Motori Minarelli

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Motori Minarelli
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1956 a Bologna
Fondata da Vittorio Minarelli
Sede principale Calderara di Reno
Prodotti Blocchi motori
Risultato operativo 155.000.000 Euro (2007)
Sito web www.minarelli.com

La Motori Minarelli è una casa motociclistica italiana, fondata nel 1956 da Vittorio Minarelli a Bologna.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Minarelli 50 GP del '72

La Motori Minarelli nasce dalla "FBM", con la nuova denominazione F.B. Minarelli, acronimo di Fabbrica Bolognese Minarelli.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi FBM (azienda).

Già nelle sue ultime fasi, la FBM aveva ormai abbandonato la produzione di motocicli per dedicarsi principalmente alla costruzione di propulsori di piccola cilindrata destinati ad equipaggiare i ciclomotori assemblati da numerose piccole case costruttrici.

L'ultima realizzazione del congiunti ingegni tecnici di Vittorio Minarelli e Franco Morini era stata il "Pettirosso", un propulsore 2T con cambio a due rapporti, che rappresentò subito il pezzo maggiormente richiesto della neonata casa bolognese.

Con una ventina di dipendenti ed una superficie coperta di 2.000 , la F.B. Minarelli riusciva a sfornare, nella seconda metà degli anni cinquanta, quasi 20.000 motori all'anno, sia per uso stradale che agricolo, esportati in molti Paesi europei e sudamericani.

La nuova fabbrica[modifica | modifica sorgente]

Un propulsore Minarelli P6 "carter quadri" da 50 cm³ e 6 velocità, del 1975

La richiesta, però, era ben superiore alle potenzialità produttive e, nel 1967, l'azienda si trasferì nel nuovo stabilimento a Lippo, frazione di Calderara di Reno, cambiando anche la ragione sociale in Motori Minarelli.

Nella nuova struttura, dotata di attrezzature tecniche più moderne e di maggiori spazi, la produzione aumentò vertiginosamente e, negli anni settanta, mantenne la media annua di 200.000 motori per uso stradale e 50.000 motori per uso agricolo.

A quel fastoso decennio appartengono anche le migliori affermazioni sportive della casa bolognese che conquistò 18 record mondiali di velocità nelle classi da 50 a 175 cc, oltre a due titoli iridati piloti e quattro titoli costruttori nelle stagioni 1978, 1979, 1980 e 1981 del motomondiale, nella classe 125.

La Yamaha[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte del fondatore le redini aziendali vennero prese dal figlio Giorgio che, nei primi anni novanta, siglò un accordo di joint-venture con la casa giapponese Yamaha, per la produzione di motori a quattro tempi e propulsori con variatore automatico, adatti agli scooter, dei quali la Minarelli divenne il maggior costruttore mondiale. La produzione media, nella prima metà del decennio, raggiunse le 450.000 unità annue.

Nel 2002 il gruppo Yamaha acquisì il pieno controllo aziendale e l'11 aprile 2008, dopo oltre mezzo secolo di attività ininterrotta, dalle catene di montaggio della Motori Minarelli è uscito il decimilionesimo propulsore.

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