Otto per mille

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Con il nome di otto per mille viene definito il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, l'8 dell'intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato e diverse confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge. Il contribuente può decidere di non apporre la sua firma per la destinazione dell'otto per mille. Anche l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma (mediamente il 60 per cento dei contribuenti[1]), pure nei casi di pensionati ed esonerati dalla dichiarazione dei redditi, viene comunque redistribuito tra sei dei sette enti contendenti, secondo le percentuali calcolate in base a chi ha espresso una scelta.

La destinazione che devono avere i fondi sia per la parte relativa allo Stato sia per quella relativa alle confessioni religiose viene stabilita per legge.

Indice

[modifica] Destinazione dell'otto per mille allo Stato

Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet, dove è possibile sia consultare l'elenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste.

Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata per finanziare la missione militare italiana in Iraq (Missione Antica Babilonia).[2][3]. Detta decurtazione è stata aumentata a € 86.624.731 con la Finanziaria 2005, per le erogazioni dell'anno 2009, di cui alle dichiarazioni del 2006 sui redditi del 2005[4].

Ulteriori polemiche sono nate con la finanziaria del 2008. La restituzione di 60 milioni di euro alla loro finalità originaria era prevista nella legge finanziaria del governo Prodi, ma è stata cancellata dalla manovra di luglio del governo Berlusconi allo scopo di estendere a tutti i cittadini l'abolizione dell'ICI sulla prima casa.

Nel 2010 per le somme destinate allo Stato nelle dichiarazioni dei redditi del 2007, relative ai redditi del 2006, la decurtazione è stata ridotta a € 7.461.241[5].

Nel 2011 per le somme destinate allo Stato nelle dichiarazioni dei redditi del 2008, relative ai redditi del 2007, il Governo ha deciso di destinare l'intera somma di circa 145 milioni di € a scopi estranei a quelli previsti dalla legge 20 maggio 1985, n.222, per mancanza di disponibilità finanziaria. Infatti con decreto legge n. 211 del 2011 è stata sottratta dalla quota riservata allo stato per il 2011 la somma di € 57.277.063 per le esigenze connesse all'adeguamento, potenziamento e alla messa a norma delle infrastrutture penitenziarie[6], mentre altri 64 milioni di euro sono stati destinati alla Protezione civile per le esigenze della flotta aerea antincendi[7].

Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l'unico dei sette partecipanti alla ripartizione del gettito a non farsi pubblicità. A tale causa è da alcuni attribuito il crollo delle preferenze espresse per lo Stato italiano, la cui percentuale è scesa drasticamente dal 23 per cento del 1990 all'8,3 del 2006.[8] Gli enti (pubblici o privati ma senza fini di lucro), che vogliono accedere a questi fondi devono presentare una proposta entro il 15 marzo di ogni anno. Per il 2008 sono state seguite le modalità stabilite dal D.P.C.M. 23 novembre 2007.

I dati qui riportati fanno riferimento ai fondi incassati nell'anno 2004 (relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001). Dove i dati non erano disponibili, sono state usate informazioni relative agli anni precedenti. Nel 2004 lo Stato ha ricevuto circa 100 milioni di euro; sottraendo gli 80 milioni di euro che vengono trasferiti al bilancio generale, rimangono 20 milioni di euro che sono stati distribuiti in questo modo, per interventi straordinari negli ambiti stabiliti dalla legge:

  • 44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico
  • 24,73% calamità naturali
  • 23,03% conservazione beni culturali civili
  • 4,44% fame nel mondo
  • 3,16% assistenza rifugiati

[modifica] Destinazione dell'otto per mille alle confessioni religiose

Partecipano alla ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF:

Si possono dedurre ai fini fiscali atti di liberalità fino a € 1.032,91 a favore delle confessioni religiose sopra citate e all'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia. Le finalità per le quali le singole chiese possono impiegare i fondi loro assegnati sono concordati nell'intesa in base alla quale esse sono state ammesse al finanziamento.

[modifica] Chiesa cattolica

La somma ricevuta dalla Chiesa cattolica deve essere impiegata "per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo", così come previsto dall'art. 48 della L. 222/1985. Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali, senza elencare in dettaglio i progetti finanziati e la spesa corrispondente. Un rendiconto riassuntivo con la ripartizione per ciascuno degli anni 1990-2007 è pubblicato sul sito CEI, segnalato in calce.

Negli anni 2006 e 2007 la somma, pari in media a 960 milioni di euro (comprensivo di arretrati degli anni precedenti), è stata ripartita nel modo seguente.

  • 35% - sostentamento dei sacerdoti (La Chiesa cattolica stabilisce che in base al principio di perequazione, al netto delle trattenute IRPEF un giovane sacerdote riceva uno stipendio di 852,93 €/mese per 12 mensilità[9][10] ripartito come segue:
    • contributo dalla parrocchia di cui è pastore (0,036 centesimi i vice-parroci; 0,07 centesimi i parroci per ogni abitante, ad esempio per una parrocchia di 8000 abitanti il vice-parroco riceve 289,00 € al mese, il parroco 578,00 €)
    • eventuali altri stipendi (ad esempio se insegna): qualora, la somma del contributo della parrocchia ed eventuali altri stipendi, non raggiungano gli 852,93 €/mese, si attinge dall'8 per mille. A ciò si aggiungono eventuali scatti di anzianità e di carriera, un vescovo vicino alla pensione riceve al massimo 1308,57 €/mese.
  • 20% - interventi caritativi in Italia e nel terzo mondo
I criteri di selezione dei progetti finanziati all'estero e il comitato scientifico responsabile della gestione sono pubblici[11]. Il cardinale Attilio Nicora, già presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, auspica un incremento di tale percentuale.[12]
  • 16% - alle diocesi (metà distribuito in parti uguali alle 226 diocesi e l'altra metà ripartita in proporzione al numero degli abitanti). Le iniziative diocesane si articolano a loro volta in moltissime voci, anche di tipo sociale e caritativo.[senza fonte]
  • 12% - nuova edilizia di culto
Per quanto riguarda l'edilizia di culto si osservi che la CEI fornisce un contributo (che di regola non deve superare il 75%). Restano perciò in carico alle parrocchie e alle diocesi non solo le quote restanti ma anche il costo integrale delle opere non finanziabili dalla CEI (lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, impianti sportivi e cine-teatrali, sistemazioni esterne, impianti di sicurezza e di ristoro, ecc.).
  • 10% - altre iniziative nazionali (fondo per la catechesi, tribunali ecclesiastici, ecc.). La Chiesa cattolica ha speso nel 2008 il 2,33% in pubblicità (€ 21.628.882)[13].
  • 8% - beni culturali ecclesiastici.

[modifica] Chiesa valdese

La somma ricevuta dalla Chiesa valdese (4,6 milioni di euro nel 2004) non può essere usata per alcuna attività religiosa, ma esclusivamente per progetti sociali, assistenziali e culturali.

Ogni anno viene pubblicato un resoconto molto dettagliato delle spese, che elenca tutti i progetti finanziati e la relativa spesa.

Per quanto riguarda l'Italia (64,92% del totale, circa 3 milioni di euro), i finanziamenti sono stati ripartiti in questo modo:

  • 21,36% (pari al 32,90% della quota italiana) cultura, pace e diritti umani
  • 16% (pari al 24,65% della quota italiana) anziani e sanità
  • 11,92% (pari al 18,36% della quota italiana) occupazione, assistenza sociale
  • 11,56% (pari al 17,80% della quota italiana) bambini e giovani
  • 4,21% (pari al 6,49% della quota italiana) rifugiati, migranti e nomadi

Per quanto riguarda l'estero (27,82% del totale, circa 1,3 milioni di euro) la suddivisione è stata la seguente:

  • 10,27% (pari al 36,90% della quota estera) assistenza e sviluppo sociale
  • 7,06% (pari al 25,39% della quota estera) bambini e giovani
  • 6,35% (pari al 22,82% della quota estera) sviluppo agricolo e attività produttive
  • 3,10% (pari al 11,13% della quota estera) sanità
  • 0,98% (pari al 3,54% della quota estera) diritti umani

I Valdesi si propongono l'obiettivo di assegnare almeno il 30% a progetti per combattere la fame nel mondo, e di non superare il 5% per le spese di pubblicità e di gestione (nel 2009 la spesa in pubblicità fu di € 465.000, il 5,60%[14]).

[modifica] Chiesa evangelica luterana

La somma ricevuta dalla CELI deve essere impiegata "oltre che ai fini di cui all'articolo 26 (art. 26 sostentamento dei ministri di culto di cui all'articolo 4 ed a specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione), anche per gli interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero, e ciò sia direttamente, sia attraverso le Comunità ad essa collegate." così come previsto dall'art. 27 della L. 520/1995

Ogni anno viene pubblicato un resoconto delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali e la distribuzione per aree geografiche ma non elenca in dettaglio il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente. La distribuzione dei finanziamenti dichiarata per il 2004 è stata:

  • 18,27% ministri di culto
  • 4,45% diaconia al Golfo
  • 4,33% diaconia all'estero
  • 1,38% gestione e amministrazione
  • 32,20% progetti delle comunità
  • 39,36% progetti della Chiesa luterana

[modifica] Unione delle comunità ebraiche

I fondi ricevuti (3,8 milioni di euro nel 2004) non sono destinati ai rabbini, ma ad attività legate alla cultura ebraica, alla conservazione del patrimonio artistico e ad iniziative assistenziali. Il sito internet dell'Unione delle Comunità ebraiche non riporta attualmente alcun resoconto sulla distribuzione dei fondi, ma ha riportato in passato i dati relativi al 2001 (redditi del 1997). La somma totale di 4,8 milioni di euro era stata distribuita in questo modo:

  • 50,71% attività formative in cultura ebraica
  • 23,75% attività culturali
  • 17,50% tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap)
  • 8,04% conservazione patrimonio artistico ebraico

[modifica] Unione chiese cristiane avventiste del settimo giorno

La somma ricevuta dall'Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno deve essere impiegata per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero, sia direttamente sia attraverso un ente all'uopo costituito, così come previsto dall'art. 30 della L. 516/1988.

Il sito internet riporta un resoconto dettagliato per l'anno 2004, suddiviso sia per tipo di attività sia per ripartizione regionale, e un archivio completo dei resoconti di tutti gli anni precedenti. Per il 2003 gli avventisti hanno dichiarato il 7,5% di spese in gestione e pubblicità.

[modifica] Assemblee di Dio

I fondi (circa settecentomila euro ricevuti dallo Stato nel 2004, 1,4 milioni con gli accantonamenti degli anni precedenti) sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e all'estero (non sono finanziate le attività di culto). Il sito internet dà una generica descrizione dei campi d'azione ma non fornisce alcun tipo di rendiconto. Tuttavia sono stati forniti su richiesta i seguenti dati relativi al 2004:

  • 41,17% erogazioni in Italia
  • 9,17% erogazioni a paesi del Terzo Mondo
  • 49,43% accantonamenti per il 2005

[modifica] Storia

Il rapporto tra lo Stato italiano e le diverse confessioni religiose presenti sul suo territorio può esser fatto risalire allo Statuto Albertino del 1848 (dapprima in vigore nel solo Regno di Sardegna e poi esteso al nascente Regno d'Italia). L'articolo 1 dello Statuto Albertino tollerava ogni culto conforme alle leggi e riconosceva il Cattolicesimo come religione di Stato.

Con i Patti Lateranensi del 1929, che codificavano i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica, lo Stato si impegnava a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico tramite il meccanismo della Congrua. Tale meccanismo si fondava sul riconoscimento del pregiudizio economico subito dai cattolici a causa delle molteplici confische di beni ecclesiastici nel corso del secolo XIX, fra cui in particolare le leggi Siccardi del 1850, le leggi Rattazzi del 1854 e 1855, quelle che istituirono l'eversione dell'asse ecclesiastico del periodo 1866-1867 e l'annessione dello Stato Pontificio al Regno d'Italia nel 1870 a seguito della breccia di Porta Pia.

Nel 1948 la Costituzione repubblicana introdusse, con l'articolo 3, l'uguaglianza degli individui, a prescindere anche dalla religione, con la conseguente abolizione de facto della religione di Stato in Italia, cui si giunse ufficialmente solo con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 (protocollo addizionale, punto 1) e con la sentenza 203/1989 della Corte costituzionale, che sancisce che la laicità è il principio supremo dello Stato.

Con la firma del nuovo concordato (18 febbraio 1984) tra l'allora Presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi e il Segretario di Stato del Vaticano Agostino Casaroli si stabilì che il sostegno dello Stato alla Chiesa (studiato dall'allora ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino) avvenisse nel quadro della devoluzione di una frazione del gettito totale IRPEF (l'otto per mille, appunto) da parte dello Stato alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni (per scopi religiosi o caritativi) o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi. La materia fu poi regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi decreti legge e circolari.

Negli anni successivi lo Stato italiano ha firmato intese analoghe anche con altre confessioni: nel 1986 con le Assemblee di Dio, con gli Avventisti nel 1993 con l'Unione delle Chiese metodiste e valdesi e con i Luterani (intesa ratificata nel 1995), nel 1996 con le Comunità ebraiche e ratificò una modifica all'intesa con gli Avventisti. Ad oggi sono sei le confessioni religiose che possono ricevere l'otto per mille. I Battisti hanno firmato un'intesa con lo stato nel 1993, ma rifiutano di ricevere l'otto per mille.

Il 4 aprile 2007 la Presidenza del Consiglio ha firmato il concordato con l'Unione Buddista Italiana (UBI), l'Unione Induista Italiana, la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, la Chiesa dei Santi degli ultimi giorni (mormoni), la Chiesa Apostolica in Italia, l'Arcidiocesi ortodossa d'Italia; nella stessa data ha anche firmato la modifica delle intese con la Tavola Valdese e con l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del Settimo Giorno. Tutte queste intese non sono ancora state ratificate dal Parlamento italiano[15]. La ratifica sarebbe dovuta avvenire nell'autunno 2010 in base alla proposta di legge Malan-Ceccanti). Restano escluse le diverse organizzazioni dell'islam in Italia[16].

[modifica] Intese con lo Stato italiano

Lo Stato Italiano, oltre al Concordato con la Chiesa cattolica (Patti Lateranensi del 1929, la cui revisione è stata conclusa nel 1984), ha stretto intese con alcune confessioni religiose presenti nel Paese, ai sensi dell'art. 8 della Costituzione.[17]

[modifica] Intese approvate con legge ai sensi dell'art.8 della Costituzione

[modifica] Intese firmate e in attesa di perfezionamento legislativo

[modifica] Gettito

Per le sue caratteristiche intrinseche il meccanismo dell'otto per mille presenta delle peculiarità notevoli. Infatti, essendo agganciato alla tassazione, il gettito varia:

  • se il PIL aumenta;
  • se variano le aliquote IRPEF.

Anche se in un'economia matura come quella italiana, la crescita del PIL è determinata in buona parte dall'inflazione (e perciò il meccanismo potrebbe preservare nel tempo il valore di quanto si intende erogare), il PIL (e quindi il gettito) è determinato anche dalla variazione in termini reali della produttività pro-capite.

Il fatto che il gettito possa aumentare in caso di incremento delle aliquote IRPEF (cioè un impoverimento della popolazione) risulta particolarmente sgradevole;[senza fonte] si tratta però di eventualità remota. Nel periodo di applicazione della legge le aliquote sono state effettivamente riviste più volte, ma certo non con l'obiettivo di incrementare il gettito dell'otto per mille. Inoltre la legge (art. 49) prevede che la percentuale dell'IRPEF non sia fissa all'otto per mille, ma possa essere modificata ogni tre anni da una commissione paritetica nominata dal governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, in base al gettito IRPEF ottenuto negli anni precedenti dalla Chiesa cattolica.

Per i 21 anni 1990-2010 si può fare un bilancio dell'evoluzione del gettito complessivo erogato tramite l'otto per mille alle diverse confessioni religiose ed allo Stato:

(mln=milioni)

  • 1990, 398 mln di euro
  • 1991, 446 mln di euro
  • 1992, 529 mln di euro
  • 1993, 573 mln di euro
  • 1994, 569 mln di euro
  • 1995, 590 mln di euro
  • 1996, 653 mln di euro
  • 1997, 680 mln di euro
  • 1998, 756 mln di euro
  • 1999, 839 mln di euro
  • 2000, 904 mln di euro
  • 2001, 897 mln di euro
  • 2002, 961 mln di euro
  • 2003, 1016 mln di euro
  • 2004, 937 mln di euro
  • 2005, 984 mln di euro
  • 2006, 930 mln di euro
  • 2007, 991 mln di euro
  • 2008, 1002 mln di euro
  • 2009, 968 mln di euro
  • 2010, 1067 mln di euro

(N.B. I dati della tabella sono stati ottenuti dividendo l'importo assegnato alla sola Chiesa cattolica per la percentuale ad essa spettante e possono quindi contenere errori di arrotondamento)

La rilevante crescita percentuale degli importi è il risultato di diversi fattori:

  • Crescita inflazionistica del PIL: l'inflazione nel periodo ha determinato una crescita del PIL, a parità di potere d'acquisto. Misurato secondo l'indice ISTAT 1990-2004, il valore del gettito avrebbe dovuto rivalutarsi del 50-60% circa);
  • Crescita reale del PIL: il PIL, al netto dell'inflazione, è cresciuto del 25% circa nel periodo fino al 2004;
  • altri fattori come il recupero dell'evasione e la variazione del carico fiscale.

[modifica] Ripartizione del gettito

Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell'8‰ del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell'istituzione prescelta.

Va notato che la scelta espressa con la firma non determina direttamente la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini. Lo Stato calcola l'importo totale delle entrate dovute all'IRPEF e da questo importo totale scorpora l'otto per mille; poi calcola il numero totale di firme e le percentuali di queste firme attribuite ai vari enti; infine ripartisce l'otto per mille tra gli enti in base alle percentuali delle firme espresse. In questo modo le firme di tutti i contribuenti hanno lo stesso peso, indipendentemente dal loro reddito.[18]

[modifica] Otto per mille non espressamente destinato dai contribuenti

Anche l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma viene comunque redistribuito tra sei dei sette enti contendenti, secondo le percentuali calcolate in base a chi ha espresso una scelta. Le Assemblee di Dio in Italia non partecipano a questa spartizione e la loro quota viene assegnata allo Stato. Tuttavia nel novembre 2011 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri una parziale revisione dell'intesa con le Assemblee di Dio per modificare le modilità di accesso all'8 per mille[19].

Per alcuni anni anche la Chiesa valdese ha rifiutato la ripartizione delle quote non esplicitamente destinate dal contribuente, ma nel 2001 il Sinodo ha approvato l'accettazione anche delle quote non espresse. Tale decisione è stata recepita dallo Stato nel 2005, con la modifica dell'intesa con la Chiesa valdese, che è stata approvata dal parlamento nel giugno del 2009[20]

Il funzionamento, quindi, è simile a quello di un referendum sulla destinazione del gettito complessivo sia per quanto riguarda i voti espressi (parità di efficacia di tutti i voti qualunque sia il censo del contribuente) che per i voti inespressi (inefficacia dell'astensione).

Percentuale di scelte espresse per anno della dichiarazione
Anno 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
Scelte espresse 55,23 52,92 40,23 43,03 43,70 42,36 44,51 41,15 38,93 37,31 38,33 39,62 41,03 41,17 40,86 41,83 43,43 43,50


Gli ultimi dati ufficiali completi sono quelli relativi ai fondi incassati dallo Stato e dalle confessioni religiose nel 2010, relativi ai redditi del 2006, denunciati nel 2007. Per ogni possibile destinatario sono indicate la percentuale rispetto alle scelte espresse e la percentuale rispetto al totale dei contribuenti. Nel seguito sostituiremo dati più recenti dove disponibili.

Destinatario % fra chi ha espresso una scelta % sul totale dei contribuenti
Chiesa cattolica 85,01% 36,98%
Stato 11,95% 5,20%
Valdesi 2,05% 0,89%
Comunità ebraiche 0,37% 0,16%
Luterani 0,25% 0,11%
Avventisti del settimo giorno 0,17% 0,07%
Assemblee di Dio in Italia 0,20% 0,09%
Totale 100% 43,5%

Si osservi che la percentuale di chi ha espresso una scelta è inferiore al 50% anche a causa del fatto che molti contribuenti sono esentati dal presentare la dichiarazione dei redditi.

Nel 2009 non poche polemiche sono state suscitate dalla deviazione dei fondi spettanti allo stato verso la Chiesa cattolica. Con l'atto del governo n. 121, predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dall'incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticana, si è disposto che i 10 586 000 euro assegnati al capitolo "Beni culturali" siano finalizzati a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. Persino la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.[21]

[modifica] Scelte dei contribuenti

Le informazioni sulle scelte dei cittadini non sono aggiornate in quanto il Ministero delle Finanze pubblicizza le statistiche sulle scelte dei contribuenti con un certo ritardo: il Ministero ha tre anni di tempo sia per fornire i dati sia per trasferire gli importi. I dati recenti sulle modalità di spesa sono quindi relativi ad annualità anteriori di un triennio.

Tuttavia il Governo ha pubblicato un quadro storico delle scelte espresse, che si ferma alle dichiarazioni del 2004[22]. I dati degli anni 2005[3], 2006[4], 2007[5] e 2008[23] seguenti sono consultabili dalle comunicazioni che il Governo fornisce alla Camera dei Deputati e da altre fonti.

Scelte espresse per anno della dichiarazione in percentuale
Anno 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Chiesa Cattolica 76,17 81,42 84,94 85,70 83,60 83,68 82,56 81,58 83,36 86,58 87,17 87,25 88,83 89,16 89,81 89,82 86,05 85,01 N.D.
Stato 22,31 16,70 13,00 12,42 14,08 13,87 14,43 14,52 13,36 11,04 10,35 10,28 8,65 8,38 7,74 7,60 11,18 11,95 N.D.
Chiese Metodiste e Valdesi - - - - 1,10 1,10 1,48 1,59 1,33 1,10 1,21 1,27 1,32 1,39 1,43 1,60 1,80 2,05 2,30
Comunità Ebraiche - - - - - - - 0,63 0,63 0,44 0,46 0,42 0,46 0,39 0,37 0,37 0,37 0,37 N.D.
Evangelici Luterani - - - - - - 0,32 0,60 0,38 0,31 0,32 0,31 0,29 0,27 0,26 0,25 0,23 0,25 N.D.
Assemblee di Dio 0,95 1,30 1,57 0,53 0,33 0,36 0,41 0,44 0,50 0,21 0,21 0,20 0,20 0,20 0,19 0,18 0,18 0,20 N.D.
Avventisti 0,57 0,58 0,49 1,35 0,89 1,00 0,80 0,64 0,44 0,32 0,28 0,27 0,25 0,22 0,20 0,18 0,19 0,17 N.D.


[modifica] Ripartizione del gettito

Anno  % scelte espresse sul totale del gettito totale IRPEF Stato (€) Chiesa cattolica (€) Assemblee di Dio in Italia (€) Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7º giorno (€) Unione delle Chiese metodiste e valdesi (€) Unione delle Comunità ebraiche italiane (€) Chiesa Evangelica Luterana in Italia (€) Totale (€)
Redditi del 1998, ripartiti nel 2002[24] 37,31% Scelte espresse 34.459.103 270.241.770 749.462 998.814 3.925.755 1.373.370 967.602 312.715.876
Scelte non espresse 64.770.147 454.072.811 0[25] 1.678.255 0[25] 2.307.600 1.625.809 524.454.622
Totale 99.229.250 724.314.581 749.462 2.677.069 3.925.755 3.680.970 2.593.411 837.170.498
Redditi del 1999, ripartiti nel 2003[26] 38,33% Scelte espresse 35.855.302 301.981.320 727.499 969.998 4.191.779 1.593.569 1.108.570 346.428.037
Scelte non espresse 65.603.140 485.864.545 0[25] 1.560.652 0[25] 2.563.929 1.783.603 557.375.869
Totale 101.458.442 787.845.865 727.499 2.530.650 4.191.779 4.157.498 2.892.173 903.803.906
Redditi del 2000, ripartiti nel 2004[27] 39,62% Scelte espresse 36.537.390 310.105.768 710.844 959.639 4.513.860 1.492.772 1.101.808 355.422.081
Scelte non espresse 63.644.505 472.594.303 0[25] 1.462.469 0[25] 2.274.952 1.679.131 541.655.360
Totale 100.181.895 782.700.071 710.844 2.422.108 4.513.860 3.767.724 2.780.939 897.077.441
Redditi del 2001 ripartiti nel 2005[28] 41,03% Scelte espresse 34.129.120 350.484.362 789.112 986.390 5.208.143 1.814.958 1.144.213 394.556.298
Scelte non espresse 57.671.274 503.730.510 0[25] 1.417.681 0[25] 2.680.533 1.644.510 567.144.508
Totale 91.800.394 854.214.872 789.112 2.404.071 5.208.143 4.495.491 2.788.723 961.700.806
Redditi del 2002 ripartiti nel 2006[29] 41,17% Scelte espresse 33.234.917 353.606.833 753.536 872.515 5.512.713 1.546.732 1.070.814 396.598.060
Scelte non espresse 56.445.316 505.287.587 0[25] 1.246.784 0[25] 2.210.208 1.530.144 566.720.039
Totale 89.680.233 858.894.420 753.536 2.119.299 5.512.713 3.756.940 2.600.958 963.318.099
Redditi del 2003 ripartiti nel 2007[30] 40,86% Scelte espresse 31.234.392 362.423.877 766.735 807.090 5.770.695 1.493.116 1.049.217 403.545.125
Scelte non espresse 54.670.231 524.565.543 0[25] 1.168.167 0[25] 2.161.109 1.518.617 584.083.669
Totale 85.904.624 886.989.420 766.735 1.975.257 5.770.695 3.654.226 2.567.834 987.628.794
Redditi del 2004 ripartiti nel 2008[31] 41,83% Scelte espresse - - - - - - -
Scelte non espresse - - - - - - - -
Totale 83.542.043,21 928.364.294,37 778.226,02 1.860.449,49 6.917.564,63 3.824.257,28 2.583.957,62 1.027.870.792,62
Redditi del 2005 ripartiti nel 2009[32] 43,43% Scelte espresse - - - - - - -
Scelte non espresse - - - - - - - -
Totale 130.594.137 913.216.482 875.924 1.910.273 8.298.225 3.926.672 2.440.904 1.061.262.617
Redditi del 2006 ripartiti nel 2010[33] 43,50% Scelte espresse - - - - - - -
Scelte non espresse - - - - - - - -
Totale 151.950.433 977.010.978 999.882 1.953.792 10.248.789 4.252.371 2.873.224 1.149.289.469
Redditi del 2007 ripartiti nel 2011[34] Scelte espresse - - - - - - -
Scelte non espresse - - - - - - - -
Totale 12.120.794,54

[modifica] Variazione delle percentuali nel corso degli anni

Nel corso del primo quindicennio si è assistito ad un graduale incremento della percentuale di firme espresse a favore della Chiesa cattolica e a una corrispondente riduzione delle firme espresse a favore dello Stato. Tuttavia negli ultimi anni si assiste a un'inversione di tendenza.

In particolare la percentuale della Chiesa cattolica, pari nel 1990 al 76,17% è salita nel 2004 al 89,81%, per poi calare all'86,05% nel 2006 e all'85,01% nel 2007[35]. Tuttavia, poiché i contribuenti che non esercitano l'opzione sono più numerosi rispetto a quelli che lo fanno (nelle dichiarazioni dei redditi del 2007 solamente il 43,50% ha espresso un'opzione), la percentuale dei firmatari per la chiesa cattolica sul totale dei contribuenti è di meno del 37% dei contribuenti, molto meno degli italiani che si dichiarano cattolici[5].

Le sottoscrizioni in favore dello Stato, che nel 1990 erano il 22,31%, hanno raggiunto il minimo storico nelle dichiarazioni del 2005 al 7,60%. Nelle ultime dichiarazioni hanno segnato una ripresa, con l'11,95% nelle dichiarazioni del 2007.

Le firme espresse a favore della chiesa valdese, che conta circa 20.000 membri, sono in continua crescita. Infatti nella dichiarazione dei redditi del 2008 erano 413.000 pari al 2,3% dei contribuenti, più del doppio rispetto al primo anno in cui era possibile sottoscrivere per il valdesi, il 1994, dove le sottoscrizioni furono l'1,10%[36][23]. La regione con maggiori sottoscrizioni per la chiesa valdese è il Piemonte col 7,29%, seguito dalla Liguria col 3,69%, dal Lazio col 2,93%, dalla Toscana col 2,69% e dalla Lombardia col 2,43%[37].

Le erogazioni effettive a favore della Chiesa cattolica sono attualmente circa tre volte l'importo speso per il sostentamento del clero (questo è l'importo, che corrisponde approssimativamente all'assegno di congrua in vigore fino al 1989, tenendo conto dell'inflazione, come è logico considerando che il numero delle parrocchie non è cambiato significativamente e che i singoli stipendi non sono particolarmente elevati). Questo fatto ha portato vari osservatori a chiedersi se vi siano stati errori od omissioni nella formulazione delle leggi di implementazione del nuovo concordato o nella loro applicazione. Tali critiche sono discusse in una sezione successiva di questa voce.

[modifica] Spese pubblicitarie

Lo Stato decide di non investire nessuna somma in pubblicità. Per questa ragione l'iniziale consenso a favore dello Stato è calato sensibilmente. Viceversa la Chiesa cattolica investe somme consistenti in pubblicità, soprattutto in celebri spot televisivi. Nel 2008 il 2,33% in pubblicità (€ 21.628.882)[13]. Le chiese valdesi e metodiste nel 2008 hanno investito in pubblicità il 5,65%, pari a € 391.000[13], percentuale scesa al 5,60 nel 2009, con € 465.000[14].

Nell'aprile 2005, la RAI[38] rifiutò di trasmettere "per motivi di ordine deontologico" uno spot della Chiesa valdese dal titolo "Molte scuole, nessuna chiesa", con il quale i Valdesi intendevano sottolineare, in polemica con la Chiesa cattolica, come i fondi ottenuti dall'8 per mille non sarebbero stati utilizzati a fini confessionali o pastorali, ma solo per progetti di solidarietà e assistenza.

[modifica] Erogazione dei contributi

Lo Stato si riserva tre anni per provvedere all'esatto conteggio e al versamento dei contributi alle rappresentanze delle confessioni religiose. Ogni anno, quindi, tutte le confessioni ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, ad eccezione della Chiesa cattolica che, secondo l'art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve invece un anticipo relativo all'anno in corso pari all'importo definitivo, che ad essa compete in relazione alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, oltre al conguaglio relativo al suddetto esercizio.

Dato che le somme erogate dallo Stato ogni anno e messe in bilancio dalle varie confessioni non coincidono con quelle che competono all'anno stesso e che in particolare i versamenti alla Chiesa cattolica comprendono conguagli o ratei relativi ad anni precedenti, gli importi discussi nel successivo paragrafo sull'utilizzo dei fondi, non devono essere confusi con gli importi di competenza dello stesso anno.

[modifica] Rendiconti

L'art. 44 della legge 222/85 prescrive che la CEI fornisca annualmente un rendiconto sull'impiego delle somme erogate e stabilisce che: La Conferenza episcopale italiana provvede a diffondere adeguata informazione sul contenuto di tale rendiconto e sugli scopi ai quali ha destinato le somme di cui all'articolo 47.[39] Prescrizioni analoghe sono contenute nelle intese con le altre confessioni.[40][41][42][43][44]

Questo compito viene soddisfatto formalmente tramite i giornali. Ad esempio ogni anno oltre che sul proprio notiziario[45] la CEI pubblica a pagamento sui principali quotidiani a diffusione nazionale un'intera pagina relativa al rendiconto dell'anno precedente.[46]

La disponibilità sul Web di informazioni dettagliate sull'utilizzo dei fondi dell'otto per mille da parte dello Stato e delle confessioni religiose è indispensabile affinché il contribuente possa esercitare un'opzione informata. Al febbraio 2012 questa informazione è relativamente recente e ancora scarsa. Sintetici rendiconti annuali dal 2000 sono pubblicati on-line a partire dal 2005.[47][48][49][50][51][52][53][54] La CEI ha inoltre prodotto anche un documento sintetico che abbraccia il periodo 1990-2007 che viene aggiornato annualmente[55] ed uno di determinazione di spesa in base ai conguagli sulle aliquote di otto per mille Irpef degli anni precedenti e sugli anticipi delle quote per l'anno finanziario corrente[56][57][58]. Ciò nonostante il documento scaricabile di maggior dettaglio è il rendiconto sui 6.275 interventi finanziati in tutto il mondo dalla CEI tra il 1990 e il 2004[59].

La documentazione prodotta da altre confessioni era molto incompleta ancora nel dicembre 2007 (la Chiesa valdese pubblicava la serie completa di percentuali sino al 2003. La Chiesa luterana comunicava sul proprio sito soltanto la percentuale di scelte delle dichiarazioni presentate nel 2000, 2001, e 2003. Ancora più incompleti i dati delle altre confessioni), ma è migliorato nel 2008. Ad ottobre 2011 Valdesi, Avventisti e Luterani pubblicano dati relativi alle proprie erogazioni nel 2007 (verosimilmente legate alla denuncia IRPEF 2004). L'UCEI, invece, fornisce i rendiconti del contributo statale nominalmente del 2005 (cioè IRPEF 2002), ma che sarebbe stato erogato solo nel 2006. La rendicontazione sul WEB dei contributi erogati alle Assemblee di Dio sembra essere assente.

I rendiconti pubblicati normalmente contengono solo i titoli dei diversi progetti finanziati. Questi titoli non sono sufficienti perlopiù a consentire un controllo della "qualità della spesa" né della veridicità della classificazione delle spese stesse; un elemento indispensabile per chi volesse fare la propria scelta di contribuente in modo informato. Il problema si pone soprattutto quando beneficiario del contributo è un ente controllato o collegato alla confessione religiosa stessa. Ad esempio l'erogazione di contributi alla propria società editrice rientra effettivamente fra i contributi a "cultura, pace e diritti umani" o piuttosto è un sostegno alla propaganda religiosa?

[modifica] Critiche

[modifica] Ripartizione delle scelte inespresse

L'aspetto più controverso dell'8 per mille è la ripartizione delle scelte inespresse. Tale ripartizione è attualmente effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto alle scelte espresse. Questo criterio, che secondo le principali critiche violerebbe di fatto il principio di equo sostegno alle confessioni religiose su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema dell'otto per mille,[60] fu definito già nel 1984 "una mostruosità giuridica" dallo storico Piero Bellini in un suo articolo per Il Sole 24 Ore,[61] e criticato da diverse personalità del mondo laico[62] e dello stesso mondo cattolico, compreso l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.[63]

I dati più recenti disponibili indicano che l’otto per mille dell'Irpef sui redditi del 2000 ammontava ad 897.077.447 euro. Di questi, ricordando che è tenuto a presentare la dichiarazione solo chi ha superato i 3.000 euro di reddito, 4.800 euro per i lavoratori autonomi, 7.500 per i pensionati e 8.000 per i dipendenti,[64] fra chi ha presentato il modello 730 ed il modello Unico, coloro che hanno effettuato una scelta sono stati il 61,3%[65] mentre sul totale complessivo (ivi compreso chi non è obbligato a presentare alcuna dichiarazione, ma il solo CUD), solo il 39,62% (ovvero 355.422.085 euro) è stato destinato in base alle scelte espresse dai contribuenti, il restante 60,38% (ovvero 541.655.362 euro) è stato destinato senza alcuna scelta da parte dei contribuenti. In virtù di questo meccanismo, nonostante solo il 35,24% degli aventi diritto avesse destinato nel 2000 il proprio contributo alla Chiesa cattolica, l'87.25% dell'intero gettito dell'8 per mille, pari quindi alla percentuale proporzionale delle scelte effettivamente espresse alla stessa, è stato devoluto alla CEI. Il problema è stato portato all'attenzione del Parlamento italiano nell'ambito di un'interpellanza promossa dal Coordinamento nazionale delle Consulte per la laicità delle istituzioni.[66]

Si sostiene, da parte concordataria, che a tale scopo - consacrato nell'articolo 47 terzo comma della legge 20 maggio 1985 n. 222 - tendeva il tenore letterale delle intese intercorse tra Bettino Craxi ed il cardinale Agostino Casaroli il 18 febbraio 1984, ratificate dal presidente Pertini previa autorizzazione parlamentare recata con legge 25 marzo 1985, n. 121: l'attuale disciplina (secondo cui la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse) sarebbe coperta dall'obbligo concordatario sulla previa intesa in ordine alla revisione degli impegni finanziari dello Stato italiano nei confronti della Chiesa cattolica. Ma la medesima legge 121/1985 recava anche il relativo ordine di esecuzione, per cui è da ritenere che con essa si sia esaurita tutta la vicenda formale delle relazioni tra i soggetti di diritto internazionale “Repubblica italiana” e “Santa Sede”. Tutto il resto, a partire dai contenuti della legge 20 maggio 1985 n. 222, appare di stretta pertinenza dell'ordinamento statale: è propriamente nell'ambito della sovranità nazionale decidere in ordine alla destinazione della quota dell'otto per mille relativa alle scelte non espresse da parte dei contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi.[senza fonte]

[modifica] Altri aspetti controversi

Ulteriori critiche mosse nei confronti dell'8 per mille tanto da organizzazioni religiose che da esponenti del mondo laico, si possono riassumere nei seguenti motivi:

  • Vengono finanziate a fondo perduto confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare e, soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non avrebbe alcuna utilità sociale.[60]
  • Diverse proposte sono state presentate per abolire il meccanismo dell'otto per mille o destinarlo ad altri fini ritenuti di maggiore utilità sociale, in particolare al finanziamento pubblico della ricerca scientifica[67], proposta verso cui stando a una ricerca condotta nel 2002 il 78% degli italiani si dichiarerebbe favorevole.[68]
  • Lo Stato italiano, a differenza delle confessioni religiose inserite nella ripartizione, non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Secondo Curzio Maltese, come riportato in una inchiesta sul quotidiano "La Repubblica" svolta nel 2007,[8] quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all'infanzia svantaggiata, il “cassiere”[69][70] della Conferenza Episcopale Italiana monsignor Attilio Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa». Di tale dichiarazione, osserva il quotidiano ufficiale della Cei, non vi è traccia e lo stesso Maltese non ne ha mai fornito la fonte.[71]
  • Un eventuale utilizzo in favore di programmi per l'infanzia dei fondi dell'8 per mille del gettito Irpef, "sembra andare oltre la disposizione pattizia attualmente vigente", una cui modifica "non potrebbe derivare da iniziative unilaterali da parte dello Stato". Lo afferma il presidente della Cei per i problemi giuridici, monsignor Attilio Nicora.[72]
  • Le entrate dell'otto per mille sono devolute a organizzazioni religiose, solo se esse hanno concordato con lo Stato un'apposita intesa e questa è stata ratificata dal Parlamento.[73] Ciò esclude per ora alcuni movimenti religiosi numerosi come i musulmani, i cristiani ortodossi, i testimoni di Geova, gli induisti ed i buddisti, non fornendo alternative ai contribuenti di tali confessioni se non la devoluzione del proprio contributo allo Stato. L'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ritiene che l'inserimento di altre confessioni nella distribuzione dell'otto per mille aumenterebbe la percentuale di chi esprime una scelta, farebbe diminuire il numero delle scelte inespresse e ridurrebbe il divario tra la percentuale di scelte per un determinato ente e la percentuale del gettito devoluto all'ente stesso (vedi la precedente tabella). Sempre l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti sostiene che per questo motivo la Chiesa cattolica, attraverso i parlamentari cattolici, ha di fatto bloccato la ratifica dell'accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedito l'avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie un contributo ben superiore alla loro percentuale reale, con un mancato apporto economico per la Chiesa cattolica valutabile in centinaia di milioni di euro.[60]
  • Sempre più in discussione non è tanto l’articolo 7 del dl 504/92, quanto l’interpretazione autentica che ne è stata fornita, con il Collegato alla Finanziaria 2006 e con il decreto legge Bersani-Visco [74][75].

[modifica] Note

  1. ^ I conti della Chiesa ecco quanto ci costa - cronaca - Repubblica.it
  2. ^ «In Iraq l'8 per mille destinato all'arte» - Corriere della Sera 10 novembre 2006
  3. ^ a b Camera dei deputati Dossier BI0026
  4. ^ a b Camera dei deputati Dossier BI0168
  5. ^ a b c Camera dei deputati Dossier BI0350
  6. ^ [1] - La Repubblica 29 dicembre 2011
  7. ^ [http://www.governo.it/Presidenza/Comunicati/dettaglio.asp?d=66024 - Governo.it 02 gennaio 2012
  8. ^ a b Civiltà Laica. Inchiesta de La Repubblica sui costi della chiesa cattolica (Ottobre-dicembre 2007). URL consultato il 04-09-2008.
  9. ^ Claudio Turrini. «Gli «stipendi» dei sacerdoti.». Toscana Oggi, 27 09 2007. URL consultato in data 13-09-2008.
  10. ^ Gian Guido Vecchi. «Sacerdoti, pochi e anziani.». Corriere della Sera, 18 05 2008. URL consultato in data 13-09-2008.
  11. ^ http://www.chiesacattolica.it/cci_new/PagineCCI/AllegatiArt/22/regolamentoita.pdf
  12. ^ AOL.com Video - You've Got David Steinberg
  13. ^ a b c :: Adista
  14. ^ a b :: Adista
  15. ^ Presidenza del Consiglio dei ministri - Servizio per i rapporti con le confessioni religiose e per le relazioni istituzionali: "Le intese con le confessioni religiose"
  16. ^ L'otto per mille si allarga Restano fuori i musulmani, Corriere della Sera, 27 agosto 2010
  17. ^ Governo Italiano - Le intese con le confessioni religiose
  18. ^ Articolo 47, comma 3 della citata legge 222/1985
  19. ^ Governo Italiano - Comunicati stampa del Consiglio dei Ministri
  20. ^ Un otto per mille contro razzismo e pregiudizi. Intervista alla Moderatora Bonafede alla vigilia del lancio della Campagna “Otto per mille ai valdesi 2010”. ottopermillevaldese.org. URL consultato il 20-06-2010.
  21. ^ L'otto per mille destinato allo Stato finisce a parrocchie e monasteri. La Repubblica. URL consultato il 17-11-2009.
  22. ^ [2]
  23. ^ a b http://www.asca.it/news-8_X_MILLE__CRESCONO_FIRME_PER_VALDESI__PIU__31_PERCENTO__IN_2008-1057292-ATT-.html
  24. ^ Ripartizione anno 2002 riferita ai redditi anno 1998. governo.it. URL consultato il 20-06-2010.
  25. ^ a b c d e f g h i j k l Le Assemblee di Dio in Italia e la Chiesa evangelica valdese (Unione delle Chiese metodiste valdesi) hanno rinunciato ai fondi derivanti dalle scelte non espresse, pertanto le somme loro spettanti sono conteggiate nel fondo a favore dello Stato.
  26. ^ Ripartizione anno 2003 riferita ai redditi anno 1999. governo.it. URL consultato il 20-06-2010.
  27. ^ Ripartizione anno 2004 riferita ai redditi anno 2000. governo.it. URL consultato il 20-06-2010.
  28. ^ Ripartizione anno 2005 riferita ai redditi anno 2001. governo.it. URL consultato il 20-06-2010.
  29. ^ Ripartizione anno 2006 riferita ai redditi anno 2002. governo.it. URL consultato il 20-06-2010.
  30. ^ Ripartizione anno 2007 riferita ai redditi anno 2003. governo.it. URL consultato il 20-06-2010.
  31. ^ La ripartizione della quota dell’otto per mille per il 2008. Camera dei Deputati.it. URL consultato il 24-10-2011.
  32. ^ La ripartizione della quota dell’otto per mille per il 2009. Camera dei Deputati.it. URL consultato il 24-10-2011.
  33. ^ La ripartizione della quota dell’otto per mille per il 2010. Camera dei Deputati.it. URL consultato il 24-10-2011.
  34. ^ Otto per mille valdese. Si conferma il trend dell'aumento costante di fondi. ottopermillevaldese.org. URL consultato il 17-11-2011.
  35. ^ Cala l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. Ma la Cei sa come “monetizzare” e risparmiare sulle tasse | L'Altracittà
  36. ^ *Blog sull'Otto per Mille della chiesa valdese
  37. ^ Chiesa Evangelica Valdese di Milano - Chiesa Valdese Unione delle chiese metodiste e valdesi
  38. ^ Osservatorio sulla legalità e sui diritti. RAI rifiuta spot Chiesa Valdese su 8 per mille. 22-04-2005. URL consultato il 04-09-2008.
  39. ^ Legge 20 maggio 1985, n. 222 Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi. (Aggiornata al 5.08.2002)
  40. ^ Art.4 comma 5 della legge 5 ottobre 1993, n. 409: "Integrazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione"
  41. ^ Art. 30 della legge 29 novembre 1995, n.520: "Norme per la regolamentazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)"
  42. ^ Art.3 della legge 20 dicembre 1996, n. 638: "Modifica della legge 08 marzo 1989, n.101 Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane"
  43. ^ Art. 33 della legge 22 novembre 1988, n.516: "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7º giorno"
  44. ^ Art. 25 della legge 22 novembre 1988, n.517: "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e le Assemblee di Dio in Italia"
  45. ^ Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana
  46. ^ Umberto Folena. «Chiesa e tasse: Otto per mille i «segreti» e la trasparenza». Avvenire, 04 10 2007. URL consultato in data 12-09-2008.
  47. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2000
  48. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2001
  49. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2002
  50. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2003
  51. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2004
  52. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2005
  53. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2006
  54. ^ Rendiconto circa l’utilizzo delle somme dell’otto per mille dell’IRPEF pervenute alla CEI nell’anno 2007
  55. ^ Gestione dei fondi otto per mille della Chiesa cattolica per il periodo 1990-2007
  56. ^ Sarà possibile fare un confronto solo successivamente in base alla reale entità del gettito:
  57. ^ Ripartizione delle somme derivanti dall'otto per mille IRPEF per la Chiesa cattolica nell'anno 2007
  58. ^ Ripartizione delle somme derivanti dall'otto per mille IRPEF per la Chiesa cattolica nell'anno 2008
  59. ^ Conferenza Episcopale Italiana. Dalla parola alle opere. 15 anni di testimonianze del Vangelo della carità nel Terzo Mondo. URL consultato il 04-09-2008.
  60. ^ a b c UAAR. Anche se non firmi, finanzi la Chiesa cattolica (e altri). URL consultato il 04-09-2008.
  61. ^ Piero Bellini, cit. in Curzio Maltese. «I conti della Chiesa ecco quanto ci costa». La Repubblica, 28 09 2007. URL consultato in data 04-09-2008.
  62. ^ Carla Castellacci; Telmo Pievani, Le sante ragioni, Milano, Chiare Lettere, 2007, pp. 196.
  63. ^ F. Di Lascio; D. Paris, Non arrendetevi mai. Colloquio con Oscar Luigi Scalfaro, Milano, Edizioni Paoline, 2007.
  64. ^ Agenzia delle entrate: guida al nuovo sistema di tassazione dell'Irpef. URL consultato il 07-09-2008.
  65. ^ Umberto Folena. «Bilanci trasparenti: Costi della Chiesa, svarioni e verità». Avvenire, 29 09 2007. URL consultato in data 06-09-2008.
  66. ^ Interpellanza parlamentare e lettera inviata dal Coordinamento nazionale delle Consulte per la laicità delle Istituzioni al Ministro dell'Economia. 10-05-2007. URL consultato il 04-09-2008.
  67. ^ 8 x 1000 alla ricerca. URL consultato il 09-12-2008.
  68. ^ Alberto Masacci; Pierluigi Sacco, Il fundraising socio-sanitario, Meltemi Editore, 2006. ISBN 88-7881-009-6
  69. ^ Curzio Maltese attribuisce un ruolo mai ricoperto da Nicora, che allora era vescovo di Verona ed all'interno della CEI si occupava delle problematiche giuridiche concordatarie e quindi non di questioni finanziarie.
  70. ^ Biografia ufficiale di Attilio Nicora. URL consultato il 09-04-2008.
  71. ^ Umberto Folena. «Soldi alla Chiesa, verità e bugie». Avvenire, 04 10 2007. URL consultato in data 04-09-2008.
  72. ^ «La Cei replica alla Turco». Corriere della Sera, 13 7 1996. URL consultato in data 04-04-2009.
  73. ^ Paul A. Marshall, Religious Freedom in the World, Rowman & Littlefield Publishers, 2008, pp. 42. ISBN 0-7425-6212-3
  74. ^ lavoce.info http://www.lavoce.info/articoli/pagina2882-351.html
  75. ^ Lavoce.info - ARTICOLI - L'esenzione dall'Ici degli enti ecclesiastici: genesi di un'interpretazione "autentica"

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