Lingua in pericolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Una lingua in pericolo (o lingua minacciata di estinzione) è una lingua di cui sopravvivono così pochi locutori che essa corre il rischio di non essere più utilizzata nel giro di una generazione. Ad esempio, molte lingue native americane negli Stati Uniti si sono estinte a causa di politiche nel XIX secolo e nel primo XX secolo che ne scoraggiavano o ne vietavano l'uso. Lo stesso è accaduto anche nel XX secolo in Unione Sovietica, per lo più riguardo a lingue di popolazioni nomadi. Una lingua morta (o lingua estinta) è una lingua che non ha locutori nativi.

Identificare le lingue in pericolo[modifica | modifica sorgente]

Anche se non esiste una soglia definita per identificare una lingua a rischio di estinzione, tre criteri principali sono usati come linee guida:

  1. il numero di locutori attualmente in vita.
  2. l'età media dei locutori nativi e/o fluenti.
  3. la percentuale della generazione più giovane che acquisisce un uso fluente della lingua in questione.

Ad esempio, in Giappone è in via di estinzione la lingua ainu, avente circa 300 locutori nativi di cui solo 15 di competenza attiva, con pochi giovani che acquisiscono scioltezza nel suo uso. Una lingua potrebbe essere considerata in pericolo anche se ha un numero maggiore di locutori, ma i locutori sono tutti anziani, e nessun giovane la impara. Ma si considerano in pericolo anche molte lingue europee come il còrso, il sardo, il leonese o il bretone.

Alcune lingue, come quelle indonesiane, possono avere decine di migliaia di locutori ma essere in pericolo perché i bambini non le stanno più imparando, o i locutori stanno passando alla lingua nazionale Indonesiana (o una varietà locale di Malay) al posto delle lingue locali; in contrasto, una lingua con solo 100 locutori si potrebbe considerare molto vitale se è quella primaria di una comunità, ed è la prima (o l'unica) di tutti i bambini in quella comunità.

Cause[modifica | modifica sorgente]

Le cause dell'omogenizzazione linguistica includono i traffici globali, Internet, la stampa, ed i media televisivi.

Il dibattito sulle lingue in via di estinzione[modifica | modifica sorgente]

Alcuni linguisti sostengono che almeno 3000 delle 6000-7000 lingue del mondo si perderanno prima del 2100. Esistono due posizioni di base sulle conseguenze di questo fatto.

Una posizione sostiene che ciò è un problema e che l'estinzione linguistica dovrebbe essere prevenuta, anche con sforzi significativi. Vengono citate diverse ragioni, tra cui:

  • un numero enorme di lingue rappresenta un territorio vasto e ampiamente inesplorato su cui linguisti, cognitivisti e filosofi possono indagare le vaste capacità ed i limiti della mente;
  • le lingue incarnano conoscenze locali di culture e sistemi naturali delle regioni dove vengono parlate;
  • le lingue servono come prova per capire la storia umana. [1]

La posizione opposta sostiene che questo processo non costituirebbe un problema ed anzi dovrebbe essere incoraggiato. Meno lingue implicano comunicazioni migliori e più chiare fra un numero maggiore di locutori. Il costo economico di una miriade di lingue separate, e dei loro traduttori, è enorme. Una società potrebbe risparmiare molto denaro progettando e pubblicizzando un prodotto in una sola lingua, e con un solo set di istruzioni. La posizione più estremistica è quella secondo cui tutte le lingue dovrebbero lasciare il passo ad una singola lingua globale, creando così la massima efficienza economica ed evitando tutti i costi associati alle differenze linguistiche.

linguistica Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica