Religione di Stato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La religione di Stato è un credo religioso imposto da uno stato a tutti i cittadini, o che comunque goda di un particolare riconoscimento a livello istituzionale rispetto ad altre religioni presenti nel territorio.

L'imposizione di religioni di Stato fu molto frequente nell'età antica, dall'Antico Egitto al Giappone imperiale, fino all'Impero Romano.

Nazioni con una Religione di Stato:

██ Buddhismo Theravāda o Buddhismo Vajrayana

██ Islam

██ Islam Sciita

██ Islam Sunnita

██ Cristiani Ortodossi

██ Protestantesimo e Anglicanesimo

██ Cattolicesimo

Il Cristianesimo come religione di Stato[modifica | modifica sorgente]

La religione cristiana venne imposta per la prima volta come religione di Stato dell'Impero Romano nel 391 dall'imperatore Teodosio I. Da allora in poi il potere dei vescovi, esponenti del potere della Chiesa cristiana, andò crescendo specie con la Prammatica Sanzione di Giustiniano, tanto che per secoli numerosi episcopati mantennero un dominio temporale su più o meno territori: è il caso degli Arcivescovi di Salisburgo o di Trento, e soprattutto del Papa con lo Stato Pontificio.

La Pace di Augusta del 1555, e poi quella di Vestfalia del 1648, stabilirono ufficialmente il principio della religione di Stato con la massima latina cuius regio eius religio.

Attualmente, il Cattolicesimo viene riconosciuto come religione di Stato a Malta, nel Liechtenstein, nel Principato di Monaco, in Argentina, in Costa Rica, nel Salvador e nella Repubblica Dominicana. Vi sono inoltre specifiche chiese di stato nazionali: la Chiesa luterana norvegese (in Norvegia), la Chiesa luterana danese (in Danimarca), la Chiesa luterana islandese (in Islanda), la Chiesa luterana delle Fær Øer, la Chiesa anglicana (in Inghilterra) e la Chiesa ortodossa greca (in Grecia).

La religione di Stato in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il Cattolicesimo venne riconosciuto religione di Stato con l'articolo 1 dello Statuto albertino del 1848, dapprima in vigore nel solo Regno di Sardegna e poi esteso al nascente Regno d'Italia.

Dal 1948 la Costituzione Repubblicana garantisce, nell'articolo 3, l'uguaglianza degli individui a prescindere dalla religione, il che rappresenta l'abolizione della religione di Stato in Italia, cui si giunse ufficialmente con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 (Protocollo addizionale, punto 1), e con la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale, che sancisce che la laicità è il principio supremo dello Stato abolendo così la religione di Stato.

L'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche.

L'obbligo di affiggere i crocifissi nelle scuole fu istituito con i Regi Decreti 965/1924 e 1297/1928, ai sensi dello Statuto albertino, in epoca fascista.

Il Consiglio di Stato si espresse a favore della presenza dei crocifissi nelle scuole nel 1988, nonostante il Cattolicesimo non fosse più religione di Stato. Ma nel 1997 la Corte Costituzionale dice l'esatto contrario, esprimendo parere contrario sulla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche, specie durante le votazioni.

Il 3 novembre 2009 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" nonché una violazione alla "libertà di religione" degli alunni. La direttiva è contenuta in una sentenza emessa su un ricorso presentato da una cittadina finlandese naturalizzata italiana. Il 18 marzo 2011, la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo con sentenza d'appello definitiva ha accolto il ricorso presentato dall'Italia, assolvendola dalla precedente accusa e stabilendo che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche non costituisce una "violazione dei diritti umani".[1][2][3]

L'Islam come religione di Stato[modifica | modifica sorgente]

In molti paesi musulmani, l'Islam è considerato religione di Stato.

La religione di Stato in Palestina[modifica | modifica sorgente]

Né nella Carta fondamentale palestinese del 1968 né nella Dichiarazione d'indipendenza del 1988 si fa alcuna menzione all'Islam come religione di Stato, ma nella modifica alla Legge fondamentale del 28 maggio 2002, articolo 4, si dichiara che "l’Islam è la religione ufficiale della Palestina".[senza fonte]

La religione di Stato in Egitto[modifica | modifica sorgente]

L'Islam è religione di Stato egiziana in forza dell'articolo 2 della Costituzione.[senza fonte]

La religione di Stato in Giordania[modifica | modifica sorgente]

L'Islam è anche religione di Stato in Giordania, ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione.[senza fonte]

La religione di Stato in Tunisia[modifica | modifica sorgente]

In Tunisia l'articolo 1 della Costituzione riconosce l'Islam come religione di Stato[4].

La religione di Stato in Siria[modifica | modifica sorgente]

La Costituzione siriana non parla dell'islam come della religione di Stato, ma si limita a sancire, con l'articolo 3, che l'Islam deve essere la religione del Presidente della repubblica.

Il buddismo come religione di Stato[modifica | modifica sorgente]

I governi che riconoscono il buddismo, sia una forma specifica, o il tutto, come la loro religione ufficiale:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corriere della Sera, 19 marzo 2011.
  2. ^ Avvenire, 18 marzo 2011.
  3. ^ Repubblica, 18 marzo 2011.
  4. ^ (EN) Tunisia - Constitution. URL consultato il 31-03-2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]