Spencer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati del termine, vedi Spencer (disambigua).
Spencer
Spencer Arms.svg
Dieu e mon droit[1]
Inquartato, d'argento e d'oro, nel secondo e nel terzo, al di sopra una banda caricata di tre conchiglie del primo.
Stato
Casata di derivazione Despenser
Titoli
Fondatore Sir John Spencer di Wormleighton
Data di fondazione 1469 (XI secolo come Despenser)
Data di estinzione esistente nei rami di Marlborough, Conti Spencer e nobili Churchill
Etnia anglo-normanna
Rami cadetti

La casata degli Spencer, di origine normanna[2], deriva il suo nome dal latino "Dispensator", termine che indicava nel Medioevo la carica di sovrintendente e ciambellano al servizio di un Re o di un grande feudatario. Il capostipite fu Robert Despenser[3], sovrintendente di Guglielmo I d'Inghilterra e discendente della casata dei conti di Tancarville, che deteneva la carica di Ciambellano ereditario dei Duchi di Normandia[4].

Nel XII secolo la famiglia si divise in due rami: uno che diede origine alla Casata medievale dei Despenser, estintasi nella linea maschile due secoli dopo[5] e l'altra che modificò l'originario cognome in Spencer nel XIV secolo, per eliminare le tracce dell'origine franco-normanna della famiglia dopo la fine della Guerra dei cent'anni[6][7]. La famiglia Spencer annovera nella sua discendenza membri del Parlamento sin dal XVI secolo[8]. Quando nel XVIII secolo l'albero genealogico degli Spencer, già conti di Sunderland, si intrecciò con quello degli eredi di John Churchill, 1º Duca di Marlborough, il ramo primogenito della dinastia adottò il cognome di Churchill ed ereditò il titolo di Duca di Marlborough, mentre il ramo cadetto ottenne nel 1765 il titolo comitale di Earl Spencer. Entrambe le famiglie esistono ancora oggi: dal ramo primogenito discese il celebre statista Winston Churchill, nato Winston Spencer-Churchill, mentre a quello comitale appartiene Diana, Principessa del Galles. La casata si divise poi in ulteriori ramificazioni, alcune delle quali esistenti, altre estinte; tra le prime anche un ramo trapiantato in America Settentrionale, da cui discesero in linea femminile alcuni tra i più importanti Presidenti degli Stati Uniti. Il medesimo cognome fu portato anche dal celebre filosofo positivista Herbert Spencer, il quale però non apparteneva allo stesso stipite aristocratico.

Origini[modifica | modifica sorgente]

La Conquista normanna rappresentata nel celebre Arazzo di Bayeux
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista normanna dell'Inghilterra.

Le origini della moderna famiglia Spencer sono discusse da storici e genealogisti: la teoria prevalente è che essi derivino da un ramo cadetto della potente casata normanna dei Despenser, ipotesi confermata dal Dugdale e dal Collins nel suo almanacco dei Pari d'Inghilterra[9], ma non accettata dall'esperto di araldica Horace Round nel 1901. Il capostipite di questa dinastia fu Robert Despenser, detto anche Robert Despensator,[10] Robert Dispenser,[11] o Robert fitzThurstin[12]. Despenser fu un potente ufficiale e feudatario durante il regno di Re Guglielmo; giunse in Inghilterra poco dopo la Conquista insieme al fratello Urso, e fu nominato sceriffo del Worcestershire[10].

Il castello di Tancarville

I due fratelli Despenser erano imparentati con la potente famiglia dei Conti di Tancarville, Ciambellani dei duchi di Normandia, in quanto figli di Amalrico di Abbetot, figlio di Gerard, signore di Tancarville[13]. I conti di Tancarville erano probabilmente imparentati con la casata d'Altavilla e col suo capostipite Tancredi, un nobile vichingo vissuto nel X secolo e giunto in Normandia al seguito del duca Rollone[14]: come i fratelli d'Altavilla anche i fratelli Tancarville, poi Despenser, si aiutarono e si sostennero reciprocamente. Amalrico era inoltre il fratello di Geroldo di Roumare, altro potente nobile normanno che fu creato Conte di Lincoln da Guglielmo I[15], il cui figlio Roger, barone di Kendall, sposò la ricchissima ereditiera sassone Lucy di Bolingbroke[16][17][18], imparentandosi così con la più potente famiglia normanna d'Inghilterra, quella dei conti di Chester, tramite il terzo matrimonio di Lucy con Ranulph il Meschino, III conte di Chester.

Il castello di Lincoln

Urso, fratello di Robert, detto d'Abbetot dal nome del villaggio normanno in cui era nato[19] intorno al 1040[20], fu sceriffo del Worcestershire durante i regni di Guglielmo I, Guglielmo II ed Enrico I. La sua fama militare si accrebbe alla battaglia di Hastings[21], poco dopo la quale venne fatto sceriffo dal re: nel Domesday Book viene citato come feudatario (tenant-in-chief) in quattro diverse contee[20][22]. La sua importanza e influenza si accrebbe ulteriormente durante il regno di Guglielmo Rufo e del suo successore Enrico I, durante il quale ottenne l'incarico di maresciallo reale[23]; fu inoltre, insieme a Robert Bloet, Rainulfo e Aimone, uno dei quattro giudici supremi sotto il regno di Guglielmo Rufo[24]. Nel 1101, quando il duca Roberto II di Normandia sbarcò in Inghilterra per contestare il trono al fratello maggiore Enrico I, Urso si schierò dalla parte del Re contro il duca di Normandia[25]. Da una moglie sconosciuta, ebbe due figli: Roger (Ruggero), che fu bandito nel 1110, e una figlia, Emmelina, che sposò il nobile Gualtiero di Beauchamp e fu l'antenata della potente casata dei conti di Warwick[20].

Nel 1086 Robert Despenser risulta essere come il fratello tenant-in-chief, cioè supremo funzionario e rappresentante del sovrano, per il Gloucestershire, Leicestershire, Lincolnshire, Oxfordshire e Warwickshire, oltre che feudatario per conto del vescovo di Worcester[12]. Una carta regia di Re Stefano cita un Robert d'Abetot che molti identificano con Despenser, in quanto fratello di Urso[10]: il soprannome Despenser gli derivava infatti dal suo ufficio di sovrintendente reale. Robert morì dopo il 1098 e suo erede risultò essere il fratello[10], ma la sua discendenza proseguì con il figlio William, sire di Elington, il nipote Thurston, sovrintendente reale e il pronipote Thomas (nato nel 1169), da cui discesero i due rami della stirpe (da Hugh, il primogenito, discesero i Despenser medievali, mentre dal secondogenito Geoffrey, sire di Martley, discenderanno gli Spencer moderni)[5][26]. Potrebbe anche aver avuto una figlia che si sposò con un membro della casata dei Marmion[27]. Si trattava dunque di una potente famiglia della nobiltà normanna, legata alla corona da saldi vincoli di fedeltà, come era tipico della costruzione feudale e amministrativa impiantata in Inghilterra dai Normanni. La storia successiva della dinastia mostrerà una linea di continuità con questo atteggiamento, pur tra variegate vicissitudini.

I Despenser[modifica | modifica sorgente]

Figli di Thomas Despenser furono Thomas (pronipote di Robert Despenser), morto nel 1218, Roesia, che sposò il barone Stephen de Segrave, Geoffrey, antenato dei moderni Spencer e Hugh, che fu il capostipite della dinastia medievale dei Despenser[5].

Stemma dei Despenser antichi

Hugh le Despenser[modifica | modifica sorgente]

  • Hugh le Despenser proseguì la tradizione di famiglia al servizio della monarchia anglo-normanna: ricco possidente terriero, ricoprì nel 1222 la carica di High Sheriff per lo Staffordshire e lo Shropshire e dal 1226 al 1238, anno della sua morte, tenne lo stesso incarico per il Berkshire. Possedeva in totale undici castelli in quattro diverse contee d'Inghilterra[28].
    La battaglia di Evesham
    Dalla moglie, figlia del nobile Saier de Quincy e di Margaret de Beaumont, ebbe almeno tre figli: Pernell, che sposò Goffredo di Savage, un'altra figlia di cui non si conosce il nome, che sposò Roger de St. John, e infine il suo erede Hugh, I barone Despenser.

Hugh le Despenser, I barone Despenser[modifica | modifica sorgente]

  • Hugh le Despenser, I barone Despenser(1223-1265). Il primo barone Despenser spicca come importante alleato di Simone di Montfort nella Seconda guerra dei baroni. Ricoprì per due volte (nel 1260-61 e nuovamente nel 1263-65) la carica di Chief Justiciar of England, cioè supremo giudice del Regno, come già era stato il suo avo Urso d'Abetot[29]. La sua opposizione alla politica regia si palesò nel 1258 quando, nel cosiddetto Mad Parliament convocato a Oxford dal re Enrico III (figlio di quel Giovanni Senzaterra che 40 anni prima aveva concesso la Magna Charta ai baroni ribelli), si schierò dalla parte dei baroni contro l'arbitrarietà dei Chierici che amministravano la giustizia regia, imponendo al sovrano di emanare le famose Previsioni di Oxford, con le quali si stabiliva il blocco dell'emissione di nuovi writs, che sottraevano competenze alle corti di giustizia nobiliari. Per questo venne eletto nel Parlamento convocato da Montfort[30], il primo della storia Occidentale, e rimase fedele alla causa baronale e parlamentare combattendo nella Battaglia di Lewes e poi in quella definitiva di Evesham, dove la rivolta fu stroncata e Despenser trovò la morte insieme allo stesso Montfort (4 agosto 1265). Insieme a lui cadde anche il cugino Roger de St. John. Sposò Alice Basset, figlia di Sir Philip Basset, che come lui era stato Chief Justiciar e da lei ebbe il suo erede, il celebre Hugh le Despenser il Vecchio.

Hugh le Despenser, I conte di Winchester[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hugh le Despenser, I conte di Winchester.
  • Hugh le Despenser, I conte di Winchester, detto anche il Vecchio, per distinguerlo dal figlio Hugh le Despenser il Giovane (1261-1326). Quando suo padre venne ucciso nella battaglia di Evesham, Hugh era solo un fanciullo. Il patrimonio paterno venne salvato grazie all'intervento del nonno materno, sir Philip Basset, che era rimasto fedele al re[31].
    Edoardo II e Pietro Gaveston
    Risollevò le fortune della famiglia grazie alla lealtà dimostrata verso il nuovo re, Edoardo II, che lo favorì costantemente insieme al figlio.
    Edoardo II d'Inghilterra
    Venne creato barone nel 1295 e fu uno dei pochi a rimanere fedele ad Edoardo durante la guerra causata da Pietro Gaveston, un altro favorito del sovrano la cui protervia aveva provocato l'indignazione dei nobili. Dopo l'esecuzione capitale di Gaveston nel 1312, Hugh venne innalzato per la fedeltà dimostrata al re a suo primo consigliere; la gelosia degli altri baroni e, soprattutto, la sua corruzione e il comportamento ingiusto, ne provocarono l'esilio nel 1321. Edmondo di Woodstock lo rimpiazzò come Lord Guardiano dei Cinque Porti, una delle massime cariche militari del regno di cui era stato investito dal re. Edoardo II tuttavia si ritrovò nella condizione di non riuscire a gestire il proprio governo senza il suo fedele le Despenser cosicché un anno dopo lo richiamò in Inghilterra[32]. Questo gesto di clemenza provocò l'ira della regina Isabella, tanto più che Hugh venne creato Conte di Winchester: nel frattempo anche il figlio del conte di Winchester, Hugh il Giovane, era diventato un favorito (e forse amante) del re, accumulando onori e ricchezze, fino addirittura a sposare una nipote del sovrano, Eleonora de Clare. Questo però provocò l'ira degli altri nobili e della regina, che si allearono contro lo strapotere dei Despenser. Quando Isabella e il suo amante Roger Mortimer guidarono una ribellione contro il re, catturarando sia Hugh che suo figlio. Isabella impose di aprire un processo contro i due ma Roger Mortimer ed Enrico Plantageneto (1281-1345), acerrimi nemici dei Despencer, provvidero invece ad eseguire immediatamente la loro condanna a morte: Hugh venne così impiccato a Bristol il 27 ottobre 1326[33]. Aveva sposato Isabella di Beauchamp, figlia di William de Beauchamp, IX conte di Warwick e di Maud Fitzjohn, e da lei ebbe quattro figli: Ugo Despenser il giovane, Aliva, Philip e Isabella.

Hugh le Despenser il Giovane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ugo Despenser il giovane.
Hugh le Despenser il Giovane
  • Ugo Despenser il Giovane, (1286[34] –-1326). Ugo Despenser era il figlio maggiore ed erede di Hugh le Despenser, I conte di Winchester, e di Isabella di Beauchamp. Fu creato cavaliere del Castello di Hanley (Worcestershire), Ciambellano del Re, Conestabile del Castello di Odiham, Rettore del castello e della città di Dryslwyn, e di Cantref Mawr (Carmarthenshire), Rettore del castello e della città di Porchester, Rettore del castello e della città di Bristol.
    Albero genealogico dei Despenser da Ugo the Justiciar a Ugo il Giovane
    Era inoltre Rettore di castelli, manieri, e terre a Brecknock, Hay, Cantref Selyf e Huntington, nell'Herefordshire. Nel maggio del 1306 Ugo venne nominato cavaliere, e quella stessa estate sposò Eleonora de Clare, nipote del re Edoardo I d'Inghilterra attraverso la madre Giovanna d'Acri che s'era sposata in prime nozze con Gilberto di Clare, VII conte di Gloucester. Suo nonno doveva al padre di Ugo una grossa somma di denaro, e il matrimonio era inteso come pagamento di questo debito. Quando il fratello di Eleonora venne ucciso nella Battaglia di Bannockburn, ella divenne inaspettatamente una delle tre co-eredi della ricca contea di Gloucester, e per suo conto Ugo ereditò Glamorgan ed altre proprietà[35]. Nel giro di pochi anni Ugo era passato dall'essere un cavaliere senza terre ad uno dei più ricchi magnati del regno. Eleonora era anche la nipote del nuovo Re, Edoardo II d'Inghilterra, e questa parentela portò Ugo più vicino alla corte reale inglese. Egli si unì, contrariamente a quanto fece il padre, all'opposizione baronale a Pietro Gaveston, favorito del Re, nonché suo cognato, in quanto Gaveston aveva sposato la sorella di Eleonora. Assetato di potere e ricchezza, Ugo conquistò il Castello di Tonbridge, il cui legittimo proprietario era Walter Reynolds, Arcivescovo di Canterbury, nel 1315. L'anno seguente assassinò Llywelyn Bren, un ostaggio gallese sotto la sua custodia[36]. Ugo Despenser divenne ciambellano reale nel 1318. Come cortigiano manovrò per entrare nelle grazie di Re Edoardo II, rimpiazzando il precedente favorito, Ruggero d'Amory. Nel 1320 la sua avidità era senza limiti. Si accaparrò le terre gallesi ereditate dalla moglie, ignorando le pretese dei suoi due fratellastri. Costrinse Alice de Lacy, a cedere le sue terre, ingannò la sorellastra Elisabetta de Clare strappandole Gower ed Usk, e spezzò le braccia e le gambe di Lady Baret, finché questa non diventò folle. Egli giurò inoltre vendetta contro Roger Mortimer, poiché il nonno di Mortimer aveva ucciso suo nonno a Evesham. Nel 1321 si era ormai guadagnato molti nemici in ogni strato della società. Dalla Regina Isabella ai baroni e alla gente comune. Ci fu perfino un bizzarro piano stregonesco per assassinarlo, infilzando spilli in una statuetta di cera che lo raffigurava. Alla fine i baroni prevalsero su Re Edoardo e costrinsero Ugo e suo padre all'esilio nel 1321. Il padre fuggì a Bordeaux, e Ugo divenne un pirata nella Manica, "un mostro marino, in attesa dei mercanti che incrociavano la sua rotta"[37]. La coppia fece ritorno l'anno seguente e Re Edoardo restaurò rapidamente Ugo come favorito reale.
    L'esecuzione di Ugo Despenser il giovane, da un manoscritto di Froissart
    Il suo periodo in esilio non era servito a placarne l'ingordigia, l'impudenza e la crudeltà. Il periodo che seguì al loro ritorno in patria fu oltremodo incerto per il paese, la maggior parte dei baroni erano in rivolta e tuttavia dopo la sconfitta alla Battaglia di Boroughbridge erano indeboliti e senza guida, e nonostante ciò Edoardo era incapace di governare con mano di ferro e i Despenser vennero lasciati senza controllo alcuno. Essi cercarono in molti modi di convincere il re a giustiziare Mortimer che era prigioniero alla Torre di Londra, tuttavia questi riuscì a scappare e a raggiungere la Francia. La Regina Isabella fuggì in Francia, dove strinse un legame con Roger Mortimer ed iniziò a progettare un'invasione. Ugo cercò di corrompere i cortigiani francesi per assassinare Isabella.
    Sepolcro di Despenser il Giovane
    Il suo piano fallì, così fece in modo di causare la morte dello zio di Mortimer, Roger Mortimer di Chirk, che era in sua custodia. Isabella e Mortimer invasero l'Inghilterra nell'ottobre del 1326, sebbene all'inizio avessero solo pochi mercenari in più per superare in numero l'esercito inglese molti nobili si unirono a loro ed altrettanti furono alquanto restii a combattere per Edoardo tanto era cresciuto l'odio per i Despenser. A questo punto Ugo, il padre ed Edoardo fuggirono verso ovest insieme a una considerevole somma di denaro, la loro fuga non ebbe successo, il padre di Ugo venne catturato e ucciso il 27 ottobre e in seguito a questo molti di coloro che avevano scelto di seguirli disertarono. Ugo e il re vennero catturati presso Neath ed Edoardo fu costretto ad abdicare in favore del figlio, il giovanissimo principe di Galles. Una volta imprigionato cercò di lasciarsi morire di fame prima del processo[38], ma dovette affrontarlo il 24 novembre 1326. Venne giudicato un traditore ed un ladro, e fu sventrato, i suoi testicoli recisi e bruciati davanti ai suoi occhi. In seguito venne decapitato e la sua testa montata sui cancelli di Londra[39]. Dal matrimonio di Ugo ed Eleonora nacquero nove figli. Tre maschi: l'erede Hugh le Despenser, II barone Le Despenser (1308-1349), al quale nel 1338 venne restituito il titolo paterno, Gilbert (1309-1381), Edward (1310-1342), che morì all'assedio di Vannes consentendo a suo figlio Edoardo di ereditare il titolo di famiglia e infine John le Despenser(1311-giugno 1366). Sei femmine: Isabel, Contessa di Arundel (1312-1356), che sposò Richard FitzAlan, X conte di Arundel, Eleanor (1315circa-1351), suora a Sempringham Priory, Joan (1317circa-1384), suora all'Abbazia di Shaftesbury, Margaret (1319circa-1337), suora presso Whatton Priory ed Elizabeth le Despenser, Baronessa Berkeley (1325-13 luglio 1389) la quale sposò Maurice Berkeley, IV barone Berkeley, antenata per via femminile di Robert Spencer, II conte di Sunderland[28].

Hugh le Despenser, II barone Despenser[modifica | modifica sorgente]

  • Hugh le Despenser, II barone Despenser (1308-1349). Figlio maggiore ed erede di Hugh le Despenser il Giovane, fu restaurato nel titolo baronale del nonno per la sua buona condotta (a differenza del padre, giustiziato per tradimento), nel 1338, ma morì senza eredi nel 1349.
    Francia e Inghilterra durante la Guerra dei Cent'anni
    Il giovane Hugh era stato comunque arrestato da Isabella e da Mortimer, ma poi era stato liberato. Partecipò alle prime fasi della Guerra dei cent'anni a fianco di re Edoardo III, il figlio di Edoardo II e Isabella; combatté a Crécy[40] e Sluy, in Bretagna[41]. I suoi titoli e possedimenti vennero ereditati dal nipote, Edward Despenser, che venne creato nuovamente barone nel 1375[28].

Edward le Despenser[modifica | modifica sorgente]

  • Edward le Despenser (1310-1342). Sebbene gli esatti avvenimenti della sua vita precedente alle drammatiche vicende dell'esecuzione del padre siano sconosciute, è probabile che abbia vissuto insieme alla madre Eleonora durante la prigionia paterna alla Torre di Londra[42]. Era naturalmente troppo giovane per essere considerato un pericolo dalla regina Isabella e da Mortimer, a differenza di suo fratello maggiore, che fu imprigionato per breve tempo dai due nel 1327. Una volta adulto, ereditati i suoi possedimenti nel 1334, sposò Anne Ferrers de Groby, sorella di Lord Ferrers, dalla quale ebbe quattro figli: Edward le Despenser, I barone Despenser, ricreato nel titolo avito dopo aver ereditato i possedimenti dello zio, Hugh e Thomas, e infine Henry, che diventerà Vescovo di Norwich e giocherà un ruolo importante nella storia inglese del XIV secolo.
    La battaglia di Poitiers, di Eugène Delacroix
    Nonostante i trascorsi burrascosi della sua famiglia, si mise al servizio di re Edoardo III nelle campagne che questi condusse sul Continente nella prima fase della Guerra dei cent'anni. Nel 1342 accompagnò il fratello maggiore Hugh in Francia[42]. Sebbene i due fratelli Despenser fossero stati originariamente destinati alla Guascogna, possedimento inglese, vennero successivamente inviati al Nord, in Bretagna, per portare aiuto alla contessa di Penthièvre, alleata di Edoardo III contro la Francia nel corso della Guerra di successione bretone. Il 30 settembre del 1342, i fratelli Despenser raggiunsero l'esercito inglese a Morlaix dove i francesi vennero battuti, ma Edward morì nel corso dello scontro[42]. Fu la più importante perdita inglese di quella giornata.

Edward le Despenser, I barone Despenser[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Poitiers (1356).
  • Edward le Despenser, I barone Despenser (1335-1375). Figlio di Edward le Despenser e Anne Ferrers, succedette al titolo di Sire di Glamorgan nel 1349. Proseguendo la tradizione di servizio alla corona inglese già intrapresa dal padre e dallo zio, seguì il Principe Nero, Edoardo di Galles, nelle sue spedizioni francesi, partecipando alla Battaglia di Poitiers, nel 1356, guadagnadosi gli speroni di cavaliere[43]. Come riconoscimento per il suo valore venne elevato nuovamente al rango di Barone che già era stato dei suoi avi ed entrò in Parlamento nel 1357; nello stesso periodo fu tra i Cavalieri fondatori dell'Ordine della Giarrettiera[44]. Edward sposò Elizabeth de Burghesh, figlia di Bartholomew de Burghesh (anche lui tra i cavalieri fondatori dell'Ordine) dalla quale ebbe sei figli: Margaret, che sposò il cugino lord Ferrers di Chartley, Elizabeth, che sposò lord Arundel e in seconde nozze lord Zouche, Thomas le Despenser, I conte di Gloucester, Hugh, Cicely, e infine Anne che sposò Hugh Hastings e successivamente Thomas Morley, IV barone Morley[45]. Fu inoltre amico e patrono di Jean Froissart[46].

Henry Despenser, vescovo di Norwich[modifica | modifica sorgente]

Il sigillo del vescovo Despenser
  • Henry Despenser (1341-1406). Figlio di Edward e fratello del I barone Despenser, fu vescovo di Norwich, dal 1370 alla sua morte. Dopo la morte del padre all'assedio di Vannes[47], in Bretagna, nel 1342, lui e il fratello maggiore Edward furono allevati per diventare dei guerrieri[48]. Suo fratello maggiore divenne ben presto noto come uno dei migliori cavalieri della sua epoca: insieme a lui Henry combatté in Italia per Papa Urbano V nella guerra che costui aveva ingaggiato contro Milano nel 1369[47]. Nel 1353 era diventato canonico di Llandaff[49] e l'anno successivo nella Cattedrale di Salisbury; a diciannove anni era già rettore di Bosworth[50] e nel febbraio del 1361 ottenne una laurea in diritto civile a Oxford[27]. Fu infine ordinato sacerdote il 17 dicembre del 1362; nel 1370 fu consacrato vescovo di Norwich dal Papa a Roma, ricevendo al contempo l'approvazione del Re[47][51][52].
    La fine della rivolta: l'uccisione di Wat Tyler
    Nel 1381 scoppiò in Inghilterra la Rivolta dei contadini: ribelli dal Kent e dall'Essex marciarono su Londra con il proposito di impadronirsi della Torre. Il re Riccardo II, che in un primo tempo aveva promesso di accogliere le rimostranze dei rivoltosi, dopo aver fatto assassinare il loro capo, Wat Tyler, ordinò loro di tornare a casa in buon ordine. La rivolta si era però nel frattempo estesa anche a Norwich[53] e alla diocesi del vescovo Despenser: a capeggiare gli insorti era questa volta un certo Geoffrey Litster[53], il quale sollevò i contadini contro le tasse distruggendo i registri signorili e provocando sommovimenti in tutta la regione, con vari episodi di saccheggi ed estorsioni[53]. Henry Despenser, che in un primo momento si trovava lontano da Norwich, appena ebbe sentore della rivolta ritornò nella sua diocesi e armò immediatamente un piccolo contingente di cavalieri e arcieri, le cui fila si ingrossarono lungo il cammino. L'esercito di Despenser raggiunse infine il villaggio di North Walsham, vicino alla costa orientale del Norfolk, dove erano accampati i ribelli. Despenser in persona guidò l'assalto[47] e in breve tempo i rivoltosi furono sconfitti: il loro capo, Litster, venne catturato e giustiziato mediante squartamento e impiccagione (curiosamente proprio lo stesso modo con cui era stato ucciso il nonno di Henry, Ugo Despenser il giovane). Fu il vescovo in persona a presiedere all'esecuzione; nei mesi successivi si impegnò a soffocare gli ultimi sussulti di ribellione, ma il rigore con cui aveva represso la sollevazione lo rese estremamente impopolare nel Norfolk e l'anno successivo fu organizzato un complotto per assassinarlo. I cospiratori però vennero traditi e il piano sventato[47][54]. L'impresa che segnò la sua vita fu tuttavia un'altra. Nel 1378 era stato eletto Papa Urbano VI, al secolo Bartolomeo Prignano, ma poco dopo un gruppo di cardinali francesi decise di contrapporgli Roberto di Ginevra, che divenne antipapa con il nome di Clemente VII, dando così inizio allo Scisma d'Occidente[55]. Nell'autunno-inverno del 1382 il re di Francia Carlo VI invase le Fiandre, sconfiggendo i fiammingi nella battaglia di Roosebecke e obbligandoli a riconoscere la legittimità di Clemente VII come Pontefice. Per tutta risposta Papa Urbano emanò una bolla nella quale proclamò una crociata contro i seguaci dell'antipapa nelle Fiandre, e scelse per guidarla proprio il vescovo Henry Despenser. A guidarlo in questa decisione erano due motivi: da un lato, nel quadro della tradizionale rivalità franco-inglese per il controllo delle Fiandre (una delle regioni più opulente d'Europa e fondamentale per il commercio laniero dell'Inghilterra), gli inglesi avevano tutto l'interesse a sostenere il Papa contro i francesi, dall'altro, la fama personale di "vescovo guerriero" che Despenser si era guadagnato nella soppressione della rivolta contadina lasciava ben sperare sui risultati dell'operazione. Inoltre il papa stesso aveva garantito al vescovo pieni poteri di comando e come di consueto l'indulgenza plenaria a chi avesse preso parte alla spedizione[56]. Sia il re Riccardo II che il popolo furono entusiasti all'idea di una crociata anti-francese e il bando venne proclamato il tutto il regno il 6 dicembre 1382[47].
    L'assedio di Ypres in un bassorilievo della Cattedrale di San Martino
    Mappa delle Fiandre durante la "crociata di Despenser"
    Dopo aver preso la croce nella Cattedrale di St. Paul, nonostante le iniziali perplessità del Parlamento nell'affidare il comando di una spedizione militare ad un uomo di Chiesa, l'esercito sbarcò a Calais nel maggio del 1383. Inizialmente la missione fu un successo: Gravelines, Dunquerque e il territorio circostante caddero quasi subito in mano inglese[57]. Si decise allora, nonostante l'opinione riluttante di Despenser, di assediare Ypres, considerata la chiave della vittoria[58]. La città però, sotto il comando del suo castellano Jean d'Oultre, riuscì a resistere con efficacia a ogni tentativo di assalto[59], finché gli assediati riuscirono a inviare un messaggio al Duca di Borgogna, il quale raccolse un'armata francese che accorse in aiuto alla città[60]. Dopo otto settimane di sforzi inutili, il vescovo di Norwich decise di abbandonare l'assedio, lasciando i suoi alleati da soli contro i francesi. A questo punto le forze alleate si divisero: una parte tornò in Inghilterra, un'altra rimase in Francia con il vescovo Despenser e altri ancora, sotto il comando di sir Thomas Trivet e sir Hugh Calveley si ritirarono a Bourbourg e Bergues[61]. Despenser e Calveley avrebbero voluto avanzare in Francia, ma gli altri comandanti si opposero. Nonostante la demoralizzazione del nemico, i francesi erano restii ad affrontare gli inglesi in campo aperto, preferendo la trattativa, tanto più che nel frattempo quasi tutte le città precedentemente conquistate dagli alleati erano tornate sotto la bandiera gigliata[62]; nel settembre il Duca di Bretagna si offrì di mediare una tregua e Bourbourg tornò in mani francesi[63]. Poco dopo venne posto l'assedio anche a Gravelines e, sebbene inizialmente Despenser avesse rifiutato i termini della resa, essa divenne inevitabile e la città capitolò in ottobre, non senza essere stata prima saccheggiata. Entro la fine del mese tutti i crociati avevano attraversato il Canale[64]. Immediatamente dopo il suo ritorno i suoi nemici, numerosi tra le file dei parlamentari, vollero sottoporlo a processo per il fallimento della sua crociata, alla presenza del re[65]. Il Cancelliere Michael de la Pole lo accusò di aver condotto le operazioni in modo fiacco e superficiale, in particolare di non aver reclutato un numero sufficiente di uomini per l'assedio di Ypres[65]: Despenser negò ogni accusa ma, nonostante la sua vigorosa difesa venne giudicato colpevole, i suoi beni confiscati e venne anche condannato a risarcire le perdite economiche causate dalla sconfitta[66][67].
    La cattedrale di Norwich
    La sua caduta in disgrazia tuttavia non durò a lungo: quando nel 1385 Riccardo II guidò una spedizione in Scozia tutti i magnati del regno, incluso il vescovo, presero parte alla spedizione che giunse fino a Edimburgo[68]; fu questa una delle ultime volte in cui Henry Despenser prese le armi. Il resto della sua vita fu impegnato a difendere l'ortodossia cattolica in particolare contro i Lollardi, un movimento ereticale che dal Belgio si era diffuso in Inghilterra grazie alla predicazione di John Wyclif. Dopo che il re Enrico IV d'Inghilterra decretò il rogo per gli eretici (De heretico comburendo)[69], Despenser esaminò personalmente un curato della sua diocesi, William Sawtrey, il quale in un primo momento ritrattò le tesi lollarde, ma subito dopo ricominciò a predicare l'eresia, motivo per il quale venne catturato e bruciato sul rogo come relapso nel 1401[27]. Gli ultimi anni della sua vita furono funestati dal conflitto che oppose Enrico di Bolingbroke della Casa di Lancaster al re Riccardo II: quest'ultimo aveva spodestato il cugino confiscandogli tutti i possedimenti e costringendolo all'esilio. Nel 1399 Bolingbroke sbarcò in Inghilterra per contestare a Riccardo il trono: nella breve guerra civile che ne seguì Henry Despenser si schierò decisamente dalla parte di Riccardo II rimanendogli leale[70]. Il 2 luglio lasciò la diocesi in mano ai suoi vicari e raggiunse l'esercito del Duca di York a St Albans, ma nel corso della spedizione venne catturato e imprigionato per breve tempo[47][71].
    Riccardo II ed Enrico di Bolingbroke
    Il 30 settembre Bolingbroke venne proclamato re a Londra come Enrico IV e Despenser prese parte al primo Parlamento convocato dal nuovo sovrano: la sua influenza però, anche a causa del sostegno offerto al detronizzato Riccardo (che verrà ucciso di lì a poco), si stava indebolendo sempre più[72]. Nel gennaio del 1400 fu implicato nella rivolta dell'Epifania, un fallimentare tentativo di deporre Enrico IV[73]. Henry Despenser fu ancora una volta tradotto davanti al Parlamento dove il suo avversario, sir Thomas Erpingham, lo accusò di tradimento. Henry riuscì però a rientrare nelle grazie di Enrico IV, che gli concesse il suo perdono nel 1401[74]. Morì 5 anni dopo, il 23 agosto 1406[75] e venne sepolto nella Cattedrale di Norwich, dove aveva esercitato il suo ministero per 36 anni.

Thomas le Despenser, I conte di Gloucester[modifica | modifica sorgente]

Thomas Despenser, I conte di Gloucester

Richard Despenser, IV barone Burghersh[modifica | modifica sorgente]

Jane Seymour, discendente di Sir Philip Despenser
  • Richard Despenser, IV barone Burghersh (1396-1414). Unico figlio maschio sopravvissuto ed erede di Thomas Despenser, fu l'ultimo discendente diretto della sua stirpe, che risaliva a re Guglielmo I. Morì ancora giovane e non ebbe figli; la sua vedova Eleanor Neville (sua cugina) si risposò con Henry Percy, II conte di Northumberland. Il fratello di Eleanor, Richard Neville, V conte di Salisbury, sarà antenato di Margaret Willoughby, moglie del primo Lord Spencer, capostipite della casata degli Spencer moderni[28]. L'eredità del suo casato passò alla sorella Isabel, contessa di Worcester, e ai suoi discendenti, tra i quali si annoverano anche Richard Neville, XVI conte di Warwick the Kingmaker, padre di Anna Neville, consorte del famigerato Re Riccardo III[78]. Oggi il titolo di Barone le Despenser, dopo vari periodi di vacanza, è detenuto dalla famiglia Boscawen, che porta anche il titolo di Viscounte di Falmouth[78], che lo ha ereditato in linea femminile.

Sir Philip Despenser[modifica | modifica sorgente]

  • Un altro ramo dei Despenser, anch'esso estinto nel XIV secolo, fu quello dei discendenti di Sir Philip Despenser, cavaliere di Goxhill figlio cadetto di Hugh il Vecchio, I conte di Winchester e di Isabella Beauchamp[79]. Nacque nel 1290 a Gloucester e si sposò con Margaret de Goushill. Suo fratello maggiore fu Hugh le Despenser il Giovane. Philip e Margaret ebbero un figlio: Philip, che si sposò con Joan Cobham, figlia di Lord Cobham, dalla quale ebbe due figli[79][80]: Philip che sarà creato anch'egli Barone e Hawise, che sposò sir Andrew Luttrell. Philip Despenser (1342-1402), creato Barone nel 1387, venne eletto in Parlamento, ma morì nel 1402. Dalla moglie, chiamata Elizabeth.[79], ebbe un figlio, anch'egli chiamato Philip, che ereditò il titolo paterno. Philip Despenser (1365-1424), dopo la morte del padre ereditò il suo titolo e fu fatto cavaliere nel 1385[81]. Si sposò con Elizabeth de Tiptoft, dalla quale ereeditò i castelli di Nettlestead e Barrow; apparentemente non entrò mai in Parlamento, morendo nel 1424 e non ebbe eredi maschi, ma solo una femmina, Margey, che sposò John de Ros, VII barone de Ros. Da lui non ebbe eredi e si risposò con Sir Roger Wentworth, dal quale ebbe cinque figli: da questo matrimonio discese Jane Seymour, terza moglie di Enrico VIII e madre di Edoardo VI. I due rami della stirpe discendenti da Robert Despenser si ricongiungeranno con il matrimonio di Henry Spencer, I conte di Sunderland e Dorothy Sidney, diretta discendente Hugh le Despenser il Giovane, tramite sua figlia Elizabeth, Lady Berkeley[28].
Albero genealogico (Despenser)
Robert Despenser
?-1098
William Despenser
1090-?
Thurstan Despenser
1122-?
Hugh Despenser
1152-1199
Thomas Despenser
1169-?
Geoffrey Despenser
Thomas Despenser
?-1218
Rohesia
Stephen de Segrave
Hugh le Despenser I'
?-1238
Discendenza Spencer
Pernell
Geoffrey Savage
Figlia sconosciuta
Roger St. John
Hugh le Despenser, I barone Despenser
1223-1265
Hugh le Despenser, I conte di Winchester
1261-1326
Sir Philip Despencer
1290-1350
John Hastings, I barone Hastings
Isabella Despenser
?-1334
Ralph de Monthermer, I barone Monthermer
Aliva Despenser
?-1353
Edward Burnell, Lord Burnell
Ugo Despenser il giovane
1286-1326
Ebbe discendenti
Anne Ferrers de Groby
Edward le Despenser
1310-1342
altri 6 figli
Elizabeth Despenser
1325-1389
Maurice de Berkeley, IV barone Berkeley
Hugh le Despenser, II barone Despenser
1308-1349
Edward le Despenser, I barone Despenser
1335-1375
Hugh, Thomas
Henry Despenser, vescovo di Norwich
1341-1406
9 generazioni
altri 5 figli
Costanza di York
1374-1416
Thomas le Despencer, I conte di Gloucester
1373-1400
Dorothy Sidney, contessa di Sunderland
1617-1684
Henry Spencer, I conte di Sunderland
1620-1643
Richard de Beauchamp, I conte di Worcester
1394-1422
Isabel le Despenser
1400-1439
Richard de Beauchamp, XIII conte di Warwick
1382-1439
Richard le Despenser, IV barone Burghersh
1396-1414
Conti Spencer, Duchi di Marlborough
Ebbe discendenti, tra cui
Non ebbe discendenti
Riccardo III d'Inghilterra
1452-1485
Anna Neville
1455-1485

Gli Spencer[modifica | modifica sorgente]

La moderna casata Spencer, che assunse tale nome solo nel XIV secolo, discende dal figlio minore di Thomas Despenser, pronipote di Robert e Urso, chiamato Geoffrey[82], nato nel 1185. Di lui si sa solo che fu castellano di Martley e Defford, nel Worcestershire, sposò Emma, della potente casata normanna degli Harcourt e morì all'incirca nel 1242[83]. Di più si conosce sul figlio di Geoffrey, John le Despenser.

Dai Despenser agli Spencer[modifica | modifica sorgente]

Enrico V d'Inghilterra, il vincitore di Agincourt
  • John le Despenser (1239-1274)[84]. Durante l'infanzia fu sotto la tutela della madre; quando raggiunse la maggiore età venne armato cavaliere e nel 1256 papa Alessandro IV indirizzò una bolla al vescovo di Salisbury in cui permetteva a John Despenser, dietro sua richiesta, di costruire una cappella nel suo castello di Swallowfield e di tenervi un cappellano personale[84]. Feudatario di rilievo[85], insieme con altri membri della sua famiglia partecipò alla rivolta baronale contro Enrico III, ma venne catturato alla battaglia di Northampton, episodio in seguito al quale la gestione dei suoi possedimenti passò alla moglie Anne[84].
    Giovanni di Gand, duca di Lancaster
    Dopo che però il figlio del re venne catturato alla battaglia di Lewes Enrico accettò uno scambio di prigionieri e John Despenser venne rilasciato su ordine del sovrano in cambio della liberazione del principe[84]. Morì nel 1274 e a sopravvivergli furono due figli maschi avuti dalla seconda moglie, Anne: Adam, morto giovane, e Wlliam, che proseguì la discendenza, tra cui si annoverano molti "John"[86].
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra dei Cent'anni.
  • William Spenser, castellano di Defford, nel Worcestershire. Appare citato in vari documenti in cui compare come giurato incaricato di vigilare sui diritti di abbazie e sull'elezione di una priora a Langley[87]; morì nel 1330 nelle sue terre a Defford e fu il primo del suo casato a sostituire l'originario Despenser con l'inglese Spenser (poi Spencer), anche se si ritrova spesso citato con entrambe le diciture. Questo cambio di cognome, comune all'epoca, si inquadra nel periodo di duro scontro con la Francia nella Guerra dei cent'anni, nel corso del quale le nobili casate normanne, come i Despenser, decisero di assumere cognomi più marcatamente "inglesi", in segno di adesione a un nascente sentimento patriottico[6]. Figlio ed erede di William fu John Spenser, chiamato come il nonno. Appare anche lui citato negli stessi documenti insieme al padre, fino alla morte di questi; nato nel 1320[86], si sa che fu un seguace del Principe Giovanni di Gand, duca di Lancaster, seguendolo nella sua spedizione in Castiglia[88]. In seguito fu scudiero di Enrico V, custode del Guardaroba e lo seguì in alcune spedizioni in Francia, prendendo parte all'assedio di Rohan[86]. Dalla moglie Alice, figlia ed erede di Giles Deverell, ebbe vari figli, tra cui il suo erede, Nicholas Spenser. Nicholas Spenser, nato nel 1340, si sposò con Joan, figlia di Richard Polard, un possidente del Kent, da cui ebbe almeno tre figli; Thomas Spencer (o Spenser), suo erede, una figlia che sposò Gilberto de Clare e un altro figlio, John, che però morì in gioventù senza aver avuto figli, avendo sposato Alice Livesay[89]. Thomas Spenser, nato nel 1366, fu padre di Henry Spencer (1392-1476) creato cavaliere e tributario di re Enrico VI[90];
    I partigiani della rosa rossa e della rosa bianca nella Chiesa del Tempio
    Anna Neville: tra le sue armi inquartava anche lo stemma degli Spenser
    Henry trasferì la sede della famiglia dal Worcestershire, dove si trovava l'originario maniero di Defford, nel Northamptonshire, nella tenuta di Badby[90]; in conseguenza di questa scelta, nei secoli il potere degli Spencer nella contea si accrescerà sempre di più, fino ad oggi. Henry Spencer sposò Isabel, figlia e coerede di Henry Lincoln, la quale gli diede quattro figli: John, Thomas, William e Nicholas. Grazie a questo matrimonio acquisì nuovi possedimenti e incrementò il potere territoriale della famiglia: gli Spencer infatti, a differenza dei loro cugini, avevano visto frazionarsi sempre di più i loro feudi, motivo per cui dovettero rifondare il loro potere territoriale a partire da alleanze matrimoniali e dallo sfruttamento razionale delle terre. Più o meno in questo periodo infatti gli Spencer cominciarono ad avviare un lucroso commercio della lana ricavata dalle greggi di pecore allevate nei loro feudi, un'attività che nell'arco di poche generazioni renderà gli Spencer una delle più ricche famiglie del regno, permettendo ai membri della casata di accedere al rango di Pari d'Inghilterra[90]. Henry Spencer morì nel 1476: nel suo testamento, recante le sue armi inquartate con quelle della moglie[91], nominò come esecutori i due figli maggiori John e Thomas. John Spencer, signore di Hodnell, nato nel 1420, fu scudiero ed è citato in vari diplomi di infeudazione insieme con sir Edward Rawleigh e altri ancora[92]. Visse durante il regno di Edoardo IV d'Inghilterra, in piena Guerra delle due rose, ma non ebbe un ruolo in quegli avvenimenti, nonostante la parentela con la Casa di York, cui appartenva anche re Edoardo, tramite il matrimonio di Anna Neville, nipote di Isabel le Despenser, con Riccardo III d'Inghilterra, fratello di Edoardo IV. Questa posizione di basso profilo probabilmente servì a salvare la famiglia dall'estinzione, dovuta alle faide tra clan rivali, cosa che invece non avvenne per molte altre illustri casate, compresa quella dei Despenser più antichi. John Spencer possedeva terre in diciotto diversi feudi e il suo testamento, datato 15 settembre 1486, nomina esecutore sir John Spencer di Snitterfield, figlio di suo fratello William; in mancanza di eredi le sue terre sarebbero passate al nipote Thomas, da cui discesero gli Spencer di Hodnell[93]. Erede di John Spencer fu suo figlio William Spencer, il quale visse durante il regno di Enrico VII d'Inghilterra, il primo dei Tudor, morendo nel 1498[94]. Egli stabilì la sua sede a Rodburn, nel Warwickshire, si sposò con Elizabeth Empson, figlio di sir Richard Empson, dalla quale ebbe tre figli: Jane, che sposò sir Stephen Cope di Hanwell, sir John, suo erede e Thomas. Da quest'ultimo discesero gli Spencer di Badby, Northamptonshire, alcuni dei quali emigreranno in America Settentrionale nel corso del XVII secolo, dando origine agli Spencer d'America[95][96].

Sir John Spencer (1447-1522)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Enrico VIII d'Inghilterra.
Enrico VIII conferì a John Spencer il cavalierato
  • Sir John Spencer, (1447-1522), signore di Snitterfield e Althorp. Dopo aver acquisito la tenuta di Snitterfield per via della moglie Isabel Graunt, figlia dello scudiero Sir Walter Graunt, fu uno degli esecutori testamentari del cugino John Spencer di Hodnell. Nel 1506 acquistò il grande feudo di Wormleighton, nel Warwickshire, dove impiantò pascoli e fattorie per l'allevamento delle pecore, la cui lana era fonte di ricchezza per il suo casato[97]; fece in seguito altri acquisti di terre presso i villaggi di Great Brington e Little Brington, nel Northamptonshire (all'epoca i possedimenti degli Spencer nel Warwickshire erano più estesi di quelli nel Northamptonshire e il castello di Wormleighton era quattro volte più grande di Althorp)[98]. Comprò anche la chiesa di Santa Maria di Brington dal marchese di Dorset, per farne in seguito la tomba di famiglia[99]. In questa attività di compravendita di terre era agevolato anche dal fatto che proprio in quell'epoca si sviluppava il fenomeno delle Enclosures, cioè della recinzione delle terre demaniali (per lo più pascoli) a favore dei grandi possidenti[100].
    La tomba di Sir John Spencer e della moglie Isabel
    Fu elevato al cavalierato da Enrico VIII, in virtù del fatto che ormai era uno degli uomini più ricchi del regno e anche il suo testamento conferma che fu un grande possidente terriero. Le fonti affermano che era un gentiluomo affabile e liberale, generoso con i poveri e con i fittavoli e molto pio; ricostruì infatti a sue spese le chiese di Wormleighton, Brington e Stanton, le sue tenute, dotandole anche dei paramenti e degli arredi sacri[97]. Nel suo testamento, datato 12 aprile 1522, incaricò gli esecutori di ricompensare tutti coloro che gli erano stati leali in vita, e chiese di essere sepolto nella chiesa di Brington, davanti all'immagine della Vergine. Accanto a lui giace anche la moglie Isabel, dalla quale aveva avuto cinque figli. Il suo erede Sir Wlliam, Anthony, Jane che sposò Richard Knightley, Isabel, sposata a sir Nicholas Strelly e Dorothy, moglie di sir Richard Catesby[97]. Sir John fu una figura importante per la storia della moderna dinastia degli Spencer, poiché grazie a lui i suoi discendenti ereditarono una notevole ricchezza e il cavalierato ereditario, in virtù del quale gli eredi di sir John Spencer accederanno ai ranghi dei Pari d'Inghilterra.

Sir William Spencer[modifica | modifica sorgente]

  • Sir William Spencer, (1496-1532). Dopo aver ricevuto il cavalierato da Enrico VIII d'Inghilterra, come già era avvenuto per suo padre, divenne anche Sceriffo del Northamptonshire, negli anni 1531-1532, quando morì, venendo rimpiazzato da David Cecil, nonno di Lord Burghley[101]. Il potere della famiglia Spencer si stava dunque ampliando e affermando sempre più; a confermarlo c'è il testamento di Sir William, che dispone la sua sepoltura e nomina i suoi eredi. Dei sei figli che ebbe dalla moglie Susan Knightley, le cinque femmine sposarono tutte nobiluomini e cavalieri, mentre l'unico erede maschio, Sir John, riporterà i discendenti dei Despenser in Parlamento dopo trecento anni[8].

Sir John Spencer (1524-1586)[modifica | modifica sorgente]

Le armi degli Spencer moderni
  • Sir John Spencer (1524-1586). Figlio di Sir William e di Susan Knightley, nacque a Wormleighton Manor, la residenza di campagna degli Spencer. I suoi zii Edmund e Richard Knightley, entrambi membri del Parlamento, si unirono alla madre nel tentativo di togliere la sua custodia al Re, ed essa fu affidata solo nel 1539 a sir Giles Alington[102]. Fu probabilmente allevato nel Middle Temple, la gilda dei barrister londinesi, cui appartenevano anche i due zii, finché succedette al padre nel 1532, venendo infine armato cavaliere nel 1553 all'incoronazione della regina cattolica Maria I[8]; insieme a lui furono armati anche i cognati Richard Brydges e John Cotton, i quali a loro volta entreranno a Westminster come cavalieri di contea. Come suo padre fu investito della carica di High Sheriff del Northamptonshire, ricoprendola per ben quattro volte, già dai tempi di re Edoardo VI: 1551-1552, 1558-1559, 1571-1572 e infine dal 1583 al 1584[103]. Fu infine membro del Parlamento come cavaliere della contea del Northamptonshire per due volte, nel 1554 e nel 1558; le due elezioni successive confermano il prestigio di cui ormai la sua famiglia godeva nella contea di Northampton. La sua uscita di scena dai Comuni nel 1558 fu certamente causata dalla sua fedeltà alla religione cattolica anche dopo la fine del regno di Maria e Filippo[103].
    Wormleighton Manor
    Nel 1564 il vescovo Scambler descrisse sir John Spencer come un "uomo profondamente religioso" e anche dieci anni più tardi gli agenti di Maria Stuarda lo segnalarono come cattolico, ma nonostante ciò continuò a svolgere un ruolo di primo piano nell'amministrazione della contea; dopo di lui solo i discendenti del suo terzo figlio William continuarono a rimanere cattolici, mentre gli altri aderirono all'anglicanesimo[104]. Nel 1545 aveva sposato lady Katherine Kitson, figlia di sir Thomas Kitson il Vecchio, un ricco mercante londinese, che fu anche sceriffo di Londra[105]; una sorella di Katherine, lady Frances, sposò John Bourchier, V barone FitzWarin, e fu madre di William Bourchier, III conte di Bath, Pari d'Inghilterra. Fu un ottimo custode delle sue sostanze, che si arricchivano di continuo grazie al commercio della lana, e fu così in grado di costituire tenute e feudi per i suoi tre figli cadetti e ricche doti per le sei figlie femmine[103]. Tre di loro sposarono altrettanti rampolli delle più prestigiose casate del Regno, consacrando così l'appartenenza degli Spencer alla grande aristocrazia inglese. Esse furono Anne, baronessa Mouteagle, Elizabeth, baronessa Hunsdon e Alice, contessa di Derby: tutte tre furono protagoniste della vita politica e culturale dell'Età elisabettiana, tanto che il famoso poeta Edmund Spenser (un lontano cugino), le cantò con i nomi pastorali di Amarilli, Carilli e Filli nel suo poema Colin Clouts torna a casa.[106]. Dal suo terzo figlio, sir William, e da suo figlio Thomas, Membro del Parlamento, discese il ramo degli Spencer di Yarnton, baronetti, estinto nel 1741[107]. Suo quarto figlio fu infine Sir Richard Spencer (1559-1624), diplomatico, ambasciatore in Spagna e Olanda, nonché capostipite del ramo degli Spencer baronetti di Offley, estinto nel 1699[108]. Sir John Spencer morì l'8 novembre 1586, nominando come esecutori testamentari i suoi tre figli più giovani e fu sepolto, secondo la sua volontà, accanto alla moglie nella chiesa di Brington, una delle tenute degli Spencer nel Northamptonshire (dove già erano sepolti i genitori e i nonni)[109].

Alice Spencer, contessa di Derby ed Elizabeth, baronessa Hunsdon[modifica | modifica sorgente]

Alice Spencer, contessa di Derby
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferdinando Stanley, V conte di Derby.
  • Alice Spencer (1559-1637), figlia di Sir John Spencer e Katherine Kitson, fu una nota protettrice di artisti e poeti durante l'età elisabettiana, cantata come Amarilli da Edmund Spenser nel suo poema Colin Clouts torna a casa e dedicataria da parte dello stesso Spenser di un'altra sua opera: Le lacrime delle Muse, nel 1591.
    Ferdinando Stanley, V conte di Derby
    Nata nella residenza avita degli Spencer, ad Althorp (acquistata dal nonno John nel 1522 dalla famiglia Catesby)[110], nel 1559, ricevette una eccellente educazione, in vista di un matrimonio prestigioso che consolidasse il rango della famiglia. Nel 1579 infatti sposò Ferdinando Stanley, V conte di Derby, rampollo du una delle più potenti famiglie inglesi, ed erede presuntivo al trono[111], figlio di Henry Stanley, IV conte di Derby e di Lady Margaret Clifford. Lord Derby era un uomo colto ed amante del teatro (tra i suoi protetti si ricordano Robert Greene, Christopher Marlowe, Edmund Spenser e William Shakespeare), anche se sospetto di simpatie cattoliche[112], tanto che il suo nome venne più volte associato a diversi complotti, portando anche a una sua progressiva emarginazione dalla corte, fino alla sua morte nel 1594. Da Ferdinando Alice ebbe tre figlie: la prima, Anna Stanley, contessa di Castlehaven, divenne erede presuntiva della cugina Elisabetta I, ma alla morte di lei il trono passò al re di Scozia Giacomo VI, che assunse la corona inglese come Giacomo I, in quanto discendente della figlia maggiore di Enrico VII d'Inghilterra, Margherita Tudor, che aveva sposato il re scozzese Giacomo IV. Questa successione, orchestrata dalle manovre di Robert Cecil, violò le disposizioni di Enrico VIII, il quale aveva disposto che la successione al trono inglese passasse ai discendenti della sorella minore Maria, per preservare l'indipendenza della corona inglese da quella scozzese. Se la volontà di Enrico fosse stata rispettata, i discendenti di Alice Spencer siederebbero oggi sul trono d'Inghilterra[113].
    Thomas Egerton, Lord cancelliere
    Delle altre due, lady Frances sposò John Egerton, I conte di Bridgewater, da cui discesero i duchi di Sutherland, e lady Elizabeth, che sposò Henry Hastings, V conte di Huntington, discendente della Casa di York. Il marito, lord Derby, morì nel 1594, e la compagnia di attori teatrali da lui finanziata (con la quale aveva collaborato anche William Shakespeare), chiamata The Earl of Derby's Men, mutò nome in The Countess of Derby's Men[114], continuando a tenere gli spettacoli a Lathom House, la residenza degli Stanley nel Lancashire. Il 20 ottobre del 1600 Alice Stanley si risposò con Thomas Egerton, all'epoca Lord cancelliere e in seguito visconte di Brackley, insieme al quale fondò la Bridgewater Library[103]; per cementare ulteriormente la loro unione, Alice organizzò il matrimonio di sua figlia Frances con il secondo figlio di Thomas Egerton, John di Bridgewater: da questa unione discenderà la casata anglo-scozzese dei duchi di Sutherland. Nel luglio del 1602 gli Egerton ospitarono la regina Elisabetta I nella residenza di Harefield Place, nel Middlesex, nella quale visse a lungo anche il poeta John Milton[115]. La contessa morì il 23 gennaio 1637 e fu sepolta nella chiesa di Santa Maria Vergine di Harefield, dove già esisteva un monumento commemorativo dedicato a lei e alle sue tre figlie.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Edmund Spenser.
Elizabeth, baronessa Hunsdon
  • Elizabeth Spencer, baronessa Hunsdon (1552-1618). Elizabeth, sorella di Alice, ebbe un destino molto simile a lei; educata per diventare una dama di società, si sposò nei ranghi dell'aristocrazia e fu a sua volta una munifica patrona delle lettere e delle arti, oltre che una studiosa lei stessa (tradusse Petrarca in inglese). Quando nacque, il 29 giugno del 1552, suo padre era sceriffo del Northamptonshire e l'anno seguente sarebbe diventato membro del Parlamento. Nel 1574, grazie a una dispensa di Matthew Parker, Arcivescovo di Canterbury, sposò il suo primo marito, George Carey, II barone di Hunsdon. Carey era strettamente imparentato con la casa reale dei Tudor: suo padre era Henry Carey, I barone Hunsdon, figlio di Maria Bolena, sorella di Anna, e di Sir William Carey (ma probabilmente il suo genitore naturale fu Enrico VIII).
    George Carey, II barone Hunsdon, di Nicholas Hilliard, 1601
    Ma il barone era anche un lontano cugino di Elizabeth (motivo per il quale per il matrimonio fu necessaria la dispensa); infatti la madre di Sir William, e quindi la nonna di George Carey, era Margaret Spencer, figlia di Sir Robert Spencer di Spencercombe, un prozio di John Spencer di Wormleighton, e di Eleanor Beaufort, appartenente a una delle più potenti famiglie del Paese, diretta discendente dei Plantageneti[96]. I genitori di George Carey erano intimi della regina Elisabetta I, e sua madre, Anne Morgan, era una delle confidenti più strette della sovrana[114]; insieme la coppia ebbe una sola figlia, Elizabeth Carey, che sposò sir Thomas Berkeley nel 1595, occasione nella quale venne per la prima volta rappresentata in pubblico l'opera di William Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate[103]. Il barone di Hunsdon morì nel 1603,lasciando Elizabeth vedova, ma la baronessa si risposò dieci anni dopo con lord Ralph Eure; in campo artisitico fu, come la sorella, una grande mecenate e cultrice di poesia. Oltre ad aver tradotto Petrarca dall'italiano[116], fu la musa ispiratrice di Edmund Spenser (della sua stessa famiglia), per il poema Muiopotmos, e compare accanto alle sorelle Anne e Alice nel poema bucolico Colin Clots Come Home Againe; fu inoltre celebrata dallo stesso Spenser in sonetto della raccolta La regina delle Fate[103]. Oltre a Spenser, con cui era imparentata, la baronessa patrocinò anche autori come Thomas Nashe e John Dowland. Morì il 25 febbraio 1618 e fu sepolta il 2 marzo nell'Abbazia di Westminster, a Londra.
Westminster Hall, antica sede del Parlamento, in una stampa del XIX sec.

Sir John Spencer (1549-1600)[modifica | modifica sorgente]

Stemmi funerari di Sir John Spencer

Nato da Sir John Spencer di Althorp e da sua moglie Katherine Kitson, figlia di Sir Thomas Kitson, sceriffo della City di Londra, fu educato al Trinity College di Cambridge e in seguito praticò l'avvocatura nella gilda del Middle Temple. Negli anni precedenti alla morte del padre accumulò vari debiti, in conseguenza degli eccessivi acquisti di terre e della lussuosa ospitalità che era solito offrire ai suoi ospiti[117]. La sua famiglia era molto nota, anche per i prestigiosi matrimoni contratti dalle sorelle, e suo padre manteneva legami con personaggi come Lord Burghley e Sir Walter Mildmay. Succedette al genitore nel 1586, ereditando le tenute di Althorp e Wormleighton, alla morte di questi, venendo poi armato cavaliere due anni più tardi. Le sue connessioni familiari gli permisero di essere eletto in Parlamento nel 1572, anche se partecipò solo marginalmente alla vita dell'assemblea, mettendosi in mostra solo nel 1576 per riottenere delle terre che suo padre aveva ceduto a Sir Christopher Hatton[118]; in seguito non si ricandidò più per il Parlamento, a differenza di quanto fecero i suoi fratelli minori e suo figlio (che otterrà il titolo di Barone): fu comunque il quinto, tra gli Spencer moderni, a sedere a Westminster. Negli anni seguenti ottenne vari incarichi di governo locale, come Giudice di Pace e Sceriffo per il Bedfordshire e il Northamptonshire; morì il 9 gennaio del 1600. Era sposato con Mary Catlin, figlia di Sir Robert Catlin, Lord Chief Justice del tribunale di King's Bench, che gli portò in dote nuove terre in varie contee. Poiché ebbero un unico figlio, Robert, futuro I barone di Wormleighton, sir John distribuì molti legati ai suoi servitori, a coloro che lo avevano assistito nella malattia, e al suo cappellano Thomas Campion[118]; su sua richiesta venne sepolto nella chiesa di Brington, ad Althorp, accanto ai suoi antenati.

Albero genealogico (Spencer moderni)
Geoffrey le Despenser
1185-1242
John le Despenser
1239-1274
Adam le Despenser
William Spencer
?-1230
John Spenser
1320-?
Altri figli
Nicholas Spencer
1340-1390
Joan Polard
Thomas Spencer
1366-?
Gilberto de Clare
Una figlia
John Spencer
Alice Livesay
Henry Spencer
1392-1476
Isabel Lincoln
John Spencer
1420-1486
Thomas Spencer
William Spencer
Nicholas Spencer
Elizabeth Empson
William Spencer
?-1498
Spencer di Hodnell
Sir John Spencer di Snitterfield
Sir John Spencer
1447-1522
Isabel Graunt
Jane Spencer
Stephen Cope
Thomas Spencer
Anthony Spencer
Jane Spencer
Richard Knightley
Sir William Spencer
1496-1532
Susan Knightley
Spencer di Badby (emigrarono in America nel XVII sec)
Katherine Kitson
Sir John Spencer
1524-1586
altre 5 figlie
Anne, lady Mounteagle
?-1618
Elizabeth, lady Hunsdon
1552-1618
George Carey, II barone Hunsdon
1547-1603
Thomas Egerton
1540-1617
Alice Spencer
1559-1637
Ferdinando Stanley, V conte di Derby
1559-1594
Sir John Spencer
1549-1600
Mary Catlin
Sir Richard Spencer
1559-1624
Helen Elinora Brocket
Sir William Spencer
1555-1609
Spencer di Offley (estinto nel 1699)
Spencer di Yarnton (estinto nel 1741)
Spencer, baroni di Wormleighton,conti di Sunderland

Baroni di Wormleighton e conti di Sunderland[modifica | modifica sorgente]

Nel 1603 Robert Spencer, quinto cavaliere della sua stirpe, venne creato Barone di Wormleighton da re Giacomo I d'Inghilterra, divenendo così il primo degli Spencer moderni ad accedere al rango di Pari d'Inghilterra, inaugurando un nuovo capitolo nella storia della Casata.

Robert Spencer, I barone Spencer di Wormleighton[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Robert Spencer, I barone di Spencer Wormleighton.
Robert Spencer, I barone di Wormleighton

Nato nel 1570 da Sir John Spencer e Mary Catlin, come i suoi avi si dedicò all'amministrazione della contea e delle sue tenute, attività che svolse con notevole profitto, dal momento che nel 1603 era considerato l'uomo più ricco di tutto il Regno. Dal 1597 al 1598 fu Membro del Parlamento per Brackley, nel 1600 fu armato cavaliere, il quinto della sua stirpe, mentre dal 1601 al 1602 fu Sceriffo del Northamptonshire; nel 1601 divenne anche cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera. Fu con l'ascesa al trono d'Inghilterra di Giacomo I Stuart, dopo la morte di Elisabetta, che le sue fortune conobbero una nuova fioritura: nello stesso anno infatti, il 21 luglio 1603, Robert Spencer divenne il I Barone di Wormleighton (da una delle sue principali tenute), inaugurando così la linea degli Spencer nella parìa d'Inghilterra. Il 18 settembre seguente venne inviato in ambasciata presso il duca Federico I di Württemberg, per consegnargli il collare della Giarrettiera, venendo ricevuto da quest'ultimo con grande magnificenza[119][120]. In politica interna Robert Spencer si schierò con il partito capeggiato dal conte di Southampton (il patrono di Shakespeare), del quale fu un fervente sostenitore[121], tanto che la figlia del conte sposerà il figlio ed erede di lord Spencer, William; prese parte attiva nel processo contro Francis Bacon, nel quale si schierò con l'accusa reclamando la degradazione di Bacon dal suo titolo nobiliare[122].

Thomas Howard, lord Arundel

In una occasione analoga lord Spencer ebbe un alterco con il conte di Arundel, erede del celebre e sfortunato casato di Norfolk. Il conte aveva proposto che un certo sir Henry Yelverton, il cui caso era in esame alla Camera dei Lords, fosse condannato senza essere ascoltato in sua difesa: Spencer obiettò allora che due antenati del conte, Norfolk e Surrey, condannati per tradimento ai tempi dei Tudor, avevano avuto la possibilità di esporre le loro ragioni davanti ai loro pari. Il conte di Arundel ribatté stizzito che a quell'epoca gli antenati di lord Spencer allevavano pecore (in riferimento alla fonte di ricchezza del casato degli Spencer); poiché si rifiutò di ritrattare l'offesa a un suo pari, lord Arundel venne rinchiuso per breve tempo nella Torre di Londra[123][124]. Nel febbraio seguente lord Spencer fece parte di una commissione incaricata di studiare il problema delle terre incolte, data la sua competenza in materia agricola[125]. Morì il 25 ottobre del 1627, e fu sepolto nella chiesa avita di Brington, Northamptonshire[126]. Aveva sposato Margaret, figlia di sir Francis Willoughby di Wollaton, la quale morì nel 1597; fu un matrimonio felice e lui non si risposò più, come ricorda anche Ben Johnson in alcuni suoi versi[127]. Da lei ebbe quattro figli e tre figlie; il primogenito, John, morì senza eredi a Blois, così la successione passò al secondogenito William, che sarà il secondo barone di Wormleighton; dalla moglie Penelope, figlia del conte di Southampton, ebbe il suo erede Henry, futuro primo conte di Sunderland. Altri due figli, Richard Spencer ed Edward Spencer, furono membri del Parlamento e delle gilde dei barrister londinesi[128].

William Spencer, II barone di Wormleighton[modifica | modifica sorgente]

William Spencer, II barone Spencer
Penelope, baronessa Spencer

William Spencer nacque il 4 gennaio 1592 a Brington, nel Northamptonshire, secondo figlio maschio di Robert Spencer, I barone di Wormleighton e di Margaret Willoughby. Fu educato al Magdalen College di Oxford, ottenendo una formazione che gli consentì di intraprendere una prestigiosa carriera pubblica, come i suoi avi. Nel 1614 fu infatti eletto in Parlamento per Brackley, come già suo padre, e nuovamente tra il 1620 e il 1622 per il Northamptonshire mentre nel 1616 fu armato cavaliere[129]. Mantenne l'incarico di vice-luogotenente (Deputy Lieutenant) per il Northamptonshire dal 1618 al 1621 e nuovamente tra il 1624 e il 1625[130], e l'anno seguente sedette per l'ultima volta in Parlamento (nel 1627 aveva infatti ereditato il titolo paterno che gli dava diritto di sedere alla Camera alta). Dal 1629 al 1636, anno della sua morte, fu anche Custos Rotulorum per il Northamptonshire. Morì il 19 dicembre 1636 a 44 anni e venne sepolto il 27 dello stesso mese nella tomba di famiglia a Brington, lo stesso luogo dove era nato; nel 1615 aveva sposato lady Penelope Wriotheslay, figlia del conte di Southampton, per cementare l'alleanza tra le due famiglie, generando con lei sei figli, tre femmine e tre maschi[131]. Di questi il primogenito, Henry Spencer, diventerà I conte di Sunderland, come ricompensa per l'appoggio fornito al re durante la Guerra civile, mentre anche il secondogenito Robert verrà innalzato al titolo di visconte Teviot nel 1685; morendo senza eredi diretti, il suo titolo andrà però estinto; un altro maschio, Sir William Spencer di Ashton, sposato con Elizabeth Gerard, ebbe una sola figlia[132]. Tra le femmine, la primogenita Elizabeth sposò Henry Howard, della casata dei Norfolk, mentre la secondogenita Alice sposò l'irlandese Henry Moore, I conte di Drogheda; l'ultimogenita Margaret sposò invece lo statista Whig Lord Shaftesbury[118].

Henry Spencer, I conte di Sunderland e Robert, lord Teviot[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra civile inglese.
Henry Spencer, I conte di Sunderland
  • Henry Spencer nacque il 23 novembre 1620 da William Spencer e da sua moglie Penelope Wriotheslay, nella residenza avita di Althorp, vicino al villaggio di Brington, Northamptonshire, nella cui chiesa venne battezzato[133]. Seguì le orme del padre, entrando al Magdalen College di Oxford, dove si laureò con il titolo presigioso di Master of Arts (M.A.) nel 1636[134]; il 19 novembre dello stesso anno succedette al padre nel titolo di terzo barone di Wormleighton, accedendo così alla Camera dei Lords. Il 20 luglio 1639 sposò a Penshurst Place lady Dorothy Sidney, figlia di Robert Sidney, II conte di Leicester e diretta discendente del giovane Despenser, la quale aveva precedentemente rifiutato la mano a Edmund Waller[118]:
    Dorothy, contessa di Sunderland, (Antoon van Dyck)
    fu un matrimonio felice, allietato dalla nascita di tre figli. Due le femmine, lady Dorothy, che sposò George Savile, I marchese di Halifax, lady Penelope, morta nubile[135], e un maschio, chiamato Robert come il bisnonno, che sarà il II conte di Sunderland e una importante figura politica nella seconda metà del XVII secolo in Inghilterra. Tra il 1641 e il 1642 Henry Spencer ricoprì la carica di luogotenente del Northamptonshire per investitura del Parlamento[118]. Lord Spencer si mise in mostra come partigiano di re Carlo I durante la guerra civile che vide contrapposte le forze monarchiche a quelle parlamentari guidate da Oliver Cromwell. Nel 1642 prese parte alla battaglia di Edgehill[118], in seguito alla quale venne ricompensato con l'investitura a conte di Sunderland, segnando così una nuova progressione della sua famiglia nella gerarchia nobiliare (anche se per ottenere la nomina dovette sborsare 3.000 sterline)[136]; all'interno dell'esercito regio, i Cavaliers, come venivano chiamati, poteva inoltre contare sull'appoggio dello zio, il conte di Southampton, uno dei leader della fazione monarchica. Il 5 settembre del 1642, insieme a lord Falkland, guidò una delegazione regia incaricata di trasmettere al Parlamento le proposte di conciliazione del re[118]. Combatté in seguito all'assedio di Gloucester, nell'agosto del 1643, e a Newbury, il 20 settembre successivo, dove trovò la morte, a soli 23 anni, colpito da una palla di cannone[137]. Il cronista Cokayne riferisce che, secondo lord Clarendon, Spencer fu: un signore di grande fortuna, giovane età e precoce giudizio; che senza avere un comando nell’esercito, si pose al servizio della persona del Re sotto l’obbligo dell’onore; e lanciandosi quel giorno tra le truppe del Re come volontario, prima che queste caricassero fu sbalzato via da una palla di cannone[118]. La moglie Dorothy si ritirò con i figli presso la residenza della sua famiglia a Penshurst Place nel Kent; sis risposò nel 1652 con sir Robert Smythe, dal quale ebbe un altro figlio, anch'egli chiamato Robert; la sua morte, nel 1684, fu probabilmente dovuto al dolore provocatole dalla morte del fratello Algernon, condannato a morte per la sua opposizione alla Restaurazione di Carlo II[138].
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anthony Ashley-Cooper, I conte di Shaftesbury.
Stemma di Robert Spencer, visconte Teviot
  • Robert Spencer nacque nel 1629, figlio secondogenito di lord William Spencer e sua moglie Penelope. Conosciuto come l'Onorevole Robert Spencer fino al 1685, studiò dapprima al Christ Church College, ad Oxford, e in seguito a King’s College di Cambridge, dove fu ammesso nel 1646[139].
    Thomas, IV conte di Southampton, zio e protettore di Robert Spencer
    Poco si conosce della sua vita fino a quando fu eletto deputato per il collegio di Great Bedwyn nel 1660, con la Restaurazione della monarchia[140]. Probabilmente in questo periodo venne preso sotto la protezione dello zio, conte di Southampton e del suocero di questi, il marchese di Hertford, che lo avviarono alla carriera politica. Nel primo Parlamento convocato dopo il ritorno di Carlo II, detto Convention Parliament o Cavalier Parliament, il giovane Spencer non si distinse molto da suo zio Richard, che sedeva come lui alla Camera dei Comuni in quel periodo[118]. Nel 1661 ritornò in Parlamento, eletto per la circoscrizione di Brackley, feudo di famiglia, che continuò a rappresentare per i 18 anni seguenti. Anglicano devoto, come il suo amico John Evelyn, venne soprannominato dal re "Godly Robin" per la sua ferma opposizione a modifiche del Book of Common Prayer, ma grazie al fatto che i suoi parenti ricoprivano posti chiave nel nuovo governo (Southampton era ministro del Tesoro e suo cognato lord Ashley, protettore di John Locke, era Cancelliere dello Scacchiere nel Ministero della Cabala presieduto da lord Clarendon), la sua carriera proseguì rapida[118].
    Anthony Ashley Cooper, I conte di Shaftesbury, sposato a lady Margaret Spencer[141], fu uno dei più importanti uomini di Stato dell'Inghilterra seicentesca
    Nel 1663 entrò in una commissione che regolava gli appelli al re, con un salario di 200 sterline, e l'anno seguente fece parte del comitato per la legge sulle società segrete; venne anche considerato come Master of the Horse della regina, ma su insistenza del duca di York gli venne preferito Ralph Montagu[118]. Nel 1669 figura tra i componenti della Corte e l'anno successivo formò una società per impiantare coltivazioni di zucchero alle Barbados[118]. Negli anni seguenti svolse incarichi minori, soprattutto di livello locale; nel corso degli anni '70 e '80 del XVII secolo si accese il dibattito sul cosiddetto Exclusion Bill, cioè la legge che avrebbe dovuto impedire al fratello cattolico di Carlo II, Giacomo, duca di York, di ereditare il trono. Robert Spencer si schierò con il partito di Corte, contrario alla legge, attirandosi così l'astio dell'ex cognato lord Ashley, ora conte di Shaftesbury, capo del partito favorevole alla legge, che lo chiamò “doppiamente vile”, nonostante Spencer fosse andato a trovarlo più volte nella Torre di Londra dove era imprigionato[118]. Dopo il 1674 abbandonò la commissione sulle tasse e nel 1679 non si ricandidò più ai Comuni, lo stesso anno tentò di farsi eleggere cancelliere dell'Università di Oxford, ma venne sconfitto dal duca di Ormonde[118]. Quando il duca di York divenne re Giacomo II, per ricompensarlo dell'appoggio offertogli, lo elevò al rango di visconte Teviot, nella Parìa di Scozia, nel 1685, e per i due anni seguenti lord Teviot sedette nella commissione per l'esecuzione nell'ufficio del Sigillo Privato[142], posto che abbandonò dopo la Gloriosa Rivoluzione, confermando la sua fedeltà agli Stuart. Sposò una cugina, Jane, figlia e coerede di Sir Thomas Spencer, IV baronetto di Yarnton, ma non ebbe figli e il suo titolo andò estinto[118]. Morì il 20 maggio del 1694.

Dorothy, viscontessa di Halifax e George, lord Halifax[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi George Savile, I marchese di Halifax.
Dorothy, viscontessa di Halifax
Dipinto raffigurante il marchese di Halifax.

Dorothy Spencer, figlia di Henry Spencer e Dorothy Sidney, nacque nel 1640 e sposò George Savile, allora visconte di Halifax, il 29 dicembre 1656, a 16 anni[143]. Dal matrimonio nacquero due figli, William, futuro II marchese di Halifax, e Anne, in seguito contessa di Carberry[144]. Quando George Savile venne creato visconte, nel 1667, Dorothy era ancora in vita, ma morì soli tre anni dopo, il 16 dicembre 1670, prima che il marito fosse elevato al rango di marchese. George Savile (1633-1695) fu un politico e scrittore di grande importanza nella vita politica inglese del XVII secolo. Favorito dei re d'Inghilterra Carlo II Stuart e Giacomo II Stuart, venne creato pari del regno con il conferimento dei titoli di visconte prima e di marchese poi. Nel 1672 prese parte al Consiglio Privato del re, ricoprendo cariche importanti sino all'ascesa di Giacomo II, che lo nominò Presidente del Consiglio del re. Nel 1686, vista la sua fede anglicana e visto che preferiva non schierarsi né con il partito Tory, né con quello Whig, Giacomo II tolse Halifax dalla Presidenza e lo depose dalle cariche, come fece con i fratelli Hyde, suoi cognati. Dopo la caduta di Giacomo II in seguito alla gloriosa rivoluzione, Guglielmo III nominò Halifax Depositario del Sigillo Privato con libero accesso alla persona del re.

Robert Spencer, II conte di Sunderland[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gloriosa rivoluzione.
Robert Spencer, secondo conte di Sunderland

Robert Spencer, nato a Parigi il 5 settembre del 1641, fu un uomo di Stato e diplomatico inglese. Era il figlio di Henry Spencer, I conte di Sunderland, deceduto durante la Guerra civile inglese mentre combatteva per la causa realista, e di lady Dorothy Sidney. Robert ereditò il titolo del padre a soli tre anni, divenendo barone Spencer di Wormleighton e conte di Sunderland[145]. Giovane entrò nell'esercito inglese, servendo nel ruolo di capitano sotto il comando del principe Rupert del Palatinato, nipote di re Carlo I Stuart. Nel 1665, poco dopo il matrimonio fu inviato a Madrid come ambasciatore tra il 1671 e il 1672[146]. In seguito fu a Parigi (1672-1673) e nelle Provincie Unite (1673). Tornato a Londra fu ammesso come Gentleman of the Bedchamber, incaricò che ricoprì sino al 1679. In seguito entrò a far parte del Consiglio privato e divenne Segretario di Stato per il Dipartimento del Nord (antesignano dell'attuale Ministero degli esteri). Poco dopo venne rimandato a Parigi come ambasciatore straordinario[147]. Sebbene fosse ritenuto un francofilo, cercò in questo periodo di trovare nuovi alleati all'Inghilterra, e persino di creare una grande alleanza delle potenze europee contro l'espansionismo di Luigi XIV, ma a parte un trattato stipulato con la Spagna nel 1680, il progetto non venne portato avanti.

Henry Sidney, I conte di Romney, zio di lord Sunderland e membro dei Sette Immortali

Ebbe aspri scontri in più occasioni con l'ambasciatore francese Paul Barillon, anche a causa del suo ben noto cattivo carattere: una volta si scontrò con l'ambasciatore per aver accusato il re di Francia di non essere intervenuto in difesa del cugino Giacomo II, durante la Ribellione di Monmouth, una sollevazione capeggiata dal figlio naturale primogenito del defunto Carlo II, il duca di Monmouth, che tentò di impadronirsi del trono; in un'altra occasione replicò sarcasticamente al Barillon, il quale sosteneva che Luigi XIV ambiva alla pace europea, affermando che "Tutti ambiscono alla pace finché non hanno un buon motivo per romperla"[148]. Sunderland riuscì infine a far allontanare dalla Corte il suo rivale dopo aver rivelato che lo stesso Barillon aveva silurato un trattato Anglo-olandese[149]. Fu anche Luogotenente dello Staffordshire, durante la minore età di lord Shrewsbury, fino al 1681 . In quell'anno infatti, in quanto sostenitore, a differenza dello zio lord Teviot, dell'Exclusion Bill che proponeva di eliminare il duca di York Giacomo dalla successione al trono, perse il favore di re Carlo II Stuart (che definì il voto favorevole di Sunderland addirittura un "bacio di Giuda")[150]. Solo l'intervento della favorita del re, Louise de Kérouaille, duchessa di Portsmouth, gli permise di tornare sulla scena politica. Tra il 1682 e il 1688 servì infatti a più riprese come Segretario di Stato per il Dipartimento del Sud (antenato del Ministero degli Interni), Luogotenente del Warwickshire e Lord Presidente del Consiglio, allora la carica politica più elevata in Gran Bretagna.

Giacomo II d'Inghilterra

Durante il regno di Giacomo II Sunderland divenne il più importante consigliere della Corona, ospitando anche varie volte il sovrano ad Althorp: nel 1687 si convertì al cattolicesimo e divenne cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera; lo stesso anno fu tra i firmatari di un provvedimento voluto da Giacomo che incoraggiava l'emigrazione protestante nella colonia inglese della Virginia, in America settentrionale. Quando il re si risposò con la principessa cattolica italiana Maria Beatrice d'Este, lord Sunderland ne divenne un confidente, insieme alla moglie Anne, ma era vicina anche la rottura con Giacomo II. Dopo essersi attirato l'astio dell'opinione pubblica per aver fornito prove in processo contro sette vescovi anglicani ostili alla politica filo-cattolica del re, il conte si attirò anche l'antipatia di quest'ultimo, per avergli consigliato di allontanare la sua amante Catherine Sedley[151]; nell'ottobre del 1688 venne destituito. Poco dopo lo stesso Giacomo venne detronizzato dalla Gloriosa Rivoluzione (tra i Sette Immortali che siglarono l'invito a Guglielmo d'Orange era presente anche lo zio di Sunderland, lord Romney), e il conte, ancora troppo legato al passato regime e altamente impopolare per le sue presunte simpatie verso l'assolutismo, fuggì in Olanda, a Utrecht. Ma non era uomo da restare fuori dalla scena a lungo: si mise subito in contatto con sir John Churchill, anche lui un tempo molto vicino al sovrano deposto, la cui moglie Sarah era intima amica di sua moglie Anne, scrivendogli una lettera in cui gli chiedeva di intercedere per lui presso il nuovo re Guglielmo III. A impetrare la sua causa furono anche influenti amici di vecchia data, come il cronista John Evelyn o Thomas Tenison: ma fu in gran parte grazie all'opera del cognato lord Halifax, marito di sua sorella Dorothy e uno dei più importanti consiglieri del nuovo monarca, che Sunderland ottenne infine il perdono reale nel 1691 e poté fare ritorno in Patria[152]. Riprese immediatamente il suo seggio alla Camera dei Lords e Guglielmo lo andò a visitare ad Althorp, come già aveva fatto Giacomo II; qui i due discussero dei maggiori problemi della politica inglese dell'epoca e Guglielmo imparò ad apprezzare la franchezza e la mancanza di adulazione di Sunderland, in parte dovute alla rudezza del suo carattere che tante critiche gli aveva procurato; inoltre lord Sunderland si guadagnò definitivamente la fiducia del re riuscendo a riconciliarlo con la cognata Anna, sorella di sua moglie Maria[153]. Il conte usò la sua rinnovata influenza per favorire il partito Whig, che sarà poi anche quello dei suoi discendenti fino al XIX secolo; nell'aprile del 1697 assunse la carica di Lord Ciambellano e per breve tempo quella di Lord Justice ma la generale diffidenza da cui era circondato, a causa del suo passato, unita all'avanzare dell'età, lo convinse ad abbandonare la scena pubblica[154].

Lo sbarco di Guglielmo III a Torbay, durante la Gloriosa rivoluzione
Anne, contessa di Sunderland

Nell'inverno del 1697 fu anche coinvolto in uno scandalo a causa del genero lord Clancarty, marito della figlia Elizabeth, un giacobita irlandese che fuggì dalla Torre di Londra e trovò brevemente rifugio in casa Spencer, prima di essere nuovamente arrestato dal cognato Charles; l'episodio non ebbe conseguenze, ma accelerò il declino politico del conte di Sunderland[155]. Ritiratosi a vita privata ad Althorp, qui morì il 25 settembre del 1702, poco dopo aver compiuto 61 anni. Ebbe come successore il figlio maggiore Charles, terzo conte di Sunderland. Il 10 giugno 1665 aveva sposato Anne Digby, figlia di Lord Bristol, un noto esponente del partito realista; nonostante una prima rottura del fidanzamento[156], per motivi sconosciuti, il matrimonio fu molto felice (Sunderland non ebbe mai amanti, fatto molto insolito in un'epoca libertina), allietato dalla nascita di cinque figli: Charles, erede del padre, Robert e Isabella, entrambi premorti al padre, Anne, che sposò James Hamilton, IV duca di Hamilton ed Elizabeth, moglie di Donough MacCarthy, IV conte di Clancarty. Lady Sunderland fu una gran dama dell'alta società dell'epoca, Lady of the Bedchamber e confidente della regina Maria di Modena, fu lei che annunciò a Giacomo II la nascita del suo erede, Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il Principe di Galles che non regnerà mai. Fu amica intima della duchessa di Marlborough, ma sgradita alla regina Anna, gelosa della loro amicizia. John Evelyn ne da un giudizio positivo, ritraendola come una donna di forte fede religiosa, devota agli amici e al marito (nonostante infondati sospetti di una relazione on il conte di Romney, zio di lord Sunderland[157]), che aiutò e sostenne costantemente durante tutta la vita[154]; rimasta vedova, morì nel 1715.

Charles Spencer, III conte di Sunderland[modifica | modifica sorgente]

Charles Spencer, III conte di Sunderland

Charles Spencer era figlio di Robert Spencer, II conte di Sunderland e di sua moglie Anne Digby, figlia del conte di Bristol. Alla morte del suo fratello maggiore Henry, avvenuta a Parigi nel 1688, divenne erede del titolo paterno. Chiamato da John Evelyn "un giovane di straordinarie speranze", completò la sua educazione presso Utrecht; nel 1695 entrò a far parte della Camera dei Comuni per il collegio di Tiverton. In quel periodo si ritrovò coinvolto anche nello scandalo legato alla fuga del cognato lord Clancartry il quale, riconciliatosi con la moglie Elizabeth, sorella di Charles Spencer, fuggì dalla Torre di Londra dove era imprigionato per le sue simpatie giacobite, e fu nuovamente arrestato grazie all'intervento del cognato: l'episodio causò grave imbarazzo ai genitori di Charles, ma il re Guglielmo III non fece ritorsioni; la coppia andò in esilio ad Amburgo e di loro non si sentì più parlare. Nel 1702 succedette al padre nel titolo di conte di Sunderland divenendo Pari d'Inghilterra. Tre anni dopo, nel 1705, fu uno dei maggiori artefici della nascita della Gran Bretagna, come membro della commissione che stabilì l'unione di Inghilterra e Scozia in un unico regno.

Anna di Gran Bretagna; non apprezzava lord Sunderland

La regina Anna Stuart lo inviò allora come ambasciatore straordinario a Vienna. Le voci che gli attribuivano simpatie repubblicane e l'ostilità verso il principe consorte Giorgio di Danimarca lo resero inviso alla Regina Anna; ottenne comunque la carica di Secretary of State for the Southern Department (Segretario di Stato per il Dipartimento del Sud) nel 1706 grazie all'appoggio del duca di Marlborough. Dal 1708 al 1710 fu uno dei cinque Whigs che formarono il gruppo di governo denominato Whig Junto. Tuttavia, circondato di avversari, nel giugno 1710 si dimise. Pur osteggiandolo, la regina Anna gli offrì una pensione di 3000 sterline che il conte rifiutò. Anche lui, come già il padre, si era reso impopolare, fatto che la regina stessa precisò a Marlborough quando questi protestò per le dimissioni di Sunderland. Egli proseguì però la sua carriera politica, avvicinandosi alla corte degli Hannover. Quando l'elettore Giorgio divenne re di Gran Bretagna con il nome di Giorgio I, Sunderland ottenne l'importante incarico di Lord Luogotenente d'Irlanda. Nel 1715 divenne Lord del Sigillo Privato e nel 1717, dopo una visita in Hannover allo stesso Giorgio I, divenne Secretary of State for the Northern Department (Segretario di Stato per il Dipartimento del Nord), incarico già ricoperto dal padre. Ma la sua carriera non si limitò a questo e negli anni successivi ottenne gli incarichi di First Lord of the Treasury e Lord Presidente del Consiglio divenendo a tutti gli effetti Primo Ministro[158]. In questa veste propose una legge che doveva limitare la creazione di nuovi Pari (una specie di serrata della Camera dei Lords), provvedimento che però venne bocciato a causa dell'opposizione di Robert Walpole.

Robert Walpole, avversario politico del conte di Sunderland

Si fece anche promotore della cultura, attraverso la protezione offerta alla Reale Accademia di Musica nel 1719, istituzione che promuoveva l'Opera barocca, introdotta proprio a quell'epoca in Inghilterra da Händel[159][160]. Entrato in conflitto con Walpole, a decretare la sua fine fu la South Sea Bubble, un'inchiesta su una bolla speculativa avviata dal suo rivale che lo costrinse, nel 1721 a dimettersi dai suoi incarichi; rimase comunque a fianco di Giorgio I come consigliere non ufficiale per il resto del regno del sovrano, mantenendo la sua influenza su quest'ultimo. Morì l'anno seguente, il 19 aprile 1722. Caratterialmente aveva ereditato la passione del padre per l'intrigo, caratteristica che da un lato gli consentì di raggiungere posizioni elevate nella vita pubblica, dall'altra gli alienò molte simpatie (poco prima di morire era anche stato coinvolto in un complotto per riportare gli Stuart sul trono, ma proprio a causa della sua scomparsa il piano non ebbe seguito)[161].

Anne Churchill, lady Sunderland, di Sir Godfrey Kneller

Una sua grande passione fu il collezionismo librario, tanto che, a detta dei contemporanei. costituì ad Althorp la più bella biblioteca d'Europa, anche se una parte di questa verrà poi trasferita a Blenheim Palace nel 1749, la residenza dei duchi di Marlborough, quando il titolo passerà alla Casa degli Spencer. Si sposò tre volte ed ebbe figli da ciascuno dei matrimoni. Nel 1695 sposò Arabella Cavendish, figlia di Henry Cavendish, II duca di Newcastle. Ebbero una figlia: Frances Spencer (1696-27 luglio 1742), sposò Henry Howard, IV conte di Carlisle, da cui ebbe cinque figli. Arabella morì nel 1698. Nel 1700 sposò Anne Churchill, Lady of the Bedchamber della regina Anna e figlia di John Churchill, primo duca di Marlborough, suo protettore, e Sarah Churchill, duchessa di Marlborough. Questa fu un'importante alleanza per Sunderland e per i suoi discendenti: attraverso di essa fu infatti avviato alla vita politica e poi il ducato di Marlborough andò alla discendenza degli Spencer. La coppia ebbe cinque figli: Robert Spencer, IV conte di Sunderland (24 ottobre 1701-27 novembre 1729), morto senza eredi; Anne (1702-19 febbraio 1769), sposò William Bateman, I visconte Bateman, da cui ebbe un figlio; Charles Spencer, III duca di Marlborough (22 novembre 1706-20 ottobre 1758), erede della stirpe; John Spencer (13 maggio 1708-19 giugno 1746), sposò Lady Georgiana Caroline Carteret, con la quale ebbe due figli (da questo matrimonio discese il ramo cadetto dei conti Spencer); infine Diana Spencer (1710-27 settembre 1735), omonima della sua celebre discendente sposò John Russell, IV duca di Bedford, dal quae ebbe un figlio. Sposò, infine il 16 dicembre 1717, Judith Tichborne, figlia di Benjamin Tichborne e Elizabeth Gibbs. Ebbero tre figli ma morirono tutti durante l'infanzia.

Albero genealogico (Baroni di Wormleighton e Conti di Sunderland)
Spencer Arms.svg
Robert Spencer, I barone di Wormleighton
Sir-Robert-Spencer-513x800.jpg
1570-1627
Blason Robert de Willoughby (selon Gelre).svg
Margaret Willoughby
1560-1597
Spencer Arms.svg
John Spencer
1590-1610 a Blois
Spencer Arms.svg
Mary Spencer
1588-1592
Spencer Arms.svg
Richard Spencer Membro del Parlamento
1593-1661
Spencer Arms.svg
Edward Spencer Membro del Parlamento
1595-1656
Spencer Arms.svg
William Spencer, II barone di Wormleighton
2nd Baron Spencer of Wormleighton.jpg
1591-1636
Southampton motto (Resized).gif
Penelope Wriotheslay
Penelope wriothesley by loc.jpg
1598-1667
Thomas Howard Arms.svg
Henry Howard
m.1663
Spencer Arms.svg
Elizabeth Spencer
1618-1672
Moore family crest.gif
Henry Moore, I conte di Drogheda
1628-1675
Spencer Arms.svg
Alice Spencer
1625-1675
Spencer Arms.svg
William Spencer di Ashton
1625-1688
Gerard family crest.gif
Elizabeth Gerard
Spencer Arms.svg
Margaret Spencer
1627-1693
Earl of Shaftesbury.svg
Anthony Ashley-Cooper, I conte di Shaftesbury
Anthony Ashley-Cooper, 1st Earl of Shaftesbury.jpg
1621-1683
Spencer Arms.svg
Robert Spencer, visconte Teviot
1629-1694
Spencer Arms.svg
Jane Spencer di Yarnton
1657-1689
Spencer Arms.svg
Henry Spencer, I conte di Sunderland
Henryspencer1620.jpg
1620-1643
Sydney.svg
Dorothy Sidney
Dorothy Countess of Sunderland.jpg
1617-1684
Savile arms.gif
George Savile, I marchese di Halifax
George Savile, 1st Marquess of Halifax.jpg
1633-1695
Spencer Arms.svg
Dorothy Spencer
Dorothyhalifax.jpg
1640-1670
Spencer Arms.svg
Penelope Spencer
1644-1645
Spencer Arms.svg
Robert Spencer, II conte di Sunderland
2nd Earl of Sunderland.jpg
1641-1702
Digby-Crest.jpg
Anne Digby
Anne Digby Countess of Sunderland.jpg
1646-1715
Spencer Arms.svg
Robert Spencer
1666-1688
Spencer Arms.svg
Anne Spencer
1667-1690
Douglas hamiltonCoA.png
James Hamilton, IV duca di Hamilton
4thDukeOfHamilton.jpg
1658-1712
Spencer Arms.svg
Isabella Spencer
1668-1684
Spencer Arms.svg
Elizabeth Spencer
1671-1704
Earl of Clancarty COA.svg
Donough MacCarthy, IV conte di Clancarty
1668-1734
Coat of arms of John Churchill, Duke of Marlborough.svg
Anne Churchill
Anne Churchill, Countess of Sunderland by Sir Godfrey Kneller, Bt.jpg
1683-1716
Spencer Arms.svg
Charles Spencer, III conte di Sunderland
Charles Spencer 3rd Earl of Sunderland.jpg
1675-1722
Coat of arms of the Duke of Devonshire.svg
Arabella Cavendish
1673-1698
Tichborne-coat of arms.gif
Judith Tichborne
1702-1749
Spencer Arms.svg
Frances Spencer
1696-1742
Earl of Carlisle COA.svg
Henry Howard, IV conte di Carlisle
1694-1758
Spencer Arms.svg
Robert Spencer, IV conte di Sunderland
1701-1729
Spencer Arms.svg
Anne Spencer
1702-1769
Bateman-wales.png
William Bateman, I visconte Bateman
Portrait of William 1st Viscount Bateman.jpg
1695-1744
Spencer Arms.svg
Charles Spencer, III duca di Marlborough
3rd duke of marlborough.jpg
1706-1758
Spencer Arms.svg
John Spencer
Johnspencer1708.jpg
1708-1746
Arms of the Duke of Bedford.svg
John Russell, IV duca di Bedford
4thDukeOfBedford.jpg
1710-1771
Spencer Arms.svg
Diana Spencer
AnneChurchillanddaughter.JPG
1710-1735
Spencer Arms.svg
NN
1718-1718
Spencer Arms.svg
NN
1719-1719
Spencer Arms.svg
William Spencer
1720-1722
Arms of Winston Churchill.svg
Spencer-Churchill
Duchi di Marlborough
Spencer Arms.svg
Conti Spencer

I Churchill[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Stemma dei conti di Leon, avi dei Churchill
Re Stefano d'Inghilterra

Le antiche origini della casata dei Churchill risalgono, come quelle degli Spencer, all'epoca della Conquista: il capostipite della stirpe fu un nobile normanno, Gitto de Leon, vissuto alla metà dell'XI secolo, il quale ebbe due figli, Richard e Wandril[162]. Il primogenito, Richard, signore di Montalban, fu capostipite della casata francese dei conti di Leon, attraverso gli eredi avuti dal matrimonio con Yolanda di Lussemburgo. Da Wandril de Leon, secondogenito, signore di Courcil in Normandia e da sua moglie Isabella de Tuya, nacquero a loro volta due figli, Roger e Rolando de Courcil; Roger passò in Inghilterra al seguito del duca Guglielmo nel 1066, e per i suoi servigi venne ricompensato con terre nel Somersetshire, Dorsetshire e Devonshire (così come appare nel Domesday Book)[163]; Roger si stabilì nella signoria di Churchill, anche se secondo un'altra versione tale feudo venne acquistato da sir John Churchill all'epoca di Carlo II[163]. Ad ogni modo, è con Roger de Courcil che ha inizio la linea dei Churchill in Inghilterra. Dal matrimonio con Gertrude de Torbay ebbe tre figli: John de Churchill, Hugh FitzRoger e Roger FitzRoger. John de Churchill sposò Joan Kirlington, dalla quale ebbe il suo erede, sir Bartholomew de Churchill; fu questi un valoroso guerriero, celebrato nelle antiche canzoni[164]. Durante la guerra civile che vide contrapposti il re Stefano e l'Imperatrice Matilde, per la successione al trono inglese, Bartholomew si schierò con Stefano, combattendo per la sua causa. Si sposò con Agnese FitzRalph, dalla quale ebbe il suo erede, Pagano de Churchill. Egli fu padre di Roger, dal quale nacque Elias; Elias de Churchill visse all'epoca di Edoardo II e sposò Dorothy, dell'antica famiglia dei Columbers, dalla quale ebbe tre figli: John Churchill, Giles e William. John sposò Jane Dawney di Norton, dalla quale ebbe due figlie[165]. A proseguire la discendenza fu William Churchill, padre di Giles, il quale a sua volta generò Charles Churchill[166].

Elisabetta Woodville, regina d'Inghilterra

Quest'ultimo, scudiero e sodale del conte di Devonshire Thomas Courtenay, entrò in seguito nelle grazie di re Edoardo IV, della Casa di York, che gli diede in sposa Margaret Woodville, cugina della regina Elisabetta[166], moglie dello stesso Edoardo. Da questa unione nacque Thomas Churchill, il quale, dalla moglie Grace Tylle ebbe William; William Churchill, che sposò Mary, figlia maggiore di Richard Creuse, ebbe tre figli. Roger, il suo erede, William, e John Churchill. Da quest'ultimo, e da suo figlio William, stabilitosi nel Dorset, discese una numerosa progenie. Tra questa anche Roger Churchill, che proseguì la stirpe e dalla moglie Jane Peverell ebbe il suo erede, Matthew Churchill; da quest'ultimo e dalla sua consorte Alice Gould nacque un figlio, Jasper. Jasper Churchill, scudiero, sposò Elizabeth Chaplet, dalla quale ebbe due figli, John e Jasper, chiamato come il padre, che fu il genitore di sir John Churchill, eminente uomo pubblico all'epoca di Carlo II, morto nel 1685[167]. Aveva acquistato il castello che da lui prese il nome ma, morto con molti debiti, i suoi eredi dovettero vendere la proprietà. Il fratello maggiore di Jasper, sir John Churchill, da non confondere con l'omonimo nipote, fu un abile avvocato e uomo di legge, istruito al Middle Temple, accrebbe la propria fortuna grazie anche la matrimonio con Sarah Winston, figlia e coerede di Sir Henry Winston[167]. Da lei ebbe il un figlio, sir Winston Churchill, omonimo del suo celeberrimo discendente, a sua volta padre del grande John, duca di Marlborough.

Sir Winston Churchill (1620-1688)[modifica | modifica sorgente]

Sir Winston Churchill (1620-1688)

Conosciuto come il Cavaliere colonnello, il primo Winston nacque nel 1620, figlio di John Churchill e Sarah Winston. Studiò presso il St John's College di Oxford, ma lasciò gli studi senza conseguire la laurea. Negli anni della Guerra civile fu, come il conte di Sunderland, un fervente sostenitore del partito realista e durante gli scontri venne ferito, conseguendo la promozione a capitano del reggimento dei King's Horse[168].

Albero genealogico dei Churchill
Carlo I d'Inghilterra di Antoon van Dyck

Dopo la sconfitta della causa monarchica venne costretto a pagare un riscatto di 446 sterline; in seguito alla Restaurazione entrò in Parlamento come rappresentante del distretto di Weymouth e Melcombe Regis (1661-1679), avendo come collega in questa veste il figlio del celebre conte di Shaftesbury, e successivamente rappresentò la circoscrizione di Lyme Regis dal 1685 al 1688[169]. Tra le altre cariche pubbliche che ricoprì in questo periodo figurano anche quella di membro della Corte d'Appello per l'Irlanda e segretario della Commissione del Green Cloth. Nel 1664 venne armato cavaliere e lo stesso anno divenne membro della prestigiosa Royal Society[170]; fu anche autore di una storia dei re d'Inghilterra intitolata Divi Britannica; being a remark upon the Lives of all the Kings of this Isle, from the year of the World 2855 until the year of Grace 1660. (Divi Britannica: considerazione sulle Vite di tutti i Re di questa Isola, dall'anno del Mondo 2855 fino all'anno di Grazia 1660). Sir Winston Churchill morì nel marzo del 1688 a 67 anni. Nel 1643 aveva sposato Elizabeth Drake, nipote di lord Boteler e pronipote del potente George Villiers, duca di Buckingham, favorito dei sovrani Giacomo I e Carlo I. Insieme ebbero undici figli, sette maschi e quattro femmine; un figlio, chiamato Winston, morì alla battaglia di Solebay, nel 1672, appena ventenne[171]. Altri ancora morirono in gioventù o nell'infanzia; solo quattro raggiunsero elevate posizioni nella vita pubblica. Il già ricordato John diventerà uno dei più grandi strateghi della sua epoca, venendo ricompensato con il titolo di duca di Marlborough; suo fratello Charles servì nell'esercito insieme a lui e ottenne anch'egli numerose distinzioni, mentre un altro fratello, George fu un importante ammiraglio della Royal Navy. Infine una femmina, Arabella, divenne amante del duca di York, futuro re Giacomo II, al quale diede quattro figli, tra i quali spicca James FitzJames, I duca di Berwick, anch'egli grande comandante al servizio del Re Sole, maresciallo di Francia, la cui discendenza (cattolica), si stabilì poi in Spagna e Francia, ereditando anche il titolo dei duchi d'Alba. Attualmente la sua progenie è rappresentata da Cayetana Fitz-James Stuart, XVIII duchessa d'Alba.

I fratelli George e Charles Churchill[modifica | modifica sorgente]

George Churchill
Guglielmo III d'Orange
  • George Churchill, nato nel 1654, fratello di John, fu un importante ufficiale di marina e ammiraglio del XVII secolo in Gran Bretagna. Iniziò la sua carriera come luogotenente su varie navi durante le guerre contro gli olandesi, a conclusione delle quali ottenne il grado di capitano sulla nave HMS Dartmouth nel 1678, mentre negli anni seguenti ottenne il comando sulla Falcon e in seguito (1688), sulla Newcastle[172]. Questi incarichi probabilmente non comportavano un servizio attivo, ma durante gli eventi che portavano sul trono Guglilemo d’Orange, Churchill, sotto l'influenza del fratello, fu tra i primi a schierarsi con quest'ultimo e poco dopo ottenne il comando della HMS Windsor Castle, che comandò nella battaglia di Beachy Head. Partecipò in seguito allo scontro di Barfleur a capo della nave St Andrew[172]. Nel 1693 si ritirò dal servizio attivo a causa dei dissapori tra il re Guglielmo e la famiglia Churchill, esacerbati anche dalla rivalità tra George e il Primo Lord dell'Ammiragliato lord Orford, cui Churchill attribuiva favoritismi verso un suo concorrente, Matthew Aylmer. Quando però Marlborough, fratello e protettore di George, si riconciliò con il re, la stella dei Churchill tornò in ascesa. Egli entrò così nel consiglio direttivo dell'Ammiragliato, ora presieduto dal principe consorte Giorgio di Danimarca, marito della regina Anna, che aveva nei Churchill i suoi favoriti. Raggiunse infine il rango di Admiral of the Blue, uno dei più elevati nella Marina britannica, scavalcando in grado il suo vecchio rivale Matthew Aylmer[118]. La sua inefficienza nel contrastare la pirateria francese ai danni delle flotte mercantili inglesi e l'incapacità mostrata dalla flotta nel contrastare l'invasione del Pretendente della dinastia degli Stuart, nel 1708, gli attirarono però numerose critiche, alimentate anche dal suo pessimo carattere che gli alienò ogni simpatia. Nel 1708, alla morte del principe Giorgio, lasciò così l'Ammiragliato, ritirandosi a vita privata a Windsor Park, anche se mantenne il suo incarico di deputato per Portsmouth[173]; morì l'8 maggio 1710. Mai sposato, lasciò la sua grande fortuna a un figlio naturale.
  • Il Royal Hospital di Chelsea
    Il generale Charles Churchill, nato nel 1656, fu uno dei figli di Winston ed Elizabeth Drake. Si distinse in particolare come militare agli ordini del fratello, il duca di Marlborough: i Churchill erano infatti una famiglia molto unita e i fratelli si aiutavano reciprocamente. Dopo essere stato nominato Luogotenente della Torre di Londra, servì nell'esercito a Blenheim, dove comandò 18 battaglioni al centro della linea alleata e nuovamente a Ramillies, dove ebbe il comando di quattro brigate. Dal 1706 al 1711 fu governatore di Guernsey[174]. Sposato con Mary Gould, figlia di James Gould, ebbe un figlio naturale, anche lui di nome Charles, dalla sua amante Elizabeth Dodd. Charles Churchill proseguì la carriera militare dei suoi avi, raggiungendo il grado di luogotenente generale; fu anche deputato, diplomatico (a Vienna) e membro della corte di re Giorgio II. Fu anche governatore del Royal Hospital di Chelsea e governatore di Plymouth[175]. Da una relazione con l'attrice Anne Oldfield ebbe un figlio, anch'egli di nome Charles, che sposò lady Maria Walpole, figlia di Robert Walpole: quest'ultimo Churchill fu uomo politico e parlamentare nella seconda metà del XVIII secolo[176].

John e Sarah, duchi di Marlborough[modifica | modifica sorgente]

John Churchill, duca di Marlborough
Il duca di Monmouth
  • John Churchill nacque nel 1650, un anno dopo la decapitazione del re d'Inghilterra Carlo I Stuart in seguito alla guerra civile inglese, da Sir Winston Churchill e da sua moglie, Elizabeth Drake. Il padre, durante la guerra civile, era rimasto fedele alla causa realista e si era schierato nelle file dei Cavaliers, contro il Parlamento. Ma con la vittoria dell'esercito parlamentare e l'instaurazione del Commonwealth, la famiglia Churchill era caduta in disgrazia. John e la sorella maggiore, Arabella, crebbero in condizioni assai modeste durante tutta la durata del Commonwealth. Tornato in auge dopo la Restaurazione, il giovane John iniziò la sua ascesa come paggio del duca di York, Giacomo. La sua carriera si estese lungo il regno di cinque sovrani, da Carlo II Stuart a Giorgio I di Hannover. Iniziò a farsi notare durante il regno di Carlo II, durante le guerre contro l'Olanda, guadagnandosi anche gli elogi di Luigi XIV, quando salvò la vita del duca di Monmouth, figlio illegittimo di Carlo II. Fu però con re Giacomo II, suo protettore quando era duca di York, che ottenne i primi veri riconoscimenti, divenendo il maggior generale dell'esercito regio. Nel 1685, quando Giacomo II divenne re, Churchill giocò un ruolo fondamentale nel soffocare la ribellione di Monmouth (lo stesso al quale aveva salvato la vita anni prima) ed assicurare l'autorità del re ma nel 1688 tradì il sovrano schierandosi dalla parte dei protestanti e di Guglielmo d'Orange e Maria II Stuart. Guglielmo d'Orange, divenuto re con il nome di Guglielmo III, lo nominò conte di Marlborough e lo incaricò di comandare le truppe inglesi in Irlanda durante la guerra della Grande Alleanza; la posizione del conte rimase di una certa importanza a corte, sebbene non avesse ricevuto incarichi militari di grande rilevanza, sino alla scoperta di un carteggio che provava i contatti che Churchill teneva con l'esiliato Giacomo II e con i giacobiti: venne così arrestato ed imprigionato nella Torre di Londra, ma vi rimase per breve tempo.
    Il duca di Marlborough a Blenheim
    Liberato nel 1694 grazie anche all'influenza della moglie Sarah, amica e confidente della futura regina Anna Stuart, Churchill venne reintegrato nei suoi possedimenti e titoli, ricevendo inoltre il titolo di Capitano Generale dell'esercito inglese e partecipando, al comando degli eserciti alleati (insieme al principe Eugenio di Savoia, a capo degli Imperiali) alla guerra di Successione spagnola, contro re Luigi XIV ottenendo le brillanti vittorie che lo immortalarono come uno dei maggiori generali della storia: Blenheim, Ramillies, Oudenaarde. Con la caduta dei Whigs, il suo partito, la guerra ebbe termine e Churchill venne richiamato in Patria. Ricevuto il titolo di duca di Marlborough e la residenza di Blenheim Palace, si ritirò a vita privata nel 1711, a causa dell'opposizione di molti membri della corte. Tuttavia tornò sulla scena pubblica sotto il regno di Giorgio I, anche se per breve tempo. Colpito da un ictus, si spense nel 1722, all'età di settantadue anni. Sposatosi con la celeberrima Sarah Jennings, una delle più grandi dame del XVIII secolo, ebbe da lei sette figli; Sarah fu anche la più influente alleata politica del marito, aiutandolo costantemente nel corso della sua carriera.
Sarah Churchill, duchessa di Marlborough
La regina Anna
  • Sarah Jennings nacque il 5 giugno 1660, probabilmente in Holywell House, a St Albans, nel Hertfordshire. I suoi genitori erano Richard Jennings (o Jenyns), membro del Parlamento inglese, e Frances Thornhurst. Suo zio (Martin Lister) è stato un importante naturalista. Nel 1663, Richard Jennings conobbe Giacomo, Duca di York (il futuro Giacomo II, fratello del re Carlo II), in occasione di un negoziato per il recupero di una proprietà nel Kent (Agney Court) che era stata di sua suocera, Susan Lister (nata Temple). La prima impressione del Duca di York fu favorevole, sicché nel 1664 la sorella di Sarah, Frances Talbot, Contessa di Tyrconnel, venne nominata damigella d'onore della Duchessa di York, Anna Hyde.[177]. Anche se Frances venne costretta a rinunciare a questo incarico a causa del suo matrimonio con un Cattolico, Giacomo non si dimenticò della famiglia Churchill e nel 1673 Sarah venne nominata damigella d'onore della seconda moglie di Giacomo, Maria di Modena.[177] Sarah conobbe la giovane Principessa Anna intorno al intorno al 1675 e la loro amicizia divenne sempre più forte col crescere della loro età. Era nota a tutti l'amicizia che le legava e Le figure di spicco della società inglese si rivolgevano spesso a Sarah perché patrocinasse le loro richieste presso la principessa. Quando Anna divenne regina alla morte del cognato Guglielmo III d'Orange, Sarah divenne la sua principale consigliera, l'ultima dei grandi favoriti di Casa Stuart. Alla fine del 1675, quando aveva ancora quindici anni, Sarah e John Churchill, iniziarono a frequentarsi dopo che avevano frequentato le stesse feste.[178] Churchill, che precedentemente era stato l'amante della favorita di Carlo II, Barbara Palmer, Duchessa di Cleveland, aveva poco da offrire dal punto di vista finanziario, dato che i suoi possedimenti erano insidiati dai debitori. Sarah dovette superare due ostacoli per conquistare Churchill, da un lato la Contessa di Dorchester, Catherine Sedley, una ricca amante di Giacomo II e dall'altro anche l'ostilità del padre di Churchill, Sir Winston Churchill (1620-1688), che preferiva come nuora la Palmer per rimpinguare i vuoti forzieri di famiglia. John Churchill sperava di prendere come amante Sarah al posto della Duchessa di Cleveland, che da poco era partita per la Francia, ma da alcune lettere scritte da Sarah a John si evince la riluttanza di lei ad assumere quel ruolo.[179][180].
    Sidney Godolphin
    In un'epoca in cui i matrimoni erano celebrati più per interesse che per amore, Sarah godette di una insolita relazione amorosa con il marito, che divenne suo marito nel 1677. Sarah agì come agente di Anna dopo che il padre di questa, Giacomo II, fu deposto durante la Rivoluzione del 1688; comunque Sarah tutelò i suoi interessi durante il regno dei successori di Giacomo II, Guglielmo III e Maria II.
    La famiglia dei duchi di Marlborough
    Quando Anna salì al trono dopo la morte di Guglielmo nel 1702, il Duca di Marlborough, insieme a Sidney Godolphin, I conte di Godolphin, guidò il governo, in parte grazie all'amicizia di sua moglie con la regina. Mentre il Duca guidava all'estero le truppe nella Guerra di successione spagnola, Sarah lo teneva informata degli intrighi a corte.[181] Sarah parteggiò instancabilmente a favore dei Whigs. Essendo una donna volitiva cui piaceva sempre fare a modo suo, Sarah mise a dura prova la pazienza della regina Anna ogni volta che erano in disaccordo su argomenti politici, giudiziari ed ecclesiastici. Dopo la definitiva rottura con Anna nel 1711, anche a causa della rivalità tra Sarah e la cugina Abigail Marsham, entrata nelle grazie della regina, la duchessa venne allontanata insieme al marito dalla corte degli Stuart, ma ritornò in auge quando salirono al trono gli Hannover dopo la morte della regina Anna (1714). Sarah in seguito fu al centro di famosi scontri con molti personaggi famosi, tra cui sua figlia la seconda Duchessa di Marlborough; l'architetto di Blenheim Palace, John Vanbrugh; il primo ministro Robert Walpole; il re Giorgio II di Gran Bretagna e sua moglie, la regina Carolina. Il denaro ereditato dal marito, il duca di Marlborough, fece di Sarah una delle donne più ricche in Europa.[182][183]. Sarah Churchill morì il 18 ottobre 1744 all'età di 84 anni.[184]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Spencer Family Crest and History
  2. ^ 1066: A Medieval Mosaic (Medieval Mosaic)
  3. ^ Spencer Family Line
  4. ^ http://www.geni.com/people/Gerard-de-Tancarville/6000000000390280881
  5. ^ a b c http://tao221.files.wordpress.com/2008/12/img344.jpg
  6. ^ a b Seipp Family Genealogy:Information about William Spencer "Sir Knight"
  7. ^ http://books.google.it/books?id=mBUwAAAAYAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false
  8. ^ a b c SPENCER, Sir John (1524-86), of Althorp, Northants. and Wormleighton, Warws. | History of Parliament Online
  9. ^ Collins Peerage of England; genealogical, biographical and historical-Arthur Collins, Sir Egerton Brydges, Vol.1 p.362
  10. ^ a b c d Keats-Rohan Domesday People p. 383
  11. ^ Mason William II p. 75
  12. ^ a b Barlow William Rufus pp. 141–142
  13. ^ http://www.geni.com/people/G%C3%A9rold-de-Roumare/6000000004533948302
  14. ^ Pedigree: Almeric (Almaric) de ABITOT
  15. ^ British History Online
  16. ^ King, "Ranulf (I)"; Sharpe, Norman Rule in Cumbria, p. 40.
  17. ^ Sharpe, Norman Rule in Cumbria, p. 41. n. 98.
  18. ^ Roger died in either 1097 or 1098.
  19. ^ Judith A. Green, The Government of England Under Henry I, Cambridge: Cambridge University Press, 1986, p. 33.
  20. ^ a b c J. H. Round révisé par Emma Mason, « Abetot, Urse d' (c.1040–1108) », Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  21. ^ F. Barlow, William Rufus, p. 152
  22. ^ Egli risultò essere il più grande proprietario terriero del Worcestershire
  23. ^ F. Barlow, William Rufus, p. 95
  24. ^ R. W. Southern, « Ranulf Flambard and Early Anglo-Norman Administration », Transactions of the Royal Historical Society, Fourth Series, vol. 16 (1933), p. 95-128.
  25. ^ C. Warren Hollistern, « Anglo-Norman Civil War: 1101 », The English Historical Review, vol. 88, n°347 (1973), p. 329.
  26. ^ Collins Peerage of England; genealogical, biographical and historical-Arthur Collins, Sir Egerton Brydges, Vol.1 pp.379-380
  27. ^ a b c Round "Abetot, Urse d' (c.1040–1108)" Oxford Dictionary of National Biography
  28. ^ a b c d e Collins Peerage of England; genealogical, biographical and historical-Arthur Collins, Sir Egerton Brydges, Vol.1
  29. ^ Susan Higginbotham, The Last Justiciar: Hugh le Despenser in the Thirteenth Century. URL consultato il 15 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2008).
  30. ^ (EN) Record for Simon de Montfort, 6th Earl of Leicester on www.thepeerage.com
  31. ^ Fryde, Natalie (1979). La tirannia e la caduta di Edoardo II, p. 28 . ISBN 0521548063
  32. ^ Gwilym Dodd, Anthony Musson, The Reign of Edward II: New Perspectives, pp. 214-217.
  33. ^ Rev. John Milner, History of Antiquities of Winchester, p. 213.
  34. ^ L'esatta data di nascita di Despenser il Giovane è sconosciuta ( le Despencer, Baron (E, 1295 with precedency from 1264), Cracroft's Peerage.) but was likely between 1286 and 1290; for example, see: About Hugh (the Younger) Despencer, Geni.com. La BBC riferisce "c. 1287" ( The Sceptred Isle.); Alison Weir (2005) scrive che era al massimo tre anni più giovane di Edoardo II (page 115), il che significa che non nacque prima del 1287.
  35. ^ Bury, J. B. (1932). The Cambridge Medieval History,. VII.
  36. ^ A. Weir, Queen Isabella: Treachery, Adultery, and Murder in Medieval England, Ballantine Books, 2006
  37. ^ W. Childs, Vita Edwardi Secundi, New York, Oxford University Press [2005], 2005, p. 197, ISBN 0-19-927594-7, OCLC 229295966.
  38. ^ I. Mortimer, The greatest traitor: the life of Sir Roger Mortimer, Ruler of England: 1327--1330, marzo 2006, p. 160, ISBN 978-0-312-34941-7.
  39. ^ C. Sponsler, The King's Boyfriend Froissart's political theater of 1326 in G. Burger e S. F. Kruger (a cura di), Queering the Middle Ages, University of Minnesota, aprile 2001, p. 153, ISBN 978-0-8166-3404-0, OCLC 247977894.
  40. ^ Sumption J. 1990. Trial by Battle - The Hundred Years War I. p525
  41. ^ Ormrod MW. 2011. Edward III. Yale English Monarchs Series. p252
  42. ^ a b c Susan Higginbotham, Edward le Despenser. URL consultato il 9 gennaio 2011.
  43. ^ Burke, Sir Bernard. "Despencer-Barons Despencer, Earl of Gloucester." A Genealogical History of the Dormant, Abeyant, Forfeited, and Extinct Peerages, of the British Empire. London: Wm Clowes and Sons, Ltd., 1962. (p. 167)
  44. ^ Burke, John. A General and Heraldic Dictionary of the Peerages of England, Ireland, and Scotland, Extinct, Dormant, and in Abeyance. London: H. Colburn and R. Bentley, 1831. (pp. 173–4) googlebooks Retrieved May 26, 2008
  45. ^ Weis, Frederick Lewis, Walter Lee Sheppard, David Faris, and Frederick Lewis Weis. Ancestral Roots of Certain American Colonists Who Came to America Before 1700: The Lineage of Alfred the Great, Charlemagne, Malcolm of Scotland, Robert the Strong, and Some of Their Descendants. (7th Ed.) Baltimore, Md: Genealogical Pub. Co, 1992. (pp. 73–74, Lines: 70-35, 70-36, 74-34, 212-34.) googlebooks Retrieved May 26, 2008
  46. ^ William Caferro, John Hawkwood: An English Mercenary in Fourteenth-Century Italy (2006), p. 134.
  47. ^ a b c d e f g DNB (1900)
  48. ^ Burke, B. (1814–1892), A genealogical and heraldic dictionary of the peerage and baronetage of the British Empire (1869) p.670 online version
  49. ^ "Henry de Exon 1353-?, By exch. with Geoffrey de Cornasano for a canonry with reservn. of preb. in Lanchester colleg. ch., co. Dur., 12 March 1353 (CPL. 11 482; see above p. 32)." (from: 'Canons of Llandaff', Fasti Ecclesiae Anglicanae 1300-1541: volume 11: The Welsh dioceses (Bangor, Llandaff, St Asaph, St Davids) (1965), pp. 32-34, compid=32454&strquery=llandaff On-line version Date accessed: 13 June 2010.
  50. ^ DNB
  51. ^ See Capgrave, 'The book of illustrious Henries' , On-line version
  52. ^ Fasti ecclesiae Anglicanae, p.465
  53. ^ a b c An Historical Atlas of Norfolk
  54. ^ Knighton, Chronicle
  55. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 566
  56. ^ Allington-Smith, chapter 4
  57. ^ Westminster Chronicle On-line version
  58. ^ Becke, p.553
  59. ^ Becke, p.550-1
  60. ^ Becke, p.555
  61. ^ Becke, p.562
  62. ^ Aston, p.146
  63. ^ Allington-Smith p.69-70
  64. ^ Saul p.105
  65. ^ a b Aston, p.128
  66. ^ Aston, p.131
  67. ^ Allington-Smith, p.73-78
  68. ^ McKisack, p.439-40
  69. ^ Saul, ch.13
  70. ^ Allington-Smith, p.123
  71. ^ Chronique de la trahison et mort de Richart II, p.292
  72. ^ Allington-Smith, p.99
  73. ^ Chronicles of the revolution, 1397-1400: the reign of Richard II By Chris Given-Wilsonp.xv
  74. ^ Stubbs, § 306 p.26-7, p.32.
  75. ^ Le Neve p.465
  76. ^ thePeerage.com
  77. ^ Genealogy index
  78. ^ a b c Collins Peerage of England
  79. ^ a b c Douglas Richardson. Magna Carta Ancestry: A Study in Colonial and Medieval Families, Genealogical Publishing, 2005. pg 149, 159, 228, 274, 459, 463. Google eBook
  80. ^ Frederick Lewis Weis, Walter Lee Sheppard, William Ryland Beall, Kaleen E. Beall. Ancestral Roots Of Certain American Colonists Who Came To America Before 1700, Genealogical Publishing Com, Dec 31, 2004. pg 181-2. Google eBook
  81. ^ The Complete Peerage of England, 1890 edition, volume 3, page 96.
  82. ^ http://ladydespenser.files.wordpress.com/2008/08/despensersorigin-hughty.jpg
  83. ^ Collins's Peerage of England, p. 380
  84. ^ a b c d Ibid. p. 380
  85. ^ Possedeva il maniero e le terre di Beransby, Wigan de la Mare, Beaumaner e Marteley, a Wigorn, oltre che Castle Carlton e Cavenby.
  86. ^ a b c Ibid. p. 381
  87. ^ Collins's Peerage of England, p. 381
  88. ^ A testimoniarlo ci sono lettere di re Edoardo III d'Inghilterra, datate 6 marzo 1386, che garantiscono a John Spenser la protezione reale per un anno(cit. in Collins's Peerage of England, p. 381)
  89. ^ Collins's Peerage of England, p. 382
  90. ^ a b c Ibid. p. 382
  91. ^ Questa circostanza, molto insolita visto che non era affatto comune fra nobili d'alto rango sostituire le proprie armi con quelle oscure di un parente, ha dato modo ad alcuni studiosi di contestare la legittimità della consanguineità degli Spencer con i Despenser. Nel 1504 il primo Barone di Wormleighton armò definitivamente il suo blasone con lo stemma degli Spencer moderni, derivandolo da quello dei Despenser antichi, decisione confermata dai King of Arms e dal sovrano in persona (all'epoca Enrico VIII)
  92. ^ Ibid. p. 383
  93. ^ Collins Peerage, op. cit., p. 383
  94. ^ Ibid., p.383
  95. ^ Famous Spencers
  96. ^ a b Spencer 1
  97. ^ a b c Ibid., p.384
  98. ^ Sir John Spencer 1455–1522
  99. ^ H. Gawthorne/S. Mattingly/G. W. Shaeffer/M. Avery/B. Thomas/R. Barnard/M. Young, Revd. N.V. Knibbs/R. Horne: "The Parish Church of St. Mary the Virgin, Great Brington. 800 Years of English History", published as "Brington Church: A Popular History" in 1989 and printed by Peerless Press.
  100. ^ Antonio Saltini Storia delle Scienze agrarie Venticinque secoli di pensiero agronomico
  101. ^ Ibid., p.386
  102. ^ Collin's Peerage of England
  103. ^ a b c d e f Ibid.
  104. ^ Cam. Misc. ix(3), 36; Cath. Rec. Soc. xiii. 94; Finch, 175.
  105. ^ Collins Peerage of England, p.386-87
  106. ^ Albert Charles Hamilton, The Spencer Encyclopedia, pp.173-74, Google books, retrieved 29-12-09
  107. ^ George Edward Cockayne Complete baronetage Volume 1 1900]
  108. ^ Clutterbuck, Hertfordshire, iii. 96–7, 110–13; Burke, Extinct Baronetage
  109. ^ Finch, 57-63, 173-8; Bridges, Northants. i. 45, 105, 108, 117, 130, 330-1, 472-6, 479, 484; PCC 1 Spencer; C142/215/258.
  110. ^ The Spectator. 1864. p. 123. Retrieved 14 December 2011.
  111. ^ La madre di Ferdinando, Lady Margaret Clifford, era nipote di Charles Brandon, I duca di Suffolk, confidente di Enrico VIII, e di Maria Tudor, sorella dello stesso re. Nel suo testamento, che non verrà rispettato, Enrico aveva nominato eredi dei Tudor i discendenti della sorella e del duca di Suffolk, tra cui appunto il conte Ferdinando di Derby
  112. ^ Lawrence Manley, "From Strange's Men to Pembroke's Men: 2 "Henry VI" and "The First Part of the Contention".", Shakespeare Quarterly
  113. ^ en:File:Anne stanley pedigree.png
  114. ^ a b Kathy Lynn Emerson, A Who's Who of Tudor Women
  115. ^ John T. Shawcross, John Milton: The Self and the World, p.28, Google Books, retrieved 30-12-09
  116. ^ Alan Warwick Palmer and Veronica Palmer, Who's Who in Shakespeare's England, p.36
  117. ^ SPENCER, John (c.1549-1600), of Newnham, Warws. and Althorp, Northants. _ History of Parliament Online.htm
  118. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Ibid.
  119. ^ Stow, Annals, p. 828
  120. ^ Ashmole, Order of the Garter, p. 411
  121. ^ Gardiner, iv. 51
  122. ^ SPEDDING, Life of Bacon viii, 245, 268-9
  123. ^ GARDINER, iv, 114-16
  124. ^ ARTHUR WILSON, Hist. 1653, 163
  125. ^ Cal. State Papers, Dom. 1619-23, p. 347
  126. ^ The Muses of Thankfulness, or a Funeral Elegie consacrated to the Memory of the late Robert, Baron Spencer of Wormleighton, London, 1627, 12mo
  127. ^ Who, since Thamira did die/Hath no brook‘d a lady‘s eye/Nor allow‘d about his place/Any of the female race
  128. ^ SPENCER, Hon. Richard (1593-1661), of Orpington, Kent. | History of Parliament Online
  129. ^ G.E. Cokayne; with Vicary Gibbs, H.A. Doubleday, Geoffrey H. White, Duncan Warrand and Lord Howard de Walden, editors, The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910-1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume XII/1, page 160. Hereinafter cited as The Complete Peerage.
  130. ^ Cokayne, and others, The Complete Peerage, volume XII/1, page 161.
  131. ^ Charles Kidd and David Williamson, editor, DeBretts Peerage and Baronetage (London, U.K.: DeBrett's Peerage, 1999), volume 12, page 1870. Hereinafter cited as DeBretts Peerage, 1999.
  132. ^ Person Page 10528
  133. ^ G.E. Cokayne; with Vicary Gibbs, H.A. Doubleday, Geoffrey H. White, Duncan Warrand and Lord Howard de Walden, editors, The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910-1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume XII/1, page 161. Hereinafter cited as The Complete Peerage.
  134. ^ Cokayne, and others, The Complete Peerage, volume XII/1, page 483.
  135. ^ John Pearson, Blood Royal, endpiece.
  136. ^ John Pearson, Blood Royal: The Story of the Spencers and the Royals (London, U.K.: HarperCollins, 1999), page 12. Hereinafter cited as Blood Royal.
  137. ^ Cokayne, and others, The Complete Peerage, volume XII/1, page 484.
  138. ^ Sacharissa; some account of Dorothy Sidney, Countess of Sunderland, her family and friends, 1617-1684 by Julia Mary Cartwright Ady (1926)
  139. ^ Venn, J.; Venn, J. A., eds. (1922–1958). "Spencer, Robert". Alumni Cantabrigienses (10 vols) (online ed.). Cambridge University Press.
  140. ^ SPENCER, Hon. Robert (1629-94), of Southampton Place, Bloomsbury, Mdx. and Christ Church, Oxford. _ History of Parliament Online.htm
  141. ^ Spencer 2
  142. ^ British Armorial Bindings
  143. ^ J.P. Robert Spencer, 2nd Earl of Sunderland 1641-1702 Longman Green and Co. 1958 p.5
  144. ^ p.228
  145. ^ Kenyon p.3
  146. ^ Kenyon p.8
  147. ^ Kenyon p.23
  148. ^ Kenyon p.119
  149. ^ Kenyon p.40
  150. ^ Kenyon p.66
  151. ^ Kenyon p.226
  152. ^ Kenyon p.228
  153. ^ Kenyon, J.P. The Ste Touarts 1966 (Fontana ed.) p.174
  154. ^ a b Kenyon p.328
  155. ^ Kenyon p.302
  156. ^ Diario di Samuel Pepys; 1 luglio 1663
  157. ^ Kenyon, J.P. Robert Spencer, 2nd Earl of Sunderland 1641-1702 Longmans Green and Co. 1958 p.8
  158. ^ Oxford Dictionary of National Biography, Charles Spencer, 3rd Earl of Sunderland
  159. ^ Deutsch, O.E. (1955), Handel. A documentary biography, p. 91. Ristampato nel 1974.
  160. ^ Vedi l’anno 1719 in: Handel Reference Database
  161. ^ Devon and Exeter Oath Rolls
  162. ^ Collin's Peerage of England, p. 362
  163. ^ a b Ibid. p. 363
  164. ^ Ibid. pag 363
  165. ^ Ibid. pag. 363
  166. ^ a b Ibid. pag. 364
  167. ^ a b Ibid. pag. 365
  168. ^ “Churchill, Winston”, Dictionary of National Biography, london: Smith, Elder and co. 1885-1900
  169. ^ History of Parliament “Churchill, Winston”
  170. ^ ADM 33/91
  171. ^ Richard. Marlborough: England's Fragile Genius. HarperPress. 2008
  172. ^ a b Loughton 1887
  173. ^ Ibid
  174. ^ Marlborough: England's Fragile Genius
  175. ^ Perry, Sir Everard Fawkener, Friend and Correspondent of Voltaire
  176. ^ Stooks Smith, page 20
  177. ^ a b Field, p. 8.
  178. ^ Churchill, pp. 108–109 vol 1
  179. ^ Field, p. 21.
  180. ^ Churchill, p. 128 vol 1
  181. ^ Murray, p. 12, 13 vol 1
  182. ^ Falkner, Churchill , Sarah, duchess of Marlborough (1660–1744).
  183. ^ Field, p. 315.
  184. ^ Field, p. 453.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Allington-Smith, Henry Despenser: the fighting bishop, Dereham, Larks Press, 2003, ISBN 1-904006-16-7.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]