marco Lincetto, tenutasi a Milano all'Hotel hotel H2C di Assago il 14 e 15 settembre, l'intenzione di riunirsi appena possibile per la composizione e la registrazione di nuovo materiale. La "reunion" viene confermata a Marzo 2014 ed il gruppo si riunirà nel medesimo trullo ove nacquero i germogli di Oval Dreams. La line up comprende Marco Lippe alla batteria, Antonio Paparelli e Giovanni Lombardi alle chitarre, Michele Deflorio al basso, Elena Lippe alla voce e Paolo Lippe alle tastiere e voce. Nella prima fase verrà registrato un demo, mentre nella fase successiva verranno pianificate le registrazioni vere e proprie a cura di Marco Lincetto di Velut Luna.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Alcuni componenti della band oggi (Putignano - BA - luglio 2009), da sinistra: Fabrizio Bobba (con la cravatta), Marco Lippe (con accanto la nipotina), Paolo Lippe e Nico Colucci

Membri precedenti[modifica | modifica sorgente]

La band nel 1982 (allora Onyx Marker), da sinistra: Michele Deflorio, Marco Lippe, Paolo Lippe e Fabrizio Bobba (Re Artù, Bari)
  • Roberto Aufiero (Bari, 21 febbraio 1963) - chitarra ritmica - (1986, The Dawn - Demo-Tape) (Before and After The Boundary - CD Compilation) (The Twenty Four Hours in Concert - Unofficial CD Compilation)
  • Fabrizio Bobba (Napoli, 14 aprile 1963) - chitarra solista - (1986, The Dawn - Demo-Tape) (Before and After The Boundary - CD Compilation) (The Twenty Four Hours in Concert - Unofficial CD Compilation)
  • Michele Deflorio - basso - (1986, The Dawn - Demo-Tape) (Before and After The Boundary - CD Compilation) (The Twenty Four Hours in Concert - Unofficial CD Compilation) (Percussioni su "Twenty-Four-Pink-Hot-Tentacles" da Oval Dreams, Musea 1999)
  • Giovanni Lombardi - chitarra solista - (Assolo su "Twenty-Four-Pink-Hot-Tentacles" da Oval Dreams, Musea 1999) (Alcune partecipazioni in qualità di bassista e chitarrista in esibizioni live)
  • Rudy Modenese - basso - (Una partecipazione in qualità di bassista ad un concerto del 1993 a Riva Del Garda)

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Demo-Tapes[modifica | modifica sorgente]

  • 1986 - 1986, The Dawn
  • 1988 - Elephant Killer
  • 1989 - Trip of Rains

LP[modifica | modifica sorgente]

  • 1991 - The Smell of The Rainy Air (Twenty Four Hours Music)
  • 2012 - Oval Dreams (Velut Luna - Audiophile Remixed Edition)

CD[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

  • 1991 - Movimenti Italiani '91 (LP autoprodotto da Piero Boccuzzi), con il brano "Tetrafase" (presente anche sulla ristampa in CD di The Smell of The Rainy Air)
  • 1995 - Eyewitness A Tribute To Vdgg (doppio CD Mellow Records), con il brano "Darkness 11/11" (presente anche nell'album Oval Dreams)
  • 2005 - Progressive Rock Covers (CD Musea), con il brano "Darkness 11/11" (presente anche nell'album Oval Dreams in versione differente)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Download legale dell'album The Smell of The Rainy Air.
  2. ^ a b Rockerilla, 137, gennaio 1992, p. 42.
  3. ^ Attuale sito web della Mellow Records
  4. ^ Attuale sito web della Musea
  5. ^ L'album Intolerance in vendita su Musicstack
  6. ^ L'album The Smell of The Rainy Air in vendita su Musicstack
  7. ^ L'album Oval Dreams sul sito della Musea
  8. ^ Download legale di "Before and After The Boundary"
  9. ^ Sito web dell'agenzia di comunicazione Mirror
  10. ^ Gli Album ufficiali dei Twenty Four Hours scaricabili legalmente dal sito Jamendo
  11. ^ Gli Album ufficiali dei Twenty Four Hours acquistabili dal sito della Musea (digitare Twenty-Four)
  12. ^ Etichetta Mellow Records
  13. ^ Etichetta Velut Luna
  14. ^ Download legale di "Extasy"
  15. ^ Download legale di "The Dawn"
  16. ^ Download legale di Deuce
  17. ^ Download legale di "Dedicated To Ian"
  18. ^ Intervista del Mucchio a Marco Lippe
  19. ^ Recensione dell'album Armi d'istruzione di massa
  20. ^ Download legale di "The Bastards"
  21. ^ Download legale di "Harold & Maps"
  22. ^ Video di Harold & Maps e di Jazzing, Cinema Armenise, Bari, 23/12/1987
  23. ^ Download legale di "What's on My Back?"
  24. ^ [Rockerilla N° 126, febbraio 1991, pag. 71]
  25. ^ [Urlo N° 32, febbraio 1991, pag. 32]
  26. ^ [Ciao 2001 N° 19 (1114), 14 maggio 1991, pag. 30]
  27. ^ Intervista a Mauro Moroni della Mellow ove sono menzionati i Twenty Four Hours
  28. ^ [Recensione di "Oval Dreams" a cura di Federico Guglielmi, Mucchio Selvaggio N°367, 5-11 ottobre 1999, pag. 38 (Inserto "Fuori dal Mucchio" pag.XII)]
  29. ^ [Recensione di Oval Dreams a cura di Enrico Ramunni, Rockerilla N° 230, ottobre 1999, pag. 54]
  30. ^ Articolo del Mucchio in formato html sui Twenty Four Hours
  31. ^ [Mucchio Selvaggio N°379, 11-17 gennaio 2000, pag. 33 (Inserto "Fuori dal Mucchio" pag.VII)]
  32. ^ [Rockerilla N° 233, gennaio 2000, pagg. 44 e 45]
  33. ^ Articolo di Rockerilla in formato jpg (pag 44) sui Twenty Four Hours
  34. ^ Articolo di Rockerilla in formato jpg (pag 45) sui Twenty Four Hours
  35. ^ Testi delle recensioni di "The Sleepseller" su Rockerilla e Mucchio Selvaggio
  36. ^ [Recensione di "The Sleepseller" a cura di Federico Guglielmi, Mucchio Selvaggio N°590, 7-13 settembre 2004, pag. 39 (Inserto "Fuori dal Mucchio" pag.XIII)]
  37. ^ [Recensione di "The Sleepseller" a cura di Enrico Ramunni, Rockerilla N° 287-288, luglio-agosto 2004, pag. 56]
  38. ^ Sito web della Kinesis, che distribuisce le ristampe in CD e LP di Oval Dreams
  39. ^ Video di "The Bastards" Live 2010, Bari, Pellicano, Twenty Four Hours Reunion
  40. ^ Sito web della manifestazione annuale Top Audio Video

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]