Cultura del bicchiere imbutiforme

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Europa 4000-3500 a.C. ca.

La cultura dei vasi a imbuto, in forma breve TRB dalla parola tedesca Trichterbecherkultur (4000 a.C. ca.–2700 a.C. ca.) è la principale cultura megalitica nord-settentrionale della tarda Europa Neolitica.

Collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Culture precedenti e successive[modifica | modifica wikitesto]

La cultura dei vasi a imbuto è preceduta dalla cultura di Ertebølle, così chiamata dal nome del villaggio danese. Questa cultura precedente fu in parte neolitica ma anche principalmente dedita alla caccia-raccolta. La cultura successiva fu quella della ceramica cordata e sovrapposta alla cultura delle anfore globulari.

Campo d'influenza[modifica | modifica wikitesto]

La TRB si estende lungo il bacino dell'Elba in Germania e Boemia, fin verso occidente nei Paesi Bassi, nella Scandinavia meridionale (dalla Danimarca all'Uppland nella Svezia e l'Oslofjord nella Norvegia) fino al bacino idrografico della Vistola in Polonia.

Varianti della cultura dei vasi a imbuto lungo l'area del bacino dell'Elba o nei suoi pressi includono la gruppo della ceramica di Tiefstich nella Germania settentrionale, come pure le culture del gruppo di Baalberge (TRB-MES II e III; MES = Mittelelbe-Saale), il gruppo Salzmünde e Walternienburg e Bernburg (tutte della TRB-MES IV) i cui centri vengono situati nella Sassonia-Anhalt.

Una tunnackig yxa (ascia a collo sottile), proveniente dalla Scania

Modelli migratori[modifica | modifica wikitesto]

Presumibilmente è la prima cultura agricola sviluppatasi nella Scandinavia meridionale, ma le opinioni sono divise sul fatto se essa fosse stata introdotta tramite migrazione oppure no. Dopo la seconda guerra mondiale, l'opinione prevalente fra gli studenti scandinavi era quella che nella Scandinavia ci fosse stata un'espansione pacifica tramite la diffusione culturale e che la popolazione indigena, dell'Ertebølle e le culture di Lihult, spontaneamente si trovarono ad adottare l'agricoltura a causa dei mutamenti ambientali. Tuttavia, oggi l'opinione è di nuovo cambiata e più studenti convengono sul fatto che ci fosse stata immigrazione. Stranamente, essa fu successivamente spinta verso sud dal bacino del Mälaren, e dall'est, dalla cultura dei cacciatori e raccoglitori chiamata cultura del vasellame bucherellato (la disputa verte sul fatto se essa si fosse verificata tramite la diffusione demica o culturale, rispecchiante quest'ultima l'arrivo della cultura dei vasi a imbuto). Tuttora, essa è riccamente rappresentata in Danimarca e nella Svezia sud-occidentale (vale a dire Bohuslän, Västergötland e Scania). Il contatto fra gli immigranti agricoli dal sud e le popolazioni indigene, come pure gli immigranti uralici-ugro-finnici dall'est, hanno lasciato evidenti tipici marcatori genetici alla Scandinavia.[1]

Ceramica trovata in una tomba di passaggio nella Scania, Svezia

Insediamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ad eccezione di alcuni insediamenti nell'entroterra come la palafitta di Alvastra, gli insediamenti sono localizzati nei pressi di quelli della precedente cultura di Ertebølle sulla costa. Essa era caratterizzata da case per singola famiglia impastate di paglia e argilla, di 12 m x 6 m ca., in cui vi dimoravano gli animali d'allevamento, pecore, bestiame, maiali, capre, ma si praticava anche la caccia e la pesca. Il frumento primordiale e l'orzo venivano coltivati su appezzamenti di terreno velocemente impoveriti, per cui la popolazione frequentemente doveva spostarsi per brevi distanze. C'era anche l'estrazione mineraria (ovvero nella regione di Malmö) e ammassamento di selce, che veniva commerciata nelle regioni carenti di pietra, come l'entroterra scandinavo. La cultura importava rame dal Centro Europa, specialmente pugnali e asce.

Ceramica proveniente da un dolmen nel Västergötland, Svezia

Religione e tombe[modifica | modifica wikitesto]

Le case erano incentrate intorno alle tombe monumentali, un simbolo di coesione sociale, e le pratiche di sepoltura variavano, secondo la regione e nel corso del tempo. L'Inumazione sembra essere stata la regola. Le più vecchie tombe erano costituite di tumuli con camere in legno dentro dei long barrow, ma successivamente fatti a forma di tombe di passaggio e dolmen. Originalmente, le strutture erano probabilmente coperte con un mucchio di terra e l'entrata veniva bloccata con una pietra. La cultura dei vasi a imbuto segna la comparsa delle tombe megalitiche lungo le coste del Baltico e del mare del Nord, un esempio delle quali è la Sieben Steinhäuser nella Germania settentrionale. Le strutture megalitiche d'Irlanda, Francia e Portogallo sono alquanto più arcaiche e sono state relazionate alle antiche culture di quelle aree.

La tjocknackig yxa (ascia con collo sottile), da Närke, un'ascia in selce caratteristica sia della cultura dei vasi a imbuto che di quella del vasellame bucherellato.

Le tombe non erano probabilmente intese per ogni membro dell'insediamento, ma soltanto per un'élite. Sulle tombe la gente sacrificava i vasi in ceramica, che probabilmente contenevano cibo, asce e altri oggetti di selce.

Asce e recipienti testimoniavano anche corsi d'acqua e laghi vicino i terreni agricoli, e virtualmente tutte le 10.000 asce svedesi di selce, che sono state trovate, provenienti da questa cultura, furono probabilmente sacrificate all'acqua.

Essi costruirono anche grandi centri di culto circondati da pali, fortificazioni e fossati. Il più grande è stato trovato a Sarup sull'isola di Fionia. La sua area è di 85.000 m2 e si è stimato che avesse richiesto 8.000 giorni lavorativi. Un altro centro di culto a Stävie, vicino Lund, è di 30.000 m2.

Oggetti[modifica | modifica wikitesto]

La cultura è così chiamata per le sue caratteristiche ceramiche, vasi e anfore, con la parte alta a forma di imbuto, probabilmente usate per bere. Un reperto assegnato alla cultura dei vasi a imbuto è il vaso di Bronocice, che mostra la più vecchia pittura mai conosciuta di un veicolo a ruote (qui, un vagone con 2 assi a 4 ruote). Il vaso risale approssimativamente al 3500 a.C.

La tecnologia era basata sulla selce, di cui erano importanti i depositi trovati nel Belgio e sull'isola di Rügen, come pure quelli nella zona di Cracovia. La cultura utilizzava le asce di guerra le quali erano delle versioni in pietra delle asce di rame del Centro Europa. Le versioni arcaiche erano a spigoli multipli, e successivamente si chiamarono a doppio taglio, sebbene uno dei due bordi fosse più arrotondato.

L'ascia di guerra a doppio taglio, proveniente dalla Scania

Etnologia e lingua[modifica | modifica wikitesto]

Poco può essere detto circa le sue radici etniche o linguistiche. Nel contesto della teoria kurganica, la cultura viene vista come non-indoeuropea, rappresentando essa ciò che Marija Gimbutas definì Vecchia Europa (vedi cultura di Jamna). D'altra parte, le pubblicazioni olandesi menzionano sepolture miste e propongono un veloce ed omogeneo cambiamento interno per la cultura della ceramica cordata nel giro di sole due generazioni, succedutesi intorno al 2900 a.C., nei territori della TRB olandesi e danesi, probabilmente preclusi a causa dei mutamenti economici, culturali e religiosi in atto nella Germania Orientale, e chiama l'opinione migrazionista della steppa intrusioni, introducendo le lingue indoeuropee obsolete [2] (almeno in questa parte del mondo). Questo farebbe un caso di identità indoeuropea della TRB.

Genetica[modifica | modifica wikitesto]

La cultura dei vasi a imbuto si credeva fosse l'origine del gene che permetteva agli adulti nati nel Nord Europa di digerire il lattosio. Nella'area precedentemente abitata da questa cultura, la prevalenza del gene è virtualmente universale.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) La rivista europea della genetica umana - Differenti componenti genetiche nella popolazione norvegese venivano alla luce tramite l'analisi del mtDNA e i polimorfismi del cromosoma Y, Giuseppe Passarino ed altri. [1]
  2. ^ (NL) Pre- & protohistorie van de lage landen, onder redactie van J.H.F. Bloemers & T. van Dorp 1991. De Haan/Open Universiteit. ISBN 90-269-4448-9, NUGI 644
  3. ^ (EN) L'allergia al latte "causata dal gene dell'età della pietra" - Telegraph Media Group Limited, 27/02/2007 [2]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]