Francesco Griffo

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Francesco Griffo o Griffi, noto anche come Francesco da Bologna (Bologna, 1450 circa – Bologna, 1518 circa) è stato un tipografo e disegnatore di caratteri italiano. Le serie di caratteri da lui disegnate ebbero una vasta e duratura influenza sull'arte tipografica.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Lettere di Paolo Manuzio, libro stampato da Griffo

Figlio dell'orefice Cesare Griffo, iniziò la sua attività di incisore nella città natale, forse presso la bottega di Benedetto Faelli, e nel 1475 si trasferì a Padova, dove rimase fino al 1480. In questa città realizzò due serie di caratteri gotici per l'editore Pierre Maufer.

Si spostò poi a Venezia, allora centro tipografico ed editoriale di primaria importanza. Qui forse lavorò per i fratelli Giovanni e Gregorio De Gregori, editori di libri illustrati; anche se non vi sono certezze in proposito, la qualità dei caratteri utilizzati in alcune loro edizioni suggerisce che il loro incisore sia stato Griffo.

L'incipit del De Aetna stampato da Manuzio.

A partire dal 1494 Griffo lavorò per Aldo Manuzio, uno dei più importanti editori veneziani: per lui disegnò almeno sei serie di caratteri tondi, contraddistinti da grande eleganza e armonia, che rappresentavano un perfezionamento rispetto a quelli di Nicolas Jenson. Tra essi quelli utilizzati per il De Aetna di Pietro Bembo (stampato nel 1495) e per la Hypnerotomachia Poliphili (1499), che sono considerati tra gli esempi più significativi dell'arte tipografica rinascimentale. Per Manuzio, Griffo disegnò anche (a partire dal 1495) quattro serie di caratteri greci (utilizzati, tra le altre, in edizioni di opere di Aristotele e di Sofocle) e una di caratteri ebraici.

Qualche anno più tardi Griffo disegnò il primo corsivo. Il nuovo carattere comparve (in due sole righe) in un'edizione delle Epistole di Caterina da Siena (settembre 1500) e fu poi utilizzato pienamente in un'edizione delle Bucoliche di Virgilio del 1501. Esso era contraddistinto da una lieve inclinazione verso destra, la cui forma era ispirata alla scrittura corsiva usata dalla cancelleria papale e dagli umanisti dell'epoca. La compattezza del corsivo (che divenne generalmente noto come "italico", e come "letra grifa" in spagnolo[1]) permise la pubblicazione di libri in formato più piccolo, dunque più maneggevoli e meno costosi. Nello stesso 1501 Manuzio, desideroso di assicurarsi i vantaggi commerciali che il nuovo carattere prometteva, ottenne dal governo veneziano il monopolio dell'utilizzo del corsivo, e l'anno successivo anche la sua estensione all'uso di tutti i caratteri disegnati da Griffo. Questo forse contribuì al guastarsi dei rapporti tra i due, visto che Griffo non traeva alcun beneficio dai privilegi concessi a Manuzio. Griffo lasciò Venezia alla fine del 1502.

Negli anni successivi Griffo fu al servizio di Gershon Soncino (attivo a Fano tra il 1502 e il 1507), di Ottaviano Petrucci e Bernardino Stagnino (1511-1513), e di Filippo Giunti (1513-1515). Poi rientrò a Bologna, dove intraprese l'attività di editore, pubblicando nel 1516-17 sei edizioni di classici italiani e latini in volumi di piccolo formato: il Canzoniere e i Trionfi di Petrarca, l'Arcadia di Sannazzaro, gli Asolani del Bembo, il Labirinto d'amore di Boccaccio, le Epistolae familiares di Cicerone e i Dictorum et factorum memorabilium di Valerio Massimo.

A Bologna, Griffo fu accusato dell'omicidio del genero, che era stato percosso a morte con una spranga di ferro (o con un punzone incompiuto[2]), e per questo fu probabilmente giustiziato nel 1518; dopo questa data non vi sono più notizie su di lui. Nessuno dei punzoni e delle matrici prodotti da Griffo è sopravvissuto fino a oggi.[3]

La tesi di Antonio Panizzi secondo cui Griffo era da identificare con Francesco Raibolini detto il Francia, orefice, cesellatore e pittore, è stata confutata dal bibliografo Giacomo Manzoni.

Molti disegnatori successivi trassero ispirazione dai caratteri disegnati da Griffo. Tra essi vi sono il Poliphilus e il Bembo della Monotype Corporation, il corsivo Cloister Old Style di Morris Fuller Benton, il tondo JY Aetna di Jack Yan, il tondo Aldine 401 della Bitstream Inc., e il Griffo Classico di Franko Luin. E ancora: i tondi di Claude Garamond, il Dante di Giovanni Mardersteig, e il Minion di Robert Slimbach.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hans Tuzzi, Libro antico libro moderno. Per una storia comparata, Milano, Sylvestre Bonnard, 2006, pag. 138. ISBN 978-88-89609-10-1
  2. ^ Tuzzi, Libro antico libro moderno. Per una storia comparata, pag. 15
  3. ^ Robert Bringhurst, The elements of typographic style. Version 3.0, Vancouver, Hartley & Marks Publishers, 2004, pag. 338. ISBN 978-0-88179-205-8.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Tinti, Francesco Griffo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, consultato il 10/04/2009
  • Giacomo Manzoni, Studi di Bibliografia Analitica, 1881-82 Proemio, consultato il 10/04/2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Il De Aetna con riproduzione dell'originale stampato da Manuzio
  • (LAEN) Riproduzione della Hypnerotomachia Poliphili presso il MIT

Controllo di autorità VIAF: 96538706

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