Sofia Dorotea di Württemberg

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Imperatrice Consorte Marija Fëdorovna
Sofia Dorotea di Württemberg.
Sofia Dorotea di Württemberg.
Imperatrice consorte di Tutte le Russie
Stemma
Nome completo Sophie Dorothee Auguste Luise Prinzessin von Württemberg
Nascita Stettino, Polonia, 25 ottobre 1759
Morte Pavlovsk (San Pietroburgo), Russia, 5 novembre 1828
Sepoltura Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
Casa reale Casato di Württemberg
Padre Federico II Eugenio, Duca di Württemberg
Madre Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt
Consorte Paolo I di Russia
Figli Alessandro I di Russia
Granduca Konstantin Pavlovič
Arciduchessa Alessandra d'Austria
Elena, Granduchessa ereditaria di Meclemburgo-Schwerin
Maria, Granduchessa di Sassonia-Weimar-Eisenach
Caterina, Regina di Württemberg
Anna, Regina dei Paesi Bassi
Nicola I di Russia
Granduca Michail Pavlovič

Sofia Dorotea di Württemberg (Stettino, 25 ottobre 1759Pavlovsk, 5 novembre 1828) fu la seconda moglie dell'imperatore Paolo I di Russia, e pertanto fu Imperatrice di Russia con il nome di Marija Fëdorovna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Principessa di Württemberg[modifica | modifica wikitesto]

Sofia Maria Dorotea Luisa Augusta era figlia di Federico II Eugenio di Württemberg e della moglie Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt. Quest'ultima era figlia di Sofia Dorotea di Prussia e quindi Sofia era discendente degli Hohenzollern. Chiamata come sua madre, Sofia Dorotea, come era conosciuta in famiglia, era la prima femmina all'interno di una numerosa figliolanza, otto figli, di cui cinque maschi e tre femmine.

Nel 1769, quando aveva dieci anni, si trasferì con la famiglia nel castello di Montbéliard, all'epoca un'enclave del ducato di Württemberg, oggi parte della Franca Contea. Il suo fratello più giovane, Alessandro di Württemberg, nacque lì. Montbéliard era sede di un ramo minore della casata di Württemberg, cui Sofia Dorotea apparteneva. Inoltre esso era un centro culturale, frequentato da molte prestigiose figure politiche e culturali. La residenza estiva della sua famiglia era situata ad Étupes.

L'educazione di Sofia fu molto superiore rispetto a quella mediamente fornita ad una principessa della sua epoca, ed ella conservò per tutta la sua vita un grande amore per le arti. A sedici anni parlava tedesco, francese, italiano e latino. All'età di diciassette anni, Sofia era alta, formosa, con guance rosee ed un carattere solare. Era forte ma tenera, premurosa ed ingenua. Venne educata secondo la moda e la raffinatezza francese, secondo i costumi dell'epoca, ma con un'impronta di germanica semplicità borghese. I valori familiari erano apprezzati sopra ogni altra cosa.

Nel 1773 fu tra le principesse prescelte per diventare moglie del granduca Paolo Romanov, ma poiché aveva solo quattordici anni, venne scelta Guglielmina d'Assia-Darmstadt. Sofia venne pertanto fidanzata a Luigi d'Assia, fratello di Guglielmina. Quando però il granduca Paolo rimase vedovo, nel 1776, Federico II di Prussia (prozio materno di Sofia) propose la principessa di Württemberg come moglie del futuro zar. Luigi ricevette un risarcimento in denaro per la rottura del fidanzamento. Pur essendo diciassettenne, Sofia era deliziata alla prospettiva di poter diventare un giorno imperatrice di Russia. Quando la madre le rammentò lo sfortunato destino di alcune sovrane russe, ella le rispose che la sua unica preoccupazione era quella di trovare il proprio posto nel suo nuovo paese rapidamente e con successo.

L'imperatrice Caterina fu contenta della scelta perché la principessa condivideva con lei lo stesso tipo di educazione, lo stesso nome di battesimo e persino la stessa città di nascita. Federico II organizzò il matrimonio e Sofia fu convocata a Berlino, dove Paolo la raggiunse. I due futuri sposi s'incontrarono durante una cena di stato, offerta in onore dell'arrivo del granduca a Berlino. Sofia era ansiosa di piacergli, avendo appreso che i gusti di Paolo erano severi: per questo parlò con lui di geometria durante il loro primo incontro. Il giorno dopo scrisse una vivace lettera ad un'amica, in cui dichiarò di essere "pazzamente innamorata". D'altronde, Paolo era altrettanto entusiasta di Sofia: "Ho trovato una donna destinata ad essere esattamente come sognavo dovesse essere" scrisse a sua madre " è alta, ben fatta, intelligente, sagace e niente affatto timida". Le prime impressioni di Sofia non avrebbero potuto essere più entusiastiche: "Io sono più che contenta" scrisse "Non potrei mai essere più felice di quanto non lo sia ora, cara amica. Il granduca non potrebbe essere più gentile di quanto non sia. Mi vanto del fatto che il mio caro promesso sposo mi ama moltissimo, cosa che mi fa sentire molto, molto fortunata". Dal primo incontro, si era profondamente innamorata del futuro marito. "Non posso andare a letto, mio caro ed adorato principe, senza dirti ancora una volta che ti amo ed adoro alla follia" scrisse a Paolo.

Subito dopo il suo arrivo a San Pietroburgo nel settembre 1776, si convertì alla Chiesa ortodossa russa, assunse il titolo di Gran Principessa di Russia, cambiando il nome Sofia Dorotea con quello di Marija Fëdorovna. Il matrimonio si celebrò il 26 settembre.

Gran Principessa di Russia e moglie dell'Erede al Trono[modifica | modifica wikitesto]

Ducato di Württemberg
Württemberg
Armoiries duché de Wurtemberg 1733.svg

Eberardo I
Eberardo II
Ulrico I
Figli
Cristoforo
Ludovico
Federico I
Giovanni Federico
Eberardo III
Guglielmo Ludovico
Eberardo Ludovico
Carlo I Alessandro
Carlo II Eugenio
Ludovico Eugenio
Federico II Eugenio
Federico II
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Paolo era un uomo dal carattere difficile, ma Maria si dimostrò completamente soddisfatta del suo destino. " Il mio caro marito è un perfetto angelo ed io lo amo alla follia" scrisse ad un'amica. Ella non abbandonò mai questi suoi sentimenti e, malgrado quanto accaduto in seguito, e nonostante il carattere difficile e spesso tirannico di Paolo, lo amò davvero. Dal canto suo, Caterina II, almeno all'inizio, rimase incantata da sua nuora, riguardo alla quale scrisse ad un suo amico: " Ti confesso che sono infatuata, letteralmente infatuata di questa affascinante principessa. È esattamente quanto uno avrebbe potuto sperare: ha la figura di una ninfa, una carnagione di rose e gigli, la più amabile pelle del mondo, è alta e ben fatta. È gradevole; la dolcezza, la gentilezza e l'innocenza si riflettono nel suo volto". Tuttavia, i rapporti tra le due si deteriorarno rapidamente. Nell'acredine esistente tra Caterina e Paolo, Maria Fëdorovna si schierò con il marito trascurato, mentre le sue buone intenzioni, volte a facilitare il difficile rapporto tra madre e figlio non fecero che aggravare la situazione.

Nel dicembre 1777 Maria partorì il suo primo figlio, il futuro zar Alessandro I. Solo tre mesi dopo, Caterina sottrasse il neonato ai genitori, di modo da poterlo educare secondo le sue volontà, senza interferenze da parte dei genitori. Quando nacque un altro maschio, nell'aprile 1779, Caterina si comportò allo stesso modo; entrambi furono presi dall'imperatrice Caterina e cresciuti lontano dai genitori. Questa scelta di Caterina deteriorò definitivamente i suoi rapporti con la nuora, che prese ad odiarla aspramente, dato che i genitori erano solo autorizzati a vedere i figli una volta soltanto alla settimana. Per i successivi quattro anni la coppia non ebbe figli. Privata dell'occupazione di educare e crescere i suoi primi figli, Maria si occupò personalmente dell'arredamento e della decorazione della reggia di Pavlovsk, il regalo fatto da Caterina per celebrare la nascita del suo primo nipote. I suoi sforzi avrebbero prodotto una delle più belle tenute di tutta la Russia.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Maria era alta, fiera, fresca, estremamente miope e con un'inclinazione alla corpulenza. Possedeva un portamento indiscutibilmente regale, ed amava la pompa ed il cerimoniale associati alla vita di corte. Possedeva inoltre un finissimo gusto per lo splendore, ed era fortemente attratta dai piccoli intrighi di corte. Particolarmente consapevole del proprio rango, era capace di gestire l'intera giornata, dal mattino alla notte, indossando gli scomodi abiti di corte, senza cedere alla stanchezza o alla fatica, imponendo implacambilmente lo stesso onere al suo entourage, ed era solita seguire le regole dell'etichetta nei più intimi dettagli della sua vita domestica. Inoltre, amava l'ordine e la regolarità. A differenza dei Romanov, era una donna frugale, una virtù rara in una principessa dell'epoca, ma questo era dovuto al fatto che ella proveniva da una famiglia numerosa, che per lungo tempo aveva semplicemente costituito un ramo minore della casata di Württemberg.

D'altronde, il suo temperamento e la sua pazienza le furono utili nel comprendere il giusto modo con cui rapportarsi con il suo difficile marito, contribuendo così a costruire un matrimonio riuscito. La sua parsimonia era tale che, come nuova gran principessa, non esitò a riutilizzare gli abiti della prima moglie del marito, e giunse a contendere alle dame d'onore persino le pantofole della defunta Natalia.

Maria fu un'appassionata cultrice delle arti e non disdegnò di praticare anche il ricamo. Era abile nel dipingere acquarelli, ed era anche capace di produrre incisioni, disegnare cammei e creare oggetti in avorio ed in ambra, che spesso offriva in dono. Era una musicista dotata, ed una rinomata specialista d'orticoltura, con una passione, durata per tutta la vita, per i fiori e le piante. A Pavlovsk riunì un circolo letterario, ad imitazione di quello costituito dai suoi genitori ad Etupes, ed era solita organizzare rappresentazioni teatrali per il marito, che amava particolarmente questo genere di divertimento. In aggiunta a tutto ciò, la gran principessa seppe trovare tempo per dedicare energie alle maggiori istituzioni assistenziali ed educative. Ella fissò a San Pietroburgo l'istituto per persone cieche, ed appoggiò la carriera della musicista cieca Carlotta Seuerling, la cui madre salvò dalla rovina. Seria e decisa, si vantava d'essere più intelligente di sua suocera, senza mai perdere l'occasione di mettere in contrasto il suo impeccabile comportamento con le carenze di Caterina nella propria condotta privata. Fu ugualmente solerte nell'attaccare i due favoriti di Caterina, Potemkin e Mamonov. Intelligente, piena di talento, decisa ed energica, Maria Feodorovna fu vicina ad incarnare l'ideale della perfetta consorte imperiale, e Paolo fu per molti anni un marito modello, profondamente innamorato della donna che aveva sposato.

Tour Europeo[modifica | modifica wikitesto]

Paolo e Maria chiesero a Caterina il permesso di compiere un viaggio nell'Europa Occidentale. Nel settembre 1781, sotto gli pseudonimi di "il Conte e la Contessa Severny", l'erede al trono e sua moglie partirono per un viaggio che si protrasse per quattordici mesi e li portò in Polonia, Austria, Italia, Francia, Belgio, Olanda e Germania. Parigi, in special modo, impressionò la coppia. In Austria, l'Imperatore Giuseppe II comparò Maria con sua moglie, ritenendo la prima nettamente superiore. Durante la loro visita in Italia, essi dimostrarono di essere molto innamorati, sorprendendo i loro compagni di viaggio, quando Paolo non riusciva a smettere di baciare la moglie in pubblico. Lungo la via del ritorno a San Pietroburgo, Maria si recò in Württemberg, a visitare i suoi genitori. Alla fine del 1782, tornarono in Russia, e Maria dedicò le sue attenzioni al Palazzo di Pavlovsk, dove diede alla luce Alessandra Pavlovna, la prima delle sei figlie che avrebbe partorito nei successivi dodici anni. Per celebrare la nascita di Alessandra, Caterina II donò ai genitori il Palazzo di Gatchina, che avrebbe occupato le attenzioni di Paolo sino alla sua ascesa al trono. Questa volta la zarina permise ai genitori di crescere la bimba.

Ultimi anni sotto Caterina II[modifica | modifica wikitesto]

Durante il lungo regno di Caterina II, Maria e Paolo furono costretti a vivere in isolamento a Gatchina, privi di un generoso appannaggio. Essi rimasero una coppia devota. Maria moderò gli elementi estremi del carattere del marito, esercitando su di lui una benefica influenza. Nel contempoò, continuò ad abbellire Pavlovsk, e si dedicò ad attività caritative a favore dei suoi abitanti. S'impegnò devotamente ad espandere il suo modesto salone letterario, e programmò ardentemente rare serate teatrali e musicali per la sua famiglia ed i suoi amici. Lei stessa fu un'esperta suonatrice di clavicembalo ed amava leggere. Scrisse voluminosi diari che ricordavano la sua vita nei dettagli. Sennonché Nicola I, eseguendo le sue ultime volontà, bruciò tutti questi volumi dopo la morte della madre. Anche la maggior parte delle lettere che Maria scrisse non sono a noi pervenute, dato che usualmente era solita chiedere che esse venissero bruciate. La stretta relazione tra Paolo e Caterina Nelidova, una delle dame di corte di Maria, costituì la prima crisi nel loro matrimonio. La liaison di Paolo, un attaccamento molto intenso, ma a suo dire puramente platonico, per la Nelidova, fu particolarmente doloroso per Maria Feodorovna, essendo stata l'altra donna una sua amica. Di conseguenza i suoi rapporti con la Nelidova s'inasprirono per diversi anni. Comunque, più tardi, Maria cominciò ad accettare la tesi di Paolo secondo cui si trattava solo di un'amicizia, ed alla fine ella non solo l'accettò, ma giunse ad unire le proprie forze con quelle della Nelidova nel tentativo di moderare il temperamento sempre più nevrotico di Paolo.

Imperatrice Consorte di Russia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver trascorso vent'anni nell'ombra, la morte di Caterina II nel 1796 consentì a Maria Feodorovna di acquistare un ruolo preminente come Imperatrice Consorte. Sinché Caterina era rimasta in vita, Maria non aveva avuto alcuna possibilità d'interferire negl'affari di stato, così come Paolo, anch'egli escluso, ma dopo l'ascesa al trono del marito, ella iniziò a prendere parte alla politica, dapprima timidamente, ma in seguito sempre più risolutamente. La sua influenza sul marito fu grande, ed in generale benefica. Ciò nonostante, è possibile che ella abusasse di ciò per aiutare i suoi amici o danneggiare i suoi nemici. Maria continuò ad avere un gusto eccezionale. I Palazzi di Gatchina, Carskoe Selo, il Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo e l'Hermitage vennero decorati ed arredati sotto la sua personale guida. L'Imperatrice amava tutte le arti e le sostenne generosamente. Comunque, il suo lascito più importante alla Russia fu l'istituzione delle prime scuole per donne, così come di numerose organizzazioni caritatevoli nell'Impero. Queste istituzioni sopravvissero sino alla rivoluzione del 1917. Da Imperatrice, aiutò più che poté i suoi numerosi parenti poveri, alcuni dei quali, ad esempio suo fratello Alessandro di Württemberg (1771–1833), vennero invitati in Russia. Sebbene Paolo e sua moglie non fosser più così legati come un tempo, tra loro rimase una buona dose di calore. Il loro rapportò soffrì ulteriormente negli ultimi anni di vita di Paolo. Dopo che Maria partorì il suo decimo ed ultimo figlio nel 1798, Paolo s'infatuò della diciannovenne Anna Lopukhina, e questa volta assicurò sua moglie che il suo comportamento era irreprensibile, ed il suo legame era di natura paterna. Paolo fu Imperatore esattamente per quattro anni, quattro mesi e quattro giorni, venendo assassinato il 12 marzo 1801.

Imperatrice Vedova[modifica | modifica wikitesto]

La notte dell'assassinio del marito, Maria Feodorovna pensò d'imitare l'esempio di Caterina II e tentò di proclamarsi Imperatrice, dato che era stata incoronata con Paolo. Al figlio Alessandro I occorsero diversi giorni per convincerla ad abbandonare questa pretesa spericolata, che non era sostenuta da alcuna fazione. Successivamente, per qualche tempo, ogni volta che suo figlio veniva a farle visita, l'Imperatrice Vedova avrebbe posto uno scrigno tra loro, contenente la camicia da notte macchiata di sangue che Paolo indossava la notte in cui era stato assassinato, quale segno di silenzioso rimprovero. Tuttavia i rapporti tra madre e figlio migliorarono grazie al fatto che, sotto il nuovo Zar, Maria, rimasta vedova all'età di soli quarantadue anni, assunse la più alta posizione femminile a corte. Nelle cerimonie pubbliche, Maria era spesso solita prendere il braccio dell'imperatore mentre l'imperatrice Elisabetta doveva camminare dietro di loro. Quest'usanza di dare un diritto di precedenza all'Imperatrice Vedova sulla moglie del sovrano regnante fu introdotta con lei e divenne tipica della sola corte russa. Ciò però causò risentimento in Elisabetta.

Maria non solo deteneva la più alta posizione femminile dell'Impero, ma guidava tutte le organizzazioni caritative, controllava la banca dei prestiti e godeva di notevoli rendite. Questo sostanzioso appannaggio le consentì di vivere in grande stile. I suoi appartamenti erano arredati con ricchezza e gran gusto. Perpetuando la tradizione di Caterina II, assisteva alle parate in uniforme militare, portando il cordone di un ordine sul petto. La sua eleganza, gli allegri ricevimenti, dove si presentava vestita sontuosamente, circondata da dame di corte e ciambellani, erano in evidente contrasto con la semplice vita di corte d'Alessandro, i cui modi ritirati e la cui riservata moglie non erano all'altezza di competere con il vecchio splendore dell'Imperatrice Vedova, improntato allo stile dell'epoca della Grande Caterina.

Il futuro delle sue figlie e l'educazione dei suoi tre figli più giovani occuparono l'attenzione di Maria durante i primi anni della sua vedovanza. Ella fu una buona ed amorosa madre, e nonostante il fatto che Caterina le avesse sottratto i suoi primi figli nei loro primi anni, Maria riuscì a mantenere un rapporto stretto con loro, così come con tutti gli altri suoi figli, che le furono sinceramente attaccati. Suo figlio le consentì di avere un controllo totale sul futuro Nicola I e suo fratello minore Michele. Maria Feodorovna provò invano a sorpassare l'educazione che Caterina II aveva fornito ai suoi primi due figli, ma non scelse certamente gli insegnanti migliori per quelli più giovani. Una volta che tutti i suoi figli furono cresciuti, la zarina vedova mantenne una fitta corrispondenza con loro, ma essendo dotata di un carattere freddo, può darsi che essa sia stata di tipo distaccato e remoto.

La posizione di grande rilievo occupata dall'Imperatrice Vedova rese il suo Palazzo di Pavlovsk un luogo obbligatorio da visitare per i grandi personaggi di San Pietroburgo, ma i suoi tentativi di avere maggior influenza politica sui piani d'azione del figlio non ebbero molto successo. Maria si oppose veementemente a qualsivoglia tentativo compiuto dal figlio per arrivare ad un accordo con Napoleone Bonaparte. In questo, ella mantenne la sua altezzosa e categorica opinione. Quando l'Imperatore s'offrì di sposare la sorella più giovane di Alessandro, Anna Pavlovna, Maria si oppose fortemente a questa proposta. La sua corte fu il centro del sentimento anti-napoleonico durante le Guerre Napoleoniche e l'Imperatrice Vedova rimase un'acerrima nemica di Bonaparte. Anche dopo aver superato la cinquantina, Maria mantenne tracce della sua freschezza giovanile. Di robusta costituzione, ella sopravvisse a cinque dei suoi dieci figli, incluso il suo primogenito e sua moglie Elisabetta Alexeievna, assistendo all'ascesa al trono del suo terzo maschio, Nicola I, e fu una figura influente nella prima educazione di suo nipote, il futuro Alessandro II.

Morì a Pavlovsk il 5 novembre del 1828, all'età di sessantanove anni. Dopo la sua morte, la memoria di Maria fu riverita da suoi figli e nipoti. Le successive zarine si rifecero alla sua figura, prendendola a modello. Il suo Palazzo di Pavlovsk, in cui visse così a lungo ed in cui lasciò un notevole segno, venne mantenuto dai suoi discendenti nello stato in cui lei l'aveva lasciato, quasi fosse un museo di famiglia, dapprima dal suo ultimo figlio maschio, Michele, ed in seguito dal ramo Kostantinovich della famiglia che l'ereditò e lo conservò sino alla Rivoluzione Russa.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sofia e Paolo ebbero dieci figli:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sofia Dorotea di Württemberg Padre:
Federico II Eugenio di Württemberg
Nonno paterno:
Carlo I Alessandro di Württemberg
Bisnonno paterno:
Federico Carlo di Württemberg-Winnental
Trisnonno paterno:
Eberardo III di Württemberg
Trisnonna paterna:
Anna Caterina di Salm-Kyrburg
Bisnonna paterna:
Eleonora Giuliana di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Alberto II di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Sofia Margherita di Oettingen-Oettingen
Nonna paterna:
Maria Augusta di Thurn und Taxis
Bisnonno paterno:
Anselmo Francesco di Thurn und Taxis
Trisnonno paterno:
Eugenio Alessandro di Thurn und Taxis
Trisnonna paterna:
Anna Adelaide di Fürstenberg-Heiligenberg
Bisnonna paterna:
Maria Ludovica Anna di Lobkowicz
Trisnonno paterno:
Ferdinando Augusto Leopoldo di Lobkowicz
Trisnonna paterna:
Maria Anna di Baden-Baden
Madre:
Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt
Nonno materno:
Federico Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt
Bisnonno materno:
Filippo Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo I di Brandeburgo
Trisnonna materna:
Sofia Dorotea di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Bisnonna materna:
Giovanna Carlotta di Anhalt-Dessau
Trisnonno materno:
Giovanni Giorgio II di Anhalt-Dessau
Trisnonna materna:
Enrichetta Caterina d'Orange
Nonna materna:
Sofia Dorotea di Prussia
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo I di Prussia
Trisnonno materno:
Federico I di Prussia
Trisnonna materna:
Sofia Carlotta di Brunswick-Lüneburg
Bisnonna materna:
Sofia Dorotea di Hannover
Trisnonno materno:
Giorgio I del Regno Unito
Trisnonna materna:
Sofia Dorotea di Celle

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina
Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 50033517 LCCN: n85044545