Nanà (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nana
Titolo originale Nana
NanaZola.jpg
Autore Émile Zola
1ª ed. originale 1880
Genere Romanzo
Lingua originale francese
Ambientazione Parigi - Francia, 1880
Protagonisti Anna Coupeau (Nanà)
Coprotagonisti Conte Muffat–Fauchery–Satin-Fontan
Serie Ciclo dei Rougon-Macquart
Preceduto da Una pagina d'amore
Seguito da Quel che bolle in pentola
« Nanà, intanto, sentendo ridere gli spettatori s'era messa a ridere anche lei. Era divertente, però, quella bella ragazza; quando rideva, per nulla imbarazzata, confidenziale, entrando subito in comunicazione col pubblico, con l'aria di dire lei stessa strizzando l'occhio di non aver due soldi di talento, ma che importava, poiché aveva qualche cosa d'altro. »
(Émile Zola, Nanà[1].)

Nanà è un romanzo di Émile Zola, il nono dei venti romanzi del ciclo de I Rougon–Macquart. Insieme a L'ammazzatoio è il più famoso e sicuramente quello che ha riscosso maggior successo. Fa un ritratto efficace della ricca borghesia di fine ottocento e tocca punte di eccellenza nella descrizione di una prima di teatro e del Gran Prix di Parigi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nanà, cioè la ragazza di tutti, viene dal basso, e cerca in tutti i modi “rispetto” nella società parigina. Figlia di Gervaise e Copeau, i protagonisti de L'Assommoir, è sfuggita al disastro economico dei genitori. Riscuote un grandissimo successo a teatro, pur non sapendo né cantare né recitare. Ma smetterà presto di fare l’attrice per dedicarsi alla sistematica dilapidazione del patrimonio di tutti i suoi amanti. È incapace di amare, anche il suo figlioletto Luigino, che comunque muore di vaiolo a soli tre anni, e odia e disprezza tutti i suoi amanti. È causa di suicidi, di divisioni, di arresti e sembra far “marcire” tutto quello che tocca. Alla fine marcirà anche lei, sfigurata dal vaiolo, e morirà in una camera d’albergo mentre fuori esplode lo sciovinismo dei parigini per la guerra dichiarata alla Prussia.

Versione teatrale[modifica | modifica wikitesto]

William Busnach trasse nel 1881 dal romanzo, con il permesso di Zola, una pièce teatrale[2] in cinque atti.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Il palco di Pierre-Auguste Renoir è spesso associato al romanzo Nanà.
  • trad. di Policarpo Petrocchi e Standaert, G. Pavia e C., Milano 1880
  • trad. di Vittorio Bersezio, Libreria Editrice, Milano 1882 (la versione teatrale in collaborazione con William Busnach)
  • trad. anonima, Bideri, Napoli 1892
  • trad. di Adriano Salani, Salani, Firenze 1895; Quattrini, Firenze 1924
  • trad. di Raoul Fandot, Nerbini, Firenze 1912
  • trad. di Corrado Ferri, Bietti, Milano 1913; Aurora, 1936
  • trad. di R. Picco, Edizioni Madella, Milano 1929;
  • trad. di U. Caimpenta, Lucchi, Milano 1947
  • trad. anonima, Giachini, Milano 1954
  • trad. di Sestilio Montanelli, Mondadori, Milano 1955; 1995 (con introduzione di Roberta Maccagnani, con uno scritto di Thomas Mann)
  • trad. di Dora Eusebietti, Utet, Torino 1960
  • trad. di Maria Bellonci, Casini, Firenze 1965; Sansoni, Firenze 1969; BUR, Milano 1981 (con introduzione di Henri Mitterand) ISBN 88-17-12252-1
  • trad. di Ricciardetto Buzzoni, Alberto Peruzzo Editore, Milano 1986
  • trad. di Luisa Collodi, introduzione di Riccardo Reim, premesse di Massimo Raffaeli e Attilio Lolini, Newton Compton, Roma 1994 ISBN 88-541-0102-8; 2010 (con premessa di Aldo Nove)
  • trad. di Giovanni Bogliolo, in Romanzi, a cura di Pierluigi Pellini, vol. 1, I Meridiani Mondadori, Milano 2010 ISBN 9788804594161

Versioni cinematografiche e televisive[modifica | modifica wikitesto]

"Nana" di Édouard Manet (1877)

Dal romanzo sono stati tratti diversi film, da ricordare almeno:

Sono state tratte anche diverse serie televisive:

Altre versioni iconografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Édouard Manet diede al ritratto di Henriette Hauser il nome di Nana che aveva incontrato nel romanzo L'ammazzatoio di Zola. Il dipinto venne rifiutato dalla commissione che valutava quali opere esporre al Salon nel 1877.
  • L'ispirazione di Zola viene fatta risalire a Blanche d'Antigny, che a sua volta fu modella per alcuni quadri di Paul Baudry.
  • Le serie di Nanas vennero dichiarate dalla scultrice Niki de Saint Phalle più legate a Peter Paul Rubens che al romanzo di Zola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Émile Zola, Nanà, traduzione di Maria Bellonci, collana: I capolavori (5), Firenze, Sansoni, 1965, p. 27.
  2. ^ Fece lo stesso per L'Assommoir e Pot-Bouille, le tre opere furono pubblicate da Charpentier, Paris 1884 con il titolo Trois pièces tirées des romans et précédées chacune d'une préface par Émile Zola.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura