Alice di Battenberg

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Battenberg

Prince Louis of Battenberg Arms.svg

Julia di Battenberg (1825–1895)
Luigi (1854-1921)
Giorgio (1892-1938)
Alice di Battenberg in una foto del 1906 circa

Vittoria Alice Elisabetta Giulia Maria di Battenberg (Castello di Windsor, 25 febbraio 1885Londra, 5 dicembre 1969) fu la suocera della regina Elisabetta II.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alice nacque nel Castello di Windsor, in presenza della sua bisnonna, la regina Vittoria[1]. Era la primogenita del principe Luigi di Battenberg, e di sua moglie, la principessa Vittoria d'Assia e del Reno. Sua madre era la figlia maggiore della principessa Alice, granduchessa d'Assia, seconda figlia della regina Vittoria e del principe Alberto. Suo padre era il figlio maggiore del principe Alessandro d'Assia e del Reno, e della sua moglie morganatica di, Julia von Hauke, principessa di Battenberg[2].

Venne battezzata con i nomi di Vittoria Alice Elisabetta Julia Maria il 25 aprile 1885. I suoi padrini furono Luigi IV d'Assia, Alessandro d'Assia e del Reno, Julia von Hauke, principessa di Battenberg, le sue zie, la granduchessa Elizaveta Fedorovna e la principessa Maria di Battenberg, e la sua bisnonna, la regina Vittoria[3].

Trascorse la propria infanzia tra Darmstadt, Londra, Jugenheim e Malta (dove suo padre era di stanza come ufficiale di marina)[4]. La madre notò che era lenta a imparare a parlare, e si preoccupò. Alla fine, dopo una visita da un specialista, ad Alice venne diagnosticata una sordità congenit. Con l'incoraggiamento di sua madre, Alice imparò a leggere le labbra e a parlare in inglese e tedesco[5]. Venne educata privatamente, studiando francese, e poi, dopo il suo fidanzamento, il greco[6].

Nel 1893 era una damigella d'onore al matrimonio di Giorgio, duca di York (poi re Giorgio V) e Mary di Teck. A poche settimane del suo sedicesimo compleanno, partecipò al funerale della regina Vittoria.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

In occasione dell'incoronazione di Edoardo VII[7], Alice incontrò e si innamorò di Andrea di Grecia, figlio di Giorgio I di Grecia e di Ol'ga Konstantinovna Romanova. Si sposarono con cerimonia civile il 6 ottobre 1903 a Darmstadt. Il giorno seguente, ci furono due cerimonie: una luterana e una greco-ortodossa.

Alice insieme alle figlie, Margherita e Teodora, 1910.

Gli sposi erano strettamente legati alle case di Gran Bretagna, Germania, Russia, Danimarca e Grecia; il loro matrimonio è stato uno dei grandi raduni dei discendenti della regina Vittoria e Cristiano IX di Danimarca prima dello scoppio della prima guerra mondiale[4].

La coppia ebbe cinque figli:

Dopo le nozze, il principe Andrea continuò la sua carriera militare e Alice si occupava di opere di beneficenza. Nel 1908, visitarono la Russia per il matrimonio tra Maria di Russia e Guglielmo di Svezia. Mentre era lì, fece visita alla zia, la granduchessa Elizaveta Feodorovna, che stava pianificando la fondazione di un ordine religioso di infermiere. Alice partecipò alla posa della prima pietra per la nuova chiesa di sua zia.

Al loro ritornò in Grecia la situazione politica peggiorò, siccome il parlamento di Creta (ancora nominalmente parte dell'Impero Ottomano) chiese di entrare a far parte della Grecia. Un gruppo di ufficiali insoddisfatti formarono il partito nazionalista greco che alla fine portò alle dimissioni del principe Andrea e l'ascesa al potere di Eleftherios Venizelos[8].

Esili[modifica | modifica sorgente]

Durante le guerre balcaniche, Andrea venne richiamato nell'esercito e Alice lavorò come infermiera, assistendo alle operazioni e alla creazione di ospedali da campo. Durante la prima guerra mondiale, il cognato, Costantino, mantenne una politica di neutralità, nonostante il governo democraticamente eletto da Venizelos sostenesse gli Alleati. Alice e le sue figlie furono costretti a rifugiarsi nelle cantine del palazzo durante il bombardamento francese di Atene, il 1 dicembre 1916. Nel giugno 1917 la politica di neutralità del re era diventata così insostenibile che lei e altri membri della famiglia reale greca furono costretti all'esilio quando Costantino abdicò. Per i successivi anni la maggior parte della famiglia reale greca visse in Svizzera[9].

Alla fine della guerra gran parte delle monarchie dell'epoca crollarono. La carriera navale di suo padre, era crollata all'inizio della guerra a fronte del sentimento anti-tedesco in Gran Bretagna. Alla richiesta di Giorgio V, rinunciò al titolo di principe di Battenberg e lo stile di Altezza Serenissima il 14 luglio 1917 e cambiò il nome della famiglia in "Mountbatten". Il giorno seguente, il re lo creò marchese di Milford Haven[10]. L'anno successivo, due delle sue zie, Alix, zarina di Russia, e la granduchessa Elizaveta vennero assassinate dai bolscevichi dopo la russa rivoluzione[2]. Alla fine della guerra gli russo, tedesco e austro-ungarico caddero, e lo zio di Alice, Ernesto Luigi venne deposto[11].

Nel 1920 la famiglia reale ritornò in Grecia ma dopo la sconfitta dell'esercito ellenico nella guerra greco-turca, un comitato rivoluzionario sotto la guida dei colonnelli Nikolaos Plastiras e Stylianos Gonatas prese il potere e costrinse il re all'esilio, ancora una volta[12]. Il principe Andrea, che aveva servito come comandante del 2º Corpo d'Armata durante la guerra, venne arrestato. Dopo un ridicolo processo, fu condannato all'esilio, e il principe e la principessa, insieme ai loro figli, fuggirono a bordo di un incrociatore britannico HMS Calypso, sotto la protezione del comandante Gerald Talbot[13].

La famiglia si stabilì in una piccola casa presta da Maria Bonaparte a Saint-Cloud, alla periferia di Parigi, dove Alice si occupò di beneficenza per i profughi greci[14].

Il 28 ottobre 1928 entrò nella Chiesa greco-ortodossa. Nel 1930, a seguito di un profondo esaurimento nervoso, venne ricoverata in clinica, essendole stata diagnosticata la schizofrenia. Durante la sua convalescenza i coniugi vissero vite separate; mantenne i contatti solo con la madre. Incontrò il marito per la prima volta nel 1937, al funerale della figlia Cecilia, del genero e di due dei loro figli, morti in un incidente aereo ad Ostenda.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale, Alice si trovò in una difficile situazione in quanto le figlie erano sposate con membri di famiglie di origine tedesca mentre il suo unico figlio combatteva nella Royal Navy.

Visse ad Atene, insieme alla cognata Elena Vladimirovna Romanova, per tutta la durata della guerra, mentre la maggior parte della famiglia reale greca rimase in esilio in Sudafrica[15][16]. Lavorò per la Croce Rossa, contribuendo a organizzare mense per la popolazione, che moriva di fame, e volando in Svezia per riportare forniture mediche con il pretesto di visitare sua sorella, Luisa, che era sposata con il principe ereditario[17].

Dopo la caduta di Benito Mussolini, nel settembre 1943, l'esercito tedesco occupò Atene, dove una minoranza di ebrei greci aveva cercato rifugio. La maggioranza (circa 60.000 su una popolazione totale di 75.000) venne deportata in campi di concentramento nazisti, dove ne morirono 2.000[18].

Vedovanza[modifica | modifica sorgente]

Alice tornò in Gran Bretagna nel 1947, per preparare il matrimonio del figlio Filippo con la principessa Elisabetta, sua nipote in quanto il bisnonno di Elisabetta, Edoardo VII era fratello di sua nonna Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha.

Il giorno delle nozze, suo figlio è stato creato "duca di Edimburgo" da Giorgio VI. Per la cerimonia di nozze, Alice sedeva a capo della sua famiglia sul lato nord di Westminster Abbey, di fronte al re, la regina Elisabetta e della regina Mary. Si decise di non invitare le figlie di Alice al matrimonio a causa del profondo sentimento anti-tedesco in Gran Bretagna dopo la seconda guerra mondiale.

Nel gennaio 1949 fondò un ordine di suore greco-ortodosso, Sorellanza cristiana di Marta e Maria, modellato sull'istituto che la zia, Elizaveta Fëdorovna, aveva fondato nel 1909. Al matrimonio del figlio e all'incoronazione della nuora nel 1953, era presente e vestita con l'abito dell'ordine.

Nel 1960, visitò l'India su invito del Rajkumari Amrit Kaur. Il viaggio terminò quando improvvisamente si ammalò, e sua cognata, Edwina Mountbatten, che si trovava a passare attraverso Delhi del suo tour, ha dovuto appianare le cose con i padroni di casa indiani che se la presero all'improvvisa cambio di programma.

Sempre più sorda e con una salute sempre più precaria, Alice lasciò la Grecia per l'ultima volta in seguito Dittatura dei colonnelli. La regina Elisabetta II e il duca di Edimburgo invitarono Alice a risiedere stabilmente a Buckingham Palace. Il re Costantino II di Grecia e la regina Anna Maria andarono in esilio nel dicembre, dopo un contro-colpo di stato fallito.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Alice morì il 5 dicembre 1969 a Buckingham Palace. Non lasciò possedimenti avendo dato via tutto. Inizialmente i suoi resti vennero collocati nella Cripta Reale nella St. George's Chapel, nel Castello di Windsor, ma prima di morire lei aveva espresso il suo desiderio di essere sepolta presso il convento di Santa Maria Maddalena nel Getsemani sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme (vicino a sua zia Elizaveta Fëdorovna).

Il suo desiderio è stato realizzato il 3 agosto 1988 quando i suoi resti vennero trasferiti al suo ultimo luogo di riposo in una cripta sotto la chiesa[4][19].

Il 31 ottobre 1994, due figli sopravvissuti della principessa Alixe, andarono a Yad Vashem (il Memoriale dell'Olocausto) a Gerusalemme per assistere a una cerimonia in suo onore per ricevere il "Giusto tra le Nazioni" per aver nascosto la famiglia Cohen nella sua casa di Atene durante la seconda guerra mondiale[20][21]. Nel 2010, la principessa è stata nominata postuma "Eroe della Shoah" da parte del governo britannico[22].

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Alice di Battenberg Padre:
Luigi di Battenberg
Nonno paterno:
Alessandro d'Assia
Bisnonno paterno:
Luigi II d'Assia
Trisnonno paterno:
Luigi I d'Assia
Trisnonna paterna:
Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Guglielmina di Baden
Trisnonno paterno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonna paterna:
Amelia Frederica di Assia-Darmstadt
Nonna paterna:
Julia von Hauke
Bisnonno paterno:
Conte Hans Moritz von Hauke
Trisnonno paterno:
Friedrich Carl Emanuel Hauke
Trisnonna paterna:
Maria Salomé Schweppenhäuser
Bisnonna paterna:
Sophie La Fontaine
Trisnonno paterno:
Franz Anton Leopold La Fontaine
Trisnonna paterna:
Maria Theresa Kornély
Madre:
Vittoria d'Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Luigi IV d'Assia
Bisnonno materno:
Carlo d'Assia
Trisnonno materno:
Luigi II d'Assia
Trisnonna materna:
Guglielmina di Baden
Bisnonna materna:
Elisabetta di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo Carlo di Prussia
Trisnonna materna:
Maria Anna d'Assia-Homburg
Nonna materna:
Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld

Onorificenze greche[modifica | modifica sorgente]

Dama Gran Croce dell'Ordine di Sant'Olga e Santa Sofia - nastrino per uniforme ordinaria Dama Gran Croce dell'Ordine di Sant'Olga e Santa Sofia
— 1903

Onorificenze stranieri[modifica | modifica sorgente]

Membro della Royal Red Cross (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Membro della Royal Red Cross (Regno Unito)
— 1913
Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa (Regno di Spagna)
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina (Impero di Russia)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vickers, p. 2
  2. ^ a b Darryl Lundy, thePeerage.com. URL consultato l'8 maggio 2009.
  3. ^ Vickers, p. 19
  4. ^ a b c Hugo Vickers, Alice, Princess (1885–1969) in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004, DOI:10.1093/ref:odnb/66337. URL consultato l'8 maggio 2009.
  5. ^ Vickers, pp. 24–26
  6. ^ Vickers, p. 57
  7. ^ Vickers, p. 52
  8. ^ Clogg, pp. 97–99
  9. ^ Van der Kiste, pp. 96 ff.
  10. ^ La principessa Alice non usò mai il cognome Mountbatten in quanto era già sposata.
  11. ^ Vickers, pp. 137–138
  12. ^ Vickers, p. 162
  13. ^ Vickers, p. 171
  14. ^ Vickers, pp. 176–178
  15. ^ Vickers, p. 292
  16. ^ Princess Andrew, Mother of the Duke of Edinburgh in The Times, London, 6 dicembre 1969, p. 8, col. E.
  17. ^ Vickers, pp. 293–295
  18. ^ Stephen Bowman, Jews in Richard Clogg (a cura di), Minorities in Greece, London, Hurst & Co., 2002, pp. 64–80, ISBN 1-85065-706-8.
  19. ^ Convent of Saint Mary Magdalene - The Garden of Gethsemane, Russian Ecclesiastical Mission in Jerusalem. URL consultato l'8 maggio 2009.
  20. ^ Vickers, p. 398.
  21. ^ Christopher Walker, Duke pays homage to Holocaust millions in The Times, London, 1º novembre 1994, p. 12.
  22. ^ Britons honoured for holocaust heroism, The Telegraph, 9 marzo 2010. URL consultato il 9 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2010).

Controllo di autorità VIAF: 55288195 LCCN: n/2001/32460

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