Almost Blue (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Almost Blue
Almost blue.png
Paese di produzione Italia
Anno 2000
Durata 82 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere thriller
Regia Alex Infascelli
Soggetto Carlo Lucarelli
Sceneggiatura Sergio Donati, Alex Infascelli, Luca Infascelli
Produttore Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzione Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica
Distribuzione (Italia) Cecchi Gori Group
Fotografia Arnaldo Catinari
Montaggio Valentina Girodo
Musiche Massimo Volume, Lory D
Scenografia Eugenia F. Di Napoli
Costumi Lia Francesca Morandini
Interpreti e personaggi
Premi

Almost Blue è un film del 2000 diretto da Alex Infascelli, tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Lucarelli, presentato alla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2001.[1]

Al suo esordio nella regia di un lungometraggio cinematografico, Infascelli ha ottenuto gli unanimi riconoscimenti dei maggiori premi cinematografici italiani (David di Donatello, Nastri d'argento, Ciak d'oro) come miglior regista esordiente dell'anno.

Trama

Bologna, anni 2000.

Un ragazzo cieco ascolta con un apparecchio di intercettazione le voci delle persone che, in una Bologna ramificata nelle comunicazioni, si scambiano telefonate. Aprendo gli occhi, mostra le sue pupille coperte da due inquietanti lenti a contatto a forma di Smile.

In una stanza cosparsa di sangue, un uomo nudo girato di spalle chatta sul computer con una ragazza di nome Vera, mentre lui utilizza il nickname di Misero. Indosso ha solo delle cuffiette. Di fianco a lui si trova un corpo insanguinato, a cui sono stati strappati i piercing. Qualcuno bussa alla porta, e il corpo da segni di vita. La vita di quest'uomo ha pero' breve termine, dato che viene soffocato dall'altra figura. Quest'ultimo va ad aprire, trovandosi davanti alla padrona di casa che chiede notizie dell'affittante dell'appartamento: Paolo Miserocchi, ovvero colui che e' stato appena ucciso dall'uomo che ora le sta davanti. L'assassino dice di essere un suo amico, e che Paolo gli ha lasciato le chiavi dopo essere uscito di casa. Catalogando, dall'aspetto, quel giovane come una persona carina la donna lo invita a venire da lei a scambiare qualche parola. Messosi le scarpe e chiuso il computer, l'assassino si avvia.

Nel frattempo giungono da Roma due poliziotti, l'ispettrice Grazia Negro e il suo superiore, Vittorio, che sospettano che nella citta' di Bologna possa nascondersi un pericoloso, misterioso ed alquanto particolare serial killer che e' in attivita' da molto tempo sotto il naso della polizia. Grazia e Vittorio mostrano al questore di Bologna una carrellata di foto e diapositive che riguardano una serie di omicidi avvenuti nella citta', o nelle zone circostanti, apparentemente scollegati ma secondo loro connessi, date delle analogie nell'uccisione e nel ritrovamento di alcuni dei cadaveri. Le uccisioni sono di diverso tipo, dalle singole persone ad intere famiglie trovate nelle zone in cui l'assassino puntava ad una vittima ben precisa, come nel caso della famiglia Assirelli dove il figlio piu' grande, Maurizio, era negli interessi dell'assassino e venne infatti trovato privo di qualsiasi vestito (trafugato dal killer) mentre tutta la sua famiglia fu brutalmente massacrata senza ulteriori estorsioni dai loro corpi. Tutte le vittime principali dell'uomo furono trovate completamente nude, fattore che indica la sua mania nel trafugare gli averi e i punti di identificazione della vittima, come per voler prendere la loro identita'. Il questore accetta di far aprire il caso. Vittorio restera' come supervisore del tutto, mentre alle indagini lavorera' Grazia insieme agli agenti Sarrina e Matera, che le vengono affiancati. Poco dopo viene trovato nelle condizioni esposte al questore il cadavere di Miserocchi, e cosi' i tre si presentano sul luogo dell'omicidio per interrogare la padrona di casa. Mentre gli vengono mostrate delle foto delle precedenti vittime del probabile serial killer, la vecchia riconosce l'amico di Miserocchi nella faccia del defunto Maurizio Assirelli. In questo modo, si riconferma la teoria dell'identita' rubata.

Nel frattempo, l'assassino (mentre continua a tenersi ben fisse le cuffiette con una musica Hard Rock sparata a tutto volume nelle orecchie) si attacca sulla pelle i piercing rubati alla vittima, nei precisi punti del corpo in cui il Miserocchi li aveva. Nel frattempo, continua a chattare con Vera utilizzando il nome di Misero (abbreviazione di Miserocchi) e si sente con lei in videochat per fissare un incontro in cui si conosceranno. La chiamata viene intercettata dal cieco dell'inizio, che riconosce la voce dell'uomo come cattiva.

La polizia ha intanto ricavato dalle impronte digitali trovate sul luogo dell'omicidio di Miserocchi l'identita' di Alessio Crotti, un uomo con un passato alquanto oscuro e malandato alle spalle. Bambino problematico rifiutato dai genitori, fu chiuso in un manicomio infantile in tenera' eta'. Qui continuo' a fare un'inquietante sogno ricorrente: un serpente che gli divorava la faccia. Un giorno, preso dall'impeto della follia, trafugo' un martello e uccise un suo compagno ricoverato per poi dipingersi il volto con il suo sangue. Rinchiuso nella zona di massima sicurezza, fu liberato dal fratello tossicodipendente, Raul. Visse con lui per del tempo in un magazzino assistendo alla sua vita di drogato, esiliandosi da quell'atmosfera grazie alla potente musica che inizio' a spararsi nelle orecchie mantenendo una sua posizione da uomo nudo e asfissiato dalle sostanze circolate nel magazzino, che davano sensazione di sporcizia da allontanare. Raul mori' presto d'overdose, venendo trovato poi dalla polizia. Di Alessio pero', non ci fu' piu' traccia. I poliziotti teorizzano un ragionamento psicologico nei confronti dell'assassino: il serpente sognato da piccolo rappresentava la sua consapevolezza di non avere un'autentica identita', e quindi di volerla trovare rubandola agli altri. Per questo si dipinse la faccia con il sangue del ragazzo ucciso, in modo tale di tentare di modellarsi a sua immagine e somiglianza. Raul gli diede una via di fuga da cio', tramite la droga della musica che lui utilizza tuttora per non sentire. Spogliandosi nudo egli diventa neutro e pronto ad una propria modellazione di se, vivendo ben piu' di una rincarnazione attraverso le continue identita' che ruba a dei precisi obiettivi tentando di diventare loro. Continua pero' da tempo nel suo intento, fattore che fa capire che Crotti non ha ancora trovato un'identita' con cui possa essere in pace per trovare se stesso. Il cieco fa una telefonata anonima alla polizia, dove annuncia il probabile omicidio di Vera che sta per avvenire. Apparte la spaventata Grazia, il tutto viene considerato dalle autorita' come frutto della fantasia di un mitomane e a cio' viene dato poco peso. Proprio quella sera pero', l'assassino entra ospitato in casa della ragazza. Essa si dimostra subito infastidita dall'apparente ignoranza e maleducazione di "Misero", immerso nella sua musica, e tenta di riprenderlo su cio', venendo poco dopo aggredita e uccisa dalla sua furia. Poco dopo suona al campanello un amico di Vera, un nerd suo compagno del DAMS venuto per portarle un telefonino clonato. L'assassino uccide anche lui, e lo spoglia dei suoi vestiti. Si libera dell'identita' di Miserocchi, strappandosi i piercing da ogni punto del corpo in cui se li era collocati, e prende quella del ragazzo indossando i suoi vestiti ed uscendo in modo circospetto dall'edificio. Quando la poliziotta e i due colleghi giungono sul luogo del delitto e trovano i due cadaveri con il corpo nudo dell'uomo ed i piercing insanguinati del Miserocchi a terra, capiscono che il rituale del serial killer si e' nuovamente compiuto. I tre si presentano ora a casa del ragazzo cieco, Simone, giovane trentenne che vive con la madre e che si diletta tramite l'ascolto delle voci delle persone dalle telefonate e comunicazioni che intercetta. Ammette di aver riconosciuto la voce dell'assassino come cattiva e sporca, e quindi verde, mentre di riconoscere la voce di Grazia come calda e accogliente e quindi blu. Paragona infatti la sensazione di estasi e di pace che prova ascoltando la sua voce alle sensazioni dategli dalla canzone "Almost Blue" di Chet Baker. La polizia scopre che l'amico di Vera di cui l'assassino ha preso l'identita' si sarebbe recato ad una festa in una discoteca qualche giorno dopo e, teorizzando che l'uomo possa presentarsi anche nelle stesse abitudini delle sue vittime, decidono di condurre con loro Simone in modo tale da cercare di ricoscerlo dalla voce che il ragazzo definisce verde. Il piano avviene, e qui l'assassino si avvicina al cieco come se fosse interessato a lui. Emette il suo sibilo e viene rapidamente catalogato da Simone, che avverte Grazia. Sale la tensione nel luogo dopo che gli agenti estraggono le armi creando tumulti e confusione nell'affollato luogo, e permettendo cosi' che l'assassino si dia alla fuga. La mattina dopo la poliziotta viene rimproverata da Vittorio di essere solo riuscita a creare ulteriore caos nella faccenda, senza concludere effettivamente niente ed anzi creando una situazione di tumulto pubblico volendosi semplicemente affidare all'abilita' uditiva di un giovane cieco. La donna si appresta a riaccompagnare Simone, ma viene avvisata del fatto che e' stato gia' riaccompagnato a casa da un altro agente. Grazia vuole accertarsi del fatto che Simone sia al sicuro, e fa chiamare a casa. Dopo aver abbassato la cornetta, la poliziotta al bancone le dice che tutto e' a posto ma che a rispondere non sono stati ne il ragazzo ne la madre ma che la voce era quella di un altro uomo. Preoccupata la poliziotta salta in auto insieme a Matera, sfrecciando verso il condominio. La strada e' pero' bloccata da un grosso ingorgo d'automobili, e la donna s' costretta ad abbandonare la vettura e a raggiungere in corsa il luogo. Entrata nell'appartamento con la pistola in pugno, la donna si rincuora non appena sente la voce del ragazzo nella sua stanza che la chiama. Abbassato il ferro la donna di dirige all'interno, inciampando e cadendo su qualcosa: il cadavere insanguinato della madre di Simone. Subito dopo Grazia viene stordita alle spalle dall'assassino, completamente nudo ma sempre con le cuffie, che poi si appresta a fuggire dalla finestra. Poco dopo giunge anche Simone, che ha fortunatamente ritardato insieme all'agente a causa dell'ingorgo. In lacrime, e' costretto ad accettare la morte della madre. Avendo capito che Simone e' un obiettivo per l'assassino, le autorita' decidono di lasciare Grazia a fargli da scorta in casa sua quella notte. Dopo aver salutato Vittorio ed aver discusso con lui sulla difficolta' della risoluzione di questo macabro caso, la donna sale nell'appartamento di Simone. Qui lo trova preoccupato e asfissiato per cio' in cui e' rimasto coinvolto e, inavvertitamente, si e' fatto coinvolgere. Grazia, che prova un certo tipo di attrazione per il giovane, si spoglia ed inizia a sedurlo procurandogli delle piacevoli sensazioni che lui puo' percepire al tatto nell'oscurita' dei suoi occhi. In questo modo, i due si confortano reciprocamente. Nel frattempo, sotto la pioggia, Vittorio e' salito sulla sua vettura e si trova cosi' intrappolato in una pericolosa ma conclusiva rete, dato che l'assassino, che ai suoi occhi si conferma il sospettato Crotti, e' salito sui sedili anteriori della macchina nudo e ammanettato, in segno di consegna di se. Dice di volere il cieco, e Vittorio non puo' fare altro che assecondarlo in cio'. Gli si avvicina cauto per toglierli le cuffie, ma cio' l'assassino non lo puo' sopportare. Si lancia contro Vittorio e lo uccide brutalmente, per poi dirigersi con la sua vettura sotto casa di Simone. Entrato nell'appartamento mette fuiri combattimento sia Grazia che Simone. Quest'ultimo rinviene poco dopo, e percepisce la presenza di un uomo nudo sopra di se. E' infatti Crotti che, per trasformarsi e diventare come Simone, estrae una lametta da rasoio come fosse un mago che estrae una carta dalla bocca e si cava gli occhi. Poco dopo si mette a chiamare Grazia nello stesso modo in cui Simone lo faceva. La donna rinviene e punta la pistola verso il folle assassino nudo, in preda al raptus massimo della sua follia ma ormai indebilitato dalla posizione procuratasi.

Le ultime scene mostrano Grazia e Simone finalmente in pace dopo la fine di quella triste ed angosciante storia. Crotti si trova chiuso in un ospedale psichiatrico, e ci viene mostrata la sua ora d'aria. Seduto su una panchina, l'uomo apre le palpebre mostrandoci le sue iridi diventate Smile, come quelle di Simone all'inizio del film. Ora, grazie a quest'ultima identita', ha finalmente trovato la pace che cercava. "Almost Blue", che esprime grazie al suo suono pace e piacere, echeggia in sottofondo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Almost blue è anche il titolo di un celebre brano interpretato da Chet Baker, eseguito anche da Elvis Costello. L'originale con la voce di Costello è la versione utilizzata nel film.

La colonna sonora del film contiene brani già editi e sonorizzazioni originali dei Massimo Volume.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) 40e Selection de la Semaine de la Critique 2001, semainedelacritique.com. URL consultato il 7 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema