Sbattezzo

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Lo sbattezzo è l'atto formale di rinuncia al battesimo, sacramento di adesione per tutte le confessioni cristiane.

In Italia lo sbattezzo consiste generalmente in una richiesta di cancellazione del proprio nominativo dal registro battesimale della parrocchia di appartenenza, o comunque da liste ed elenchi di persone battezzate tenuti dagli enti religiosi, al fine di interrompere qualsiasi residuo contatto formale dopo il distacco spirituale e ad evitare che la persona richiedente lo sbattezzo possa ulteriormente essere in qualche modo connotata come fedele contro la propria intenzione. Per quanto riguarda i procedimenti di sbattezzo in seno alla Chiesa Cattolica il richiedente deve limitarsi a richiedere l'inserimento di un'annotazione correttiva a margine del proprio nominativo presente nei registri parrocchiali, non essendo prevista la cancellazione completa e definitiva da questi.

Glossema

Il termine sbattezzo è composto dal prefisso della "s" privativa (dal latino "ex", all'infuori di ) e dal sostantivo "battezzo" (alterazione incongrua di battesimo).
La prima attestazione del suo uso risale al 1478 nel Morgante di Luigi Pulci, un poema che narra la storia di un gigante convertito al Cristianesimo dal conte Orlando. Di sbattezzo si parla anche ne L′ingenuo di Voltaire (dove il protagonista -un urone costretto a farsi battezzare per immersione in un fiume- minaccia di togliersi il battesimo al fine di poter sposare St.-Yves, una ragazza di cui è follemente innamorato) e nel Museo scientifico, letterario ed artistico, ovvero Scelta raccolta di utili e svariate nozioni in fatto di scienze, lettere ed arti belle di Luigi Cicconi e Pier Angelo Fiorentino. (in cui si raccontano le gesta di un certo Beppo, il quale, incitato dalle calorose reazioni anticlericali del popolo romano, esclama:"Che Beppo! Al diavolo questo nome che puzza tanto di chierica. Io ho gia’ sbattezzato le mie figliole: ora sbattezzo me stesso. Romani, io voglio essere chiamato cittadino Tesifonte."[1]

Ragioni dello sbattezzo[modifica | modifica wikitesto]

Il motivo più diffuso è la semplice volontà di non essere più considerati facenti parte di un'organizzazione religiosa da cui si è materialmente usciti: lo sbattezzo permette il riconoscimento anche formale dell'abbandono di una confessione religiosa. I richiedenti sono generalmente persone che hanno mutato orientamento religioso a favore di un altro credo, oppure persone che hanno ricevuto il sacramento quando non erano in grado di comprenderne il significato (tipicamente durante la prima infanzia secondo il rito cattolico) e che hanno espresso successivamente un rifiuto verso la religione di appartenenza.[2]

A corollario di queste ragioni c'è la volontà di non essere più computati come aderenti ad una religione per il solo fatto di essere stati battezzati prima di averlo potuto scegliere, in modo da rendere più netta e calcolabile la differenza tra battezzato e credente. L'Annuario Pontificio valuta in circa 56 milioni il numero di italiani battezzati, ovvero il 98% della popolazione, mentre il numero di fedeli registrato nelle statistiche è più basso (87,8% nell'ultimo rapporto Eurispes del 2005).[3] Basandosi su queste statistiche, negli ambienti non cattolici, atei ed agnostici si sostiene che la Chiesa in questo modo sia portata a sovrastimare il numero dei propri aderenti e, di conseguenza, la propria importanza da un punto di vista sociale e politico, perché il numero di battezzati non coincide con il numero di fedeli, in particolar modo nei paesi secolarizzati.[4]

La pratica dello sbattezzo nei vari paesi[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il fenomeno dello sbattezzo riguarda principalmente la Chiesa cattolica. L'usanza cattolica prevede, infatti, il battesimo dei bambini, con una successiva educazione religiosa, pur affermando che "il Battesimo degli adulti è la situazione più normale là dove l'annunzio del Vangelo è ancora recente"[5]. Questa pratica viene talvolta seguita anche da alcuni genitori non religiosi, per varie ragioni (convenzioni sociali, timore che il bambino venga discriminato rispetto ai compagni di scuola, pressione da parte di parenti cattolici[6], dovute anche alla credenza che il bambino che muoia non battezzato possa andare nel limbo).[7]

Sulla questione del limbo, vari pronunciamenti di teologi quali Papa Benedetto XVI e Raniero Cantalamessa, oltre che l'ultima edizione del Catechismo della Chiesa Cattolica, negano l'esistenza del limbo (ponendo fine ad una lunga tradizione medievale) inteso come destino per le anime di chi è morto senza battesimo. Alla credenza (pochi anni fa ancora universalmente accettata dalla dottrina della Chiesa) che il bambino che muoia non battezzato possa andare nel limbo, la Chiesa cattolica afferma oggi che è possibile sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini deceduti senza battesimo.[8] L'abolizione del limbo, secondo quanto dichiarato nel 2007 dalla Commissione Teologica Internazionale,[9] non risponde a questioni meramente teologiche ma ad "un problema pastorale urgente"[10], a fronte del preoccupante aumento del numero di bimbi deceduti senza battesimo, a conseguenza sia di genitori non praticanti, sia dell'aborto.[9]

Una parte di queste persone, battezzate in età infantile, non si riconosce nella scelta fatta dai propri genitori al posto loro, e alcuni desiderano esternare e formalizzare tale orientamento. Questo ha portato a diverse iniziative. Degna di menzione è l'Associazione per lo Sbattezzo, che proponeva per la prima volta un modulo di sbattezzo, pur privo di valore legale, attribuendo tuttavia alla Dichiarazione di sbattezzo visibilità sociale e politica.

Nel 1995 l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha intrapreso un'iniziativa volta al riconoscimento legale della volontà di non essere più considerati cattolici, iniziativa che nel 1999 ha avuto parziale successo nell'utilizzare la normativa sulla privacy per tale scopo.[11]

L'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti stima, al 2011, che sia all'incirca 20.000 l'attuale numero di italiani che si sono sbattezzati[12], pur affermando che "non si conosce il numero degli sbattezzati" e che "è impossibile anche solo una stima", presumendo "diverse migliaia".[13] In ambito cattolico, si rilascia un documento firmato e timbrato da parte della parrocchia, che certifica l'avvenuta annotazione nel registro dei battesimi della volontà espressa di uscire dalla Chiesa, ma la parrocchia non è comunque obbligata a fornire fotocopie dell'atto di battesimo annotato.[14]

La decisione del Garante per la Privacy[modifica | modifica wikitesto]

Poiché le liste dei battezzati contengono dati sensibili in materia di preferenze religiose ai sensi della legge n. 675/1996 (cosiddetta legge sulla privacy), è stata posta la questione della legittimità della tenuta di simili registri da parte delle organizzazioni religiose e dei diritti spettanti al cittadino sui dati che lo riguardino.

In particolare per quanto riguarda la Chiesa cattolica in Italia, il 13 settembre 1999 fu pubblicata una decisione del Garante per la protezione dei dati personali[15] contenente diversi spunti di interesse sotto l'aspetto giuridico. In essa, nel rigettare un ricorso di un cittadino che lamentava la mancata cancellazione dei propri dati personali dai registri dei battezzati conservati presso un archivio parrocchiale,[16] il presidente dell'Autorità Garante, Stefano Rodotà, delineò nelle motivazioni alcuni aspetti di principio:

  • la pretesa di cancellazione dai registri parrocchiali, «non riguarda (salvo quello che si dirà nel prosieguo) né dati non aggiornati, né dati inesatti o incompleti, essendo piuttosto riferita a dati che si intenderebbe eliminare sotto il profilo della loro materiale esistenza». ed è pertanto al di fuori della previsione dell'art. 13, comma 1, lett. c), n. 3, della legge n. 675/1996.
  • per il medesimo articolo, «i dati relativi all'avvenuto battesimo del ricorrente non risultano trattati in violazione di legge e rientrano nelle pertinenti attività della confessione religiosa, un eventuale fondamento giuridico della pretesa del ricorrente potrebbe semmai risiedere nelle motivazioni che sono alla base della loro conservazione».
  • «precisato che il battesimo non è solo un atto di carattere confessionale, ma anche un atto giuridico costitutivo che segna l'ingresso di una persona nella Chiesa cattolica», il Garante osservò che la Chiesa «non può cancellare la traccia di un avvenimento che storicamente l'ha riguardata se non a costo di modificare la stessa rappresentazione della propria realtà».
  • del resto, «i registri dei battezzati rientrano fra i registri ufficiali della Chiesa cattolica e, quindi di un ordinamento "indipendente e sovrano" rispetto a quello dello Stato italiano, così come previsto dall'art. 7 della Costituzione», perciò una richiesta di variazione «può semmai essere idoneamente soddisfatta da misure diverse dalla pura cancellazione, con le quali gli stessi possono ottenere dai titolari o dai responsabili che i dati da essi detenuti acquistino un diverso significato».
  • «il registro di battesimo, in riferimento ad una persona che si professi atea, non contiene dati trattati illecitamente, né notizie inesatte o incomplete, documentando il registro un fatto correttamente rappresentato, da considerare nella sua singolarità e cioè come rappresentazione di un evento (il battesimo) realmente avvenuto [...] Il diritto di opposizione per motivi legittimi potrebbe essere semmai esercitato nei riguardi di specifiche, ulteriori, utilizzazioni di dati relativi all'appartenenza religiosa dalle quali l'opponente ritenga di ricevere pregiudizio».
  • Concluse Rodotà confermando «impregiudicato il diritto del ricorrente di far integrare a sua richiesta la complessiva documentazione che lo riguarda».

In pratica, anche se non è possibile richiedere la cancellazione della registrazione dell'avvenuto battesimo, poiché l'evento si è verificato, è però possibile richiedere che sia annotato, sul registro dei battesimi, che l'interessato non aderisce più alla Chiesa cattolica.

Presa d'atto di una Curia diocesana riguardo alla volontà manifestata da un battezzato di non più far parte della Chiesa cattolica

Conseguenze della decisione[modifica | modifica wikitesto]

La richiesta viene perciò inoltrata in conformità alla normativa dello Stato italiano in materia di trattamento di dati sensibili, per la quale i dati che possano rivelare tendenze religiose sono oggetto di tutela, e può perciò ricevere tutela giurisdizionale in caso di mancata ottemperanza degli enti interpellati. Sino a tale eventuale occorrenza, però, resta azione meramente riguardante le forme dei rapporti fra la persona non più fedele e gli enti della sua precedente religione. Non va quindi confusa con supposti "riti o contro-riti" di altra natura, ad esempio religiosa, ma ha piuttosto a che fare con le burocrazie interne degli enti religiosi.

La Chiesa cattolica ha recepito le conseguenze legali di tali normative emanando proprie normative in merito alla tenuta dei dati personali, che su alcuni aspetti non sono completamente congruenti con quelle dello Stato italiano. Ad esempio, spesso a chi presenta istanza di rettifica dei propri dati personali usando la procedura validata dal Garante della privacy, che prevede l'invio per raccomandata di una richiesta accompagnata da fotocopia della carta d'identità del richiedente, viene richiesto, sulla base di normative della Chiesa cattolica,[17] di presentarsi presso uffici della chiesa personalmente o mediante un procuratore legittimamente nominato, nonostante un pronunciamento contrario del garante della privacy del 5 novembre 2003, con quale fu confermata la sufficienza dell'identificazione nel postulare in forme meno gravose.[18] Questo crea una situazione di potenziale conflitto di competenza tra le norme dello Stato italiano ed il diritto canonico.

25 ottobre - Giornata Nazionale dello Sbattezzo[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 agosto 1956, una coppia di fidanzati si sposa con rito civile nel municipio di Prato. La notizia fece scalpore al punto tale che l'allora vescovo, monsignor Pietro Fiordelli, fece affiggere sul portale del Duomo una lettera denigratoria nei confronti dei giovani coniugi bollandoli come "pubblici peccatori", i quali ben presto sporsero una denuncia in tribunale per diffamazione e per i danni morali subiti. La sentenza di primo grado diede ragione agli sposi e condannando il vescovo ad una ammenda di 40 mila lire. Il 25 ottobre dello stesso anno, la Corte d'appello di Firenze ribaltò la sentenza con la quale il vescovo di Prato venne assolto dall'accusa di aver pubblicamente offeso due giovani sposatisi civilmente in quanto, entrambi battezzati, erano subditi legum ovvero suoi sudditi sottoposti al suo ministero spirituale ed alla sua giurisdizione ecclesiastica.[19] Il 25 ottobre 2008, giorno del cinquantesimo anniversario di quella storica sentenza, l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha organizzato la prima Giornata Nazionale dello Sbattezzo, che d'ora in avanti avrà cadenza annuale.[20][21][22][23] All'evento hanno partecipato 1032 persone.[24]

Il 25 ottobre 2009 si è svolta la Seconda Giornata Nazionale dello Sbattezzo[25][26][27].

La Terza Giornata Nazionale dello Sbattezzo si è svolta il 25 ottobre 2010[28], a cui hanno aderito 485 persone.

Altri riti di sbattezzo[modifica | modifica wikitesto]

In Romagna si "celebra" un'apposita cerimonia atea (chiamata appunto "cerimonia dello sbattezzo") che si svolge soprattutto nei circoli anarchico-repubblicani, numerosi nella zona, dove si inscena una specie di battesimo alla rovescia[senza fonte], nonostante l'affermazione dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti che "nessuna associazione laica riterrebbe una cosa seria un contro-rito vendicativo".[2]

La pratica dello "sbattezzo" è promossa, con finalità religiose, anche dall'associazione "I Bambini di Satana"[29] sia nelle forme suggerite dall'UAAR[30], sia nella forma di cerimonie di "annullamento del rito battesimale" nel contesto di un loro rituale di iniziazione.[31]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In Germania è applicata una tassa (la Kirchensteuer) dovuta dai fedeli delle religioni protestante, cattolica ed ebraica; l'aliquota varia tra l'8% (in Baviera) e il 9% (Baden-Württemberg) della propria imposta sul reddito[32], a seconda della regione, e i proventi vengono girati alle rispettive organizzazioni religiose per il mantenimento dei luoghi di culto. Ad esempio, un contribuente con entrate lorde di 50 000  pagherà una tassa sui redditi del 20% circa, ovvero 10 000 , e 800 o 900 € verranno versati alla comunità religiosa di appartenenza.[33]

Tutti i battezzati sono obbligati a pagare questa tassa, ma possono uscire ufficialmente dall'organizzazione religiosa e smettere di pagarla a partire dal raggiungimento della maggiore età, che per quanto riguarda l'appartenenza religiosa è stabilita a 14 anni. Per uscire dalla Chiesa è sufficiente recarsi nell'ufficio apposito presente presso ogni tribunale, e fare verbalizzare la propria decisione.

Si applica un'analoga tassa detta Kultussteuer (imposta di culto), per gli appartenenti alla religione ebraica; introdotta più recentemente.[34] Le altre religioni non sono soggette a questa tassazione poiché questo gettito serve per mantenere i luoghi di preghiera quindi le chiese e le sinagoghe per quanto riguarda la religione ebraica. Le moschee e gli altri luoghi religiosi non sono sovvenzionati dallo Stato.

Francia e Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Una campagna per lo sbattezzo fu lanciata da questi paesi alcuni decenni fa dall'organizzazione comunista Alternative libertaire. Attualmente iniziative di sbattezzo sono prese in Belgio dalla Fédération des Amis de la Morale Laïque[35] ed in Francia dagli anarchici di Subsociety[36].

Lo sbattezzo secondo le chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica ha definito una procedura di defezione formale dalla Chiesa, denominata Actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica. I canoni 1086, 1117 e 1124 del Codice di diritto canonico regolano alcuni effetti di tale atto. Una nota[37] del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi risalente al 2006 specifica in cosa l'atto consiste.

La Chiesa cattolica non riconosce effetti "spirituali" alla pratica dello sbattezzo (la dottrina cattolica afferma che, essendo il battesimo un sacramento, esso può essere tolto solo da Dio), mentre ne riconosce alcuni pratici. Per quanto riguarda gli effetti spirituali, il battesimo comporterebbe uno status personale indelebile, che non verrebbe cancellato dalla mera annotazione cartacea costituente lo sbattezzo:

« Rimane, comunque, chiaro che il legame sacramentale di appartenenza al Corpo di Cristo che è la Chiesa, dato dal carattere battesimale, è un legame ontologico permanente e non viene meno a motivo di nessun atto o fatto di defezione. »
(Actus Formalis Defectionis Ab Ecclesia Catholica)

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, l'apostasia, ovvero "il ripudio totale della fede cristiana", è un peccato mortale. Colui che vuole volontariamente intraprendere lo sbattezzo deve dunque avere la piena consapevolezza che esso "è una possibilità radicale della libertà umana...Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l'esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell'inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili".[38]

Secondo la Chiesa cattolica, la condizione in cui incombe l'apostata è completamente diversa da quella di coloro che non sono mai appartenuti alla Chiesa cattolica, poiché, come spiega papa Giovanni Paolo II nella lettera enciclica Redemptoris Missio, "la salvezza è accessibile ad essi in virtù di una grazia che, pur avendo una misteriosa relazione con la Chiesa, non li introduce formalmente in essa, ma li illumina in modo adeguato alla loro situazione interiore e ambientale".

Per quanto riguarda gli effetti pratici, la Chiesa cattolica con il diritto canonico riconosce che lo sbattezzo, come apostasia, potrebbe comportare la scomunica automatica,[39] perciò l'esclusione delle persone che hanno manifestato chiaramente ed esplicitamente la loro volontà di apostasia, dai sacramenti, con la possibilità che vengano loro negate le esequie ecclesiastiche.[40] La scomunica, considerata la più grave fra le pene, è concessa per riguardo alla salus animae del battezzato:[41] basta il peccato mortale, infatti, a interrompere la comunione, mentre la pena impedisce al fedele di aggravare ulteriormente la sua situazione con una comunione sacrilega.

Le posizioni della Chiesa cattolica sul significato e sugli effetti dello sbattezzo non registrano solitamente contrasti con i sostenitori del medesimo, in quanto essi sono solitamente interessati proprio agli effetti pratici[opinione di chi?]; ad esempio per questi celebrare esequie cattoliche su una persona sbattezzata sarebbe considerato come un sopruso nonché un atto di disonestà morale nei riguardi della persona defunta[senza fonte]. Tuttavia, anche se la persona ha ricevuto una scomunica latae sententiae, può ancora ricevere su richiesta il rito cattolico delle esequie in quanto sacramentale[42], seppure la Chiesa si riserva il diritto di negare il rito[43].

La richiesta è riconosciuta dalla Chiesa cattolica, ma, in almeno un caso, il richiedente si è imbattuto in un parroco che ha frapposto ostacoli, ritardando il provvedimento richiesto, vista la gravità di tale azione.[44]

Secondo la visione della Chiesa, per chi non aderisce alla religione cattolica la richiesta di sbattezzo sarebbe inutile e contraddittoria: farlo significherebbe riconoscere implicitamente un valore allo stesso sacramento del quale si nega la validità. Secondo questo punto di vista, quindi, chi non aderisce (o non più) alla dottrina cattolica non ha bisogno di essere sbattezzato.[45]

Chi richiede lo sbattezzo replica che il suo obiettivo è eliminare gli effetti formali del battesimo (tra cui quello di lasciare alla Chiesa la presunta possibilità di rivendicare un consenso superiore a quello reale), non quelli spirituali in cui ovviamente non crede.[6] Inoltre lo sbattezzo incide sulle statistiche relative ai cattolici in un certo Paese, ovvero, si cerca con lo sbattezzo di distinguere fra fedeli praticanti e individui che sono stati battezzati quando erano neonati ma non praticano la religione cattolica, come ad esempio gli atei e gli agnostici.[6]

Scomunica ed eventuale remissione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Latae_sententiae#Come_si_rimette_una_pena_latae_sententiae.

Nonostante l'apostasia comporti la scomunica automatica (latae sententiae), non tutti coloro che inviano questa richiesta di cancellazione sono automaticamente scomunicati: la Chiesa cattolica fa notare la differenzia fra il peccato di apostasia ed il corrispondente delitto contro la fede. Il Codice di Diritto Canonico riconosce che condizioni mitiganti possono far sì che il fedele, nonostante la sua azione presuntamente volontaria, non incorra nelle sanzioni (ad esempio, a causa di "violenza fisica o timore grave, necessità o grave incomodo").[46] La Chiesa tiene anche in conto se l'abbandono avvenga sotto pressione, in situazioni dove potrebbero mancare sia la piena consapevolezza che il pieno consenso.[47]

Chi riceve la scomunica non può esercitare alcun ministero nella celebrazione della Messa o di altri sacramenti o in cerimonie di culto pubblico, ed in primis non può ricevere l'Eucaristia. Tuttavia, la scomunica non priva dell'esercizio dei doveri: si può assistere alla Messa, che rimane un obbligo nelle feste di precetto, e si possono ricevere i sacramentali, i quali includono le esequie, che possono però essere negate.[40]. Inoltre, si può sempre ricevere la Comunione spirituale.[48]

La Chiesa cattolica afferma chiaramente che la scomunica latae sententiae può essere successivamente rimessa, perché è una "pena medicinale" che ha per finalità muovere al pentimento. Il cristiano "sbattezzato" che dimostri di essersi sinceramente pentito acquista automaticamente il diritto di essere assolto dalla scomunica.[49] Inoltre, la scomunica non è riservata alla Santa Sede, come accade per i delitti canonici più gravi, e quindi può essere rimessa nei modi prestabiliti dall'ordinario del luogo.

Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

Nella congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, lo "sbattezzo", determinato dalla libera scelta personale di "ripudiare la fede e abbandonare l'adorazione di Geova", si chiama "dissociazione". All'atto pratico, si fa un breve annuncio alla congregazione dicendo: "[Nome Cognome] non è più testimone di Geova". L'espulsione, secondo i testimoni di Geova[50], "è una azione giudiziaria di scomunica o disassociazione dei trasgressori da una comunità o organizzazione". Questa facoltà - secondo il volume della Watch Tower Society - "rientra nei diritti di ogni associazione religiosa, ed è paragonabile al potere degli stati politici e di certe autorità locali di comminare la pena capitale, di mettere al bando e di espellere". "Nella congregazione di Dio - affermano i Testimoni - il provvedimento dell'espulsione viene preso per salvaguardare la purezza dottrinale e morale dell'organizzazione. L'esercizio di questo potere è necessario per garantire l'esistenza stessa dell'organizzazione, in particolare per la congregazione cristiana, che deve rimanere pura e conservare il favore di Dio per poter essere da lui impiegata e rappresentarlo. Altrimenti Dio espellerebbe o stroncherebbe l'intera congregazione." - (Apocalisse 2:5, 1 Corinzi 5:5-6)[50]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rescogitans
  2. ^ a b UAAR - Perché cancellare gli effetti del battesimo?.
  3. ^ si veda ad esempio Andamento numerico della Chiesa cattolica nel mondo (2007)
  4. ^ L’inattendibilità delle statistiche della Chiesa | UAAR
  5. ^ CCC 1247.
  6. ^ a b c Scheda sullo sbattezzo dal sito dell'Uaar dove vengono elencati i motivi per cui atei e agnostici cancellano o dovrebbero cancellare gli effetti del battesimo
  7. ^ Un'alternativa al battesimo religioso
  8. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica 1261
  9. ^ a b La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza Battesimo.
  10. ^ Il Papa: "Il limbo non esiste Dio salva tutti gli esseri umani" - esteri - Repubblica.it
  11. ^ Garante Privacy. Richiesta di cancellazione dal registro dei battezzati - 13 settembre 1999
  12. ^ A Michel Onfray, a proposito dello sbattezzo
  13. ^ UAAR - Si conosce il numero degli sbattezzati?.
  14. ^ UAAR - Chi mi garantisce che il parroco abbia effettivamente annotato le mie volontà?.
  15. ^ Dati sensibili (convinzioni religiose): richiesta di cancellazione dal registro dei battezzati
  16. ^ L'interessato era un socio dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti individuato ad hoc nell'ambito di una «campagna per la “bonifica statistica”», come afferma la stessa organizzazione sul suo sito ufficiale.
  17. ^ Il Decreto Generale della Conferenza Episcopale Italiana in materia di Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza, all'Art. 2 § 7, recita: "Chiunque ha diritto di chiedere l'iscrizione nei registri di annotazioni o integrazioni congruenti. La richiesta deve essere presentata al responsabile dei registri per iscritto, personalmente o mediante un procuratore legittimamente nominato." Tale richiesta fu ritenuta non dovuta da una nuova decisione del garante per la Privacy (Dati sensibili - Annotazione nel registro dei battezzati - 5 novembre 2003)
  18. ^ Nella decisione fu ritenuto sufficiente, in analogia con altre procedure, l'inoltro della richiesta a mezzo lettera "sottoscritta dall'interessato e accompagnata da copia di un documento che ha consentito di accertarne l'identità nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari in materia (art. 13 della legge n. 675/1996 e art. 18 del d.P.R. n. 501/1998)"
  19. ^ Sentenza della Corte d’Appello di Firenze del 25 ottobre 1958 che assolse il vescovo di Prato che aveva denigrato pubblicamente due giovani sposatisi civilmente in quanto sottoposti al suo ministero spirituale ed alla sua giurisdizione ecclesiastica.
  20. ^ Giornata dello sbattezzo 2008, uaar.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  21. ^ 25 ottobre: Giornata dello sbattezzo
  22. ^ Sbattezziamoci insieme: appuntamento per il 25 ottobre
  23. ^ Giornata dello sbattezzo: comunicato stampa UAAR
  24. ^ Grande successo dello sbattezzo di massa: superata quota mille!
  25. ^ 25 ottobre: Giornata nazionale dello sbattezzo
  26. ^ Sbattezzo. Come cancellare gli effetti civili del battesimo. URL consultato il 1º aprile 2010.
  27. ^ Giornata dello sbattezzo 2009, uaar.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  28. ^ 25 ottobre 2010: terza giornata nazionale dello sbattezzo, uaar.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  29. ^ Massimo Introvigne, Indagine sul satanismo, Milano, Mondadori, 1994.
  30. ^ Come cancellare gli effetti civili del battesimo.
  31. ^ Le religioni in Italia - il satanismo.
  32. ^ (EN) The politics of appointments to protestant theological faculties in Germany: the case of professor Erich Geldbach (2004, Journal of Church and State)
  33. ^ (DE) Gehaltsrechner-Brutto-Nettolohnrechner Calcolatore di stipendio e tasse (Germania)
  34. ^ Poiché all'epoca della Kirchensteuer, la prima metà del '900, per ragioni razziali gli ebrei erano trattati diversamente dai cristiani.
  35. ^ Fédération des Amis de la Morale Laïque: "Débaptisation"
  36. ^ Débaptisation
  37. ^ Actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica (Prot. N. 10279/2006)
  38. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica 1861
  39. ^ Latae sententiae (can. 134)
  40. ^ a b Codice di Diritto Canonico 1331, 1184
  41. ^ Libero Gerosa, "La scomunica è una pena? Saggio per una fondazione teologica del diritto penale canonico", Fribourg, 1984
  42. ^ Codice di Diritto Canonico 1331
  43. ^ Codice di Diritto Canonico 1184
  44. ^ La Repubblica, "La mia lunga battaglia per essere sbattezzato", la vicenda del cittadino Gianni C. di Fossalta di Piave, protagonista delle sentenze del Garante.
  45. ^ L'inutilità dello sbattezzo secondo il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi
  46. ^ Codice di Diritto Canonico 1323
  47. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica 1859
  48. ^ Agenzia Fides - Tutto in breve per accostarsi all'Eucaristia.
  49. ^ Dichiarazione sulla retta applicazione del canone 1382 del Codice di Diritto Canonico
  50. ^ a b Perspicacia nello studio delle Scritture, volume 1 - 1988 Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania - tradotto ed edito in italiano nel 1990 dalla Congregazione dei testimoni di Geova pp. 868, 869, 870

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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