Palazzo Margherita (Roma)

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Palazzo Margherita

Palazzo Margherita (già Palazzo Piombino) è un edificio di Roma, in via Veneto, nel rione Ludovisi.

Sorge in via Veneto, ed ha preso il nome dalla Regina Margherita che lo abitò a lungo dopo il 1900, anno della tragedia di Monza.

Il palazzo fu costruito tra il 1886 e il 1890 su progetto di Gaetano Koch per il Principe di Piombino Rodolfo Boncompagni Ludovisi, che si era visto espropriare il suo palazzo in via del Corso e che lo volle sostituire con questo. Esso sorge su una porzione della Villa Ludovisi, il cui vastissimo parco era stato lottizzato nel 1883, dando luogo all'omonimo rione. Gli alberi del giardino della villa rappresentano l'ultimo residuo del parco originale. Incorpora sul retro la villa Orsini (del 1622), che era stata il primo nucleo della villa Ludovisi.

L'immobile fu affittato nel 1872 alla Casa Savoia per insediarvi la Bela Rosin, l'amante storica del re Vittorio Emanuele II. I Savoia ne mantennero la disponibilità e anzi l'acquistarono, nel 1900. Morto il re nel 1878 e ritiratasi la Vercellana a Pisa, dopo l'assassinio del successivo re Umberto I il palazzo divenne sede della regina vedova. Dal 1931 è sede dell'Ambasciata statunitense in Italia[1] e nel 1946 lo stabile fu acquistato dal Governo degli Stati Uniti d'America.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giorgio Carpaneto, I palazzi di Roma, p. 415

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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