Teresa Raquin (romanzo)

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Teresa Raquin
Titolo originale Thérèse Raquin
EmileZola.jpg
ritratto di Zola
Autore Émile Zola
1ª ed. originale 1867
Genere romanzo
Sottogenere drammatico
Lingua originale francese
Ambientazione Francia

Teresa Raquin è un romanzo di Émile Zola del 1867. Venne definito da Zola un romanzo-studio "psicologico e fisiologico", in riferimento alla complessità caratteriale dei personaggi, sui cui comportamenti si incentra l'analisi dello scrittore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una copertina che pubblicizza il romanzo

Il romanzo ha come protagonisti due donne e due uomini, posti tutti a pari livello. L'utilizzo del narratore onnisciente consente a Zola di cambiare spesso l'oggetto dell'analisi passando da un personaggio all'altro in base alla situazione.

Il libro narra la storia di Teresa, giovane fanciulla esile ma graziosa che vive in una piccola e squallida merceria, appartenente alla zia, in un quartiere di Parigi. Oltre all'anziana ma vispa zia, vive con Teresa il malaticcio cugino: Camillo. Il matrimonio tra i due è inevitabile ma anche insignificante, dato che Teresa non è mai uscita da quella merceria e non sa nemmeno cosa sia l'amore mentre lui, debole fisicamente anche se attivo lavoratore, non ha intenzione di passare la vita alla ricerca della donna giusta.

La loro vita, sempre uguale e monotona, viene stravolta dall'arrivo di Lorenzo, pittore perdigiorno nonché grande amico di Camillo, che si inserisce nella piccola famigliola col pretesto di eseguire un ritratto al caro amico. L'intenzione è ben altra: Lorenzo è rimasto attratto dalla semplicità di Teresa ed inizia a frequentarla di nascosto, senza mai destare alcun sospetto. I due, durante una breve gita sul fiume architettano un omicidio perfetto per liberarsi di Camillo, terzo incomodo e ostacolo per il loro amore passionale. Nel tentativo di salvare Teresa "casualmente" caduta in acqua, Lorenzo riesce non solo ad annegare Camillo, ma ha anche una serie di validi testimoni che lodano la sua prontezza pur disperandosi per la brutta fine di Camillo. Grazie a questo alibi perfetto, i due tornano alla merceria dove la vecchia interpreta la morte del figlio come l'inizio della propria morte spirituale. Ella conserva tuttavia la fiducia per i due sopravvissuti, che poco più in là si sposano.

Mantenuti dalla vecchia, Lorenzo e Teresa si dedicano al loro amore che sembra però avviato a un lento e inesorabile declino. L'ipotetico fantasma di Camillo perseguita i corpi e le menti dei due amanti e li allontana sempre più. Quello che un tempo era amore intenso, si è trasformato dopo la morte di Camillo in un odio acceso. Mentre la vecchia diventa sempre più oziosa e pian piano paralitica, scopre, dalle liti degli amanti, che loro due avevano complottato e deciso la morte del suo caro Camillo. Ora però è troppo tardi: la vecchia è muta e paralitica, i due amanti sono in procinto di una rottura completa, ma accade qualcosa di inaspettato. Una sera i due, entrambi desiderosi della morte dell'altro si uccidono, consapevoli dei loro errori, mentre la vecchia, ancora viva, li osserva con sguardo soddisfatto e nel contempo disgustato per la vendetta da tempo bramata e infine ottenuta.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Teresa Raquin: Giovane e innocente, nauseata dall'odore putrido che stagna nella sua casa-merceria, diventa preda di un amore più grande delle sue aspettative. Piena di rimorsi, mentalmente fragile, subito dopo l'assassinio è pervasa da continui rimorsi e pentimenti. È capace però di simulare, fingendo alla perfezione di essere quella che in realtà da tanto tempo non è più: una pura. Si macchia l'anima di una complicità in delitto e di un tradimento verso sua zia, che l'ha cresciuta fin da piccola, e verso il suo primo marito, mai amato.
  • Lorenzo: Muscoloso, rude ma gentile, assassino ma buon amico, traditore e amante, simpatico e spietato, crudele ma fragile d'animo. Il ritratto di un uomo in bilico fra bene e male, tra dovere e coscienza, fra volere e morale. Pittore "impressionista", incapace di realizzare ritratti veritieri, aggiunge sempre una nota di orrore a ogni suo dipinto. Meticoloso omicida, non lascia nulla al caso, riducendosi a frequentare per giornate intere l'obitorio al fine di scoprire se il corpo di Camillo sia stato ritrovato. L'incubo diventa lo stato reale della sua vita, mentre il mondo si trasforma in una "fuga" mentale che gli permette di evadere dal pensiero della morte, dell'omicidio, della colpevolezza.
  • Camillo: Non ha che il ruolo della vittima. Se per Teresa è inutile e insignificante, è anche l'elemento che spiega la pazzia degli amanti. Il suo autentico ruolo si svolge più nel ricordo che nella realtà della persona viva: nel corpo bianco, straziato dai flutti e dalle rocce del fiume dove è rimasto per settimane.
  • La vecchia Raquin: Docile vecchina, acuta e perspicace, diventa il testimone dell'omicidio ma non può confessarlo a nessuno. È l'emblema della condizione di un carcerato: imprigionata in un corpo ormai debole e paralitico che è divenuto la gabbia della sua anima, questa vorrebbe gridare pietà per le parole che gli assassini le fanno udire. Ciò nonostante, mai e poi mai perde la speranza di vendicare l'assassinio del figlio. Incapace di denunciare l'assassino (Lorenzo) e la complice (Teresa), aspetta dunque che i due si distruggano a vicenda. Il legame madre-figlio trova riscontro nella psicologia di questi personaggi che si oppongono all'altra coppia a essi speculare: la madre amorevole e affettuosa, e il figlio ingenuo e socievole, contrapposti alla ragazza traditrice e accondiscendente, e all'amante doppiogiochista e violento.

Tutti i personaggi agiscono comunque per egoismo: mamma Raquin cresce la nipote in funzione di suo figlio: dà a Teresa le stesse medicine di Camillo anche se lei non ha bisogno; la fa dormire nella stessa stanza di lui obbligandola a stare zitta per non disturbarlo, e infine glielo fa sposare. Camillo cerca un lavoro non per realizzare se stesso, ma per sottrarsi a sua madre che lo accudirebbe incessantemente come un bambino. Teresa, che non conosce altro all'infuori della quotidianità della famiglia Raquin, cerca la passione nella storia dapprima segreta con Lorenzo. Questi trova comodo avere un'amante che non gli costa nulla, diversamente da quelle che era abituato a pagare, e calcola la possibilità di vivere alle sue spalle, giacché, quando avrà eliminato Camillo e si sarà fatto sposare da Teresa, potrà abbandonare il lavoro e dedicarsi all'ozio, più che alla pittura.

La struttura a quattro personaggi venne adottata, sebbene con altre finalità, da Goethe nel romanzo Le affinità elettive.

Il romanzo è un'importante fonte in ambito criminologico poiché illustra con esattezza il senso di colpa persecutorio che trascina i due amanti verso il reciproco omicidio-suicidio. Il suicidio è infatti il risultato definitivo e fondamentale di quel senso di colpa che corrode Teresa e Lorenzo, trasformando inesorabilmente il loro amore in odio.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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