Genocidio dei greci del Ponto

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L'espressione genocidio dei greci del Ponto[1][2][3] è una controversa espressione utilizzata con riferimento alla storia dei greci del Ponto durante e dopo la prima guerra mondiale, tra 1914 e 1923. Che si tratti o meno di genocidio è oggetto di controversia tra la Turchia e la Grecia. Singoli stati degli Stati Uniti d'Americaa hanno già votato risoluzioni volte a riconoscerlo come genocidio.[4][5]

Australia: targa commemorativa in ricordo del genocidio greco
Un manifesto di raccolta fondi per il comitato americano per il soccorso in Armenia, Grecia, Siria e Persia in cui si promette che i bisognosi nel Vicino Oriente "non periranno."

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Ligue Internationale pour les Droits et la Libération des Peuples, tra 1916 e 1923, quasi 9.350.000 greci del Ponto furono uccisi[6]. Merrill D. Peterson indica 9.360.000 vittime[7]. GK Valavanis stima 5.238.000 vittime per gli omicidi, le impiccagioni, la fame e le malattie[8]. Secondo Ismail Enver, un consulente per l'esercito tedesco, il ministro turco della Difesa ha riferito nel 1915 che voleva "risolvere il problema greco ... allo stesso modo in cui pensava di aver risolto il problema armeno"[9].

Testimonianze[modifica | modifica wikitesto]

Testimonianze scritte del genocidio greco si trovano nel libro di George Horton, console generale degli USA a Smirne nel 1922[10], e nel libro di Henri Morgentaw, ambasciatore americano a Costantinopoli[11]. Inoltre c'è l'opera letteraria di Elia Venezis Il numero 31328 (1931), ritenuto dall'autore come "il libro della schiavitù", dove descrive le sue esperienze nel momento in cui viene preso come ostaggio all'interno dell'Asia Minore. Dei 3000 ostaggi presi con lui, soltanto 23 sopravvissero. Altre opere conosciute su questi dettagli sono La catastrofe minorasiatica (Atene 1970) e Terre sanguinose (Atene 1989) di Dido Sotiríou, e Neanche il mio nome di Thea Halo.

Numeri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo fonti greche il genocidio e il conseguente scambio di popolazioni ha portato solo in Grecia, secondo il censimento del 1928, 1.221.849 di profughi[12] su un totale di 6.204.684 abitanti[13] (il 20% circa della popolazione totale). In questo numero si devono aggiungere i decessi dei profughi per stenti e il loro flusso migratorio dalla Grecia verso gli Stati Uniti dal 1922 al 1928, le vittime delle operazioni di pulizia etnica e i greci rifugiati in altri paesi del Mar Nero e del mediterraneo.

Riconoscimento del genocidio greco[modifica | modifica wikitesto]

La Grecia, così come Cipro[14] hanno ufficialmente riconosciuto il genocidio e nel 1994 ne hanno dichiarato il 19 maggio giornata commemorativa. Negli Stati Uniti d'America la Carolina del sud[15], il New Jersey[4], la Florida[5], il Massachusetts[16], la Pennsylvania[17] e l’Illinois[18] hanno adottato delle risoluzioni volte a riconoscere il genocidio. Tuttavia tali risoluzione non sono state recepite a livello federale. Anche l’Armenia ha mosso i primi passi verso il riconoscimento[19].

Nel dicembre 2007 l'associazione denominata International Association of Genocide Scholars (IAGS), ha approvato a larga maggioranza una risoluzione in cui afferma che la campagna del 1914-1923 contro i greci dell'Impero Ottomano costituì un genocidio.[20][21]

Da parte sua la Turchia rigetta il termine di genocidio, ritenendo inoltre che indire la giornata commemorativa il 19 maggio sia una provocazione, poiché tale data coincide con una festa nazionale turca[22][23]. Il ministro degli Esteri turco, a seguito della proclamazione della giornata del ricordo in Grecia, ha aggiunto anche delle accuse: con questa risoluzione il Parlamento greco, che in realtà deve scusarsi con il popolo turco per i massacri perpetrati in Anatolia, non solo sostiene la politica tradizionale greca di distorsione della storia, ma mostra anche che lo spirito espansionistico greco è ancora vivo[24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Colin Tatz, With Intent to Destroy: Reflections on Genocide, Verso, Essex, 2003 ISBN 1859845509.
  2. ^ (EN) Samuel Totten et Steven L. Jacobs, Pioneers of Genocide Studies (Clt), Transaction Publishers, New Brunswick, 2002 ISBN 0765801515.
  3. ^ (EN) R. J. Rummel, Statistics of Democide, 2006.
  4. ^ a b (EN) Reconnaissance du Génocide par le New Jersey
  5. ^ a b (EN) Reconnaissance du Génocide par la Floride : HR 9161 – le génocide des Pontiques 1914-1922
  6. ^ (EN) document des Nations Unies, rechercher « Pontian Genocide » si le lien ne fonctionne pas.
  7. ^ (EN) Merrill D. Peterson, Starving Armenians: America and the Armenian Genocide, 1915-1930 and After
  8. ^ (EN) G.K. Valavanis, Contemporary General History of Pontos, 1925, 1ª ediz.
  9. ^ (EN) Ferguson, Niall. The War of the World: Twentieth-Century Conflict and the Descent of the West. New York: Penguin Press, 2006 p. 180. ISBN 1-5942-0100-5
  10. ^ George Horton, The blight of Asia.
  11. ^ Henri Morgentaw, I secreti del Bosforo.
  12. ^ (GR) AA.VV. I Mikrasiatikì Katastrofì (La Catastrofe dell’Asia Minore), Lambrakis Foundation, Atene, 2010 ISBN 978-960-469-871-4 p.110, (da Ath. Petsalis, 1930)
  13. ^ ^(GR) Kiochos Petros, I exelixi tou ellinikoù plithysmoù kai i provlepsi aftoù mechri to 2000 http://digilib.lib.unipi.gr/spoudai/bitstream/spoudai/642/1/t32_n1_141to155.pdf
  14. ^ Cyprus Press Office, New York City
  15. ^ (EN) Reconnaissance du Génocide par la Caroline du Sud
  16. ^ (EN) Reconnaissance du génocide par le Massachusetts
  17. ^ (EN) Reconnaissance du Génocide par la Pennsylvanie
  18. ^ (EN) Reconnaissance du Génocide par l’Illinois
  19. ^ (EN) Conseil de l’Europe (PDF), Charte Européenne pour les Langues Régionales ou Minoritaires, The First Report of the Republic of Armenia According to Paragraph 1 of Article 15 of European Charter for Regional or Minority Languages, Strasbourg, 3 septembre 2003, p. 39.
  20. ^ Genocide Scholars Association Officially Recognizes Assyrian, Greek Genocides.
  21. ^ Greek Genocide 1914-23.
  22. ^ (EN) Erdoğan fait pression sur Karamanlis à propos de la commémoration du Génocide Pontique
  23. ^ (EN) Turkish Weekly
  24. ^ TURKEY DENOUNCES GREEK GENOCIDE RESOLUTION in Turkish press review, 30-09-1998, Office of Foreign Ministry.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Samuel Totten, Steven L. Jacobs, Pioneers of Genocide Studies, Transaction Publishers, 2002. ISBN 0765801515.
  • George Horton, The Blight of Asia, Bobbs-Merrill Company, Indianapolis, 1926.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]