Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Brahms)
| Concerto per pianoforte e orchestra n.2 | |
|---|---|
| Compositore | Johannes Brahms |
| Tonalità | Si bemolle maggiore |
| Tipo di composizione | Concerto |
| Numero d'opera | 83 |
| Epoca di composizione | 1881 |
| Prima esecuzione | 9 novembre 1881, Budapest |
| Dedica | Eduard Marxen |
| Organico |
2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani, archi |
| Movimenti | |
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1-Allegro non troppo |
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Il concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Op. 83 in Si bemolle maggiore, portato a termine nel 1881, è considerato il concerto per pianoforte e orchestra più difficile di tutto il repertorio concertistico per la sua difficoltà tecnica e la sua scrittura non ortodossa. Il solista e l'orchestra sono lasciati in un dialogo sempre assai teso ed espressivo, in un crescendo profondamente romantico, dove l'esecutore deve superare alcune delle difficoltà più ardue che si conoscano nella letteratura pianistica.
Indice |
Storia[modifica]
Dedicato al suo caro amico e maestro Edward Marxen, che era stato guida solerte degli studi di Brahms ad Amburgo, il concerto viene a più di vent'anni di distanza dal precedente Concerto per pianoforte e orchestra, dal quale è profondamente diverso nell'impianto e nel carattere dei temi, che riecheggiano melodie del folklore tedesco.
Analisi del Concerto[modifica]
Il concerto si compone di quattro tempi. Le prime note dell'"Allegro non troppo" introducono un trasognato tema dei corni. A questo subentra ben presto il travaglio della passione: la delicatezza dei fiati e del piano incipienti sono turbati da un improvviso cambio di scena e dalla repentina drammatizzazione dei toni.
L'"Allegro appassionato" inquieta ulteriormente l'atmosfera del brano, dando la stura ad una dicotomia agitata e vibrante tra pianoforte e orchestra che trasportano l'uditorio in un itinerario di continua esagitazione e concitazione emozionale.
Scenari ancora più drammatici si addensano fino alla pace dei toni nell'aprirsi della quiete portata dall'"Andante", ammansito dall'ipnosi di un violoncello che, successivamente, si esibisce in un duetto in crescendo con il pianoforte, fino all'arrivo, di nuovo, della calma delle note iniziali.
Con l'"Allegretto grazioso" un'inconsueta aria di allegria investe il brano, con un rapido susseguirsi di festosi temi che sembrano giustapposti allo scopo di equilibrare la melanconia e l'inquietudine dei precedenti movimenti.
Maggiori interpretazioni[modifica]
- Krystian Zimerman e Leonard Bernstein con la Wiener Philharmoniker
- Edwin Fischer e Wilhelm Furtwängler assieme alla Berliner Philharmoniker
- Artur Schnabel con Adrian Boult e la BBC Symphony Orchestra
- Wilhelm Backhaus con Karl Bohm e l'Orchestra Filarmonica di Vienna
- Sviatoslav Richter con Erich Leinsdorf e la Chicago Symphony Orchestra, e l'interpretazione precedente con Yevgeny Mravinsky
- Emil Gilels con Eugen Jochum, e l'interpretazione precedente con Fritz Reiner
- Claudio Arrau con Bernard Haitink e la Royal Concertgebouw Orchestra
- Vladimir Horowitz con Arturo Toscanini e la NBC Symphony Orchestra
- Leon Fleisher con George Szell e la Cleveland Orchestra
- Géza Anda con Herbert von Karajan assieme alla Berliner Philharmoniker
- Maurizio Pollini con Claudio Abbado e l'Orchestra Filarmonica di Vienna
- Stephen Kovacevich con Sir Colin Davis e la London Symphony Orchestra
- Van Cliburn con Kiril Kondrashin e l'Orchestra filarmonica di Mosca
- Arthur Rubinstein con Zubin Mehta e la Israel Philharmonic Orchestra
Bibliografia[modifica]
- Giacomo Manzoni, Guida all'ascolto della musica sinfonica, Edizione Universale Economica Feltrinelli, 1980.
- Johannes Brahms: Concerto per pianoforte n° 2 Op. 83. 30 maggio 2006. URL consultato in data 03/04/2011.
Voci correlate[modifica]
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