al-Wathiq

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al-Muʿtaṣim (Abū Jaʿfar Hārūn ibn Muḥammad) (in in arabo: أبو جعفر هارون بن محمد المعتصم), il cui laqab era al-Wāthiq bi-llāh (in arabo: ﺍﻟﻮاثق بالله), ossia Colui che s'affida ad Allāh (La Mecca, 812Samarra, 847) fu il nono califfo della dinastia abbaside.

Succedette al padre al-Muʿtasim come califfo abbaside nell'842. Gli succedette il fratello Jaʿfar al-Mutawakkil.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una schiava greca di nome Qarātis, Al-Wāthiq, al pari di suo padre, amava gli studi e fu protettore di numerosi sapienti e artisti. Era conosciuto per il suo talento di musicista e per aver composto più di cento canzoni.

Sotto il suo regno la scuola di pensiero teologico dominante rimase il Mutazilismo, imposto da suo zio al-Ma'mun e rimase in vigore la mihna, incaricata di verificare l'adesione a tale ideologia dei principali funzionari del califfato.

Durante il suo breve califfato si ebbero varie rivolte, tanto in Siria quanto in Palestina, innescate dal crescente contrasto fra le popolazioni e i militari turchi dell'esercito califfale, ben pagati e spesso insopportabilmente rapaci e iattanti nei confronti dei civili. Le rivolte furono represse ma l'antagonismo fra queste componenti della società califfale rimasero in tutta la loro gravità, contribuendo non poco al successivo declino dell'istituto califfale e al processo di sua disintegrazione.

Al-Wāthiq morì dopo essere rimasto troppo a lungo in una sorta di stufa assai calda, dove aveva cercato di curare la sua idropisia[1].

Alla morte i suoi cortigiani turchi che avevano prestato giuramento a suo figlio, non osservarono il loro impegno, preferendo eleggere suo fratello Jaʿfar al-Mutawakkil, nella fallace speranza di poterne condizionare le decisioni e le azioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tabari, Ta'rikh al-rusul wa l-muluk.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Janine et Dominique Sourdel, Dictionnaire historique de l'islam, Éd. PUF, ISBN|978-2-130-54536-1
  • Tabari, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk, (ed. Muḥammad Abū l-Faḍl Ibrāhīm), 10 voll., Il Cairo, Dār al-maʿārif, 1960-69.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Califfo Successore
al-Mu'tasim (833-842) 842-847 al-Mutawakkil (847–861)