Elena Vladimirovna Romanova

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Elena Vladimirovna Romanova

Elena Vladimirovna Romanova (Carskoe Selo, 17 gennaio 1882Atene, 13 marzo 1957) , unica figlia femmina del granduca Vladimir Aleksandrovič Romanov, fratello minore dello zar Alessandro III di Russia, e di Maria di Meclemburgo-Schwerin (che prese il nome di Maria Pavlovna dopo la conversione all'ortodossia).

Elena ed i suoi tre fratelli maggiori, i granduchi Kirill, Boris e Andrej, vennero cresciuti da una babysitter inglese, che li portò a parlare inglese come lingua madre[1]. Da piccola Elena aveva un temperamento irruente e talvolta perdeva il controllo: una volta, posando per un artista all'età di quattro anni, afferrò un tagliacarte e minacciò la babysitter, che si nascose dietro il pittore; "La piccola lady allora trasferì le sue attenzioni su di me, i suoi occhi neri spalancati con furia" scrisse il pittore[2]. Elena, cresciuta da una madre ben conscia di essere la seconda dama dell'Impero russo – fino alla morte di Alessandro III, poi la terza dopo la zarina Aleksandra e l'Imperatrice vedova – venne considerata da alcuni una snob. "Povera cara, mi spiace molto per lei, tanto dolce, ma anche vanitosa e pretenziosa" scrisse l'Imperatrice Vedova, rivale di sua madre nel predominio sociale[3].

Fu dapprima fidanzata con il principe Max di Baden, ma questi la lasciò, rendendo furiosa la madre di Elena e dando all'alta società occasione di fare molti pettegolezzi sulla capacità della donna di trovare un buon partito per la figlia. Il principe Nicola di Grecia si fece avanti nel 1900 ma Maria Pavlovna si dimostrò riluttante a permettere che la figlia sposasse un principe più giovane, non particolarmente ricco e senza prospettive di un trono. Alla fine cedette alle nozze quando fu chiaro che non ci sarebbero stati altri pretendenti: l'Imperatrice Vedova scrisse che Elena aveva "un tono molto brusco ed arrogante che può disorientare le persone" e previde delle difficoltà per il matrimonio, ma invece le nozze furono felici[4].

Nicola ed Elena di Grecia con le figlie Olga, Elisabetta e Marina nel 1908 circa.

Ebbero tre figlie:

La famiglia visse in Russia fino alla Rivoluzione d'Ottobre, poi si trasferì in Grecia, che dovettero abbandonare quando venne proclamata la repubblica, e si trasferirono in Francia, dove Elena si dedicò attivamente a soccorrere gli emigrati russi, specialmente bambini. La famiglia era però a corto di denaro, avendo perso le proprietà in Russia e le rendite greche, il che li costringeva a vivere senza fasto e senza particolari lussi, ma attingendo, come fonte di reddito, ai gioielli di Elena e alla vendita dei quadri di Nicola.

In seguito ai sopraggiunti problemi economici, la coppia si impegnò perché le tre figlie facessero dei buoni matrimoni, riuscendoci: la principessa Olga sposò il principe Paolo Karađorđević, la principessa Elisabetta il conte Carlo Teodoro zu Toerring-Jettenbach, un nobile possidente terriero bavarese, e la principessa Marina sposò il principe Giorgio Windsor, duca di Kent. La granduchessa Elena rimase vedova all'inizio di 1938, quando Nicolas per un infarto morì improvvisamente; rimase in Grecia durante la Seconda guerra mondiale, dove morì nel 1957.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Olga e Santa Sofia - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Olga e Santa Sofia
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Zeepvat, Charlotte, The Camera and the Tsars: A Romanov Family Album, Sutton Publishing, 2004, p. 65
  2. ^ Zeepvat, p. 90
  3. ^ Zeepvat, p. 90
  4. ^ Zeepvat, p. 99
  5. ^ Paul Theroff, "Russia" in An Online Gotha, 2007. URL consultato il 5 gennaio.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]