Cultura del vasellame bucherellato

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Una frammento di ceramica che mostra i caratteristici fori, proveniente dall'Uppland, Svezia
Una caratteristica statuetta raffigurante un alce, da Åloppe, Uppland, Svezia

La cultura della ceramica bucherellata (in tedesco Grübchenkeramische Kultur, abbreviato in "GKK" e in inglese Pitted Ware culture) fu una cultura archeologica di cacciatori-raccoglitori del Neolitico diffusa tra il 3200 e il 2300 a.C. nella Scandinavia meridionale, principalmente lungo le coste delle regioni dello Svealand, del Götaland, dell'Åland, della Danimarca nord-orientale e della Norvegia meridionale. Si sovrappose alle culture agricole del bicchiere imbutiforme prima, e della ceramica cordata poi.

Oggetti[modifica | modifica sorgente]

Una trindyxa (ascia di pietra rotonda), Gotland, Svezia
Una tjocknacking yxa (ascia con punta o estremità sottili), proveniente da Närke, in selce: questo oggetto è caratteristico anche della cultura del bicchiere imbutiforme.

Il nome tedesco deriva dalla tipica decorazione della ceramica, che presenta forellini rotondi e linee orizzontali.

La cultura è stata così chiamata dalla decorazione della sua ceramica, la quale ha fori rotondi e linee orizzontali. I vasi sono uniformi e presentano di solito il fondo affusolato, per facilitarne la sistemazione al suolo o sul focolare. Variano in altezza da pochi cm fino a 40 cm.

Gli insediamenti sulla costa orientale svedese hanno portato alla luce una grande quantità di ceramica. A Fagervik sul Bråviken, nel Östergötland, gli archeologi hanno trovato 170.000 frammenti ceramici, accompagnati da pochi oggetti in selce. La ceramica di Fagervik ha permesso di distinguere cinque fasi cronologiche:

Punte di frecce appuntite fatte con lame di selce abbondano sulla costa occidentale della Scandinavia, mentre la ceramica risulta sparsa. La cultura era conseguentemente meno omogenea delle culture agricole contemporanee.

L'assortimento di strumenti ed armi è largamente derivato da quello delle culture del bicchiere imbutiforme prima e della ceramica cordata in seguito, entrambe al loro interno molto conservative. La ceramica caratteristica dipende probabilmente da quella della cultura del bicchiere imbutiforme, senza mostrare rispetto ad essa una discontinuità nella tecnologia, mentre un elemento unico è la presenza di statuette in argilla raffiguranti animali.

Economia ed etnologia[modifica | modifica sorgente]

In tutte le regioni, l'economia era principalmente basata sulla pesca, sulla caccia di animali terrestri e di foche e sulla raccolta di piante, come si può vedere nei siti di Ajvide nel Gotland. Tuttavia nei siti di questa cultura si rinvengono frequentemente ossa di pecore e di maiali[1]. La palafitta di Alvastra nell'Östergötland sud-occidentale appartiene alla cultura del vasellame bucherellato per quanto riguarda la ceramica e alla cultura del bicchiere imbutiforme per gli utensili e le armi. Ciò sembra indicare che lo stile di vita della cultura agricola del bicchiere imbutiforme, dalla quale deriva, non fosse stato del tutto abbandonato: la mescolanza di un'economia di caccia e raccolta e di pratiche di agricoltura e di allevamento di animali indicano un'economia mista, come era probabilmente comune a quel tempo nella Scandinavia meridionale.

Tombe[modifica | modifica sorgente]

Le usanze funerarie non sono ben note, ma a Västerbjers sull'isola di Gotland sono state trovate un gran numero di necropoli, nelle quali le sepolture si sono conservate in buono stato nel calcare. Vi sono stati rinvenuti scheletri giacenti supini con utensili in corno ed osso ben conservati. I numerosi oggetti importati attestano i facili collegamenti con la terraferma della Scandinavia, con la Danimarca e con la Germania.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Sono dibattuti i rapporti di questa cultura con quella del bicchiere imbutiforme, probabilmente pre-indoeuropea, e con quella della ceramica cordata, probabilmente proto-indoeuropea. Non essendo giunto alcun documento della lingua, questa resta sconosciuta, ma è stato suggerito[senza fonte] che fosse collegata all'ugro-finnico e che presentasse la particolare caratteristica linguistica alla base dell'ipotesi del substrato germanico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A. Strinholm, Bland säljägare och fårfarmare, tesi di dottorato del 2001 University of Gothenburg.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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