Bösendorfer
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| L. Bösendorfer Klavierfabrik GmbH | |
|---|---|
| Fondazione | 1828 a Vienna |
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Fondata da |
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| Sede principale | |
| Gruppo | Yamaha |
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Persone chiave |
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| Slogan | The touching sound |
| Sito web | www.boesendorfer.com |
La Bösendorfer (L. Bösendorfer Klavierfabrik GmbH) è una fabbrica di pianoforti austriaca, dal 2008 consociata al gruppo Yamaha[1]. I pianoforti Bösendorfer sono famosi per il loro suono cupo, corposo, bilanciato e per la maniacale cura impiegata per la costruzione di questi strumenti. Inoltre, l’azienda è nota per la produzione di strumenti musicali con 97 e 92 tasti, oltre ai modelli standard a 88 tasti.
Indice |
[modifica] Storia
La Bösendorfer, una delle più antiche fabbriche di pianoforti ancora in attività, fu fondata da Ignaz Bösendorfer nel 1828. Fin dai primi anni si mise in luce per la produzione di strumenti musicali di alta qualità; nel 1830 per questo motivo ottenne il ruolo di costruttore ufficiale di pianoforti dell'Imperatore d’Austria. Il figlio di Ignaz, Ludwig Bösendorfer (15 Aprile, 1835 – 9 Maggio, 1919) sostituì il padre alla guida dell'azienda nel 1859 e un anno dopo stabilì la sede della fabbrica in nuovi edifici. Tra il 1872 e la sua chiusura, nel 1913, la Bösendorfer-Saal (Auditorium Bösendorfer) fu una delle sale da concerto più frequentate di Vienna. Nel 1909 la fabbrica venne acquistata da Carl Hutterstrasser, succeduto alla sua morte, avvenuta nel 1931, dai figli Alexander e Wolfgang. Nel 1966 la Bösendorfer venne acquistata dalla Jasper Corporation (in seguito rinominata in Kimball International) e ritornò in mani austriache solo nel 2002, quando fu acquistata dal Gruppo BAWAG PSK. [2] La BAWAG a sua volta acconsentì alla vendita della fabbrica alla Yamaha il 20 dicembre 2007 e le due compagnie si uniranno ufficialmente nel 2008. [3]
[modifica] Caratteristiche
La Bösendorfer fu la prima azienda a costruire pianoforti con estensione maggiore dei canonici 88 tasti, prima con il modello Imperial Grand (Model 290), da 97 tasti, successivamente con il Model 225, che ne ha 92. Le note aggiuntive, tutte nella parte bassa della tastiera, erano originariamente nascoste da un pannello mobile finalizzato a evitare pressioni accidentali dei tasti durante l'esecuzione; i modelli più recenti sono privi di questa caratteristica, e hanno semplicemente adottato una coloratura in nero invece del classico bianco per differenziarli dagli 88 tasti standard. Il suono dei pianoforti Bösendorfer è solitamente descritto come più cupo o ricco di armonici rispetto al suono dei concorrenti Steinway o Yamaha, ritenuti pianoforti dal suono più puro ma meno corposo. Sul modello Imperiale, queste caratteristiche qualità tonali derivano in parte dall'inclusione di 9 note basse aggiuntive. Queste furono inizialmente implementate onde permettere l’esecuzione di alcune trascrizioni di Busoni dei lavori per organo di Johann Sebastian Bach che richiedevano le canne da 32' (solitamente suonate con la pedaliera dell'organo).[4] Siccome pochissima musica richiede l'uso diretto delle corde in più, queste contribuiscono indirettamente al timbro del pianoforte: quando le altre corde vengono messe in vibrazione, anche quelle dei bassi suonano per risonanza. Inoltre le note basse dei Bösendorfer hanno un suono molto potente, aggiungendo volume al timbro del pianoforte. L'ultimo nato dei prodotti Bösendorfer è CEUS – un pianoforte a coda controllato da un computer. L'apparecchiatura necessaria può essere installata sulla maggior parte dei pianoforti Bösendorfer, permettendo la registrazione in tempo reale dei pezzi eseguiti.
[modifica] Modelli
La Bösendorfer costruisce sette modelli di pianoforte a coda (da 170 a 298cm) e un pianoforte verticale da 130 cm. Il modello Imperiale da 298 cm è uno dei più grandi pianoforti esistenti. Il fasciame di un Bösendorfer è piuttosto differente da quello degli altri pianoforti. Al posto di legname curvato attorno a una sagoma, esso è costituito da sezioni solide di abete rosso incollate assieme. L'abete rosso ha una trasmissione del suono migliore della sua riflessione. Questo forse è il motivo per cui i Bösendorfer tendono ad avere degli acuti delicati e dei bassi che evidenziano più la tonica fondamentale rispetto agli armonici.[5] Ci sono altre due caratteristiche dei Bösendorfer che sono utilizzate solo da pochi altri costruttori di pianoforti. La prima è la barra capotasto rimovibile solo negli acuti, che semplifica la ricostruzione dello strumento. La seconda è la presenza di corde singole e non accoppiate, caratteristica questa che migliora la stabilità dell'accordatura, e riduce i danni in caso di rottura di una corda.[6]
[modifica] Modelli standard[7]
Il numero che designa i diversi modelli Bösendorfer corrisponde alla loro rispettiva lunghezza in centimetri. Ad esempio, il Model 170 è lungo 170 centimetri. La seguente tabella descrive i modelli attualmente in produzione:
| modello | lunghezza | n° tasti |
|---|---|---|
| 170 | 170 cm | 88 |
| 185 | 185 cm | 88 |
| 200 | 200 cm | 88 |
| 214 | 214 cm | 88 |
| 225 | 225 cm | 92 |
| 280 | 278 cm | 88 |
| 290 | 298 cm | 97 |
| 130CL | Pianoforte verticale | 88 |
[modifica] Serie Conservatorio
Per poter raggiungere un mercato più ampio, la Bösendorfer progettò la Serie Conservatorio in modo da permettere l'acquisto di un pianoforte anche a università e istituti che non potevano permettersi un modello standard. La produzione dei due pianoforti Serie Conservatorio richiede minor tempo nelle aree non critiche, abbassando i costi di produzione e acquisto, rendendoli più economici rispetto ai modelli standard.
[modifica] Edizioni speciale e limitata
La Bösendorfer ha prodotto alcuni pianoforti progettati appositamente e designati con il nome di famosi compositori, come Franz Schubert e Frédéric Chopin, e anche pianoforti atti a celebrare alcune occasioni speciali, ad esempio il 170° e 180° anniversario dalla fondazione della ditta.[8]
Un limitato numero di modelli 290SE, in occasione del passaggio di proprietà alla Kimball, venne munito di un'apparecchiatura volta a registrare l'esecuzione di un brano su nastro magnetico, in modo da riprodurlo attraverso gli attuatori elettromeccanici. Più tardi il modello 290SE venne munito di un'interfaccia in grado di collegarlo a un PC funzionante con Windows 3.1 per la registrazione, l'editing e il playback. Il sistema installato sul 290SE fu il primo pianoforte in commercio interfacciato a un compiuter che potesse riprodurre sia le note che l'intensità di un'esecuzione, ma il sistema non venne brevettato, e le altre compagnie presto introdussero delle tecnologie analoghe brevettate. Il termine 'SE' indica Stahnke Engineering, in riferimento a Wayne Stahnke, l'inventore di questo meccanismo.
[modifica] Modelli Design
La Bösendorfer costruisce ogni anno un limitato numero di modelli artigianali, disponibili solo su ordinazione nell'anno in cui sono sviluppati. Ad esempio, il modello Swarovski Crystal Grand era ricoperto con 8.000 tra cristalli e lamine d'oro, ed era disponibile solo nel 2003, in occasione del 175° anniversario della fabbrica. [9][10]
Tre famosi architetti che hanno disegnato pianoforte per la Bösendorfer sono Theophil Freiherr von Hansen (1866), Josef Hoffman (1909) e Hans Hollein (1990). Nel 1990 vennero costruiti soltanto due modelli Hans Hollein 225, uno dei quail si trova nell'atrio del Westin Grand Bohemian Hotel a Orlando, Florida.[11]
[modifica] Famosi pianisti che utilizzarono strumenti Bösendorfer
Tra i primi pianisti ad essere associate alla Bösendorfer vi è Franz Liszt, che disse almeno una volta che I Bösendorfer e i Bechstein erano gli unici pianoforti in grado di sostenere la sua tecnica incredibilmente potente. Nelle sue memorie, Artur Rubinstein racconta di aver insistito a suonare su un Bechstein anziché sul solito Bösendorfer in occasione di un concerto in Austria. Dopo l'esecuzione, il responsabile della Bösendorfer volle incontrare il giovane pianist russo che rifiutò di suonare su un pianoforte tenuto in alta considerazione nell'ambiente musicale russo. Da allora Rubinstein disse di aver sempre cercato di suonare su dei Bösendorfer quando si trovava in Austria. Altri famosi pianisti che hanno suonato spesso sui Bösendorfer sono il russo Sviatoslav Richter, gli americani Cecil Taylor e Tori Amos;[12] il tedesco Wolfgang Rübsam, l'austriaco Walter Klien e l'irlandese John O'Conor. Anche Giovanni Allevi utilizza un pianoforte Bösendorfer, su cui incide i suoi successi.
[modifica] Curiosità
- Il 10 aprile 2007 un Bösendorfer modello Imperial di seconda mano, valutato £45.000 (circa 58.000€) ed assicurato per la metà del valore reale, venne danneggiato in seguito a una caduta di 2,5 metri da un camion di spedizioni. Il pianoforte doveva essere utilizzato al "Two Moors Festival" di Devon. La compagnia rimpiazzò il pianoforte con uno valutato £90.000 (circa 116.000€) e pagò anche i costi di spedizione.[13]
- Nel 2006 un Model 214 fu costruito in memoria di Ward Virts per il Dipartimento di Belle Arti del College of Southern Maryland. Ward Virts era un virtuoso pianist del Maryland. Il pianoforte si trova ora in una stanza a umidità e temperatura controllate ed è valutato più di 85.000$ (circa 56.000€).[14]
[modifica] Bibliografia
- ^ [1], "Yamaha Buys All Shares of Bösendorfer", Yamaha U.K. News & Events.
- ^ "Storia", Sito ufficiale Bösendorfer, 2007.
- ^ [2], Sito ufficiale Bösendorfer, 2008.
- ^ "Model 290 Imperial", Bösendorfer Official Web Site, 2007.
- ^ Larry Fine. 2007-2008 Annual Supplement to The Piano Book. Brookside Press, 2007. ISBN 1-929145-21-7 URL consultato il 2008-01-25.
- ^ Larry Fine. The Piano Book. Brookside Press, 2001. ISBN 1-929145-01-2 URL consultato il 2008-01-20.
- ^ "Modelli standard Bösendorfer", Sito ufficiale Bösendorfer, 2007. Accessed June 1 2007.
- ^ "Special Edition", Sito ufficiale Bösendorfer, 2008.
- ^ "Designer Models", Bösendorfer Official Website, 2008. Accessed January 2008.
- ^ "Photo Finish", starbulletin.com. Accessed 2008-01-14
- ^ Johannes Kunz. Bösendorfer — A Living Legend. Molden Publishing Co, 2002. ISBN 3-85485-080-8 URL consultato il 2007-04-03.
- ^ "Full Transcript Keyboard Magazine, December 2003 Interview with Tori Amos. 2007. Accessed December 14 2007.
- ^ "Pride of man who dropped £26,000 grand piano wounded", Telegraph, April 12 2007.
- ^ "Ward Virts Piano Project", The Ward Virts Piano Project Inc. Website, 2008.
[modifica] Altri progetti
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