HMS Prince of Wales (53)

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HMS Prince of Wales
La Prince of Wales prima del 24 maggio 1941, giorno del suo scontro con la Bismarck
La Prince of Wales prima del 24 maggio 1941, giorno del suo scontro con la Bismarck
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Nave da battaglia
Classe King George V
Proprietario/a Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Ordinata 29 luglio 1936
Costruttori Cammell Laird and Company
Cantiere Birkenhead
Impostata 1 gennaio 1937
Varata 3 maggio 1939
Entrata in servizio 19 gennaio 1941 (completata il 31 marzo
Radiata 10 dicembre 1941
Destino finale Affondata il 10 dicembre 1941 da un attacco aereo giapponese
Caratteristiche generali
Dislocamento (alla costruzione) 43.786
Lunghezza fuori tutto: 227,1 m
Larghezza 34,3 m
Pescaggio 8.8 m
Propulsione 8 caldaie
4 turbine Parsons
4 assi elica
134.000 Shp
Autonomia 3,100 n.mi. a 27 nodi
Equipaggio 1.521
Equipaggiamento
Sensori di bordo Radar Tipo 281
Armamento
Armamento Nel 1941:
  • 10 cannoni da 14" (356mm) in 2 torri da 4 e una binata
  • 16 cannoni da 5.25" (133mm) in torri binate
  • 6 cannoni 4.7" (119mm) singoli
  • 48 cannoni antiaerei da 2 pdr (40mm)in batterie da 8
  • 1 cannoni antiaerei da 40 mm
  • 8 cannoni antiaerei da 20 mm singoli
Corazzatura
  • Cintura: 374 mm
  • Paratie: 171 mm
  • Torri cannoni: 324 mm fronte
  • Torretta di comando: 324 mm
Mezzi aerei 4 Supermarine Walrus, 1 catapulta
Note
Motto "Ich Dien" - Tedesco: "Io servo"

[senza fonte]

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La 'HMS Prince of Wales (Pennant number 53), settima nave da guerra britannica a portare questo nome, è stata una nave da battaglia della Royal Navy, varata nel 1939 e affondata il 9 dicembre 1941 nelle acque della Malesia da aerei giapponesi. Venne utilizzata per la prima volta in squadra con l'HMS Hood contro la Bismarck e il Prinz Eugen, con ancora una squadra di operai a bordo che lavoravano per ultimare la messa a punto delle macchine. Nello scontro con la Bismark, venne colpita sul ponte e sotto la linea di galleggiamento[1], riuscendo comunque a ritirarsi in una cortina fumogena dopo l'affondamento della Hood.

Nome[modifica | modifica sorgente]

L'Ammiragliato ordinò la costruzione di due nuove navi Classe King George V il 29 luglio 1936 (l'altra sarà la King George V). Inizialmente era previsto che la nave si chiamasse King Edward VIII in onore del nuovo re Edoardo VIII, che però preferì il nome Prince of Wales, già prevedendo problemi a causa della sua relazione con Wallis Simpson, che lo porterà infatti all'abdicazione pochi mesi dopo. La nave divenne quindi la settima nave da guerra della Royal Navy a portare questo nome.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

Al momento dello scoppio della Seconda guerra mondiale la Prince of Wales era ancora in corso di completamento a Birkenhead. Venne danneggiata nell'agosto 1940 quando una bomba esplose tra la parte di dritta dello scafo e il muro del bacino in cui si trovava, danneggiando gravemente parte dello scafo. L'Ammiragliato decise che sarebbe stata necessaria in caso di completamento delle navi da battaglia tedesche Bismarck o Tirpitz e quindi la costruzione procedette a ritmo serrato rimandando numerosi test e prove sui materiali. Entrò in servizio il 19 gennaio 1941 al comando del Capitano John Leach, ma non venne completata prima del 31 marzo seguente.

Servizio nell'Atlantico[modifica | modifica sorgente]

La Prince of Wales nella baia di Terranova per la firma della Carta Atlantica

Poco dopo l'entrata in servizio, salpò insieme alla Hood per intercettare la nave da battaglia tedesca Bismarck e la sua scorta, l'incrociatore da battaglia Prinz Eugen.

La Prince of Wales partì con ancora a bordo tecnici civili impegnati negli ultimi lavori di addobbo della nave. Il 24 maggio le due navi intercettarono le navi da guerra tedesca nella cosiddetta Battaglia dello Stretto di Danimarca. In seguito all'affondamento della Hood la nave, con a bordo un equipaggio con poca esperienza e avendo ricevuto quattro colpi da 380 mm e tre da 203 mm e trovandosi con quasi tutti i cannoni fuori uso perché danneggiati o per malfunzionamenti, si allontanò dalle navi nemiche al riparo di una cortina fumogena[2]. Durante il breve scontro aveva colpito la Bismarck tre volte, una delle quali ad un serbatoio di carburante. Questo danno costrinse la nave da guerra tedesca a fare rotta per la Francia per riparazioni.

La Prince of Wales si unì quindi agli incrociatori Suffolk e Norfolk nella Caccia alla Bismarck.Dopo un brevissimo scambio di colpi nella notte tra il 24 e il 25 maggio la nave abbandonò la caccia essendo rimasta con poco carburante. Al ritorno in porto entrò in cantiere per sei settimane per le necessarie riparazioni.

Salpando il 4 agosto con una scorta di cacciatorpediniere da Scapa Flow[3] trasportò il Primo Ministro britannico Winston Churchill attraverso l'Atlantico fino alla base navale di Argentia, nel Dominion di Terranova, dove incontrò segretamente il Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt per alcuni giorni a partire dal 10 agosto[4]. Durante questo incontro, il 14 agosto, venne firmata la Carta Atlantica, base delle relazioni internazionali del secondo dopoguerra.

Dopo questo viaggio venne trasferita nel Mar Mediterraneo con compiti di scorta a convogli. Il 27 settembre durante una di queste missioni abbatté alcuni aerei nemici durante un attacco aereo.

Servizio in Estremo Oriente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi affondamento della Prince of Wales e della Repulse.

Il 25 ottobre 1941 la Prince of Wales venne assegnata alla base di Singapore come parte della Forza Z, insieme all'incrociatore da battaglia Repulse e ai cacciatorpediniere Electra ed Express. Divenne quindi la nave ammiraglia della Eastern Fleet al comando dell'Ammiraglio Tom Phillips. Raggiunse Singapore nei primi giorni di dicembre. La nuova portaerei Indomitable si sarebbe dovuta unire alla Forza Z ma si arenò durante le prove di navigazione in Giamaica rendendo necessarie delle riparazioni.

La Prince of Wales a Singapore l'8 dicembre 1941

Queste navi erano state inviate a Singapore come deterrente per i giapponesi riguardo ad una possibile invasione della Malesia e delle Indie Orientali. L'invasione iniziò lo stesso l'8 dicembre, in contemporanea con l'attacco a Pearl Harbor, dall'altra parte della linea internazionale del cambio di data. L'Ammiraglio Phillips decise di tentare di intercettare le flotte di invasione, facendo quindi salpare la Prince of Wales e la Repulse insieme con quattro cacciatorpediniere, l'Electra, l'Express, il Tenedos e l'HMAS Vampire. Le navi non riuscirono ad intercettare la flotta giapponese e vennero individuate dal sommergibile giapponese I-65 mentre tornavano alla base. Il 10 dicembre quindi le navi principali, prive di ogni copertura aerea, vennero attaccate e affondate da 86 bombardieri e aerosiluranti della 22 Flottiglia Aerea giapponese, di base a Saigon.

La Prince of Wales, nave da battaglia di concezione moderna e la Repulse, veterana della prima guerra mondiale, subirono la stessa sorte, con poche differenze. Una delle cause della letalità dell'attacco giapponese fu il mancato funzionamento del radar della Prince of Wales, che rese impossibile un'allerta preventiva. All'inizio della battaglia la nave venne anche colpita da un siluro a poppa, esattamente nel punto in cui gli assi delle eliche entrano nello scafo, causando gravi allagamenti e rendendo impossibile manovrare. Altra conseguenza di questo colpo fu la perdita di energia ai pezzi da 133 mm. La seguente perdita delle dinamo rese impossibile anche l'utilizzo di buona parte delle pompe della nave. La mancanza di energia lasciò ampie parti della nave completamente al buio, rendendo più difficili i lavori delle squadre di riparazione. La nave venne colpita in totale da quattro siluri e una bomba. Varie centinaia di marinai morirono al momento dell'affondamento, tra questi l'Ammiraglio Philips ed il Capitano Leach. Comunque, il maggiore spessore dello scafo e la migliore suddivisione in compartimenti stagni permisero alla nave di rimanere a galla molto più a lungo della Repulse, permettendo il salvataggio di una parte maggiore dell'equipaggio rispetto alla più antiquata compagna che affondò rapidamente. Furono le prime due navi da battaglia ad essere affondate in un attacco aereo e spesso questo avvenimento è stato visto come una spia del declino delle navi da battaglia nella guerra moderna sul mare.

Il relitto giace a circa 68 metri di profondità in posizione 3°33′36″N 104°28′42″E / 3.56°N 104.478333°E3.56; 104.478333. Sul luogo si trova una boa con una bandiera britannica fissata a poppa della nave. Il luogo è stato denominato "Sito protetto" nel 2001 in base alla Protection of Military Remains Act (legge sulla protezione dei resti militari) del 1986, poco prima del sessantesimo anniversario dell'affondamento. La campana della nave è stata recuperata nel 2002 e dopo il restauro è stata esposta al Merseyside Maritime Museum di Liverpool.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Crawford, op. cit., p. 258
  2. ^ Jackson, op. cit., p. 64
  3. ^ Churchill, op. cit., p. 566
  4. ^ Peillard, op. cit., p. 201

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Winston Churchill, La seconda guerra mondiale : La grande alleanza, 6ª edizione, Milano, Arnoldo Mondadori, 1960. Template:NoIsbn
  • (EN) Steve Crawford, Battleships and Carriers, Rochester, Grange Books, 1999. ISBN 1-84013-337-6.
  • Léonce Peillard, La battaglia dell'Atlantico, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1992. ISBN 88-04-35906-4.
  • (EN) Robert Jackson, History of the Royal Navy, Londra, Parragon, 1999. ISBN 0-7525-3219-7.
  • William H. Garzke, Jr., and Robert O. Dunlin, Jr., Battleships: Allied Battleships in World War II (Naval Institute Press, Annapolis, 1980). Storia dettagliata sul progetto, sul periodo operativa, sui danni in battaglia. Include immagini della nave in costruzione e dei danni in battaglia.
  • Siegfried Breyer, Battleships and Battlecruisers 1905-1970 (Doubleday and Company; Garden City, New York, 1973) (edizione originale in tedesco come Schlachtschiffe und Schlachtkreuzer 1905-1970, J.F. Lehmanns, Verlag, Munchen, 1970).
  • Martin Middlebrook and Patrick Mahonehy Battleship: The Sinking of the Prince Of Wales and the Repulse (Charles Scribner's Sons, New York, 1979)
  • Lt Cdr. Timothy J. Cain HMS Electra (Frederick Muller, LTD., London, 1959) ISBN 0-86007-330-0 Descrizione della battaglia finale al largo di Kuantan, e dei soccorsi ai sopravvissuti.
  • Testi militari sulla storia della nave e dell'affondamento (Joseph M. Horodyski, Military Heritage, December 2001, Volume 3, No. 3, pp. 69 to 77).
  • Philip Ziegler's King Edward VIII (Alfred and Knopf, 1991) Informazioni sul perché del nome.
  • Ricerca compilata dopo la spedizione 'Job 74', del maggio 2007
  • Descrizione dei danni alla scafo riscontrati sul relitto della HMS Prince of Wales.
  • SI 2008/0950 I resti sono protetti dal Protection of Military Remains Act del 1986
  • Navy News 2001 Annuncio della procedura di protezione di cui sopra.
  • Ricerca del 2008 sui danni causati dal siluro allo scafo.

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