Giulio Costanzi

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Giulio Costanzi (18751965) è stato un ingegnere civile italiano, ufficiale del Genio aeronautico e pioniere dell'astronautica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ingegnere civile, Costanzi fu dapprima ufficiale di artiglieria dell’Esercito e poi, dal 1911, ufficiale nel Battaglione specialisti del Genio aeronautico, nucleo primitivo dell’Aeronautica Militare italiana, dotato di palloni aerostatici, dirigibili e laboratori ideati da Gaetano Arturo Crocco, comprendenti addirittura una galleria del vento.

Nel corso della prima guerra mondiale Costanzi fu a capo di una squadriglia di ricognitori. Poi, nel 1923, fu posto a capo di un reparto sperimentale dell’Aeronautica Militare. Nel 1928 si dimise, con il grado di generale, dall’Aeronautica Militare, divenendo membro del Consiglio di Stato. Infine, dal 1938 al 1945 fu presidente del Registro aeronautico italiano, l’allora equivalente della Federal Aviation Administration statunitense.

Il primo contributo italiano alla ricerca spaziale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914 Costanzi pubblica sul periodico AER un articolo sulla navigazione spaziale e propone la propulsione nucleare per i razzi. L’articolo è considerato come il primo contributo italiano allo studio del volo spaziale. In esso Costanzi anticipa, in modo straordinario, alcune caratteristiche e problematiche delle missioni spaziali e arriva addirittura a proporre l'uso di energia nucleare per spingere le astronavi. È tempo, si chiede, di considerare di abbandonare la Terra per fondare nuove colonie nello spazio, dopo aver raggiunto l’obiettivo di volare nell’aria? E, ancora, che tipo di macchine si dimostreranno in grado di lasciare l’atmosfera per spingersi nello spazio, dove non c’è aria a sostenerle?

Passa quindi ad esaminare il movimento nello spazio basato sul principio di azione e reazione, a formulare un'ipotesi di viaggio Terra-Luna e ad ipotizzare che l’energia necessaria per sfuggire alla forza di gravità è così grande da necessitare di una fonte adeguata, che identifica nel radio.

Nel testo Costanzi si spinge anche a considerare rischi e sensazioni che un eventuale viaggiatore spaziale si troverebbe ad affrontare: cita così il calore, le radiazioni, la forte accelerazione e la successiva assenza di peso che darebbe all’astronauta l’impressione di cadere insieme al suo veicolo.

Costanzi conclude l'articolo affermando che «le difficoltà che ci impediscono di realizzare quest'ultimo sogno non sono al di là della ragione umana, ma dipendono solo dalla possibilità di realizzare in pratica i mezzi necessari».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Costanzi, To Escape from the Planet, AER 5, 1914
  • Smithsonian Annals of Flight n. 10

Controllo di autorità VIAF: 233183923 SBN: IT\ICCU\SBLV\317981