Grazia Verasani

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Grazia Verasani (Bologna, 8 luglio 1964) è una scrittrice e cantautrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Diplomatasi all'Accademia dell'arte drammatica all'età di vent'anni, le sue prime esperienze di rilievo avvengono col Teatro Stabile dell’Aquila (nel Rocambole di Ponson du Terrail per la regia di Dante Guardamagna) e col Teatro Stabile di Torino (nel musical tratto da Il Piccolo Principe per la regia di Franco Gervasio).

Dopo l'incontro con Tonino Guerra, che la incita a scrivere, nel 1987 pubblica alcuni dei suoi primi racconti grazie a Roberto Roversi, che definisce la sua scrittura "immaginifica"; altri suoi scritti appaiono invece sulle pagine de Il Manifesto, all'interno della rubrica a cura di Gianni Celati, intitolata “Narratori delle riserve”.

Nel 1991 sarà lo stesso Celati a dirigerla nel film Strada provinciale delle anime, a cui la Verasani partecipa in qualità di attrice.

In quegli anni, è impegnata sia come doppiatrice che come speaker in RAI. Mentre partecipa a svariate produzioni discografiche in veste di corista, collaborando con band come The Gang ed Elio e le Storie Tese, studia anche pianoforte al conservatorio e compone canzoni.

Cantautrice[modifica | modifica wikitesto]

È del 1995 la vittoria col brano Devi morire al Premio Recanati, prestigioso riconoscimento che le offre la possibilità di pubblicare su etichetta Musicultura (BMG), il suo primo album, intitolato Nata mai (1996): nel disco, interamente composto da canzoni proprie, spiccano brani come Nel sangue, Dentro, Con le mani potrei, e la stessa Nata mai, che rivelano la sua personalità vocale, caratterizzata da una notevole forza espressiva a supporto di una scrittura intensa ed ispirata.

Si esibisce in rassegne musicali, programmi radiofonici e televisivi, continuando a collaborare con vari artisti.

Nel 1997 partecipa come supporter al tour dei Jethro Tull, mentre l'anno dopo è presente come autrice nell'album Via Zamboni 59 di Federico Poggipollini, al suo esordio da solista. Nel 2000 torna come ospite al Premio Recanati, dove duetta con Nada.

Successivamente, decide di lasciare l'attività musicale e proseguire con la carriera di scrittrice.

Soltanto nel 2010, dopo aver scritto per artiste come Paola Turci ("Odiarti e amarti così") e Silvia Mezzanotte ("Silvia che freddo"), Grazia Verasani torna in musica con un nuovo album intitolato Sotto un cielo blu diluvio.

Il disco, da lei stessa interamente scritto e composto, contiene brani come Immobile, Alberghi sul mare, Amsterdam, E., che confermano la sua estrema sensibilità di autrice dallo stile fortemente evocativo ed immediato, con il valore aggiunto di un'interpretazione musicale di grande impatto emotivo, malgrado l'essenzialità della produzione. In allegato al disco, esce anche un mini-racconto di venti pagine (Cinque donne facili), dove la Verasani inventa e ritrae cinque personaggi al femminile attraverso la tematica musicale.[1]

Al progetto, seguono alcuni concerti voce e piano, o voce piano e contrabbasso, tenuti in vari teatri, anche nell'ambito del Festival du Livre di Mouans-Sartoux, in Francia.

Scrittrice[modifica | modifica wikitesto]

Grazia Verasani vanta numerose collaborazioni con vari giornali e riviste, fra cui D di Repubblica, Donna Moderna, Io Donna (magazine del Corriere), Il Fatto Quotidiano, oltre a La Repubblica Bologna (una rubrica fissa per sei anni sulla sezione culturale).

Numerosi i racconti da lei scritti su molte antologie per vari editori: La Tartaruga (Italiane 2004), Manni (Mordi e fuggi), Sperling & Kupfer (Alle Signore piace il nero), Einaudi (Lavoro da morire), Fandango (Dizionario affettivo della lingua italiana), Del Vecchio, Aliberti, Pendragon, sul mensile Velvet e nel progetto Nero perugino, insieme a Massimo Carlotto, Michael Gregorio e Giampiero Rigosi. Un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia svedese En Forebadande drom, mentre un altro fa parte dell’antologia Kort Italiaans, edita dall’olandese Tweetalige Editiè.

I romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Con la casa editrice Fernandel pubblica i romanzi L’amore è un bar sempre aperto (1999) e Fuck me mon amour (2001), unitamente alla raccolta di racconti brevi Tracce del tuo passaggio (2002).

Nel 2004 esce per la collana "Colorado Noir" edita da Mondadori, Quo vadis, baby?, romanzo dalle atmosfere per l'appunto noir, con protagonista l'investigatrice privata bolognese Giorgia Cantini, da cui il regista Gabriele Salvatores decide di trarre l'omonimo film (2005) interpretato da Angela Baraldi, scegliendo la stessa Verasani come collaboratrice alla sceneggiatura. L'esperienza si ripete tre anni dopo con l'omonima serie televisiva (2008), ideata dallo stesso Salvatores e diretta da Guido Chiesa per SKY Cinema.

Al successo del libro e del film, distribuiti anche all'estero, segue la pubblicazione per Coloradonoir/Mondadori del secondo romanzo incentrato sulle indagini di Giorgia Cantini e su un nuovo mistero al femminile, intitolato Velocemente da nessuna parte (2006), che viene tradotto e pubblicato anche in Francia e Germania.

Nel 2008 esce per Feltrinelli il romanzo Tutto il freddo che ho preso, incentrato sul tema del suicidio, mentre in Di tutti e di nessuno (Kowalski, 2009) torna la detective Giorgia Cantini con una nuova storia di violenza sulle donne, in cui il tema della non accettazione della libertà sessuale femminile viene sviluppato dalla Verasani attraverso l'intenso e singolare personaggio di Franca Palmieri, già apparso nella serie televisiva Quo, Vadis Baby?. Anche questo romanzo viene tradotto e pubblicato in Francia.

Nel 2012 pubblica, per la collana Fox Crime edita da Feltrinelli, il suo quarto romanzo noir: Cosa sai della notte, in cui Giorgia Cantini è stavolta alle prese con un delicato caso di violenza a sfondo omofobico.

Tutti i romanzi con protagonista la detective Cantini sono stati poi ristampati fra i Tascabili Feltrinelli.

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 viene rappresentata al Teatro Colosseo di Roma la sua piéce teatrale From Medea, con la produzione di Giorgio Albertazzi, per la regia di Pietro Bontempo.

La piéce, che ha per protagoniste quattro donne ed è incentrata sulla difficile tematica dell'infanticidio, viene pubblicata da Sironi nel 2004 e si rivela un vero e proprio successo internazionale: lo spettacolo approda in Francia al Festival di Avignone nel 2006, e subito dopo in Germania e a Los Angeles[2], mentre in Italia torna in scena nel 2008 con la produzione del Teatro Stabile di Bologna. La piéce continua ad essere tuttora rappresentata da compagnie francesi, tedesche e italiane.

Nel 2010, pubblica per Transeuropa una nuova pièce teatrale intitolata Vuoto d’aria, unitamente alla ripresa televisiva di From Medea nella rappresentazione di Bologna.

Nel 2011 From Medea le vale il premio del 64º Festival Nazionale di Arte Drammatica di Pesaro come miglior autrice e nello stesso anno la piéce diventa un film dal titolo Maternity Blues, per la regia di Fabrizio Cattani: Grazia Verasani collabora alla stesura insieme al regista, vincendo il Premio Tonino Guerra per la miglior sceneggiatura al Bif&st di Bari. Il film viene presentato con successo alla 69ª Mostra del Cinema di Venezia e vince anche due Globi d'oro.

Sempre per il teatro, firma un intenso ed originale monologo sulla vita e la carriera di Luciano Pavarotti intitolato Vincerò, andato in scena nel marzo del 2011 al Teatro Valli di Reggio Emilia con la produzione di Nicoletta Mantovani, diretto e interpretato da Giuseppe Battiston.

Il 6 settembre del 2013Vincerò viene interpretato da Michele Placido nella piazza grande di Modena.

Attività recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, Grazia Verasani rappresenta l’Italia alla Fiera del Libro di Mosca. Nell’aprile dello stesso anno, partecipa con un suo racconto al progetto Delitti di establishment, a cura di Paolo Flores D’Arcais, sulla rivista MicroMega.

Nel 2013, dopo la pubblicazione del romanzo Cosa sai della notte, esce per Gallucci la raccolta Accordi minori: una serie di toccanti ritratti in forma di monologo, dedicati ad artisti come Amy Winehouse, Kurt Cobain, Jeff Buckley, Janis Joplin, Mia Martini, Dalida, Tenco, Umberto Bindi, Giuni Russo ed altri, tutte figure di estrema umanità legate dal fil rouge di un'esistenza spesso breve e assai tormentata, che il loro straordinario legame con la musica ha però reso immortale.

Nell'estate dello stesso anno è tra i dieci scrittori italiani protagonisti della trasmissione televisiva Visionari (Rai 5).

Nel marzo del 2014, la scrittrice soggiorna negli Stati Uniti, dove tiene una serie di conferenze sul noir europeo presso l’Arizona State University.

Per il mese di ottobre, Grazia Verasani annuncia l'uscita di un nuovo romanzo dal titolo Mare d'inverno: una storia di amicizia al femminile.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione Rockol. URL consultato l'11-08-2010.
  2. ^ "From Medea" di Grazia Verasani. URL consultato il 23 agosto 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]