Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

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Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
(EN) Italian Union of Rationalist Atheists and Agnostics
Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Abbreviazione UAAR
Tipo APS
Fondazione 18 marzo 1991
Fondatore Rodolfo Costa
Martino Rizzotti
Loredana Ziron
Scopo Scopi statutari
Sede centrale Italia Roma
Area di azione Italia
Segretario Italia Raffaele Carcano
Lingua ufficiale italiano
Sito web

L'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è un'associazione italiana di promozione sociale[1] ed associazione filosofica non confessionale, nata informalmente il 19 ottobre 1987[2] ma costituitasi formalmente il 18 marzo 1991[2] e che dichiara, al 2013, 3559 associati.[3]

Nel proprio statuto[4] si definisce indipendente da qualsiasi forza politica e dichiara di avere come scopo il raggiungimento dell'effettiva laicità dello Stato italiano, considerata ancora carente, e la diffusione delle idee atee e agnostiche. Essa, analogamente e, talora, di concerto con associazioni affini, intende rappresentare gli interessi civili e le istanze culturali di quella parte della società italiana che non si identifica in alcuna religione[5].

L'UAAR è membro e rappresentante italiano della Federazione umanista europea (EHF), l'unione delle associazioni laico-umaniste europee con sede a Bruxelles (Belgio), e dell'Unione Internazionale Etico-Umanistica (IHEU), con sede a Londra (Regno Unito).

La sede legale dell'UAAR, attiva dal 18 aprile 2009,[6] si trova a Roma; a livello locale è presente in 57 tra circoli e rappresentanze provinciali in 19 regioni[7]

Fin dalla costituzione di fatto avvenuta nel 1987 l'UAAR promuove dibattiti, manifestazioni, convegni, eventi e altre iniziative principalmente tendenti a promuovere in ogni sede la non confessionalità dello Stato e delle sue istituzioni.

Per quanto riguarda l'Italia, l'UAAR persegue la completa attuazione del «principio supremo della laicità dello Stato»[8], lottando contro le discriminazioni verso atei ed agnostici, richiedendo l'abolizione di ogni privilegio accordato alla religione cattolica nella società e nella scuola in particolare e adoperandosi per il superamento dell'art. 7 della Costituzione (che recepì il Concordato del 1929, poi ridiscusso nel 1984, fra Stato italiano e Santa Sede).

Scopi statutari[modifica | modifica wikitesto]

Gli scopi generali dell'UAAR sono[9]:

  1. Tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione.
  2. Contribuire all'affermazione concreta del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni, e ottenere il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose. In particolare, pretendere l'abolizione di ogni privilegio accordato, di diritto o di fatto, a qualsiasi religione, in virtù dell'uguaglianza di fronte alla legge di religioni e associazioni filosofiche non confessionali.
  3. Affermare, nel quadro di una concezione laica, razionale e areligiosa dell’esistenza, il diritto dei soggetti a compiere in autonomia le scelte relative alla sessualità e alla riproduzione, comprese quelle sulla interruzione volontaria della gravidanza; a stringere unioni familiari legalmente riconosciute, senza distinzioni di sesso, e a recedere dalle stesse; a determinarsi liberamente sulla propria fine vita; sostenere la libertà della ricerca scientifica, filosofica ed artistica; operare perché tali diritti e libertà trovino piena sanzione ed effettiva garanzia.
  4. Promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo razionali e non religiose, con particolare riguardo alle filosofie atee e agnostiche.

Presidenti onorari[modifica | modifica wikitesto]

Margherita Hack durante una conferenza organizzata dall'UAAR, 30 marzo 2007.

Nel IV congresso nazionale del 2001 fu istituito il Comitato di presidenza dell'UAAR, organismo consultivo senza facoltà di voto composto da personalità di chiara fama, nominate dal Comitato di Coordinamento, l'organo direttivo nazionale. Dopo l'VIII congresso nazionale (Rimini, 3-4 novembre 2007), l'organismo ha cambiato nome, e adesso i suoi membri vengono chiamati semplicemente Presidenti onorari.

Essi sono:

Attività congressuale dell'UAAR[modifica | modifica wikitesto]

Il segretario dell'UAAR Raffaele Carcano.

Tutti gli organi dell'UAAR sono elettivi. In particolare, il suo comitato di coordinamento nazionale viene eletto durante il congresso nazionale, di norma avente cadenza triennale. Al 2013, l'UAAR ha organizzato dieci congressi, due dei quali, il quinto (2002, Firenze) per modifiche formali allo statuto e il settimo (2 luglio 2006, Bologna) per modifiche sostanziali allo stesso al fine di soddisfare i requisiti per diventare Associazione di Promozione Sociale.

Il primo e il secondo congresso, tenutisi nel 1992 a Venezia e nel 1995 a Bologna, ebbero carattere preminentemente organizzativo. Dal terzo congresso, tenutosi a Trento nel 1998, si iniziò a discutere più profondamente sulle linee-guida dell'associazione, operazione che proseguì nel corso del quarto congresso (Firenze, 2001), nel quale furono stabilite le Tesi programmatiche dell'UAAR. Esse definiscono gli scopi, le modalità d'azione e d'intervento nella vita pubblica del Paese, le relazioni con altre forze sociali quali associazioni affini, collaterali e partiti politici, il confronto con temi sociali interessanti anche se non direttamente inerenti all'attività dell'associazione (il pacifismo, ad esempio). Tutti temi ripresi e sviluppati poi nel corso del congresso di Firenze del 2004, che hanno messo per la prima volta l'associazione di fronte a una vastissima pluralità di posizioni, dovute al considerevole incremento delle associazioni.[10]

Un'immagine del congresso di Rimini: in piedi il segretario uscente Giorgio Villella.

L'VIII congresso, svoltosi a Rimini il 3 e 4 novembre 2007, oltre a rinnovare le cariche direttive dell'associazione, inclusa la segreteria nazionale, ha riguardato un'ulteriore revisione delle Tesi: fermo restando la posizione associativa di abolizionismo dell'insegnamento della religione cattolica (IRC) e dell'Otto per mille, le discussioni più rilevanti dal punto di vista programmatico hanno riguardato possibili alternative a queste due posizioni quali l'opportunità di richiedere un insegnamento di teorie agnostiche e atee in parallelo e con le stesse modalità di finanziamento dell'IRC; per quanto riguarda l'Otto per mille, si è discusso sull'eventualità di adoperarsi per cercare di ottenere l'istituzione di una "tassa di religione" sul modello tedesco, su base totalmente volontaria e che non impegni i contribuenti che non vogliono destinare parte delle proprie tasse ad alcuna confessione religiosa. Dal voto è uscito un comitato di coordinamento con a capo Raffaele Carcano (Magenta, 1966), segretario dell'associazione, successo a Giorgio Villella che aveva ricoperto l'incarico di segretario dal 1999 al suddetto congresso.[11]

Il IX congresso, svoltosi a Varese il 31 ottobre e 1º novembre 2010, ha visto una sostanziale conferma del Comitato di Coordinamento uscente, alcune modifiche statutarie e la sostituzione del logo associativo[12]. L'idea originale del nuovo logo è del socio Attilio Valier, ex coordinatore del circolo di Venezia, la versione finale è una delle rielaborazioni proposte dal grafico inglese Cedric Sagne. Le lettere U e A poste una sull'altra simboleggiano l'umanismo, concetto alla base anche del logo Happy Human adottato da varie associazioni e federazioni umaniste e ribadisce come le donne e gli uomini siano la sede dei diritti in una società moderna e laica, e che la realizzazione delle loro aspirazioni dipenda da essi.[13]

Il congresso 2013 ha riconfermato Carcano alla guida e ha profondamente ristrutturato le Tesi, ora suddivise in Manifesto d'intenti[14], Obiettivi[15] e Dichiarazioni[16]. Gli scopi sociali sono stati aggiornati, esplicitando l’impegno di “affermare, nel quadro di una concezione laica, razionale e areligiosa dell’esistenza, il diritto dei soggetti a compiere in autonomia le scelte relative alla sessualità e alla riproduzione, comprese quelle sulla interruzione volontaria della gravidanza; a stringere unioni familiari legalmente riconosciute, senza distinzioni di sesso, e a recedere dalle stesse; a determinarsi liberamente sulla propria fine vita; sostenere la libertà della ricerca scientifica, filosofica ed artistica; operare perché tali diritti e libertà trovino piena sanzione ed effettiva garanzia”.

Audizioni parlamentari e rapporti con le istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i vari progetti di legge sulla libertà religiosa che sono stati presi in esame dal Parlamento in diverse legislature, è da ricordare che l'UAAR, nella persona del proprio segretario Giorgio Villella[17], fu convocata in audizione dinanzi alla Commissione per gli Affari Sociali della Camera dei deputati nel corso della XIV Legislatura (22 ottobre 2002)[18] e, più recentemente, l'11 gennaio 2007, nel corso della XV Legislatura[19]. L'intervento dell'UAAR in entrambi i casi ha riguardato, tra l'altro, la richiesta di riconoscimento di pari diritti e dignità tra credenti e non credenti, e la parità di trattamento economico tra l'ora di religione cattolica (attualmente impartita nelle scuole statali a carico di tutta la collettività) e le ore di insegnamento alternativo (a carico del singolo istituto scolastico). Infine, sempre sullo stesso argomento, il 16 luglio 2007 l'UAAR è stata invitata a esprimere il suo parere[20] e in quella sede l'associazione ha ribadito il suo invito al Parlamento a discutere e deliberare un atto che garantisca equamente il diritto di ciascuno a professare la propria religione così come quello di atei e agnostici di non praticarne alcuna, senza alcuna differenza di status e senza assegnazione di diritti e privilegi connessi con l'appartenenza a qualsivoglia gruppo religioso.

Nel corso della XIII Legislatura, inoltre, l'UAAR fu convocata presso la citata Commissione per gli Affari Sociali in occasione della discussione (22 giugno 2000) di un progetto di legge sulla cremazione[21].

Negli ultimi anni l'UAAR si è proposta come interlocutore a vari livelli presso le istituzioni. Nel 2004 il circolo di Roma dell'associazione fu tra i firmatari del protocollo istitutivo della "Consulta per la Libertà di Pensiero e la Laicità delle Istituzioni" presso il Comune di Roma[22] e, dal 2005 il circolo territoriale di Torino ha aderito alla neonata "Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni", patrocinata dal comune sabaudo.[23]

Il 4 luglio 2007, una delegazione della Federazione umanista europea (di cui l’UAAR ha avuto la vicepresidenza nelle vesti di Julien Houben)[24] è stata ricevuta dall'ex presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering; l'incontro si è reso necessario al fine di ribadire il carattere laico delle istituzioni europee ed un maggiore dialogo e rispetto tra credenti e non credenti.[25]

Il 26 settembre 2014 il segretario Uaar Raffaele Carcano ha partecipato a un incontro presso il ministero degli Esteri con il sottosegretario Benedetto Della Vedova[26] in occasione della presidenza di turno italiana dell’Unione Europea.

Battaglie legali avviate dall'UAAR[modifica | modifica wikitesto]

Sbattezzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 l'UAAR ha intrapreso un'iniziativa volta al riconoscimento legale della volontà di non essere più considerati cattolici, iniziativa che nel 1999 ha avuto parziale successo nell'utilizzare la normativa sulla privacy per tale scopo.

Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

L'UAAR ha promosso numerose azioni legali contro la presenza del crocifisso negli edifici pubblici. La più nota è quella avviata da Soile Lautsi, socia dell'Unione, che è arrivata fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Dopo una vittoria in primo grado, la Grande Camera ha capovolto il verdetto. L’UAAR sostiene anche il ricorso del prof. Franco Coppoli, che nel 2008 si è rifiutato di tenere lezione in presenza del crocifisso, e che per questo motivo è stato sospeso per un mese.[27]

Ora di religione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 un ricorso contro i crediti scolastici e le prerogative dell'insegnante di religione, presentato insieme ad altre associazioni laiche e alcune confessioni religiose di minoranza, è stato accolto in prima istanza dal TAR del Lazio ma respinto in appello dal Consiglio di Stato.[28] In seguito a un’azione legale sostenuta dall’associazione il Tribunale di Padova ha riconosciuto, nel 2010, il diritto di ogni studente che lo chiede di veder attivato un insegnamento alternativo all'ora di religione.[29]

Intesa con lo Stato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996 l'UAAR chiede un'Intesa con lo Stato, sulla falsariga di quelle concluse con le confessioni religiose ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione. L'associazione ritiene infatti che “il sistema di intese attribuisce alle confessioni religiose stipulanti vantaggi concreti che le pongono in posizione di forza rispetto agli atei: poiché ogni propaganda religiosa è inevitabilmente antiateistica, come la propaganda ateistica è antireligiosa, con le intese sono state attribuite alle confessioni stipulanti mezzi sostanziosi di condizionamento antiateistico. […] Poiché diamo risposte diverse alle stesse domande, vogliamo avere gli stessi diritti”. L'iniziativa è già passata per numerosi passaggi giuridici: nel 2014 è stata respinta dal TAR del Lazio, ma l'Unione ha già preannunciato ricorso.[30]

Pluralismo radiotelevisivo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 il TAR del Lazio ha respinto un ricorso dell'UAAR contro le condizioni di favore riservate dalla RAI alla Chiesa cattolica. Nel 2014 l'Agcom ha respinto un nuovo ricorso, che chiedeva un riequilibro dello spazio dedicato dalla RAI alla religione.[31]

Altre iniziative legali[modifica | modifica wikitesto]

L'UAAR fornisce assistenza agli utenti delle scuole italiane, quando queste organizzano messe o altri atti di culto in orario di lezione, inviando diffide che in genere ottengono successo. Nel 2010 il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta dell'UAAR di non fare effettuare una visita pastorale del vescovo di Padova Mattiazzo in una scuola pubblica in quanto ritenuta “culturale”.[32] Nel 2011 il Tar della Campania ha dato ragione all'Unione, stabilendo che le condizioni previste dal Comune di Torre del Greco per l'assegnazione di un “premio di maritaggio” erano discriminatorie, in quanto riservato alle sole spose cattoliche.[33]

Campagne organizzate dall'UAAR[modifica | modifica wikitesto]

Sbattezzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sbattezzo.
Atto di sbattezzo.

Il 25 ottobre 2008, giorno del cinquantesimo anniversario della sentenza della Corte d'appello di Firenze con la quale il vescovo di Prato venne assolto dall'accusa di aver denigrato pubblicamente due giovani sposatisi civilmente in quanto "sudditi della Chiesa, poiché battezzati"[34], ha organizzato la prima Giornata nazionale dello Sbattezzo[35][36][37][38], a cui hanno aderito 1.032 persone[39].

Il 25 ottobre 2009 si è svolta la Seconda giornata nazionale dello sbattezzo[40][41][42], che ha visto la partecipazione di 820 persone[43].

La Terza giornata nazionale dello sbattezzo si è svolta il 25 ottobre 2010[44], alla quale hanno aderito 485 partecipanti[45]. Sia nel 2009, che nel 2010 il Circolo UAAR di Roma ha effettuato lo sbattezzo nei locali del centro sociale Acrobax, presso l’ex Cinodromo di ponte Marconi.[46] A seguito di tale evento ci furono vari problemi e dissidi interni all'associazione, per le afferenze politiche non adatte ai loro ideli di anticomunismo e laicità.[47]

Al 2011, l'UAAR stima che siano all'incirca 20.000 le persone che si sono sbattezzate.[48]

Dal 2010 l'associazione ha attivato il sito Sbattezzo Counter, sul quale si può pubblicare la risposta dell'autorità ecclesiastica alla propria richiesta di sbattezzo. Vi si può anche visualizzare una “mappa” degli sbattezzi. I documenti caricati superano il numero di tremila.

Ateobus[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna degli autobus atei.

La Campagna ateista su autobus (autobus dei mezzi pubblici che propagandano tramite messaggi pubblicitari applicati sulla loro carrozzeria una visione atea della vita e del mondo) dell'associazione inglese British Humanist Association è stata importata in Italia proprio dalla UAAR, che ne ha finanziato una campagna che sarebbe dovuta partire il 4 febbraio a Genova, su alcuni autobus dell'AMT.[49][50]

Lo slogan della campagna ("La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno") è stato tuttavia rifiutato[51] dalla società concessionaria per la pubblicità, la IGPDecaux, secondo motivazioni basate sul Codice di autodisciplina pubblicitaria. L'UAAR ne ha allora proposto uno nuovo, ("La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima, è che credono nella libertà di espressione"), per la sola città di Genova, che è stato accettato. Nelle altre città, l'UAAR ha tentato, senza successo, di riproporre lo slogan originale.[49]

L'associazione ha quindi deciso di proseguire la campagna tramite l'affissione di alcuni manifesti in diverse città. L'iniziativa è partita da Pescara, dove il circolo locale di Forza Nuova ha pubblicamente minacciato di rimuoverli sistematicamente.[52] Successivamente, i manifesti sono comparsi a Cernusco sul Naviglio, Venezia-Mestre, Modena, Reggio Emilia, Papozze. Qui i manifesti sono stati oggetto di rimozione e sequestro da parte dell'autorità giudiziaria, azione criticata dal sindaco del paese.

Manifesto
Manifesto pubblicitario affisso a Roma

L'UAAR ha in seguito elaborato un terzo, nuovo slogan, tramite un sondaggio sul proprio sito. Tale slogan, "La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo", è stato riproposto alla IGPDecaux, che non lo ha rigettato chiedendo però la rimozione della frase di accompagnamento alla firma: "Liberi di non credere in Dio", richiesta respinta dall'UAAR.

La campagna si è conclusa con l'acquisto di una pagina pubblicitaria sul quotidiano Repubblica e con la realizzazione di uno spot radiofonico.[53]

Altre campagne pubblicitarie[modifica | modifica wikitesto]

A inizio 2011 l'UAAR ha comprato un'intera pagina sui settimanali Espresso, Venerdì di Repubblica, Internazionale e Left nell'ambito di una campagna per l'ora alternativa, il cui slogan era “Non c’è più religione. Per chi non la vuole”.

A fine 2011 ha realizzato dei maxiposter sui costi pubblici della Chiesa il cui slogan era “Con 6 miliardi l’anno, l'Italia farebbe miracoli”. A Napoli, in occasione delle celebrazioni per il santo patrono, sono stati affissi con lo slogan “6 miliardi l'anno alla Chiesa. Ecco la vera miracolata da san Gennaro”.[54]

Nel 2014 una nuova campagna, “Viviamo bene senza D”, è stata realizzata in diverse città italiane. I maxiposter riportavano la parola “Dio” con la D barrata, e il messaggio “Dieci milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati, c’è l'Uaar al loro fianco”.

Occhiopermille[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2007, con il nome Otto per mille informati poi modificato nel 2009 con Occhiopermille, l'UAAR ha attivato una campagna di informazione sui fondi raccolti con l'Otto per mille. Lo scopo della campagna è di informare i cittadini circa il meccanismo con cui vengono assegnati questi fondi che secondo l'UAAR privilegerebbe soprattutto la Chiesa cattolica.[55][56]

Per questa campagna l'UAAR ha realizzato un video, Intervista doppia al cinque e all'otto per mille, che ha superato le 70.000 visualizzazioni su YouTube.[57]

Ora alternativa[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'iniziativa giuridica (vedi sopra) l'Uaar ha aperto una sezione del suo sito dedicandola “a chi (genitore, studente, insegnante), interessato alle attività formative alternative previste dalla legge, incontra difficoltà normative, finanziarie e organizzative che ne impediscono l’attuazione”, nel quale condividere risorse finalizzate all'ora alternativa. Per tale campagna sono stati realizzati anche quattro mini-spot.[58]

Eventi organizzati dall'UAAR[modifica | modifica wikitesto]

Liberi di non credere[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 settembre 2009 l'UAAR ha organizzato “Liberi di non credere – primo meeting nazionale per un paese laico e civile”. All'iniziativa, svoltasi a piazzale Ankara a Roma, hanno partecipato circa 500 persone.

In un mondo senza Dio[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 5 e l'8 maggio 2011 l'UAAR ha organizzato al Palazzo Ducale di Genova un convegno internazionale sulle concezioni etiche non confessionali, in collaborazione con la Federazione Umanista Europea. Ai convegni sono intervenuti Laura Balbo, Freddy Boeykens, Gilberto Corbellini, Carlo Flamigni, Giulio Giorello, A.C. Grayling, Margherita Hack, Telmo Pievani, Nicola Piovani, Simone Pollo, Valerio Pocar.

Scopri quanto sei cattolico?[modifica | modifica wikitesto]

Creato nel 2011, è una piattaforma online sulla quale chi vuole verificare la propria aderenza al magistero ecclesiastico può compilare un test di ventinove domande, al termine del quale gli sarà presentato un profilo di tipologia religiosa coerente con le risposte fornite.

Sacrosante risate[modifica | modifica wikitesto]

A fine 2013 l'UAAR ha dato vita a Genova a una mostra di vignette satiriche sulla religione, presentando opere di Altan, Bandanax, Massimo Bucchi, Stefano Disegni, Ellekappa, Giorgio Franzaroli, Roberto Mangosi, Danilo Maramotti, Alberto Montt, Sergio Staino e Vauro. Nel 2014 la mostra è diventata itinerante toccando diverse città.

Settimana Anticoncordataria[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2000 l'UAAR organizza un evento chiamato Settimana Anticoncordataria, che si svolge a Roma tra l'11 e il 18 febbraio: l'11 febbraio 1929 vennero firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri i Patti Lateranensi, mentre il 18 febbraio 1984 venne siglato il nuovo concordato, firmato da Craxi e dal cardinale Casaroli, segretario di Stato vaticano, patto che ha siglato l'abolizione della religione di Stato ma ha introdotto l'istituto dell'Otto per mille sull'IRPEF del quale l'UAAR chiede l'abolizione.

Altri anniversari cadono in questo intervallo, tra cui quello della nascita di Charles Darwin (12 febbraio) e quello del rogo in Campo de' Fiori a Roma di Giordano Bruno (17 febbraio 1600).

La Settimana Anticoncordataria è un'occasione per discutere sulla laicità in Italia e su argomenti come la libertà di coscienza e di religione, l'autodeterminazione dell'uomo, la libertà sessuale, il ruolo femminile nella società, la libertà di ricerca scientifica, grazie anche a un comitato di presidenza onoraria dell'associazione che vede tra i suoi componenti personalità della scienza e della cultura come l'astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi e l'esperto di bioetica Valerio Pocar. Dal 2004 nel corso della suddetta Settimana l'UAAR organizza, in prossimità del 12 febbraio, anche il Darwin Day, novità per l'Italia ma molto diffuso altrove nel mondo. Nel 2006 tale evento si è tenuto, sempre a cura dell'UAAR, in varie città d'Italia, tra cui Roma, Torino, Pisa, Verona, Genova, Bari e Lecce.

Il 30 novembre e il 1º dicembre 2003 l'UAAR ha organizzato presso la Sala dei Dioscuri al Quirinale, a Roma, il convegno La laicità indispensabile, una conferenza internazionale sponsorizzata dalla FHE e patrocinata dall'Ufficio per le Politiche della Multietnicità del Comune di Roma, nel quale hanno preso la parola giuristi affermati, rappresentanti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e ospiti internazionali.[59][60]

Dal 2011 si svolge a Venezia.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'ATEO
Logo di L'ATEO
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità bimestrale
Genere stampa nazionale
Formato magazine
Fondazione 1996
Sede Padova
Editore UAAR
Diffusione cartacea 2767[61] (2008)
Direttore Maria Turchetto
Redattore capo Baldo Conti
ISSN 1129-566X
Sito web www.uaar.it
 

L'ATEO è la rivista ufficiale dell'UAAR (originariamente trimestrale, dal 2003 bimestrale). Nacque nel 1996 a Milano durante una riunione del comitato di coordinamento dell'associazione da un'idea di Luciano Franceschetti, Virgilio Galassi, Mario Patuzzo, Marco Picarella, Martino Rizzotti e Giorgio Villella. Viene distribuito dal dicembre di quello stesso anno.[62] La redazione ha reso consultabili on-line tutti i numeri dei primi 15 anni della rivista[63].

La rivista tratta tematiche relative ad ateismo e agnosticismo, sia da un punto di vista filosofico sia da quello più concreto relativo al rapporto dei non credenti con la Chiesa cattolica nella società italiana, oltre a riportare le iniziative promosse dall'UAAR, da singoli soci o da associazioni affini. Prima del 2001 sulla rivista erano stati presentati diffusamente disegni umoristici di Giorgio Cavallo, Alfredo Chiappori, Lido Contemori, Massimo Presciutti, Quino, Studio d’Arte Andromeda di Trento, Siné, Zap e Ida. Dal 2001 ospita le firme di due dei presidenti onorari dell'associazione: Sergio Staino, che vi pubblica alcune delle sue vignette, e Piergiorgio Odifreddi.

Casa editrice Nessun Dogma[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2012 si è costituita la casa editrice Nessun dogma, cui ha fatto seguito la pubblicazione di 11 titoli tra i quali (in quattro volumi) L'ateismo e la sua storia in Occidente di Fritz Mauthner, La visione laica del mondo di Paul Cliteur, Come vivere bene senza Dio di Eric Maisel e il Libro illustrato di argomentazioni errate di Ali Almossawi.

Premi e riconoscimenti istituiti dall'UAAR[modifica | modifica wikitesto]

Premio Brian alla Mostra del Cinema di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Sabina Guzzanti riceve il "Premio Brian" UAAR a Venezia

In occasione della 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2006 l'UAAR presentò un riconoscimento che intende premiare «un film che evidenzi ed esalti i valori del laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose»[64].

La prima edizione del premio, consistente in un globo d'oro contenente sfere di vetro, opera di Giovanni Corvaja, fu assegnato dalla giuria al film Azuloscurocasinegro (Blu scuro, quasi nero) di Daniel Sánchez Arévalo, un giovane regista spagnolo, con la seguente motivazione: «Questo bel film mostra con realismo e umorismo come la vita, i sentimenti, i desideri siano troppo complessi per essere ingabbiati nell'asfittico modello della "famiglia naturale" cara alle religioni. La Spagna contemporanea dà un'ulteriore indicazione per affrontare in modo aperto e laico un mondo che cambia»[65]. Nel 2007 fu organizzato tra i visitatori del sito ufficiale dell'associazione un sondaggio per determinare il nome da assegnare al premio. Il nome più votato risultò essere "Premio Brian" (ispirandosi al film Brian di Nazareth dei Monty Python)[66]. Il primo riconoscimento con tale nome fu ufficialmente consegnato a Sabina Guzzanti per il suo film Le ragioni dell'aragosta, alla 64ª Mostra del 2007.

Nel 2008 il premio fu assegnato a Khastegi (Tedium) del regista iraniano Bahman Motamedian che però lo rifiutò[67]. Negli anni successivi il premio andò ai film Lourdes di Jessica Hausner (2009), I baci mai dati di Roberta Torre (2010), Le idi di marzo di George Clooney (2011); il 2012 vide premiato Marco Bellocchio con il suo Bella addormentata, liberamente ispirato al caso Eluana Englaro sul tema dell'eutanasia; l'anno seguente il premio andò a Philomena di Stephen Frears e nel 2014 a Mita Tova - The Farewell Party, film israeliano di Tal Granit e Sharon Maymon, anch'esso incentrato sull'eutanasia.

Ancora nel campo cinematografico nel 2011 l'UAAR finanziò parzialmente[68], tradusse e sottotitolò in italiano[68] e infine, nel 2014, distribuì in Italia il film franco-tunisino Laïcité, Inch'Allah! di Nadia El Fani[68][69].

Premio di laurea UAAR[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 l'UAAR assegna annualmente tre premi che consistono in un assegno di 1000 euro da assegnarsi a tre studenti meritevoli laureatisi con una tesi considerata di notevole pregio e coerente con gli scopi sociali dell'UAAR.[70] Possono concorrere tutti coloro che presentino la propria tesi tra il 1º luglio dell'anno precedente a quello di assegnazione al 30 giugno di quello di assegnazione. I vincitori della prima edizione sono stati[71]:

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Sos laicità[modifica | modifica wikitesto]

È uno sportello informatico, soslaicita@uaar.it, attivato nel 2000, attraverso cui l'associazione presta “una consulenza quotidiana, gratuita e confidenziale ai cittadini vittime o testimoni di prevaricazioni religiose o di violazioni della laicità dello Stato”.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca dell'UAAR ha un patrimonio librario di oltre 4.000 volumi e fa parte del Sistema Bibliotecario Nazionale. Aderisce al prestito interbibliotecario.

I costi della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 l'UAAR ha realizzato un’inchiesta per stimare i costi pubblici riconducibili alla Chiesa cattolica. Il documento ha poi dato vita a un sito internet, www.icostidellachiesa.it. La stima di tali costi, periodicamente aggiornata, supera oggi i sei miliardi di euro all'anno.

Cerimonie laico-umaniste[modifica | modifica wikitesto]

In analogia a quanto fatto da altre associazioni simili nel resto dell’Europa e negli Stati Uniti, l'UAAR propone l’effettuazione di cerimonie prive di connotati religiosi per le persone che intendono celebrare in questo modo i momenti salienti della propria vita.

Assistenza morale non confessionale[modifica | modifica wikitesto]

L'UAAR è attiva in alcuni nosocomi italiani per assicurare un servizio di “aiuto competente e accurato fornito agli individui atei e agnostici che, all’interno del nosocomio, si interrogano sulle domande esistenziali, come il senso della malattia, della vita e della morte”.

Esperimento di riproduzione della Sindone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, l'UAAR[72], con il contributo del CICAP[73], ha finanziato il tentativo del professor Luigi Garlaschelli[74] di riprodurre un'immagine sindonica con relative macro proprietà fotografiche (tridimensionalità dell'immagine, ecc.), usando tecniche che, secondo Garlaschelli, potrebbero essere molto simili a quelle utilizzate da un eventuale falsario per creare la Sindone di Torino nel XIV secolo. Sebbene l'esperimento non sia stato ancora sottoposto a indagine scientifica, al fine di avvalorarne o invalidarne i risultati, è stato oggetto di diverse critiche e polemiche,[75] a seguito della discreta copertura mediatica ricevuta.[76]

Controversie e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 maggio 1998 il quotidiano cattolico “Avvenire” ha pubblicato un resoconto del congresso UAAR di Trento, dal titolo “Gli ultimi atei”, in cui si sottolineava l’esiguità del suo numero di soci, “meno dei panda in Cina”.[77]

Il 13 gennaio 2009, commentando al TG5 la campagna ateobus, mons. Rino Fisichella ha definito l'UAAR “uno sparuto gruppetto di intellettuali che pretendono di essere intelligenti perché fanno professione di ateismo”.

Il 5 novembre 2009, intervenendo alla trasmissione “La vita in diretta”, in onda su RaiUno, l'allora ministro Ignazio La Russa, riferendosi agli esponenti UAAR presenti in trasmissione in occasione della prima sentenza della Corte di Strasburgo, esclamò: “Possono morire. Loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla”.[78]

Nel 2010, presentando la Fondazione “Cortile dei Gentili”, dedicata al dialogo con i non credenti, mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, ha affermato di non volere coinvolgere l’UAAR, in quanto “folcloristica”.[79]

Sempre nel 2010 don Mario Pieracci, intervenendo alla trasmissione “La vita in diretta”, in onda su RaiUno, ha sostenuto che “il problema di fondo oggi e’ l’UAAR [...]Lo stato permette tutto e non permetterebbe gli atei perché gli atei non avendo una religione non potrebbero esistere come associazione. Quindi sarebbero pure illegali e illeciti secondo il mio punto di vista”.[80]

Nel corso del 2010 un gruppo di giovani cattolici, in risposta all'UAAR, ha dato vita al sito “Anti-UAAR”, divenuto in seguito “Unione Cristiani Cattolici Razionali”. Il loro sito riprende, nella grafica e nell'impostazione, il precedente sito dell'UAAR.[81]

Il 20 settembre 2010 la delegazione dell’associazione che si avviava a presenziare alla celebrazione della presa di porta Pia è stata fermata dalla Digos, probabilmente per la contemporanea presenza in piazza del cardinale Tarcisio Bertone.[82]

Vittorio Sgarbi ha attaccato numerose volte l’UAAR e i suoi esponenti: in particolare, nel 2009 a “Pomeriggio 5” ha apostrofato l’allora tesoriera Isabella Cazzoli quale “capra”, e nel 2010, a “La vita in diretta”, ha definito l’UAAR “un’associazione di zucche vuote”.[83][84]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Direzione Generale per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali, Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale, 11 novembre 2011.
  2. ^ a b UAAR, Storia dell'UAAR. URL consultato l'11 luglio 2011.
  3. ^ Annual report 2013. URL consultato il 9 aprile 2014.
  4. ^ Statuto dell’UAAR
  5. ^ Non esistono dati univoci in merito alla consistenza di tale fascia di popolazione in Italia. Adherents sostiene in un caso l'esistenza di 9 milioni di non religiosi mentre in un altro afferma la presenza di un 99% di cattolici. Dal CIA World Factbook si apprende altresì che «approximately 90% Roman Catholic (about one-third regularly attend services)» ed evidenzia inoltre la presenza di ebrei, protestanti e di musulmani, tra gli immigrati, considerando così minimale il numero di non credenti e professati di altri culti. Alleanza cattolica, in un documento del 2000, segnala la presenza di meno di un milione e mezzo di non cattolici in Italia. La Worldmark Encyclopedia of Culture & Daily Life (nel volume 4 alla voce Italia) sostiene una presenza molto minoritaria di non religiosi. Infine, l'Atlante Geografico De Agostini 2006 riporta che in Italia si dichiara cattolico l'81,5% della popolazione, musulmano l'1,5% (il secondo gruppo religioso per consistenza in Italia) e il rimanente 17% professa un non meglio specificato altro.
  6. ^ Sede nazionale UAAR in UAAR Ultimissime, 18 aprile 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  7. ^ I circoli territoriali e i referenti dell'UAAR. URL consultato l'11 luglio 2011.
  8. ^ Consulta Online - Sentenza n. 203 del 1989
  9. ^ Statuto dell'UAAR. URL consultato l'11 luglio 2011.
  10. ^ dell'UAAR
  11. ^ Giorgio Villella: l'UAAR la più grande associazione atea italiana, it.wikinews.org. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  12. ^ Informazioni dedotte da 1. Chiuso il nono Congresso UAAR in Newsletter UAAR n° 88. URL consultato l'11 luglio 2011.
  13. ^ Nuovo logo UAAR
  14. ^ Manifesto d'intenti Uaar. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  15. ^ Obiettivi Uaar. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  16. ^ Dichiarazioni Uaar. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  17. ^ Segretario UAAR dal 1999 al 2007.
  18. ^ Giorgio Villella, Esame in sede referente del disegno di legge A.C. 2531 (PDF), (memorandum), UAAR.
  19. ^ Raffaele Carcano, Il comunicato dell'ANSA sull'audizione dell'UAAR in UAAR Ultimissime, 10 gennaio 2007. URL consultato l'11 luglio 2011.
  20. ^ Audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati (16 luglio 2007). URL consultato l'11 luglio 2011.
  21. ^ Audizione alla Camera dei deputati sul tema della cremazione. URL consultato l'11 luglio 2011.
  22. ^ Consulta dalla quale è uscita, per decisione presa a maggioranza dei soci del circolo nella riunione del 7 gennaio 2007 in disaccordo con le modalità di azione e di intervento della stessa
  23. ^ Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, www.torinolaica.it. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  24. ^ Partecipazioni internazionali, www.uaar.it. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  25. ^ Humanist leaders meet President of European Parliament, www.iheu.org. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  26. ^ L’Uaar incontra il sottosegretario Della Vedova. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  27. ^ Staccò il crocifisso dal muro, prof sospeso per un mese. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  28. ^ Ora di religione nel credito, Gelmini esulta per la sentenza. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  29. ^ Il tribunale di Padova: «attivare l’ora alternativa è un obbligo». URL consultato il 18 dicembre 2014.
  30. ^ Diritti degli atei: il Tar respinge il ricorso dell’Uaar. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  31. ^ Religioni in Rai: l'Agcom respinge l'esposto dell'Uaar. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  32. ^ La visita del vescovo nelle scuole non offende nessuno. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  33. ^ Compie una discriminazione religiosa il Comune che prevede una prestazione sociale per le fanciulle bisognose vincolata alla celebrazione del matrimonio religioso cattolico. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  34. ^ Sentenza della Corte d'Appello di Firenze del 25 ottobre 1958 (PDF). URL consultato l'11 luglio 2011.
  35. ^ Giornata dello sbattezzo 2008, UAAR. URL consultato il 16 giugno 2010.
  36. ^ Raffaele Carcano, 25 ottobre: Giornata dello sbattezzo in UAAR Ultimissime, 27 maggio 2008. URL consultato l'11 luglio 2011.
  37. ^ Raffaele Carcano, Sbattezziamoci insieme: appuntamento per il 25 ottobre in UAAR Ultimissime, 27 maggio 2008. URL consultato l'11 luglio 2011.
  38. ^ Raffaele Carcano, Giornata dello sbattezzo: comunicato stampa UAAR in UAAR Ultimissime, 9 ottobre 2008. URL consultato l'11 luglio 2011.
  39. ^ Pagina del circolo milanese dedicata allo Sbattezzo. URL consultato l'11 luglio 2011.
  40. ^ 25 ottobre: Giornata nazionale dello sbattezzo in UAAR Ultimissime, 8 giugno 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  41. ^ Sbattezzo — come cancellare gli effetti civili del battesimo, 28 ottobre 2010. URL consultato il 01-04-2010.
  42. ^ Giornata dello sbattezzo 2009, UAAR. URL consultato il 16 giugno 2010.
  43. ^ UAAR Ultimissime, 27 ottobre 2010, http://www.uaar.it/news/2010/10/27/risultati-della-terza-giornata-nazionale-dello-sbattezzo/ . URL consultato il 12 luglio 2011.
  44. ^ 25 ottobre 2010: terza giornata nazionale dello sbattezzo in UAAR Ultimissime, UAAR. URL consultato il 16 giugno 2010.
  45. ^ I risultati della terza giornata nazionale dello sbattezzo in UAAR Ultimissime, UAAR, 27 ottobre 2010. URL consultato il 12 luglio 2011.
  46. ^ http://uaarroma.altervista.org/circolo/20101023.php.
  47. ^ L'UAAR si vergogna dei suoi fedeli e scarica il forum ufficiale.
  48. ^ Raffaele Carcato, A Michel Onfray, a proposito dello sbattezzo in UAAR Ultimissime, UAAR, 10 febbraio 2011. URL consultato il 12 luglio 2011.
  49. ^ a b Campagna bus (2009), UAAR. URL consultato il 12 luglio 2011.
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  51. ^ Michela Bompani, Raffaele Niri, Stop agli ateo-bus Slogan offensivi esulta la Chiesa in la Repubblica, 17 gennaio 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  52. ^ Pescara, Forza Nuova annuncia che staccherà i manifesti UAAR in UAAR Ultimissime, 27 febbraio 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  53. ^ Spot radiofonico "Uaar, liberi di non credere". URL consultato il 18 dicembre 2014.
  54. ^ Miracolo a Napoli: arrivano i manifesti Uaar. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  55. ^ Otto per mille informati 2007 - Sito ufficiale UAAR. URL consultato l'11 luglio 2011.
  56. ^ Occhio per mille - Sito ufficiale. URL consultato l'11 luglio 2011.
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  58. ^ Progetto ora alternativa. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  59. ^ Convegno "La laicità indispensabile", www.uaar.it. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  60. ^ Il convegno La laicità indispensabile, www.uaar.it. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  61. ^ Bilancio consuntivo UAAR 2008. URL consultato l'11 luglio 2011.
  62. ^ Romano Oss, I 10 anni de L'Ateo (abstract) in L'Ateo, vol. 6, nº 47, Padova, UAAR, novembre-dicembre 2006, p. 4, ISSN: 1129-566X. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  63. ^ Archivio on line de L'Ateo. URL consultato l'11 luglio 2011.
  64. ^ «Premio Brian alla mostra di Venezia», UAAR. URL consultato il 12 luglio 2011.
  65. ^ La notizia del premio. URL consultato l'11 luglio 2011.
  66. ^ Premio Brian alla mostra di Venezia
  67. ^ Comunicato stampa del 7/9/2008 Mostra di Venezia: regista iraniano rifiuta il premio degli atei.
  68. ^ a b c «Laïcité Inch’Allah!»: film gratis all’arena estiva del cinema Edison in la Repubblica — Parma, 2 luglio 2014. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  69. ^ Cinema in la Repubblica — Bari, 13 giugno 2014. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  70. ^ Premio di laurea UAAR, UAAR. URL consultato il 12 luglio 2011.
  71. ^ Assegnati i premi di Laurea UAAR in UAAR Ultimissime, UAAR, 24 ottobre 2007. URL consultato il 12 luglio 2011..
  72. ^ Svelato il mistero della Sindone in UAAR Ultimissime, 5 ottobre 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  73. ^ "Ecco come ho riprodotto la Sindone in laboratorio" in Rubriche - Osservatorio, CICAP, 10 ottobre 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  74. ^ Curriculum vitae di Garlaschelli Luigi, febbraio 2009. URL consultato il 12 luglio 2011.
  75. ^ Giulio Fanti, SINDONE/ 2. La copia degli scienziati del Cicap è un falso. Ecco le prove in ilsussidiario.net, 8 ottobre 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  76. ^ Elysa Fazzino, Il Sole 24Ore - La Sindone un falso? Il mistero corre sul web in Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2009. URL consultato l'11 luglio 2011.
  77. ^ Risposta di Giorgio Villella all’Avvenire..
  78. ^ La Russa sbotta per il crocifisso: in Europa “possono morire”..
  79. ^ Per il “cortile dei gentili” Ravasi comincia a scavare la fondazione..
  80. ^ Raiuno: prete lancia attacchi illiberali contro l’UAAR e i suoi soci..
  81. ^ Il sito "Anti-UAAR", oggi "Unione Cristiani Cattolici Razionali".
  82. ^ La prima volta di Bertone tra massoni e Radicali..
  83. ^ L'irrazionalità degli atei..
  84. ^ Sgarbi Vs fondamentalista atea dell'UAAR:" Associazione di zucche vuote!"..

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