Il vento, di sera

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Il vento, di sera
Titolo originale Il vento, di sera
Paese di produzione Italia
Anno 2004
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Andrea Adriatico
Soggetto Stefano Casi, Andrea Adriatico
Sceneggiatura Stefano Casi, Andrea Adriatico
Fotografia Gigi Martinucci
Montaggio Roberto Passuti
Effetti speciali Logical Art
Musiche Roberto Passuti
Interpreti e personaggi
Premi

Il vento, di sera è un film del 2004, diretto dal regista Andrea Adriatico, prodotto da Teatri di vita (successivamente acquisito da Cinemare).

Il film si ispira all'omicidio di Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse nel 2002, e alla questione del riconoscimento delle unioni civili per le persone omosessuali che in Italia non esiste.

Il film è stato presentato al Festival di Berlino, e successivamente in numerosi festival tra cui: 6º Method Fest - Breakout Independent Film Festival, Burbank (USA); 31º Festival du Film Européen, Bruxelles (B); Crossing Europe, Linz (A); 7º Mix Mexico, Sexual Diversity Film/Video Festival, Città del Messico (MEX); 4º Open Roads, New Italian Cinema, Lincoln Center, New York (USA); 28º San Francisco International Lesbian & Gay Film Festival, San Francisco (USA); image+nation, Montreal's International Queer Film Festival, Montreal (CAN); 19º London Lesbian & Gay Film Festival, Londra (UK); Bellaria Film Festival Anteprima, Bellaria (I); Italian Film Festival, Adelaide, Brisbane, Canberra, Melbourne, Perth, Sydney (AUS).

Nel 2007 è uscito il dvd del film, con sottotitoli in varie lingue e diversi extra.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di una grande città, di sera. Marco, un uomo distinto, esce dal sottopassaggio, prende la bicicletta e si avvia verso casa, mentre qualcuno lo osserva e manda misteriosi sms a qualcuno. Nel frattempo Paolo ha finito di farsi la doccia e riceve la telefonata della persona con cui vive, e la sollecita a fare in fretta a tornare a casa. Intanto, Luca, un giovane avvocato, porta l'automobile nel garage affidandola al parcheggiatore con il quale parla per un po' delle partite di calcio. In una strada del centro storico avanza verso casa Marco con la bicicletta, seguito più lontano da Luca, che evidentemente è un suo vicino, a piedi: dal ripetersi della telefonata si capisce che Paolo e Luca sono compagni. Marco apre il portone di casa e qualcuno gli spara. Luca corre allarmato verso il rumore, ma il killer spara anche a lui. A questo punto Paolo, che aspettava Luca a casa ascoltando della musica, si rende conto degli spari e scende in strada, seguito da Francesca, una sua vicina. In strada i due vedono i due corpi. Paolo è paralizzato, Francesca cerca di chiamare aiuto, mentre si raduna una piccola folla, e subito arrivano la polizia e un'ambulanza che carica Luca, che respira ancora. All'ospedale si precipitano anche la polizia, che vuole bloccare curiosi, e i giornalisti che cercano di saperne di più, visto che Marco, che è stato ucciso, era un importante uomo politico, mentre Luca, il testimone involontario dell'omicidio, è ancora vivo e potrebbe dare delle notizie. Arriva anche Paolo, che non viene fatto entrare. Anzi, non viene neanche informato della salute di Luca, visto che per la legge due uomini non sono una famiglia, e per la privacy le informazioni possono essere date solo alla famiglia. Paolo è sconvolto, sostiene che loro sono una famiglia, poi viene allontanato, e intanto capta una telefonata del cinico giornalista Marcucci che spiega al suo direttore che anche il testimone è ormai morto. Paolo esce angosciato dall'ospedale, camminando velocemente per le strade notturne della città. Trova un bar che sta chiudendo, entra, si fa dare qualcosa da bere e scoppia a piangere. Il barista lo consola credendo che, come capita spesso, l'uomo che ha di fronte stia piangendo perché lasciato dalla ragazza. Paolo esce e improvvisamente squilla il cellulare di Luca, che lui aveva tenuto con sé. Sono i genitori di Luca, che avevano avuto notizie allarmanti e volevano accertarsi che il figlio stesse bene. Ma Paolo dà loro la notizia della morte, e allora la madre di Luca si scaglia contro di lui, accusandolo di essere stato la rovina di Luca e intimandogli di andar via dalla casa in cui vive, che è intestata a Luca. Intanto Francesca, ancora per strada, telefona al marito che è via per lavoro per cercare conforto, ma dal tono della risposta capisce che in realtà lui è con la sua amante. Paolo e Francesca si incontrano di nuovo, casualmente, e si confidano il rispettivo dolore: quello di Paolo, il cui compagno è stato ucciso e a cui ora non si riconosce la dignità del suo amore, e quello di Francesca, il cui marito lascia sola cercando altre donne. Ma Paolo sente che Francesca non può realmente capirlo, si allontana e crolla. A Paolo si avvicina Momo, un ragazzo, che lo aiuta a rialzarsi. Paolo, stordito, si lascia portare verso un locale notturno, al cui interno si esibisce un attore en travesti che impersona l'Italia. Si tratta di un locale gay: i due prendono da bere, e Momo cerca timidamente un approccio con Paolo. Poi i due escono, e per strada parlano a lungo, ma Paolo, ancora confuso, non rivela mai a Momo cosa gli è accaduto. Momo porta Paolo a casa sua: i due si baciano, si spogliano, ma improvvisamente Paolo è sopraffatto dal panico e dal dolore e scappa in strada. La corsa di Paolo si arresta di fronte a un'edicola che sta ricevendo i pacchi con i quotidiani della mattina. Un'occhiata di sfuggita ai pacchi rende evidente ciò che durante tutta la notte è sembrato uno strano incubo: l'omicidio è avvenuto davvero, e ora Paolo è solo davvero. Paolo si allontana in un giardino fino al ciglio di una grande strada, mentre questa notte sta per finire e da lontano si vedono le prime luci dell'alba.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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