Quartieri di Bologna

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Quartieri del Comune di Bologna

I quartieri del Comune di Bologna sono le circoscrizioni di decentramento in cui è suddivisa la città di Bologna, a cui lo statuto comunale attribuisce il nome di "quartieri"[1]: Borgo Panigale, Navile, Porto, Reno, San Donato, Santo Stefano, San Vitale, Saragozza, Savena.

Quartiere Superficie Abitanti (2009)
Borgo Panigale 26,166 km² 24 935
Navile 25,892 km² 65 262
Porto 3,721 km² 31 565
Reno 5,278 km² 33 307
San Donato 15,446 km² 31 188
Santo Stefano 29 km² 49 616
San Vitale 12,168 km² 47 012
Saragozza 11,705 km² 36 407
Savena 11,469 km² 58 499

Storia dei quartieri[modifica | modifica sorgente]

L'attuale suddivisione amministrativa è il frutto di una revisione statutaria del 1985:

  • il quartiere Navile corrisponde a parte dell'ex-quartiere Lame e agli ex-quartieri Corticella e Bolognina;
  • il quartiere Saragozza corrisponde agli ex-quartieri Malpighi e Costa-Saragozza;
  • il quartiere Reno agli ex Barca e Santa Viola;
  • il quartiere Porto agli ex Marconi e Saffi e a parte dell'ex Lame;
  • il quartiere Savena agli ex San Ruffillo e Mazzini;
  • il quartiere Santo Stefano agli ex Galvani, Murri e Colli;
  • il quartiere San Vitale attuale corrisponde agli ex San Vitale (precedente) e Irnerio.

Ruolo giuridico e politico dei quartieri[modifica | modifica sorgente]

Panorama del centro di Bologna, visto dalla cima della Torre degli Asinelli.

Pur essendo strutture decentrate dell'amministrazione comunale, hanno un proprio Consiglio di quartiere e un Presidente di quartiere, direttamente eletti dai cittadini contestualmente all'elezione del Sindaco e del Consiglio comunale. Si è quindi verificato in passato che le amministrazioni dei quartieri fossero di colore politico diverso da quella comunale: per esempio, tra il 1999 ed il 2004, durante l'amministrazione Guazzaloca (di centro-destra), 6 quartieri su 9 erano invece amministrati dal centro-sinistra. Dopo le elezioni comunali del 2004, durante l'amministrazione Cofferati, tutti i quartieri furono governati dal centro-sinistra, come il Comune. Con l'elezione di Virginio Merola, nel 2011, per la coalizione di centrosinistra, 8 quartieri su 9 sono governati dalla sinistra.

Secondo lo statuto del Comune di Bologna (art. 37 [1]), ai Consigli di quartiere, in quanto organi di rappresentanza diretta dei cittadini, è garantito l'esercizio di un ruolo politico, propositivo e consultivo nella formazione degli indirizzi e delle scelte della Amministrazione comunale nel suo complesso; ad essi è attribuita autonomia decisionale per l'esercizio di attività e la gestione di servizi di base rivolti a soddisfare immediate esigenze della popolazione. È istituita inoltre una Conferenza dei Presidenti dei Consigli di quartiere, atta a promuovere la reciproca informazione fra i Presidenti, a garantire l'omogenità nell'azione amministrativa, a favorire il coordinamento delle iniziative riguardanti l'intero territorio comunale o quello di più quartieri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b comune.bologna.it: Statuto del comune di Bologna
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