Arnold Schönberg

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« Schönberg è stato uno dei più grandi maestri di tutti i tempi, uno di quelli che non si possono superare perché in loro si incarnano insieme il sapere e la sensibilità musicali di un'epoca. »
(Alban Berg, Suite lirica, 1926)

Arnold Schönberg

Arnold Schönberg (Vienna13 settembre 1874 – Los Angeles13 luglio 1951) è stato un compositore austriaco. Figlio di un commerciante di origine ebraica, inizia i suoi studi musicali in maniera praticamente autonoma.

È stato uno dei primi compositori del XX secolo a scrivere musica completamente al di fuori dalle regole del sistema tonale e l'ideatore del metodo dodecafonico, basato su una sequenza (da cui il termine musica seriale) comprendente tutte le dodici note della scala musicale cromatica.

Indice

[modifica] Biografia

Allievo di Alexander Zemlinsky, ne sposò in seguito la sorella.

Figlio di un commerciante di origine ebraica, inizia i suoi studi musicali in maniera praticamente autonoma, aiutato dalla madre. Dovette bruscamente abbandonarli per accettare a 15 anni un posto di commesso di banca. Ma la carriera bancaria durò poco: fu infatti licenziato per avere scritto al posto del nome di un cliente il nome di Beethoven.

È del 1899 uno dei suoi brani più famosi, Verklärte Nacht op.4 (Notte trasfigurata). In esso, nell'ambito di una orchestrazione di fitta tessitura delle parti, l'armonia di evidente ispirazione wagneriana è portata ad una estrema quanto magistrale elaborazione, fino ai limiti possibili della tonalità.

Nel 1901 si trasferisce a Berlino ed ottiene così l'insegnamento al Conservatorio Stern, ritorna di nuovo a Vienna due anni dopo, compone nel frattempo il poema Pelleas und Melisande op. 3 del 1903, cui seguiranno il monodramma Erwartung op. 17 (L'attesa) del 1909 e Die Gluckliche Hand op.18 (La mano felice) su testo della scrittrice Maria Pappenheim, composto tra il 1909 e il 1913. Successivamente vengono composti i lavori Jackobsleiter del 1915, un oratorio che non fu mai portato a termine definitivamente come successe per altre opere successive tra cui l'opera Moses und Aron, la Sinfonia - Danza di morte dei principi.

Altra composizione di rilievo è il melodramma Pierrot Lunaire del 1912, considerato il manifesto dell'Espressionismo musicale ed indicata questa data, da alcuni, come nascita della atonalità. In questa opera l'autore realizzò le sue teorie: la crisi dell'uomo come soggetto immerso nell'alienazione della società non poteva essere descritta con il tradizionale canto melodico che venne sostituito con lo Sprechgesang cioè con il canto parlato;altre sue opere sono i Cinque pezzi per pianoforte op.23, la Serenade op. 24, la Suite fur Klavier op. 25 risalente al 1923 e che viene citata, da diversi altri musicisti amici del compositore, come la prima opera dodecafonica del maestro; del 1924 è il Quintetto op. 26 per flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno, diviso in quattro tempi nella tipica forma: allegro, scherzo, adagio e rondò; nel 1925 è insegnante di composizione all'Akademia Der Kunst di Berlino, cattedra prestigiosa che fu anche di Ferruccio Busoni, morto qualche anno prima; compone per coro misto i Vier Stuke op. 27 e i Drei Satiren op. 28, tre satire indirizzate a coloro che volevano un ritorno del neo-classicismo e pubblicate nel 1926. Schonberg era contrario al romanticismo, come fu contrario a Wagner.

Ancora dello stesso periodo la Suite op.29 in quattro movimenti (ouverture, passi di danza, tema con variazioni e giga, durata della composizione circa 20 minuti; il Quartetto per archi op.30, suddiviso in: allegro, scherzo, adagio e rondò; le Variazioni per orchestra op. 31, completate nel 1928 e suddivise in quattro tempi come una sonata; l'opera Dall'oggi al domani (Von Heute auf Morgen op. 32), iniziata a fine anno 1928 e terminata agli inizi di gennaio 1929 su un testo scritto dalla sua seconda moglie Gertrud Kolisch Schonberg, allestita completamente dallo stesso compositore e ambientata in una camera da letto, avendo come protagonisti: un marito (baritono), moglie (soprano) e poi un'amica (soprano, un cantante (tenore) e un bambino (che parla soltanto) e che si aggiungono sul finire della scena. La prima rappresentazione avviene all'Opera di Francoforte nel 1930 per poi essere replicata, sotto la direzione del maestro anche alla radio a Berlino nello stesso anno. E questa sembra essere l'ultima opera notevole di Schonberg, oltre a Klavierstuck op. 33a e 33b prima dell'esilio a Parigi e subito dopo negli Stati Uniti avvenuto nel 1933.

Si stabilisce definitivamente a Los Angeles ove prenderà il posto di direttore musicale nella Università della California.Nel 1933 compose Ein Überlebender aus Warschau in italiano Un sopravvissuto a Varsavia citato come " il più grande monumento che la musica abbia mai dedicato all'Olocausto". Nel 1934 compone una Suite in sol per archi e nel 1943 un Tema e variazioni in sol minore per fiati. Inoltre da non dimenticare l'Ode a Napoleone op. 41 su di un lavoro del poeta inglese George Byron, il Concerto per piano e orchestra op. 42, la Kammersymphonie op. 9, i Drei Volkslieder op. 49, il De Profundis op. 50 b, i Moderner Psalm op. 50 c, il Concerto per violoncello e orchestra, 11 Canoni, Nachwlander per voce e strumenti, Galatea per voce e pianoforte, Due preludi corali di Bach. Di notevole interesse, dal punto di vista della tecnica dodecafonica, sono i Three Songs op.48 (Sommermund, Tot, Mädchenlied), su versi del poeta Jakob Haringer (1883-1948). Molti furono i testi musicati da Schoenberg, alcuni scritti di proprio pugno altri tratti da autori molto noti dell'ottocento tra cui il famoso Friedrich Nietzsche e il poeta Stefan George. Numerose furono anche le trascrizioni ed i pezzi strumentati da Schoenberg di opere di alcuni musicisti di epoche diverse come: Johannes Brahms, Johann Sebastian Bach, Johann Strauss, Ferruccio Busoni, Georg Mathias Monn. Scrisse ancora un'opera teatrale in tre atti, il dramma Die Bibliche Welg, ambientata in Europa e la Palestina, avendo come protagonista la figura di un uomo di nome Max Aruns.

I suoi migliori allievi, tutti della Scuola Musicale di Vienna, nonché amici furono: Anton Webern, Alban Berg e Erwin Stein che, per primo, pubblicò il manifesto della musica dodecafonica. Senza dimenticare l'affetto che lo ha legato a Gustav Mahler cui dedicò l'Armonielehre (Manuale di armonia) e al pittore Vassilij Vasil'Evic Kandiskij negli anni della sua maggiore produzione musicale. Numerosi sono i trattati scritti su Schonberg e sulla sua opera e molti altri ne verranno scritti per comprendere la grandezza dell'uomo e della sua grandissima eredità musicale che ha lasciato nel secolo appena trascorso.

[modifica] La pantonalità

La tecnica compositiva di Schoenberg fu da egli denominata pantonalità e consisteva, come egli stesso la definì, in una "composizione mediante l'uso di dodici suoni non posti in relazione fra loro" (in seguito dodecafonia).

Per quanto riguarda la forma della composizione musicale egli fa riferimento alle forme musicali classiche, e in particolare al canone.

La giustificazione estetica di questo procedimento compositivo, che porta necessariamente alla "distruzione della tonalità" va ricercata nello sviluppo dell'armonia tonale stessa, considerandola come, sviluppo dei centri gravitazionali tonali (vedi tonalità).

Il metodo dodecafonico di Schoenberg fu molto avversato dal pubblico viennese, in quanto si trattava di qualcosa di assolutamente rivoluzionario per l'epoca. Scoppiarono numerosi scandali alle esecuzioni della maggior parte delle composizioni: solo i tonali "Gurrelieder" vennero apprezzati insieme a poche altre opere.

Schoenberg giustificava questa sua scelta compositiva affermando che in realtà non aveva deciso in prima persona di orientarsi verso tale metodo, ma lo aveva spinto una forza soprannaturale a cui sentiva di dover obbedire. Egli ebbe ad ogni modo tanti oppositori quanto amici fiduciosi in lui, i suoi allievi ed amici, tra cui Alban Berg (1885-1935) e Anton Webern (1883-1945), i quali adottarono a loro volta il metodo dodecafonico. Gustav Mahler, pur non comprendendo appieno il metodo di composizione di Schoenberg, lo sostenne fino al giorno della sua morte.

[modifica] Scritti teorici

  • Harmonielehere, Leipzig-Wien, 1911; III ed. ampliata, Universal Edition, Vienna 1922, su questa versione si basa la traduzione in it. di G. Manzoni, Manuale di armonia, a cura di L.Rognoni con una Guida pratica di Erwin Stein, Milano Il Saggiatore,1963.
  • Analisi e pratica musicale - Scritti 1909 - 1950 A cura di Ivan Vojtech - traduzione di Giacomo Manzoni - Giulio Einaudi editore - 1974

[modifica] Discografia

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