Louis Mountbatten

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Louis Mountbatten
Mountbatten.jpg

Viceré d'India
Durata mandato 12 febbraio 1947 –
15 agosto 1947
Capo di Stato Giorgio VI
Predecessore Archibald Wavell
Successore se stesso come Governatore

Governatore Generale dell'India
Durata mandato 15 agosto 1947 –
21 giugno 1948
Capo di Stato Giorgio VI
Primo ministro Jawaharlal Nehru
Predecessore se stesso come Viceré
Successore Chakravarti Rajagopalachari

Primo Lord del Mare
Durata mandato 1955 –
1959
Capo di Stato Elisabetta II
Predecessore Rhoderick McGrigor
Successore Charles Lambe

Dati generali
Suffisso onorifico Conte Mountbatten di Birmania

Louis Francis Albert Victor Nicholas Mountbatten, 1º Conte Mountbatten di Birmania (Frogmore House, 25 giugno 1900Sligo Bay, 27 agosto 1979), è stato uno statista e ammiraglio britannico, membro delle case reali dei Battenberg e degli Windsor.

Nato come Louis Francis Albert Victor Nicholas von Battenberg, fu l'ultimo Viceré dell'impero britannico in India ed il primo Governatore generale dell'India indipendente. Dal 1954 fino al 1959 egli fu First Sea Lord (ossia il Capo di stato maggiore della Marina britannica), posizione che era stata detenuta dal padre, principe Luigi di Battenberg, circa quarant'anni prima. Lord Mountbatten venne assassinato dalla Provisional Irish Republican Army (IRA), che mise una bomba sulla sua barca a Mullaghmore (contea di Sligo) nella Repubblica d'Irlanda. È stato lo zio di Filippo d'Edimburgo ed ha servito come precettore di Carlo del Galles.

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Battenberg

Prince Louis of Battenberg Arms.svg

Julia di Battenberg (1825–1895)
Figli
Figli
Luigi (1854-1921)
Figli
Giorgio (1892-1938)

Mountbatten nacque a Frogmore House, a Windsor in Inghilterra, come Sua Altezza Serenissima Principe Louis di Battenberg, benché i suoi titoli nobiliari tedeschi vennero abbandonati nel 1917. Egli fu il figlio più giovane (il secondo maschio) del principe Luigi di Battenberg e della moglie, principessa Vittoria d'Assia e del Reno. I suoi nonni materni erano Luigi IV, granduca d'Assia e del Reno, e la principessa Alice del Regno Unito, che era una figlia della regina Vittoria e del principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. I nonni paterni erano invece il principe Alessandro d'Assia e la principessa Julia di Battenberg. Il matrimonio dei suoi nonni paterni era di tipo morganatico, perché la nonna non era di lignaggio reale; come conseguenza, lui ed il padre ebbero trattamento di Altezza Serenissima invece che di Altezza Reale e non potevano essere considerati principi d'Assia, quindi venne dato loro il meno desiderabile titolo di Battenberg. I suoi fratelli e sorelle furono la principessa Alice di Grecia (madre del principe Filippo, duca di Edimburgo), la regina Luisa di Svezia e Giorgio Mountbatten, II marchese di Milford Haven.[1]

Il padre fu First Sea Lord quando scoppiò la Prima guerra mondiale, ma i prevalenti sentimenti estremisti anti-tedeschi lo obbligarono a rassegnare le dimissioni. Nel 1917, quando la famiglia reale britannica smise di utilizzare i suoi cognomi e titoli tedeschi, il principe Luigi di Battenberg divenne Luigi Mountbatten, e venne creato marchese di Milford Haven. Il secondo figlio maschio acquistò quindi il titolo di cortesia di Lord Louis Mountbatten e venne chiamato, in via informale, Lord Louis fino alla morte benché gli fosse stata garantita una viscontea come riconoscimento per il suo servizio in periodo di guerra in Estremo Oriente ed una contea per il suo ruolo nella transizione dell'India da dipendenza britannica a Stato sovrano. Durante l'infanzia visitò la corte imperiale di Russia a San Pietroburgo ed entrò in confidenza con la famiglia imperiale che in seguito venne assassinata; ormai anziano egli venne chiamato a dare la propria testimonianza per confutare le pretese delle pretendenti granduchesse Anastasia. Da giovane aveva maturato un sentimento romantico nei confronti della sorella di Anastasia, la granduchessa Maria, e fino alla fine dei suoi giorni egli tenne una sua fotografia accanto al suo letto.

Dopo il cambio di nome del nipote ed il suo fidanzamento con la futura Regina, si dice che Lord Louis si sia riferito alla dinastia del Regno Unito come al futuro «casato di Mountbatten», mentre la regina madre Maria, narrano alcune testimonianze, rifiutò di avere a che fare con «quell'assurdo Battenberg». Il nome della casata reale rimase infatti Windsor, grazie ad un successivo decreto reale – anche se questo può essere cambiato a discrezione del sovrano. Dopo il matrimonio di Elisabetta II e del principe Filippo, venne quindi decretato che i loro discendenti non reali avrebbero dovuto portare il cognome di Mountbatten-Windsor.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver frequentato la Lockers Park Prep School ed il Naval Cadet School, Mountbatten servì nella Royal Navy durante la Prima guerra mondiale. Egli accompagnò il principe di Galles Edoardo in un tour del 1922 in India (dove incontrò Edwina Ashley ed egli le fece la propria offerta di matrimonio, cui ella acconsentì) e consolidò una stretta amicizia con il Principe. I suoi rapporti con Edoardo si raffreddarono sostanzialmente però durante il periodo di regno come Edoardo VIII e la successiva crisi dell'abdicazione. La lealtà di Mountbatten all'ampia famiglia reale ed al trono, da un lato, e al futuro re, dall'altro, furono testati; Mountbatten si schierò decisamente dalla parte del principe Alberto, duca di York, che sarebbe asceso al trono come Giorgio VI al posto del fratello.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda guerra mondiale egli comandò la V Flottiglia cacciatorpediniere. La sua nave, il cacciatorpediniere HMS Kelly, divenne famosa per aver intrapreso molte prodezze. Ai primi di maggio del 1940, Mountbatten condusse un convoglio attraverso la nebbia per sfollare le forze Alleate che avevano partecipato alla campagna Namsos. Nel 1940 inventò il pigmento per il camuffamento navale Rosa Mountbatten. La sua nave venne affondata nel maggio 1941 durante la campagna di Creta.

Nell'agosto del 1941 Lord Mountbatten venne nominato capitano dell'HMS Illustrious che si trovava a Norfolk, in Virginia, per essere riparata a seguito dell'azione militare avvenuta a Malta, nel Mediterraneo, in gennaio. Durante questo periodo di relativa inattività fece una visita in aereo a Pearl Harbor, dove non si stupì della scarsa preparazione e della generale mancanza di cooperazione tra la marina e l'esercito statunitense, compresa l'assenza di una forza congiunta.

Mountbatten era un prediletto di Winston Churchill (benché dopo il 1948 Churchill non gli parlò più a causa della sua notoria avversione per il ruolo giocato da Lord Louis nell'indipendenza dell'India e del Pakistan) ed il 27 ottobre 1941 Mountbatten sostituì Roger Keyes come comandante delle operazioni combinate. Egli prese parte personalmente alla disfatta del raid su Dieppe del 19 agosto 1942 (fonti dell'esercito Alleato, specialmente del feldmaresciallo Montgomery, comunque ritenevano fosse mal concepito fin dall'inizio). Il raid di Dieppe fu generalmente riconosciuto come disastroso, con perdite di migliaia di persone (comprendendo anche i feriti ed i prigionieri), la grande maggioranza dei quali canadesi. Lo storico Brian Loring Villa ritiene che Mountbatten diresse l'azione senza avere alcuna autorizzazione, ma che l'intenzione di comportarsi in questo modo era conosciuta ai suoi superiori, che però non agirono per fermarlo.[2]

Mountbatten riteneva però che la lezione imparata dalla disfatta di Dieppe fosse necessaria per la pianificazione dell'invasione della Normandia, anche se gli storici militari, come ad esempio il Royal Marine Julian Thompson, scrissero che questa lezione non avrebbe richiesto una sconfitta come quella di Dieppe per essere imparata.[3]

Come conseguenza, Lord Mountbatten divenne una figura controversa in Canada,[4] con la Royal Canadian Legion che ne prendeva le distanze durante le visite che egli compì durante gli ultimi anni della sua carriera; le sue relazioni con i veterani canadesi infatti «rimasero ghiacciate».[5] Ciò nondimeno, un corpo dei Royal Canadian Sea Cadet (RCSCC n° 134 Admiral Mountbatten a Sudbury, Ontario) venne battezzato con il suo nome nel 1946.

Lord Mountbatten ispeziona la guardia navale d'onore all'esterno del palazzo municipale di Singapore prima della cerimonia di resa delle forze armate giapponesi

Alla fine del 1942, Mountbatten propose il progetto Habakkuk a Churchill, ma il progetto della superportaerei in Pykrete non venne mai completato. Nell'ottobre 1943 Churchill nominò Mountbatten supremo comandante Alleato del teatro di guerra dell'Asia Sudorientale. Come prevedibile egli approntò un quartier generale nel palazzo reale di Kandy, in Sri Lanka, ma i generali americani non ne rimasero impressionati. Le sue idee poco pratiche vennero comunque vagliate da un esperto staff di pianificazione guidato dal tenente colonnello James Allason, benché alcune di queste, come ad esempio la proposta di lanciare un ambizioso assalto vicino a Rangoon (Birmania), arrivarono fino a Churchill prima di venir revocate.[6] Egli mantenne l'incarico fino a quando il comando per l'Asia Sudorientale (SEAC, South East Asia Command) non venne sciolto nel 1946.

Durante il periodo in cui fu supremo comandante Alleato in oriente, il suo comando supervisionò le operazioni, condotte dal generale William Slim, di riconquista della Birmania dalle mani dei giapponesi; in questa occasione egli collaborò intensamente con il generale americano Albert Coady Wedemeyer. Una grande soddisfazione personale per Lord Mountbatten fu la ricezione della disfatta giapponese a Singapore quando le truppe britanniche ritornarono sull'isola per accettare formalmente la resa delle forze nipponiche nella regione guidate dal generale Itagaki Seishiro il 12 settembre 1945, operazione che venne nominata operazione Tiderace.

Ultimo viceré[modifica | modifica sorgente]

La sua esperienza nella regione ed in particolare le sue presunte simpatie laburiste del tempo indussero il premier Clement Attlee a nominarlo viceré dell'India dopo la guerra. Nella sua posizione di viceré, Mountbatten sorvegliava la concessione dell'indipendenza ai territori indiani, come ad esempio India e Pakistan. Negli anni successivi, l'India precedente all'indipendenza venne chiamata India britannica; prima della suddivisione e dell'indipendenza con questo termine ci si riferiva quindi a quelle parti dell'India che erano direttamente amministrate dagli inglesi, in opposizione a quelle terre che erano sotto il controllo di principi indiani.

Egli intrattenne solide relazioni con i principi indiani che si diceva riponessero molta fiducia in lui e, sulle basi dei suoi rapporti con la monarchia britannica, persuase molti di loro ad aderire alla creazione dei nuovi stati di India e Pakistan. Queste sue manovre furono di vitale importanza per i primi passi dell'indipendenza indiana, benché, in ultima istanza, l'India ed il Pakistan post-indipendenza abolirono queste loro prerogative.

Nonostante la sua grande amicizia per Jawaharlal Nehru ed il rapporto amichevole con Mahatma Gandhi, la sua inabilità a trattare con Mohammad Ali Jinnah costrinse ben presto Mountbatten ad abbandonare la speranza di salvare un'India indipendente e unita, rassegnandosi alla partizione in Pakistan ed India. Dopo l'indipendenza, che venne dichiarata alla mezzanotte tra il 14 ed il 15 agosto 1947 (in Pakistan è celebrata il 14, mentre in India il 15), egli rimase a Nuova Delhi per dieci mesi, lavorando come il primo dei due governatori generali dell'India fino al giugno 1948; la monarchia venne infatti abolita nel 1950 e l'ufficio di governatore generale venne sostituito con quello di un presidente non esecutivo. Nonostante le azioni di autopromozione molto efficaci che egli condusse in vita circa il ruolo giocato nell'indipendenza indiana — specialmente nella serie per la televisione The Life and Times of Admiral of the Fleet Lord Mountbatten of Burma, prodotta dal genero Lord Brabourne, e nel libro Freedom at Midnight di Larry Collins e Dominique Lapierre, cui fornì molte informazioni — il suo ricordo è piuttosto ambiguo. Secondo alcuni egli accelerò indebitamente il processo di indipendenza, prevedendo grandi distruzioni e perdite di vite umane e non desiderando che queste accadessero sotto il governo britannico; ma così facendo egli provocò realmente queste disgrazie, soprattutto durante la partizione del Punjab e, in modo minore, del Bengala.[7]

John Kenneth Galbraith, l'economista di Harvard canadese-americano, che fu consigliere dei governi dell'India negli anni 1950 e che divenne un amico di Nehru e che ricoprì la carica di ambasciatore americano dal 1961 al 1963, fu un critico piuttosto aspro di Mountbatten con riguardo alla questione indiana. Le terribili distruzioni causate della partizione del Punjab sono vividamente descritte in Freedom at Midnight di Collins e Lapierre e nel romanzo Ice Candy Man di Bapsi Sidhwa (pubblicato negli Stati Uniti come Cracking India), da cui venne tratto il film Earth. In tutte le rappresentazioni della terribile strage che seguì la partizione, Lady Mountbatten è invece universalmente lodata per i suoi sforzi eroici per alleviare le sofferenze e, ad oggi, rimane un'eroina indiana.

Dopo l'India[modifica | modifica sorgente]

Dopo il periodo trascorso in India, Mountbatten prestò servizio nella Flotta del Mediterraneo come ufficiale di staff nell'Ammiragliato. Egli fu personalmente orgoglioso e trasse grande piacere dalla sua carica di First Sea Lord e, in seguito, di Chief of the Defence Staff (Capo della Squadra di Difesa) per sei anni (dal 1959 al 1965), che eglì considerò anche come una specie di risarcimento per la macchia all'onore del padre, che venne costretto a rassegnare le dimissioni da First Sea Lord nel 1914, dopo essere stato falsamente accusato di simpatie pro-Germania.

Si ritiene che nel 1967 Mountbatten ebbe un incontro privato con il noto giornalista e agente della MI5 Cecil King e il capo consigliere scientifico del governo Solly Zuckerman. King intendeva organizzare un'azione contro il governo laburista di Harold Wilson colpito dalla crisi, e fece quindi pressioni su Lord Louis affinché diventasse il leader di un governo di salvezza nazionale. Mountbatten apparentemente considerò l'idea di guidare il movimento, ma Zuckerman osservò che questo equivaleva ad un tradimento e quindi del progetto non se ne fece più nulla a causa della riluttanza ad agire di Mountbatten.[8] Rivendicazioni di un complotto della MI5 contro Wilson sono state prese in considerazione molte volte, ma non furono mai individuate delle prove credibili.

Mountbatten venne nominato primo Lord Lieutenant (Lord Luogotenente) dell'isola di Wight a seguito della creazione della contea nel 1974. Egli mantenne l'incarico fino alla morte.

Mountbatten si fece vanto dell'attività di favorire la comprensione interculturale; nel 1984, con il patrocinio della figlia maggiore, venne creato il Mountbatten Internship Programme, per consentire ai giovani l'opportunità di accrescere le loro conoscenze interculturali spendendo del tempo all'estero.

Dal 1967 al 1978 Mountbatten fu presidente della United World Colleges Organisation (Organizzazione Mondiale dei College), allora formata da un unico college, l'Atlantic College del Galles del Sud. Mountbatten supportò l'organizzazione ed incoraggiò i capi di stato, i politici e le personalità più importanti del mondo a condiverne gli interessi. Sotto la presidenza e con il coinvolgimento personale di Mountbatten, la United World Colleges Organisation dell'Asia Sudorientale venne fondata a Singapore nel 1971, seguita dalla UWC del Pacifico in Canada nel 1974. Nel 1978, Lord Mountbatten di Burma passò la presidenza al suo pronipote, il Principe di Galles.[9]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Louis ed Edwina Mountbatten, ritratti in una foto nei primi anni 1920

Il soprannome di Mountbatten per i suoi famigliari ed amici era Dickie, anche se Riccardo non era nemmeno tra i suoi molti nomi di battesimo. Questo nomignolo era da attribuirsi infatti alla sua bisnonna materna, la regina Vittoria, la quale suggerì il soprannome di Nicky: questo però creò confusione con i molti Nicky della famiglia imperiale russa cosicché lo cambiarono in Dickie.

Mountbatten si sposò il 18 luglio 1922 con Edwina Cynthia Annette Ashley, figlia di Wilfred William Ashley, in seguito nominato 1º barone Mount Temple, a sua volta nipote del VII Conte di Shaftesbury. Lei era la nipote preferita del magnate edoardiano Sir Ernest Cassel e la principale erede della sua fortuna. Al matrimonio seguì un affascinante viaggio di nozze nelle corti europee ed in America che incluse una visita ad Hollywood in compagnia di Douglas Fairbanks, Mary Pickford e Charlie Chaplin, durante il quale quest'ultimo girò un film amatoriale Nice and Easy impiegando i talenti dei suoi compagni.

Lord Louis e la moglie ebbero due figlie:

La coppia, in un certo qual modo, sembrò incompatibile fin dall'inizio. L'ossessione di Louis per l'organizzazione lo portava a controllare Edwina e le chiedeva costanti attenzioni. Non avendo particolari passatempi o passioni, e vivendo lo stile di vita dei reali, Edwina trascorse la maggior parte del suo tempo a party con la creme della società indiana e britannica, facendo viaggi e, nei fine settimana, alloggiando nella residenza di campagna. Nonostante la crescente infelicità da entrambe le parti, Louis si rifiutava di divorziare, temendo che questo avrebbe limitato le sue possibilità di scalare le vette del potere all'interno del mondo militare. Vi erano accuse di infedeltà sia per Lord Louis che per Edwina: le numerose liaison della moglie indussero Louis a cercare una relazione con una donna francese di nome Yola Letellier. Da questo momento in avanti il loro matrimonio si disintegrò, tra costanti accuse e sospetti. La Seconda guerra mondiale diede a Lady Mountbatten l'opportunità di focalizzare la propria attenzione su qualcosa che non fosse l'infedeltà coniugale del marito: ella si unì infatti come amministratore alla St. John's Ambulance Brigade; questo ruolo consegnò ad Edwina l'eredità di essere considerata un'eroina di quel periodo, a causa degli sforzi che profuse per lenire il dolore e le sofferenze del popolo del Punjab.

Come documentato anche dalla biografia ufficiale scritta da Philip Ziegler, il matrimonio fu piuttosto burrascoso, con relazione adulterine da entrambe le parti. Tanto il marito quanto la moglie ammisero prontamente molte relazioni, particolarmente durante gli anni 1930; l'intimità di Lady Mountbatten con Nehru era ben conosciuta. Durante le estati, Lady Mountbatten frequentava la casa di Nehru, dove trascorreva le afose giornate sulla sua veranda. La corrispondenza personale tra i due rivela effettivamente una relazione soddisfacente, ma al tempo stesso frustrante. Ancora oggi è dibattuta la questione circa il fatto se la loro relazione giunse anche ad un livello fisico. Entrambe le figlie dei Mountbatten riconobbero candidamente che la madre aveva un temperamento focoso e che non sempre sosteneva il marito, soprattutto quando la gelosia della posizione sociale del consorte prevaricava il senso di avere una causa in comune.

Lady Mountbatten morì all'età di 58 anni il 21 febbraio 1960 a Jesselton (la moderna Kota Kinabalu), nel Borneo del Nord (l'attuale Stato malesiano di Sabah).

Particolarmente durante il periodo del vicereame in India, i ricevimenti a casa Mountbatten vennero spesso offerti proprio per calmare i sentimenti di rabbioso risentimento della moglie. Successivamente, A.N. Wilson, nel suo famoso After the Victorians: 1901-1953 asserì che Mountbatten stesso portasse avanti delle relazioni con amanti di ambo i sessi e che tra gli amici era conosciuto come Mountbotton (gioco di parole sul suo nome che può essere tradotto con montare sotto).[10] Suscitò molti commenti un breve articolo del magazine Private Eye che riguardava dei marinai ubriachi sorpresi nella casa londinese di Mountbatten e che alludeva alla sua bisessualità. Il biografo ufficiale di Mountbatten scrisse nella sua opera che egli non trovò nessun elemento che supportasse queste asserzioni, ma negli anni seguenti vennero pubblicate le deposizioni di vari testimoni oculari che avvaloravano l'articolo di Private Eye.

Fino al suo assassinio che avvenne nel 1979, Mountbatten conservò accanto al letto una fotografia della cugina, la granduchessa Maria Nikolaevna di Russia, in ricordo dell'infatuazione che ebbe per lei in gioventù.[11]

La figlia come erede[modifica | modifica sorgente]

Dal momento che Mountbatten non ebbe figli maschi, quando venne creato visconte il 23 agosto 1946, in seguito conte e barone il 28 ottobre 1947, le patenti di nobiltà vennero stilate in modo che i titoli si trasmettessero alla linea femminile e in seguito alla discendenza maschile. Questo fu dovuto ad una sua decisa insistenza: i suoi rapporti con la figlia più grande furono sempre particolarmente stretti e lui aveva da sempre il particolare desiderio che lei potesse succedergli nel titolo come proprio diritto. D'altronde nel passato ci furono numerosi precedenti per altri comandanti militari: esempi ne furono il 1º Visconte Nelson ed il 1º Conte Roberts.

Tutoraggio del Principe di Galles[modifica | modifica sorgente]

Carlo, principe del Galles, in una visita negli Stati Uniti d'America nel 1981

Mountbatten ebbe una grande influenza sul pronipote, Carlo, principe del Galles, prima sulla sua educazione e successivamente come guida e consigliere; secondo la biografia del principe scritta da Jonathan Dimbleby, i duei si chiamavano amichevolmente Nonno onorario e Nipote onorario. In ogni caso, sia per il biografo di Mountbatten che per Dimbledy, i risultati di questa influenza potrebbero essere stati alterni. A volte Mountbatten rimproverava fortemente al Principe il fatto che tendesse ad indulgere in piaceri oziosi, vedendo in questo il dilettantismo del carattere del precedente Principe di Galles, il re Edoardo VIII, in seguito duca di Windsor, che Mountbatten aveva conosciuto bene in gioventù. D'altronde egli incoraggiò anche il Principe a godere delle gioie della vita da scapolo finché poteva e in seguito lo spinse a sposare una giovane ragazza senza esperienza per assicurarsi una stabile vita coniugale.[12]

Louis Mountbatten in una fotografia del 1977

D'altronde le qualifiche di Mountbatten per offrire i propri consigli all'erede al trono erano uniche: fu proprio lui che organizzò la visita di Giorgio VI e della regina consorte Elisabetta al Dartmouth Royal Naval College il 22 luglio 1939, avendo cura di includere nell'invito anche le giovani principesse Elisabetta e Margaret e di assegnare al nipote, il cadetto principe Filippo di Grecia, il compito di intrattenerle mentre i genitori visitavano la struttura. Fu questo il primo incontro di cui si abbia notizia dei futuri genitori di Carlo.[13] Alcuni mesi più tardi, gli sforzi di Lord Mountbatten rischiarono di fallire quando ricevette una lettera dalla sorella Alice, che si trovava ad Atene, che lo informava della visita del figlio Filippo e del fatto che egli avesse deciso di stabilirsi definitivamente in Grecia. Nel giro di alcuni giorni, Filippo ricevette un ordine da parte del cugino e sovrano, re Giorgio II di Grecia, di riprendere la sua carriera nella marina britannica; ordine che venne rispettato dal giovane principe, benché fosse stato impartito senza alcuna spiegazione.[14]

Nel 1974 Mountbatten diede avvio ad uno scambio di lettere con Carlo a proposito di un possibile matrimonio con la nipote, Amanda Knatchbull.[15] Fu proprio in questo periodo, comunque, che egli raccomandò al Principe venticinquenne di continuare con i suoi passatempi e relazioni da uomo celibe, e anzi offrì la propria casa a Carlo per i suoi affari romantici, che avrebbero potuto così essere organizzati con la minima pressione della stampa.[16]

Carlo, rispettoso delle regole sociali, scrisse alla madre di Amanda (che era anche la sua madrina), Lady Brabourne, del suo interessamento. La risposta fu incoraggiante, ma d'altronde ella lo avvisò che secondo lei la figlia era ancora troppo giovane per essere corteggiata.[17]

Quattro anni più tardi Mountbatten si procurò un invitò per sé e Amanda per accompagnare il principe Carlo nel suo tour dell'India, pianificato per il 1980.[18] I loro padri però obiettarono prontamente al progetto. Il principe Filippo osservò che l'accoglienza del popolo indiano sarebbe stata più calorosa nei confronti dello zio che del nipote. Lord Brabourne, dal canto suo, ritenne invece che la grande pressione esercitata dalla stampa avrebbe allontanato i due giovani piuttosto che avvicinarli.[17]

Venne quindi progettato che Carlo andasse in India da solo, ma Mountbatten non sopravvisse fino alla data programmata per la partenza. Quando il Principe infine fece la propria proposta ad Amanda, nel tardo 1979, le circostanze erano cambiate in modo tragico, e lei rifiutò.[17]

Morte[modifica | modifica sorgente]

Cristo in trionfo sull'oscurità ed il Demonio di Gabriel Loire (1982) nella cattedrale di San Giorgio, a Città del Capo in Sudafrica, in memoria di Lord Mountbatten

Mountbatten era solito trascorrere le proprie vacanze nel Classiebawn Castle, una tenuta nei pressi di Mullaghmore, nella contea di Sligo, un piccolo villaggio di mare tra le cittadine di Bundoran, nel Donegal, e di Sligo, nell'omonima contea, sulla costa nordoccidentale dell'Irlanda. Bundoran era una rinomata zona di villeggiatura per i volontari dell'IRA, molti dei quali erano quindi a conoscenza della presenza e dei movimenti di Mountbatten a Mullaghmore. Nonostante i consigli di prestare attenzione e gli allarmi provenienti dalla Garda Síochána (il corpo di polizia della Repubblica d'Irlanda), il 27 agosto 1979, Mountbatten andò a veleggiare con la sua barchetta di legno, la Shadow V, che era ormeggiata nel piccolo porticciolo di Mullaghmore. L'IRA aveva precedentemente piazzato sul natante una bomba radio-controllata da 50 libbre (circa 22 chilogrammi) che venne fatta detonare prima che la barca raggiungesse la baia di Donegal. Nell'esplosione vennero uccisi anche Nicholas Knatchbull, il figlio quattordicenne della figlia maggiore di Lord Mountbatten, e Paul Maxwell, un ragazzo quindicenne del Fermanagh che lavorava come membro dell'equipaggio; la Baronessa Brabourne, l'ottantreenne suocera della figlia di Louis, venne ferita gravemente nell'incidente e morì l'indomani per le ferite riportate.

Il padre e la madre di Nicholas Knatchbull, assieme al gemello Timothy, sopravvissero all'esplosione, ma vennero feriti gravemente.

Il vice presidente di Sinn Féin, Gerry Adams, a proposito della morte di Mountbatten, fece la seguente affermazione:

« L'IRA ha dato chiare motivazioni per l'assassinio. Ritengo che sia una disgrazia che qualcuno debba venire ucciso, ma il furore creato dalla morte di Mountbatten ha dimostrato l'attitudine all'ipocrisia dei media. Come membro della Camera dei Lord, Mountbatten era una figura di spicco nella politica britannica ed irlandese. Quello che l'IRA ha fatto a lui, è ciò che Mountbatten ha continuato a fare per tutta la sua vita ad altre persone; e, visti i suoi trascorsi militari, non penso che egli abbia avuto qualcosa da obiettare contro il morire in quella che è chiaramente una situazione di guerra. Lui conosceva i pericoli implicati nel venire in questa contea. Secondo me, l'IRA ha raggiunto il suo obiettivo: la gente ha iniziato a prestare attenzione a ciò che sta avvenendo in Irlanda.[19] »

Lo stesso giorno che Mountbatten venne assassinato,a Warrenpoint, nella contea di Down, sulla riva nordirlandese del Carlingford Lough, l'IRA fece esplodere due bombe a distanza di circa mezz'ora l'una dall'altra uccidendo diciotto soldati britannici, sedici dei quali del Reggimento Paracadutisti e un tenente colonnello (Lieutenant-Colonel) dei Queen's Own Highlanders e il suo marconista, in quella che venne in seguito ricordata come l'"imboscata di Warrenpoint" (Warrenpoint ambush). Dopo queste due azioni, in alcune zone repubblicane dell'Irlanda, si videro dei graffiti che proclamavano: «La Domenica di Sangue non deve essere dimenticata, ne abbiamo presi diciotto e Mountbatten» (Bloody Sunday not forgotten, we got 18 and Mountbatten o anche, sempre riferendosi ai 13 morti di Derry, 13 gone and not forgotten, we got 18 and Mountbatten).

Il principe Carlo prese particolarmente male la morte di Mountbatten, ricordando agli amici che le cose non sarebbero più state le stesse dopo aver perso il proprio mentore.[20]

Funerali[modifica | modifica sorgente]

Il presidente dell'Irlanda, Patrick John Hillery, ed il Taoiseach, Jack Lynch, parteciparono alla cerimonia funebre in onore di Mountbatten nella cattedrale di San Patrizio di Dublino. Mountbatten venne sepolto a Romsey Abbey al termine di un funerale tenutosi nell'abbazia di Westminster e ripreso dalla televisione, come egli aveva già precedentemente pianificato.[21]

Il 23 novembre 1979, Thomas McMahon venne dichiarato colpevole di omicidio per il ruolo che giocò nella sistemazione dell'ordigno esplosivo; venne rilasciato nel 1998 alle condizioni previste dal Good Friday Agreement.[22][23]

Alla notizia della morte di Mountbatten, l'allora musicista di corte, Malcolm Williamson, venne spinto a scrivere il Lament in Memory of Lord Mountbatten of Burma per violino e orchestra d'archi. Fu questo uno dei tributi più commoventi alla memoria di Mountbatten e la composizione, della durata di 11 minuti, venne suonata per la prima volta il 5 maggio 1980 dallo Scottish Baroque Ensemble, diretto da Leonard Friedman.[24]

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Lord Mountbatten (interpretato da Cristopher Owen) appare nel film del 2008 The Bank Job, che narra la storia di una rapina in banca approvata dal governo negli anni 1970. In un appuntamento segreto alla stazione di Paddington, Mountbatten è rappresentato con un emissario del governo britannico che fornisce al ladro i documenti che gli garantiscono l'immunità, in cambio di fotografie potenzialmente imbarazzanti per la famiglia reale. Mountbatten, nel film, dice: «Non ho mai avuto tali occasioni di eccitamento dalla fine della guerra».[25]

Nella sua canzone Post World War Two Blues, contenuta nell'album Past, Present and Future del 1973, il cantautore Al Stewart fece riferimento alla controversia tra Mountbatten e Winston Churchill a proposito dell'India.

Mountbatten comparirà inoltre in un film in uscita, Indian Summer, il quale copre il periodo in cui fu viceré dell'India, ed in particolare parla della liaison tra sua moglie e Nehru. Il film è liberamente tratto dal libro Indian Summer: The Secret history of the end of an empire di Alex von Tunzelmann.[26]

Lord Mountbatten è stato inoltre interpretato da David Warner nel film per la televisione del 2008 In Love with Barbara, una biografia della scrittrice di romanzi rosa Barbara Cartland, mandato in onda su BBC Four nel Regno Unito.

Titoli nobiliari[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Louis Mountbatten

Coat of Arms of Louis Mountbatten, Earl of Burma.svg


Durante la sua vita Mountbatten poté fregiarsi dei seguenti titoli nobiliari, qui riportati in ordine cronologico:

  • Sua Altezza Serenissima Principe Louis di Battenberg (19001917)
    • in tedesco: Durchlaucht Prinz Ludwig Franz Albrecht Victor Nicholas Georg von Battenberg
  • Mr. Louis Mountbatten (1917)
  • Lord Louis Mountbatten (1917–1920)
  • Lord Louis Mountbatten, MVO (1920-1922)
  • Lord Louis Mountbatten, KCVO (1922-1937)
  • Lord Louis Mountbatten, GCVO (1937-1941)
  • Lord Louis Mountbatten, GCVO, DSO (1941-1943)
  • Lord Louis Mountbatten, GCVO, CB, DSO (1943-1946)
  • The Right Honourable Il Visconte Mountbatten di Burma, KG, GCVO, KCB, DSO (19461947)
  • The Right Honourable Il Visconte Mountbatten di Burma, KG, GCVO, KCB, DSO, PC (1947)
  • The Right Honourable Il Conte Mountbatten di Burma, KG, GCSI, GCIE, GCVO, KCB, DSO, PC (19471955)
  • The Right Honourable Il Conte Mountbatten di Burma, KG, GCB, GCSI, GCIE, GCVO, DSO, PC (19551965)
  • The Right Honourable Il Conte Mountbatten di Burma, KG, GCB, OM, GCSI, GCIE, GCVO, DSO, PC (19651979)


Albero Genealogico[modifica | modifica sorgente]

Lord Louis Mountbatten Padre:
Luigi di Battenberg
Nonno paterno:
Alessandro d'Assia
Bisnonno paterno:
Luigi II d'Assia
Trisnonno paterno:
Luigi I d'Assia
Trisnonna paterna:
Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Guglielmina di Baden
Trisnonno paterno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonna paterna:
Amelia Frederica di Assia-Darmstadt
Nonna paterna:
Julia von Hauke
Bisnonno paterno:
Conte Hans Moritz von Hauke
Trisnonno paterno:
Friedrich Carl Emanuel Hauke
Trisnonna paterna:
Maria Salomé Schweppenhäuser
Bisnonna paterna:
Sophie Lafontaine
Trisnonno paterno:
Franz Anton Leopold Lafontaine
Trisnonna paterna:
Maria Theresa Kornély
Madre:
Vittoria d'Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Luigi IV d'Assia
Bisnonno materno:
Carlo d'Assia
Trisnonno materno:
Luigi II d'Assia
Trisnonna materna:
Guglielmina di Baden
Bisnonna materna:
Elisabetta di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo Carlo di Prussia
Trisnonna materna:
Maria Anna d'Assia-Homburg
Nonna materna:
Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica sorgente]

Membro dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine Reale Vittoriano
— 1920
Cavaliere Commendatore dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine Reale Vittoriano
— 1922
Commendatore del Venerabile Ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore del Venerabile Ordine di San Giovanni
— 1929
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano
— 1937
Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni
— 1940
Compagno del Distinguished Service Order - nastrino per uniforme ordinaria Compagno del Distinguished Service Order
— 1941
Compagno dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine del Bagno
— 1943
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— 1946
Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno
— 1946
Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine della Stella d'India - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine della Stella d'India
— 1947
Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine dell'Impero Indiano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine dell'Impero Indiano
— 1947
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno
— 1955
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito
— 1965
Distinguished Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Medal
British War Medal - nastrino per uniforme ordinaria British War Medal
— 1919
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria
— 1919
1939–45 Star - nastrino per uniforme ordinaria 1939–45 Star
Burma Star - nastrino per uniforme ordinaria Burma Star
— 1945
War Medal 1939-1945 - nastrino per uniforme ordinaria War Medal 1939-1945
— 1945
Medaglia dell'Incoronazione di Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Incoronazione di Giorgio V
— 1911
Medaglia del giubileo d'argento di Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo d'argento di Giorgio V
— 1935
Medaglia dell'Incoronazione di Giorgio VI - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Incoronazione di Giorgio VI
— 1937
Medaglia dell'Incoronazione di Elisabetta II - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Incoronazione di Elisabetta II
— 2 giugno 1953
Medaglia del giubileo d'argento di Elisabetta II - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo d'argento di Elisabetta II
— 1977

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

immagine del nastrino non ancora presente Gran Commendatore dell'Ordine di Thiri Thudhamma (Birmania)
— 1956
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca)
— 1962
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 1946
Croix de guerre 1939-1945 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 (Francia)
— 1946
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Sigillo di Salomone (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Sigillo di Salomone (Impero d'Etiopia)
— 1965
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
— 1948
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis (Portogallo)
— 1951
Grand'Ufficiale dell'Ordine del Nilo (Regno d'Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine del Nilo (Regno d'Egitto)
— 1922
Membro di I Classe dell'Ordine della Stella del Nepal (Regno del Nepal) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della Stella del Nepal (Regno del Nepal)
— 1946
Croce di guerra greca del 1940 (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra greca del 1940 (Regno di Grecia)
— 1941
Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine di Giorgio I (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine di Giorgio I (Regno di Grecia)
— 1946
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona di Romania (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona di Romania (Regno di Romania)
— 1924
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Regno di Romania)
— 1937
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1922
Commendatore Capo della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Capo della Legion of Merit (Stati Uniti)
— 1943
Distinguished Service Medal (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Medal (Stati Uniti)
— 1945
Asiatic-Pacific Campaign Medal (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Asiatic-Pacific Campaign Medal (Stati Uniti)
— 1945
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 1952
Gran Cordone Speciale dell'Ordine delle Nuvole e della Bandiera (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone Speciale dell'Ordine delle Nuvole e della Bandiera (Taiwan)
— 1945
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Thailandia)
— 1946

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Louis Mountbatten Padre:
Luigi di Battenberg
Nonno paterno:
Alessandro d'Assia
Bisnonno paterno:
Luigi II d'Assia
Trisnonno paterno:
Luigi I d'Assia
Trisnonna paterna:
Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Guglielmina di Baden
Trisnonno paterno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonna paterna:
Amelia Frederica di Assia-Darmstadt
Nonna paterna:
Julia von Hauke
Bisnonno paterno:
Conte Hans Moritz von Hauke
Trisnonno paterno:
Friedrich Carl Emanuel Hauke
Trisnonna paterna:
Maria Salomé Schweppenhäuser
Bisnonna paterna:
Sophie La Fontaine
Trisnonno paterno:
Franz Anton Leopold La Fontaine
Trisnonna paterna:
Maria Theresa Kornély
Madre:
Vittoria d'Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Luigi IV d'Assia
Bisnonno materno:
Carlo d'Assia
Trisnonno materno:
Luigi II d'Assia
Trisnonna materna:
Guglielmina di Baden
Bisnonna materna:
Elisabetta di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo Carlo di Prussia
Trisnonna materna:
Maria Anna d'Assia-Homburg
Nonna materna:
Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Burke's Guide to the Royal Family; pubblicata da Hugh Montgomery-Massingberd, p. 303
  2. ^ Villa, Brian Loring (1989). Unauthorized Action: Mountbatten and the Dieppe Raid. Toronto: Oxford University Press.
  3. ^ Thompson, Julian [2000] (2001). The Royal Marines: from Sea Soldiers to a Special Force, Paperback, London: Pan Books, pp. 263–9
  4. ^ Villa, Brian Loring (1989). Unauthorized Action: Mountbatten and the Dieppe Raid. Toronto: Oxford University Press, pp. 240–241.
  5. ^ Who was responsible for Dieppe?, Archivi CBC, pubblicato il 9 settembre 1962. Consultato il 1º agosto 2007
  6. ^ James Allason. The Hot Seat, Blackthorn, London 2006.
  7. ^ Vedi, a titolo di esempio, Wolpert, Stanley (2006). Shameful Flight: The Last Years of the British Empire in India
  8. ^ House of Commons, Hansard: 10 gennaio 1996, colonna 287. Atti del parlamento britannico
  9. ^ Sito ufficiale dell'UWC
  10. ^ A.N. Wilson, After the Victorians: 1901–1953 (London: Hutchinson, 2005), pp.493–94
  11. ^ King and Wilson (2003), p. 49
  12. ^ Junor, Penny (2005). The Duty of an Heir, The Firm: the troubled life of the House of Windsor. New York: Thomas Dunne Books, p. 72. ISBN 978-0-312-35274-5. OCLC 59360110. Consultato il 13 maggio 2007.
  13. ^ Edwards, Phil (31 ottobre 2000). The Real Prince Philip (documentario TV). Real Lives: channel 4's portrait gallery. Channel 4. Consultato il 12 maggio 2007
  14. ^ Vickers, Hugo (2000). Alice, Princess Andrew of Greece. London: Hamish Hamilton, p.281. ISBN 0-241-13686-5.
  15. ^ Dimbleby, Jonathan (1994). The Prince of Wales: A Biography. New York: William Morrow and Company, pp. 204–206.
  16. ^ Robert Lacey, Royal, 2002.
  17. ^ a b c Dimbleby, Jonathan (1994). The Prince of Wales: A Biography. New York: William Morrow and Company, pp. 263–265.
  18. ^ Dimbleby, Jonathan (1994). The Prince of Wales: A Biography. New York: William Morrow and Company, page 263.
  19. ^ Louisa Wright (19 novembre 1979). It is "Clearly a War Situation". TIME. Consultato il 2 settembre 2007
  20. ^ Lacey, Robert, Royal, 2002.
  21. ^ Hugo, Vickers (novembre 1989), The Man Who Was Never Wrong, Royalty Monthly, pag. 42
  22. ^ Una bomba dell'IRA uccide Lord Mountbatten — BBC News On This Day
  23. ^ A Secret History of the IRA, Ed Moloney, 2002. (PB) ISBN 0-393-32502-4 (HB) ISBN 0-7139-9665-X, p.176
  24. ^ Necrologio di Malcolm Williamson The Independent, 4 marzo 2003
  25. ^ The Bank Job è eccitante e carico di suspense
  26. ^ Indian Summer, storia dei Mountbatten

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Philip Ziegler, Mountbatten: the official biography, (Collins, 1985)
  • Richard Hough, Mountbatten; Hero of our time, (Weidenfeld and Nicolson, 1980)
  • The Life and Times of Lord Mountbatten (Hutchinson, 1968)
  • Andrew Roberts Eminent Churchillians, (Phoenix Press, 1994).
  • Dominique Lapierre e Larry Collins, Freedom at Midnight, (Collins, 1975).
  • Robert Lacey Royal (2002)
  • A.N. Wilson After the Victorians: 1901-1953, (Hutchinson, 2005)
  • Jon Latimer Burma: The Forgotten War, (John Murray, 2004)
  • Montgomery-Massingberd, Hugh (editor), Burke's Guide to the Royal Family, Burke's Peerage, London, 1973, ISBN 0-220-66222-3
  • Tony Heathcote, The British Admirals of the Fleet 1734 - 1995, (Pen & Sword Ltd, 2002), ISBN 0-85052-835-6

Vedi anche:

  • David Leigh, The Wilson Plot: The Intelligence Services and the Discrediting of a Prime Minister 1945-1976, London: Heinemann, 1988

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Viceré d'India Successore Flag of the Governor-General of India (1885–1947).svg
Archibald Wavell, I conte Wavell 1947 Titolo abolito
Predecessore Governatore Generale dell'India Successore Flag of the Governor-General of India (1885–1947).svg
Archibald Wavell, I conte Wavell 1947-1948 Chakravarti Rajagopalachari
Predecessore Comandante supremo del teatro del Sud Est asiatico Successore BritishArmyFlag2.svg
Titolo inesistente 19431946 Titolo abolito
Predecessore Fourth Sea Lord Successore Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Herbert Packer 19501952 Sydney Raw
Predecessore Comandante in capo alla flotta inglese nel Mediterraneo Successore Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Sir John Edelsten 19521954 Sir Guy Grantham
Predecessore First Sea Lord Successore Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Sir Rhoderick McGrigor 19551959 Sir Charles Lambe
Predecessore Capo di stato maggiore della difesa del Regno Unito Successore Triserv-600.jpg
Sir William Dickson 19591965 Sir Richard Hull
Predecessore Membro della commissione della NATO Successore Flag of NATO.svg
Rustu Erdelhun 19601961 Lyman Lemnitzer
Predecessore Presidente del United World Colleges Successore
Titolo inesistente 1967-1978 Carlo, principe di Galles
Predecessore Lord Luogotenente dell'Isola di Wight Successore Isle of Wight Council Flag.svg
Titolo inesistente 1974-1979 John Nicholson, II baronetto
Predecessore Conte Mountbatten di Burma Successore Flag of the United Kingdom.svg
Titolo inesistente 1947-1979 Patricia Knatchbull, II contessa Mountbatten di Burma
Predecessore Visconte Mountbatten di Burma Successore Flag of the United Kingdom.svg
Titolo inesistente 1946-1979 Patricia Knatchbull, II contessa Mountbatten di Burma

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