Quartiere Reno
| Quartiere Reno quartiere |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Comune | |||||
| Presidente | Vincenzo Naldi (centrosinistra) dal maggio 2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°29′38″N 11°20′34″E / 44.493889°N 11.342778°ECoordinate: 44°29′38″N 11°20′34″E / 44.493889°N 11.342778°E | ||||
| Superficie | 5,26 km² | ||||
| Abitanti | 33 307 (2009) | ||||
| Densità | 6 332,13 ab./km² | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Reno è il nome di un quartiere della periferia sud-ovest della città di Bologna che si estende sulla riva destra del fiume Reno, da cui prende il nome.
È costituito da due ex quartieri: Barca e Santa Viola (divisi dall'amministrazione comunale per mezzo del viale Palmiro Togliatti), i quali nel 1986 furono riuniti in un unico quartiere, il Reno, per l'appunto.
La zona Barca (20.786 abitanti al 31 dicembre 2009) è posta a sud rispetto a Santa Viola e confina a ovest con il comune di Casalecchio di Reno; Santa Viola (12.521 abitanti al 31 dicembre 2009) è delimitata a nord dalla Ferrovia Milano-Bologna e dalla via del Chiù. A sud e a est il quartiere Reno termina presso le vie Don Sturzo e Andrea Costa e il cimitero della Certosa, infine a ovest confina presso l'alveo del Reno prospiciente la frazione di Casteldebole.
Indice |
Storia [modifica]
L'area si sviluppa sulla riva destra del fiume da cui prende il nome e che determina almeno fino ai primi anni del XX secolo la vita lavorativa e l'assetto urbanistico del territorio.
Alla fine del XIX secolo la zona aveva un aspetto agricolo grazie sia alle antiche residenze estive delle famiglie benestanti della città (ad esempio: Villa Mattei, Villa Bertocchi, Villa Facchini), sia ai terreni coltivati presenti nelle zone limitrofe. I mestieri svolti avevano una connotazione artigianale come quello dello spaccasassi (maccabrecci) vagliatore: estraevano i sassi dal fiume che attraverso i birocciai venivano trasportati dalla via Emilia, via Porrettana, verso il centro della città per costruire i manti stradali. Fiorente era anche la lavorazione del ferro la coltivazione e la lavorazione della canapa delle quali ne rimangono tracce nella toponomastica locale (via della Ferriera e via della Filanda).
Nei primi decenni del XIX secolo si costituirono, nella zona Santa Viola, i primi nuclei dell'industrializzazione bolognese (G.D., Calzoni, Sabiem e Panigal) e le prime forme di cooperativismo. Intorno alle fabbriche sorsero le abitazioni che crebbero costantemente creando un unico nucleo di costruzioni attorno alla via Emilia.
L'ex-quartiere Barca nacque come agglomerato urbano di tipo popolare a seguito della massiccia immigrazione proveniente dall'Italia meridionale negli anni cinquanta e sessanta. Tra le abitazioni più peculiari si ricorda il cosiddetto "Treno", un basso edificio senza soluzione di continuità lungo complessivamente 250 metri circa. Alla costruzione di abitazioni venne associata la creazione di aree destinate al verde pubblico e la costruzione di asili, scuole, chiese, centri sociali e sportivi.
Scuole ed attività presenti [modifica]
All'interno del Quartiere Reno troviamo L'Istituto Tecnico Industriale Statale "Odone Belluzzi" una scuola secondaria superiore statale, il "Centro Sportivo Barca" dove si praticano diversi sport: calcio, calcio a 7, hockey su prato, pesca, ciclismo, rugby, e vari sport indoor (grazie a due palestre).
Sono presenti anche numerosi centri sociali e ricreativi come il Centro Anziani Santa Viola, il Centro Polivalente "Villa Serena ", con sede in una ex casa colonica in via della Barca. Il mercato rionale si tiene la seconda domenica di ogni mese.
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Laboratorio di urbanistica paesaggio e territorio dell'Università di Parma - Quartiere Barca, Bologna