Apologia di reato

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L'apologia di reato (dal greco Από Λόγος e dal latino reatus) consiste nell'apologizzare, cioè nell'esaltare o difendere pubblicamente un'azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive.

Nel diritto italiano l'apologia di reato è prevista in due differenti aspetti: il più noto divieto di apologia del Fascismo, peraltro sanzionante la propaganda a favore della ricostituzione del partito Fascista e non la semplice "difesa elogiativa" (come sostenne un'importante sentenza della Corte Costituzionale), e il divieto di apologia di delitto previsto all'art 414, comma 3 del codice penale. Contrariamente a quanto diffuso comunemente, infatti, l'ordinamento sanziona solo l'apologia dei delitti, cioè i reati particolarmente gravi, lasciando l'apologia delle contravvenzioni un comportamento legittimo. Differente è l'istigazione a delinquere trattata appunto dall'art. 414 c.p. e sanzionante l'istigazione a commettere reati, delitti o contravvenzioni che siano.

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