Guerra turco-armena

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Guerra turco-armena
Data 24 settembre - 2 dicembre 1920
Luogo Armenia
Esito Vittoria turca, Trattato di Alessandropoli
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Non più di 20.000[1] 20.000[1]
Perdite
Sconosciute 60.000 - 198.000 morti civili
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La guerra turco-armena scoppiò tra Impero Ottomano e Repubblica Democratica di Armenia dopo l'armistizio tra quest'ultima e l'Azerbaigian nella guerra armeno-azera. In coincidenza a ciò era incipiente l'arrivo dei bolscevichi in Armenia, cosicché la Turchia pensò aver gioco facile allearsi con essi contro l'Armenia. La Turchia era già impegnata su più fronti (guerra d'indipendenza turca) e non poteva permettersi di rischiare troppo. Difatti l'alleanza con i bolscevichi andò a buon fine e la guerra fu breve, ratificata con il Trattato di Alessandropoli del 2 dicembre 1920. Conseguenza fu il ritorno ai confini pre-prima guerra mondiale.

Il conflitto[modifica | modifica sorgente]

Le prime operazioni iniziarono nel giugno 1920, quando i soldati della Repubblica Democratica di Armenia stanziati vicino al confine impegnarono degli scontri con i militari turchi che presidiavano il distretto Oltu, ufficialmente armeno ma controllato dai signori della guerra musulmani. Dal 25 giugno al 5 settembre 1920 turchi (comandati dal generale Kazım Karabekir) e armeni furono impegnati nella battaglia di Oltu; gli armeni non riuscirono a riconquistare la città che rimase in mano ai turchi. Il 24 settembre la Repubblica Democratica di Armenia dichiarò guerra alla Turchia. I turchi ottennero altre vittorie il 29 settembre a Sarıkamış, e il 30 ottobre a Kars; il 7 novembre i turchi occuparono Alessandropoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Minassian, Anahide Ter: La république d'Arménie. 1918-1920 La mémoire du siècle., éditions complexe, Bruxelas 1989, ISBN 2-87027-280-4, p. 220

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