Banu Kinana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
La Mecca, luogo principale d'insediamento delle tribù dei Mudar.

I Banū Kināna (in arabo: بنو كنانة) sono stati il più popoloso gruppo tribale adnanita delle regioni arabe occidentali (Hijaz e Tihama).
Il loro eponimo era Kināna, che sarebbe stato nipote di Ilyās (l'Elia biblico). La storia del gruppo affondava quindi nel più remoto passato preislamico.

Kināna sarebbe quindi stato l'antenato del profeta Maometto:

Abū Muḥammad ʿAbd al-Malik b. Hishām ha scritto:

« Muḥammad era figlio di ʿAbd Allāh b. ʿAbd al-Muṭṭalib (il cui nome era Shayba), b. Hāshim (il cui nome era ʿAmr) b. ʿAbd Manāf (il cui nome era al-Mughīra) b. Quṣayy (il cui nome era Zayd) b. Kilāb b. Murra b. Kaʿb b. Luʿayy b. Ghālib b. Fihr b. Malik b. al-Nadr b. Kināna b. Khuzayma b. Mudrika (il cui nome era ʿĀmir) b. Ilyās b. Mudar b. Niẓār b. Maʿadd b. Adnān b. Udd (o Udad), ... b. Yaʿrūb b. Yashjūb b. Nābiṭ b. Ismāʿīl b. Ibrāhīm (Abramo), l'amico[1] del Misericordioso. »

[2]

Branche[modifica | modifica wikitesto]

Siti approssimativi d'insediamento delle principali tribù arabe prima dell'Islam (ca 600 d.C./50 E.

I Banū Kināna erano suddivisi in quattro branche: al-Nadr, ʿAbd Manāt, Malakan e Malak.

Al-Nadr ibn Kinana[modifica | modifica wikitesto]

Al-Nadr è il nome di Quraysh, il 13° antenato del profeta Maometto.

ʿAbd Manāt ibn Kinana[modifica | modifica wikitesto]

Era una delle più grandi branche dei Kinana. Suoi figli erano Murra, Bakr e Alharith.

I Banu Layth, i Banu Dhumra, i Banu Ghufar, i Banu Jadhima, i Banu Mudlij, i Banu al-Dīl (o Duʾil] e i Banu Shuʿba erano i discendenti di ʿAbd Manāt.

Malak (Malik) ibn Kinana[modifica | modifica wikitesto]

I Banu Firas ibn Ghanm ibn Tha'laba ibn Alharith ibn Malak ibn Kinana erano considerati i più valenti guerrieri di 'Ali ibn Abi Talib.

Malakan ibn Kinana[modifica | modifica wikitesto]

Fu il primo uomo a essere chiamato Malakan, e suoi figli erano Haram, Tha'laba, Sa'd, Ausayd e Ghanm.

Tribù collegate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In arabo Khalīl.
  2. ^ Ibn Ishaq, The Life of Muhammad: A Translation of Ibn Isḥāq’s sīrat, tradotto da Alfred Guillaume, Londra, 1955, p. 3, ISBN 0-19-577828-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]